Decision Maker

Virginia Raggi

  • Sindaco di Roma

Does Virginia Raggi have the power to decide or influence something you want to change? Start a petition to this decision maker.Start a petition
Petitioning Michela Vittoria Brambilla, Virginia Raggi, Andrea Orlando

Giustizia per il Jack Russell lanciato dal 7° piano

Ha gettato dalla finestra del suo appartamento al settimo piano un cagnolino Jack Russell davanti agli occhi del figlio 15enne. L’omicidio di Lilly rimane impunito. L’uomo sospettato di aver ammazzato il quattro zampe non ha confessato e non c’è testimone disposto a parlare. Nessuno lo ha denunciato, ha un casellario giudiziario che lo incorona come persona da cui è bene stare alla larga. Essendo il reato di maltrattamenti su animali procedibile soltanto a querela, finchè qualcuno non depositerà un esposto, la procura non potrà procedere. La morte del cane, in un modo così violento e brutale, rischia di restare impunita.  Quanto accaduto a Tor Carbone (Roma) è un gesto efferato e di una crudeltà inaudita, non solo dal punto di vista penale per l'uccisione di un animale, ma perché rispecchia la pericolosità dell'individuo in questione, anche per l'incolumità dei suoi familiari. Chiediamo giustizia e l'allontanamento del responsabile dal nucleo familiare. Una persona che si difende con la frase: «Tutte ste pagliacciate è solo un cane» davanti a un figlio minorenne in lacrime merita provvedimenti severi e deve essere messo nella condizione di non nuocere più. Questo ennesimo fatto di cronaca nera è la dimostrazione che chi maltratta gli animali è potenzialmente propenso a delinquere e ad usare violenza sulle categorie più deboli, come donne e bambini.  Rinaldo Sidolihttps://www.facebook.com/rinaldosidoli/  

Rinaldo Sidoli
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Petitioning Virginia Raggi

Reintegrate Barbara, bidella licenziata perché ha denunciato maltrattamenti sui bambini!

Barbara Nasso fino al 2013 lavorava come collaboratore scolastico presso una scuola dell'infanzia di Roma e grazie alla sua pubblica denuncia ha contribuito a far arrestare una maestra che maltrattava i bambini con schiaffi, vessazioni e umiliazioni, violenze che si sono verificate anche verso bambini disabili. Oltre alla maestra anche la coordinatrice della scuola fu messa agli arresti domiciliari per non aver denunciato le vessazioni ricevute dai bimbi pur essendone a conoscenza. Dopo la sua denuncia Barbara è stata bandita come bidella da tutte le scuole comunali di Roma nonostante l’arresto e quindi la comprovata colpevolezza della maestra. Questo licenziamento crea un gravissimo precedente: chi vorrà ancora denunciare abusi e maltrattamenti con il rischio di essere licenziato?  Barbara deve essere reintegrata con tanto di scuse: chi supera il muro di omertà che spesso resiste dietro i maltrattamenti va premiato, non licenziato! Qui il servizio delle Iene sulla vicenda di Barbara Nasso https://www.iene.mediaset.it/video/roma-bidella-denuncia-maltrattamenti-bambini-asilo-licenziata_110140.shtml 

