Decision Maker

Antonio Decaro

  • Sindaco di Bari

Does Antonio Decaro have the power to decide or influence something you want to change? Start a petition to this decision maker.Start a petition
Petitioning Regione Lazio, Dott. Michela Civita, Dott.ssa Monica Parrella, Dott.ssa Giovanna Boda, Antonio Decaro, Dott. Antonio Ragonesi, Dott. Fabrizio Clementi, Antonio Naddeo, A. Catini, M. Grana, On. Paol...

Bell’Italia ma spesso inaccessibile. E i P.E.B.A. che fine hanno fatto?

Viene definita barriera architettonica qualunque elemento costruttivo che impedisca, limiti o renda difficoltosi gli spostamenti o la fruizione di servizi (specialmente per le persone con limitata capacità motoria o sensoriale, cioè portatrici di handicap, ma anche ad esempio genitori con passeggini, utenti che utilizzano i mezzi pubblici ecc). Da questo consegue che un elemento che non costituisca barriera architettonica per un individuo, può invece essere di ostacolo per un altro; si capisce quindi che il concetto di barriera viene percepito in maniera diversa da ogni individuo. Il bisogno di garantire al maggior numero di persone il diritto alla libertà di movimento, ha portato alla ricerca di parametri comuni tramite un livello normativo, andando ad individuare quali elementi costruttivi siano da considerarsi barriera architettonica. Nel lontano 1986 l'Italia si impegnava a introdurre i PEBA, i Piani per l'Eliminazione delle Barriere Architettoniche: la Legge 41/86 (art. 32) prevedeva che entro un anno avrebbero dovuto essere adottati dai Comuni e dalle Province, pena un "commissariamento" da parte delle Regioni. Anche la successiva legge 104/92 (art. 24 comma 9) era entrata nel merito, ribadendone le indicazioni. La legge quadro italiana che tratta il problema dell'accessibilità è la legge n. 13/1989, che stabilisce i termini e le modalità in cui deve essere garantita l'accessibilità ai vari ambienti, con particolare attenzione ai luoghi pubblici. Il D.M. n. 236/1989 (decreto attuativo) si addentra maggiormente nella parte tecnica e individua tre diversi livelli di qualità dello spazio costruito. Questi tre livelli sono: Accessibilità: possibilità per persone con ridotta o impedita capacità motoria o sensoriale di raggiungere l'edificio e le sue singole unità immobiliari e ambientali, di entrarvi agevolmente e di fruire di spazi e attrezzature in condizioni di adeguata sicurezza e autonomia.Visitabilità: possibilità per persone con ridotta o impedita capacità motoria o sensoriale di accedere agli spazi di relazione e ad almeno un servizio igienico di ogni unità immobiliare. Vengono considerati spazi di relazione gli spazi di soggiorno dell'alloggio e quelli dei luoghi di lavoro, servizio e incontro, nei quali il cittadino entra in rapporto con la funzione ivi svolta.Adattabilità: possibilità di modificare nel tempo lo spazio costruito a costi limitati, allo scopo di renderlo completamente e agevolmente fruibile anche da parte di persone con ridotta o impedita capacità motoria o sensoriale. La massiccia presenza di barriere architettoniche in tutte le nostre città che impedisce la mobilità e il raggiungimento dei servizi in genere, vanificano così il diritto all'accessibilità sociale secondo il principio delle pari opportunità con le altre persone. Principio cui è finalizzata la Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità del 2006, in vigore in Italia dal 2009, che sancisce il diritto per le persone con disabilità alla vita indipendente e all'inclusione sociale. Inoltre la stessa Convenzione ridefinendo, secondo la risoluzione del 2001 dell'Organizzazione mondiale della Sanità, il concetto stesso di disabilità in forma dinamica, come una inscindibile relazione tra le menomazioni soggettive della persona con disabilità ed i contesti sociali dove risiede, rende il tema dell' inaccessibilità / accessibilità delle strutture cittadine un elemento che condiziona in modo determinante il grado della disabilità. Per quanto sopra è di tutta evidenza che vi è una situazione da parte di tutti i Sindaci di inadempimento dell'obbligo di adottare i PEBA, che provoca un grave vulnus ad un primario diritto soggettivo, quella alla mobilità, che genera intollerabili comportamenti dei Comuni discriminatori nei confronti delle persone con disabilità, censurabili anche giurisdizionalmente in base alla Legge n. 67 del 2006 "Misure per la tutela giudiziaria delle persone con disabilità vittime di discriminazioni". Chiediamo noi cittadini:           Mario Vattiato(Coordinatore Regionale dl Lazio per il  Movimento Italiano Disabili) Damiano Cupelloni(Socio Fondatore e primo Presidente del Comitato Pendolari della Orte Fiumicino) un primo tavolo tecnico con i soggetti elencati in questa Petizione e quelli che verranno ritenuti, direttamente e indirettamente idonei, a risolvere nelle modalità e nelle tempistiche, possibilmente brevi considerati già i 35 anni di mancata adozione dei PEBA, questo adempimento normativo suddetto. 

