Giustizia per il Jack Russell lanciato dal 7° piano

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Ha gettato dalla finestra del suo appartamento al settimo piano un cagnolino Jack Russell davanti agli occhi del figlio 15enne. L’omicidio di Lilly rimane impunito. L’uomo sospettato di aver ammazzato il quattro zampe non ha confessato e non c’è testimone disposto a parlare. Nessuno lo ha denunciato, ha un casellario giudiziario che lo incorona come persona da cui è bene stare alla larga. 

Essendo il reato di maltrattamenti su animali procedibile soltanto a querela, finchè qualcuno non depositerà un esposto, la procura non potrà procedere. La morte del cane, in un modo così violento e brutale, rischia di restare impunita. 

Quanto accaduto a Tor Carbone (Roma) è un gesto efferato e di una crudeltà inaudita, non solo dal punto di vista penale per l'uccisione di un animale, ma perché rispecchia la pericolosità dell'individuo in questione, anche per l'incolumità dei suoi familiari.

Chiediamo giustizia e l'allontanamento del responsabile dal nucleo familiare. Una persona che si difende con la frase: «Tutte ste pagliacciate è solo un cane» davanti a un figlio minorenne in lacrime merita provvedimenti severi e deve essere messo nella condizione di non nuocere più. Questo ennesimo fatto di cronaca nera è la dimostrazione che chi maltratta gli animali è potenzialmente propenso a delinquere e ad usare violenza sulle categorie più deboli, come donne e bambini.

 Rinaldo Sidoli
https://www.facebook.com/rinaldosidoli/

 



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