Lisa Adda
96,399 supporters
Petitioning Virginia Raggi

#lacasasiamotutte

Molte nostre amiche hanno voluto sostenerci con un appello, che noi, Casa Internazionale delle Donne, raccogliamo invitando tutte e tutti a sottoscriverlo per sventare definitivamente il rischio che la Casa resti senza casa. Grazie amiche! "La Casa Internazionale delle donne di Roma non è al sicuro.Un luogo storico, il riferimento di oltre 30.000 donne che la visitano ogni anno e delle numerose associazioni che la fanno vivere, il punto di incontro, confronto culturale e politico, di crescita personale e professionale, l’archivio del femminismo, la sede di tante battaglie delle donne contro discriminazioni e violenze, è a rischio. Ancora pende il rischio dello sfratto. Ancora si avanza, da parte del Comune, la richiesta di un arretrato di oltre 800.000 euro. Eppure, le donne che la animano hanno spiegato a noi, agli interlocutori istituzionali e a tutte/i coloro che hanno a cuore la sua esistenza, che la Casa ha pagato per tutti i 15 anni di gestione, buona parte del canone e ha sostenuto gli ingenti costi di manutenzione di cui uno stabile storico, quale è il complesso del Buon Pastore (un palazzo del 1660), necessita. Il tutto senza contributi e finanziamenti pubblici, solo con l’autofinanziamento, rendendo così fruibile per la città questo splendido luogo: aperto, frequentabile, pieno tutti i giorni di attività e di servizi a disposizione delle donne, in particolare di quelle con minori possibilità. Sappiamo che la trattativa con il Comune è in corso, ma ci sembra troppo lenta e difficile. Gli amministratori del Campidoglio dicono che vogliono valorizzare la Casa, che la considerano un valore per la città. Noi ci crediamo. Perché non dovremmo?Sarebbe del tutto paradossale, che la prima sindaca donna della Capitale voglia passare alla storia per aver chiuso la Casa internazionale delle donne.Ci sentiamo in dovere di parlare perché “la Casa siamo tutte”. Noi la frequentiamo, vediamo quanta passione, quanto lavoro, quanta fatica richiede ogni giorno quel luogo per restare aperto e disponibile. Vorremmo un gesto di responsabilità e di generosità. Vorremmo che alle parole seguissero i fatti. La Casa, le associazioni e le tantissime donne che la abitano e la rendono fruibile devono essere messe in sicurezza, devono poter continuare ad agire e progettare il futuro. Per ottenere questo risultato, basterebbe applicare le leggi che consentono di concedere alla Casa Internazionale un canone gratuito, mettere a valore il ruolo sociale e culturale che la Casa svolge, riconoscere il pregio dell’opera di manutenzione e salvaguardia di un bene culturale della città e il prezioso contributo dei servizi che alla Casa le donne trovano e quindi anche ristrutturare il debito, a partire dal riconoscimento della sua reale entità.La Casa rappresenta anche un pezzetto della nostra storia, del presente e del futuro nostri e della città. E’ uno dei simboli delle battaglie e delle vittorie delle donne e ci aiuta, con l’impegno quotidiano che vi si svolge, a costruire scelte, passi che restano da compiere per superare discriminazioni e diseguaglianze.La casa siamo tutte. Tutte, anche Virginia Raggi." Ambra Angiolini, Lucia Annunziata, Asia Argento, Silvia Avallone, Elisabetta Addis, Sonia Bianchini, Laura Bispuri, Alessandra Bocchetti, Caterina Bonvicini, Tatiana Campioni, Valentina, Carnelutti, Stefania Casini, Carlotta Cerquetti, Teresa Ciabatti, Gigliola Cinquetti, Chiara Civello, Francesca Comencini, Paola Cortellesi, Lella Costa, Maria Rosa Cutrufelli, Francesca D’Aloja, Serena Dandini, Piera Degli Esposti, Marica Di Pierri, Ginevra Elkann, Alessandra Ferri, Iaia Forte, Ilaria Fraioli, Elena Giannini Belotti, Chiara Gamberale, Maria Grazia Giammarinaro, Emanuela Giordano, Valeria Golino, Laura Greco, Glauca Leoni, Rosetta Loy, Loredana Lipperini, Viola Lo Moro, Sarah Di Nella, Ria Lussi, Simonetta Lux, Barbara Leda Kenny, Francesca Mancini, Dacia Maraini, Francesca Marciano, Giovanna Mezzogiorno, Rossella Milone, Michela Murgia, Olivia Musini, Silvia Neonato, Roberta Nicolai, Eleonora Paglini, Laura Paolucci, Valeria Parrella, Rita Pelusio, Marinella Perroni, Cristina Petrucci, Barbara Piccolo, Renata Rampazzi, Norma Rangeri, Alba Rohrwacher, Sara Ronchi, Evelina Santangelo, Alessandra Sarchi, Bia Sarasini, Luisella Seveso, Grazia Scuccimarra, Tosca, Tiziana Triana, Jasmine Trinca, Chiara Valentini, Chiara Valerio, Maddalena Vianello  Per info: lacasasiamotutte@gmail.com