Damiano Cupelloni
28,156 supporters
Petitioning SERIM S.R.L, Antonio Decaro, Michele Emiliano, SERIM S.R.L.

Giù le mani dalla Costa dei Trulli. Salviamo Ripagnola.

Potranno avere tutti i soldi del mondo. Ma loro sono 100 ad aver paura per i loro interressi. Noi siamo 15.000 e più a difendere la nostra terra, i nostri diritti, il futuro dei nostri figli. Perché domani mia figlia ha il diritto di poter vedere, vivere, aprrezzare, e rimpiangere la bellezza della nostra terra, del nostro mare, delle nostre tradizioni culturali, artistiche, musicali, culinarie. Rivivrà questa emozione. Rivivrà questa emozione tutte, le volte che, passando davanti alla costa dei trulli di Ripagnola, piangerà pensando al cemento che ha stuprato, distrutto, cancellato, un patrimonio unico, innegabile. Un patrimonio che ricollega la Puglia alla magna Grecia, alla filosofia, al sapere, alla bellezza. La loro idea di bellezza non ha una programmazione a breve e a lungo termine.Mira solo a svendere la nostra storia al miglio offerente. AD MAIORA. VM     GRAZIE ALLA VOSTRA ADESIONE , IL PRESIDENTE EMILIANO HA ACCOLTO PIENAMENTE LA NOSTRA RICHIESTA DANDO IL VIA ALLA CONFERENZA DEI SERVIZI,INDISPENSABILE PERCORSO AMMINISTRATIVO, PER LA REALIZZAZIONE DEL PARCO REGIONALE FINALIZZATA ALLA TUTELA DELLA COSTA DEI TRULLI RIPAGNOLA... OGGI , IN DATA 22/07/2019 , SONO APPENA VENUTO A CONOSCENZA CHE NELL'ARIA DESTINATA ALLA FUTURA REALIZZAZIONE, DEL PARCO, UN GRUPPO DI OPERAI SEMBRA AVER INIZIATO A DELIMITARE LE AREE DI INTERVENTO. OVVERO E' L'INIZIO DEI LAVORI PER LA REALIZZAZIONE DEL TANTO TEMUTO RESORT DI LUSSO. AD OGGI SIAMO GIA 14.000 AD AVER SOTTOSCRITTO QUESTA PETIZIONE, MA DOVREMO ESSERE MOLTI DI PIU' PER CONVINCERE SERIM S.R.L. AD INTERROMPERE QUESTA VIOLENZA , A SEDERSI PER UN CONFRONTO CON LE ASSOCIAZIONI E LE ISTITUZIONI, ATTENDENDO LA FINE DEL PERCORSO ISTITUZIONALE DELLA CONFERENZA DI SERVIZI. UN SOLO GRUPPO IMPRENDITORIALE NON PUO' RUBARE COSI IMPUNEMENTE UN SOGNO CHE SI ACCINGEVA A DIVENTARE REALTA'. SERIM FERMATI O SAREMO COSTRETTI A FERMARTI      >> English version << Una bellezza senza tempo in terra di Bari Un angolo di paradiso situato tra Mola, Polignano e Conversano. Un tratto della provincia di Bari che ancora mostra le sue bellezze incontaminate, tra storia e natura.  Oggi tutto questo rischia di essere compromesso per sempre   FIRMA AFFINCHE' L'AREA DIVENTI RISERVA REGIONALE   Terra di viandanti e stranieri, storici e gente di cultura, la Puglia ha sempre richiamato l’attenzione per lo splendore della sua terra, contraddistinta altresì dai suoi caratteristici rifugi per contadini, meglio noti come trulli, specchie e casedde risalenti al Medioevo e localizzati dal territorio di Bari sino a Gallipoli, basso Salento. Così, la professoressa Fulvia Florino Dotoli, docente presso l’Università di Lecce e Bari, introduce il convegno incentrato sulla tutela della costa Ripagnola, organizzato dal comitato «I pastori della costa» in collaborazione con il Dipartimento di Biologia dell’Università degli Studi di Bari «Aldo Moro» e svolto presso l’Aula Magna Dipartimenti Biologici. «È necessario che questo