Aiutaci a proteggere il 30% dei nostri oceani dalla pesca industriale entro il 2030

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Quando arriverà a 1.000.000 firme, questa petizione diventerà una delle più firmate a Change.org!

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Siamo Ali e Lucy Tabrizi, i registi di Seaspiracy. Nel nostro popolare documentario di Netflix, abbiamo tenuto traccia del nostro viaggio per il mondo mentre rivelavamo gli orrori della pesca industriale - l’industria più dannosa per i nostri oceani. 

Entrambi amiamo gli oceani da che abbiamo memoria. Il mare ci ha dato molta gioia e ispirazione, ed era il nostro sogno girare, un giorno, un documentario sulle meraviglie della vita marina.

Ma appena abbiamo iniziato a girare e a scoprire cosa stava accadendo nel mare, abbiamo capito che il documentario doveva mostrare questo lato della storia, che per lungo tempo è stato per lo più nascosto. Siamo stati testimoni di terribili distruzioni, abusi e corruzione, e sapevamo di dover divulgare quanto l’industria globale della pesca stia massacrando gli oceani, al di fuori della nostra vista. Abbiamo rotto l’assordante silenzio riguardo il ruolo della pesca e di come stia svuotando i nostri mari, decimando l’habitat e colpendo il nostro clima.

 

L’Italia ha 32 Aree Marine Protette, ma queste sono meno del 10% del totale della sua area marittima. 

Ma ancor peggiore è il fatto che la Corte dei Conti Europea ha scoperto che solo nell’1% di queste aree, così come in quelle di altri stati UE, è vietata la pesca. Infatti, il 59% delle aree protette del Mediterraneo è più soggetto alla pesca a strascico delle aree non protette.

Il Mediterraneo è il mare più sovrasfruttato al mondo in termini di pesca, e tutte le acque lungo la bellissima costa italiana sono classificate in cattive condizioni. Ecco perché, come paese membro del G7 e dell’UE, chiediamo a Roberto Cingolani, ministro dell’Ambiente, di creare e rinforzare almeno del 30% entro il 2030 le riserve marine italiane con divieto di pesca.


Queste zone a pesca vietata proteggeranno la vulnerabile fauna selvatica che è prossima al collasso, e assicurerà a questi habitat una possibilità di ripresa. 

Questo dev’essere uno sforzo globale, per questo chiediamo ai leader mondiali di unire le forze e proteggere almeno il 30% dei nostri oceani entro il 2030. 

Perché è così importante?

L’industria della pesca è finora la più nociva nei nostri oceani. Ecco alcune cose che abbiamo scoperto girando Seaspiracy:

  • La pesca ha spazzato via il 90% dei pesci di grandi dimensioni (1)
  • 35 miliardi di dollari di sussidi vanno all’industria mondiale della pesca - finanziando navi più grandi, più carburante, licenze di pesca e la cattura di moltissime vite marine. (2)
  • Approssimativamente 300.000 delfini, balene e focene vengono uccise ogni anno dalle operazioni di pesca. (3)
  • La pesca uccide fino a 30.000 squali OGNI ORA (4)
  • L’attrezzatura da pesca smarrita è la forma di plastica marina più mortale (5)

A meno che non agiamo adesso, vivremo per vedere la morte degli oceani e i nostri figli non conosceranno mai le meraviglie e le bellezze del nostro, un tempo florido, pianeta azzurro. Seaspiracy ha messo in luce la verità, ma non possiamo risolvere tutto questo da soli. Adesso c’è bisogno di entrare in azione ed è qui che entrate in gioco anche voi. Insieme possiamo cambiare rotta. 

Le *donazioni* a questa petizione vanno a Change.org, non a Seaspiracy. Se desideri fare una donazione direttamente alla campagna di Seaspriacy, per favore, fallo qui.


Unisciti alla campagna per salvare i nostri oceani. Per favore, firma la petizione e diventa parte di questo movimento storico per proteggere almeno il 30% dei nostri oceani entro il 2030. 

Fonti:

1 https://www.nature.com/articles/nature01610

2 https://unctad.org/project/regulating-fisheries-subsidies

3 https://iwc.int/bycatch

4 https://www.sciencedirect.com/science/article/abs/pii/S0308597X13000055

5 https://storage.googleapis.com/planet4-international-stateless/2019/11/8f290a4f-ghostgearfishingreport2019_greenpeace.pdf