Casa Internazionale delle Donne
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Petitioning Comune di Roma

Difendiamo la Casa delle Donne di Roma, "no allo sfratto del Comune"

Vergognoso che il Comune di #Roma pensi di sfrattare la Casa Internazionale delle Donne di Roma. Una realtà sociale al servizio delle Donne e di una grande comunità, da più di trent'anni. Un pezzo di storia e di memoria sociale che intendiamo difendere. Da Bari, dalla Casa delle Donne del Mediterraneo, lanciamo una petizione per una raccolta di firme per chiedere al Comune di Roma e alla sindaca Virginia Raggi di ritirare lo sfratto intimato a questa importante comunità nazionale e a trovare un accordo per garantire l'esistenza e le attività di questa importante struttura. #noicisiamo, #noncifermiamo, #ledonneresistono  

Casa delle Donne del Mediterraneo Bari
100,727 supporters
Petitioning Virginia Raggi

Per una Roma antirazzista, antifascista e solidale

Questa non è la mia città. Una città in cui alle sei di mattina i poliziotti fanno le cariche e buttano gli idranti contro i rifugiati, comprese donne incinte e bambini. Una città in cui da due anni la polizia interviene contro i migranti in transito sgomberando di notte i posti d’accoglienza. Questa non è la mia città, indifferente contro i deboli, ostile contro gli stranieri. Che parla di legalità solo quando deve usare la violenza contro i poveri. Che riempie le strade di transenne, posti di blocco, camionette. Che umilia chi dorme per strada. Che disprezza chi non ha una casa. Che chiama sicurezza il peggior razzismo. La mia città è aperta, solidale, attenta, si vergogna del suo passato coloniale e fascista, ed è fiera della sua storia di resistenza. La mia città è fatta dalle persone che si danno da fare ogni giorno per la dignità degli ultimi: gente comune che fa politica offrendo condivisione, accoglienza, educazione. La mia città è di chi si batte per allargare i diritti, non per togliere a chi li ha. La mia città è bellissima, anche se ogni giorno fate di tutto per farne un luogo di paura e tristezza. Lo sgombero di 800 eritrei - bambini, donne, disabili, anziani - in piazza Indipendenza è solo l'ultimo di una serie di episodi di razzismo e intolleranza verso le persone che arrivano a Roma dopo aver superato guerre e dittature nei loro paesi d'origine, un viaggio estremo nel deserto, violenze e torture da parte dei trafficanti e l'attraversamento del Mediterraneo. Come ha scritto Annalisa Camilli su Internazionale: "Perché nessun rappresentante delle istituzioni si è affacciato a piazza Indipendenza in questi giorni? Perché Roma da anni non riesce a varare un piano per l’accoglienza? La risposta è semplice nella sua brutalità: i migranti, i richiedenti asilo e i rifugiati che vivono nelle nostre città non sono considerati parte delle nostre comunità, anche se sono al nostro fianco e nelle nostre vite da anni". Questo è un appello che ti chiedo di diffondere perché Roma torni a essere una città antirazzista, antifascista e solidale.

Christian Raimo
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Petitioning Nicola Zingaretti

SALVIAMO DI NUOVO IL CENTRO ANTIVIOLENZA DI TOR BELLA MONACA

Mi chiamo Stefania Catallo, e molti di voi mi conoscono per avere portato avanti una lunga battaglia, grazie alla quale abbiamo ridato vita al centro antiviolenza "Marie Anne Erize" di Tor Bella Monaca. Abbiamo passato due anni intensi e pieni di riconoscimenti per il nostro lavoro; abbiamo salvato vite umane; abbiamo ridato il sorriso a quelle donne che non avevano neanche più i denti per farlo; abbiamo sostenuto i loro progressi e aiutato il loro riscatto, unendo il cuore, la cultura e il lavoro, creando un luogo dove potessero sentirsi accettate e comprese, senza giudizi, senza compromessi. Abbiamo ricevuto per ben due anni consecutivi il premio della Fondazione Up, che dalla Francia ha riconosciuto il nostro operato. Sono stata insignita della carica di Ambasciatrice del Telefono Rosa. Ho volato in Romania lo scorso 8 marzo, per inaugurare ufficialmente il primo sportello romeno contro la violenza domestica. Ho portato avanti, col nostro centro, il progetto di memoria storica sulle Marocchinate e sulle desaparicion della dittatura civico-militare argentina del 1976. Abbiamo istituito da quest'anno una borsa di studio dedicata agli studenti dell'ultimo anno delle superiori, mille euro per aiutarli ad iscriversi all'università. Abbiamo creato una biblioteca di ottomila volumi, riconosciuta nell'Anagrafe delle Biblioteche Nazionali. Tutto in volontariato, senza nessun aiuto economico istituzionale, solo con quello che la gente ha voluto donarci e, per nostra scelta, senza appoggi politici, perchè quando una donna viene da noi non le chiediamo per chi vota, bensì come possiamo aiutarla.  Giovedì 16 marzo,  senza nessun preavviso e senza che ci venisse comunicato alcunchè, nel nostro municipio de Le Torri, la maggioranza ha presentato  in Consiglio una mozione per toglierci l'uso dei locali nei quali operiamo, non rispettando la procedura con la quale avrebbe dovuto avvisarci tramite raccomandata o chiedendoci un appuntamento per notificare l'atto. I locali ci sono stati assegnati nel 2015, proprio grazie alle firme raccolte sulla piattaforma Change, e all'impegno instancabile di tutt,i con procedura diretta e per meriti straordinari.  Il contratto è stato rinnovato con tacito accordo di sei mesi in sei mesi, nell'attesa che divenisse definitivo. Nel frattempo, abbiamo reso questo posto anche un centro culturale di primo livello, trasformandolo totalmente. La motivazione della mozione  è stata un vago riferimento a non ben specificate problematiche amministrative. Ma se così fosse, ci siamo dette, non sarebbe stata presentata una mozione, che è un atto politico a tutti gli effetti, bensì una interpellanza. Ci sarebbero stati chiesti dei documenti, che avremmo prodotto prontamente: avremmo esibito bilanci e conti, e soprattutto gli attestati dei pagamenti dell'affitto, che sono stati sempre fatti regolarmente. Invece, come accade nei peggiori regimi dittatoriali, ci siamo trovate sorprese e sgomente davanti ad un atto fatto a nostra totale insaputa. Saremo sfrattate e il locale messo a bando, gli accordi stravolti d'ufficio, e il nostro lavoro sarà così in pericolo. Siamo state trattate da fuorilegge, il nostro operato è stato ritenuto irrilevante e di nessun valore. In un luogo dove la politica non dovrebbe avere posto, essa invece è entrata di prepotenza, senza alcun rispetto per le nostre donne e per il nostro lavoro.   Ci chiediamo quanto sangue dovrà scorrere ancora, quante di noi dovranno ancora morire, o rimanere paralizzate come Chiara Insidioso, o girare deturpate dall'acido come Lucia Annibali e le altre; ci chiediamo con quale coraggio e in nome di quale principio si chiudono i centri antiviolenza. Dal 2011 abbiamo assistito circa tremila donne, infondendo coraggio e speranza. Abbiamo aperto le nostre porte alla formazione dei cousellor delle scuole di Roma, che da noi trovano la possibilità di perfezionarsi nell'ascolto attivo. Abbiamo fatto sfilare le creazioni delle nostre utenti ed ex utenti, organizzando sfilate di bellissimi abiti da sposa. Ci siamo ritrovate stanche morte ma felici di avere dato un senso al nostro lavoro, di avere ridato speranza. Ma noi non possiamo permetterci incertezze, in nostro primo dovere è tutelare le donne, tutte. Quindi, ricominciamo la battaglia, e vi chiedo di aiutarci di nuovo, con tutta la vostra forza, con tutto il vostro cuore. Facciamo sentire la nostra voce, che diventi un grido fortissimo. Facciamo in modo che questo sfratto venga bloccato e il centro continui a vivere. Lo chiediamo alle maggiori cariche dello Stato, della Capitale e della Regione Lazio. Tor Bella Monaca è anche questo, un grande cuore. Non lo fermiamo  Insieme, ce la possiamo fare. Vi chiediamo di firmare e sostenerci solo per queste donne, e non per oscuri giochi di potere che si fanno sulla pelle delle donne.    

stefania catallo
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Petitioning Virginia Raggi, GIOVANNI BOCCUZZI, Tutela politiche abitative

SGOMBERO ABITATIVO IN CASA POPOLARE A DISABILE ITALIANO CON MACCHINARI SALVA VITA AIUTO

Salve a tutti NO ALLO SGOMBERO Il mio nome è Giuseppe Valentini, nato a Roma e residente nel quartiere di Villa Gordiani. Dalla mia nascita sono invalido e assumo medicinali e ho bisogno del sostegno di un macchinario notturno per la vita. Sono padre di un bimbo di 5 anni anche esso residente dalla nascita presso la.mia abitazione (2011). Percepisco una pensione di invalidità di 280€ mensili e mi arrangio in qualche piccolo lavoro saltuario. Pago regolarmente l'affitto con bollettini a me intestati gestiti da Prelios per conto Roma Capitale. Giovedì 10 novembre 2016 ore 8:00 circa Roma Capitale si presenta con l'accompagno dell'ufficiale giudiziario per effettuare lo sgombero del (mio) appartamento in quanto non assegnatario. Li ho respinti minacciando di darmi fuoco vivo, in quanto non ho altri posti dove andare ne io ne mio figlio. Hanno promesso di tornare con organi competenti per effettuare uno sgombero COATTO E FORZATO. In questo quartiere, come in tutti i quartieri popolari di Roma e credo d'Italia, ci sono centinaia di appartamenti vuoti non assegnati e lasciati in stato di abbandono, mentre l'emergenza abitativa degli italiani e in continua crescita, nonostante ciò le liste di attesa per le assegnazioni sono molto ma molto lunghe e ad occupare i primi posti in graduatoria perché hanno punteggio avvantaggiato, sono extracomunitari, CIO NON E PER OFFENDERE I LORO DIRITTI PERCHE I DIRITTI SONO UGUALI PER TUTTI MA PER DIFENDERE ALMENO LE ESIGENZE DEGLI ITALIANI IN QUANTO LA COSTITUZIONE LO PREVEDE. VI CHIEDO CON DISPERAZIONE E UMILTA DI AIUTARE A DIFENDERE DA QUESTA SITUAZIONE ME E TANTE ALTRE FAMIGLIE DISPERATE. DIFFONDETE IL PIU POSSIBILE AL MOMENTO VI RINGRAZIO CHIEDO AL SINDACO VIRGINIA RAGGI E A TUTTI COLORO CHE SI OCCUPANO DELLE POLITICHE ABITATIVE DI RIVEDERE QUESTO SISTEMA E DI METTERSI UNA MANO SULLA COSCIENZA  

Pino Valentini
34,788 supporters
Petitioning Beatrice Lorenzin, Ministero della Salute, Virginia Raggi, corriere della sera, Il Messaggero, il sole 24 ore, huffingtonpost , Matteo Renzi, Giulia Grillo, Luigi Di Maio

Artrite Psoriasica - Non è invisibile agli occhi

"Artrite psoriasica" Non è solo una malattia, è un ostacolo quotidiano. Una malattia silente, invisibile agli occhi, e non sempre, di chi non la conosce ma che condiziona tutti gli aspetti elementari della quotidianità di chi ne è affetto. Noi psoriasici siamo normali, combattivi, ma la battaglia che ogni giorno ognuno di noi affronta è dura. Ci sono giorni che anche solo alzarsi dal letto diventa una conquista, quando ogni muscolo in tensione, ogni fibra del corpo ti procura dolore, ogni istante della giornata. La medicina continua a fare ricerca sulle cause scatenanti, sui meccanismi d'azione e sulle cure, ma a livello culturale é una patologia quasi sconosciuta. E poi ci sono metodi alternativi già sperimentati in altri paesi, che su molti malati funzionano, ma in Italia la burocrazia complica tutto. Abbiamo bisogno di essere ascoltati. Ma soprattutto abbiamo bisogno di sostegno psicologico, medico, lavorativo e strutturale. Cure, visite, ausili per la deambulazione, psicoterapeuti, fisioterapisti, nutrizionisti, noi ne facciamo un uso costante, ma non possiamo sostenere da soli tutte le spese. Spendiamo molto in termini di risorse ed energie mentali, ma vogliamo solo quello che ci spetta. Ci serve aiuto anche solo per poter scegliere la cura giusta, che sia di medicina tradizionale e non. Ricordando a tutti che questa malattia non guarisce, ma con il giusto sostegno si può vivere meglio. Riconoscere i nostri diritti di malati sarebbe un ottimo risultato. Senza dimenticare che nei luoghi di lavoro siamo spesso oggetto di dubbi e diffidenze. Molti ci definiscono malati immaginari. Ma non lo siamo. Quindi riconoscerci leggi specifiche ci aiuterebbe a vivere meglio. L'accesso diretto alla 104 con permessi, l’iva decurtata oppure il poter usufruire con semplicità e garanzie del decreto cure legislativo 119/2011, potrebbe migliorare il nostro vivere quotidiano. Aiutateci a condividere e a far conoscere questa patologia invalidante. Aiutateci a far sentire la nostra voce. Aiutateci a non sentirci soli.

Roberto Quagliatti
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Victory
Petitioning Virginia Raggi

Proteggiamo la cultura. "No" al ritorno di macchine e camion-bar lungo i Fori Imperiali

Il 3 agosto 2013, poco più di un mese dopo le elezioni di giugno, la nostra Giunta avviò la pedonalizzazione dei Fori Imperiali. Nei mesi successivi la notte, invece che con i fanali delle 40.000 automobili che li attraversavano quotidianamente, li illuminammo prima con gli spettacoli di Piero Angela e Paco Lanciano e poi con le luci di Francesca e Vittorio Storaro. Quel giorno la Giunta che guidavo decise di assumere un impegno semplice ma certamente storico. Proibire la presenza delle macchine e degli orribili camion-bar per riqualificare l’intera area archeologica centrale. Era il grande disegno indicato nel 1887 da Guido Baccelli, inseguito poi nell’epoca giolittiana e più recentemente da Carlo Giulio Argan e Adriano La Regina. Non proprio un’idea nuova, ma nessun sindaco l’aveva mai realizzata. Quest’anno ad agosto il disegno si doveva completare con la chiusura totale: avviata ad agosto proprio per creare meno disagi. La scelta è semplice: i monumenti patrimonio dell’umanità o le automobili? La nuova Giunta, invece, vuole dare un messaggio forte e chiaro: tornino le automobili e i camion-bar. Cosa farebbero i sindaci di New York o Parigi se avessero l’area archeologica più importante del pianeta? La proteggerebbero come patrimonio inestimabile o la riaprirebbero al traffico e ai gas di scarico? Credo di sapere cosa farebbero. A Roma invece si vuole dare il segnale opposto e considerare le colonne del Tempio della Pace, da poco rialzate dopo oltre 1500 anni, o la colonna Traiana come originali bordi della carreggiata di una strada ordinaria. Signora sindaca Raggi, ci rifletta e pensi anche al suo bambino che ha portato orgogliosamente in Campidoglio: l’arte e la cultura di cui lei è circondata vanno protetti anche per lui e per gli altri bambini del mondo. La valorizzazione della cultura, proteggerla per i secoli futuri, sono valori superiori al consenso nei prossimi mesi.

Ignazio Marino
16,254 supporters
Petitioning Virginia Raggi

Stop abbattimento villini storici a Roma

Chiediamo che la sindaca Raggi FERMI SUBITO l’abbattimento dei villini storici di Roma che cadono come birilli sotto le ruspe, complice il Piano Casa e i suoi perversi strumenti di valutazione. Ultimo episodio in Piazza Caprera, una delle piazze più belle nel quartiere Trieste. Il Piano Regolatore del 2008 definisce già le aree di “Città storica” e “Città storicizzata” (ex zone B1 del vecchio PRG). Chiediamo di fermare immediatamente, con una delibera di Giunta, le demolizioni e predisporre l’immediato inserimento nel PTPR delle aree di “Città storica” e “Città storicizzata”, già individuate nel PRG del 2008.

Francesco Alemanni
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