territorio venga curato e preservato, e che i turisti continuino a vedere una costa così bella e non snaturata», aggiunge la professoressa Florino Dotoli, sottolineando l’importanza storica della costa Ripagnola, raggiunta da personaggi del calibro di Émile Bertaux, l’abate di Saint-Non e François Lenormant. È dal 1997, infatti, che il territorio a nord di Polignano a mare è destinato a diventare una zona protetta, grazie ad un emendamento che fu allora proposto dal Consigliere regionale dei Verdi, Mimmo Lomelo. Ma ad oggi, dopo circa 22 anni, nulla si è concretizzato, facendo accrescere il desiderio di alcuni imprenditori di prendere d’assalto l’area naturale. Le ragioni della tutela:Durante il suo intervento, Giuseppe Corriero, direttore del Dipartimento di Biologia dell’Università di Bari, ha posto l’attenzione sulla conservazione e salvaguardia delle principali comunità acquatiche marine che si affacciano sulla costa Ripagnola, tra cui: la posidonia oceanica, di notevole importanza ecologia, bioindicatore della qualità delle acque marine costiere e purtroppo in forte regressione sulle coste pugliesi; il coralligeno, alga calcarea, e il coral reef, esteso per alcuni km e situata a 60-65 metri di profondità, formazione tipica di mari e oceani tropicali. «Il mare è fortemente impattato dall’uomo, e conservarlo è importante. L’utilizzo di strumenti eccezionali come sono appunto le aree protette, può in questi casi consentire una buona sopravvivenza nel tempo delle comunità marine», ha aggiunto il direttore Corriero. Circa le ragioni della tutela dell’ambiente terrestre, approfondisce, attraverso il suo intervento, il ricercatore del Dipartimento di Biologia dell’Università di Bari, Rocco Sorino. Sorino dichiara che la fauna, seppur non presente in modo eccezionalmente visibile nel territorio pugliese e già avvilita da frammentazione degli habitat, cambiamenti climatici e attività venatorie, andrebbe tutelata con particolare attenzione in questa parte di territorio, abitata da diverse specie di anfibi, rettili, uccelli e mammiferi, tra cui volpi, faine e donnole. Sorino cita la Convenzione sulla Biodiversità, uno dei principali accordi adottati a Rio de Janeiro durante il Vertice sulla Terra del 1992, e di come questo trattato, in Italia in vigore dal 1993, abbia come obiettivo quello di conservare la biodiversità attraverso l’istituzione di aree protette. Cosa si intende per area protettaPer area protetta s’intendono riserve naturali in grado di mantenere l’equilibrio ambientale, incrementandone la biodiversità. Fabio Modesti, giornalista ed ex direttore del Parco Nazionale dell’Alta Murgia, ha discusso le forme della tutela della costa, elencando la possibile istituzione di: Parco Naturale Regionale;Riserva Orientata Regionale;Parco o Riserva Naturale Regionale di interesse metropolitano o locale;Area annessa alla riserva naturale orientata dei Laghi di Conversano e Gravina di Monsignore;Area marina protetta.Modesti mette in campo anche la possibilità dell’iniziativa legislativa regionale popolare «per cui ai sensi dell’articolo 15, commi 1 e 2, dello statuto della Regione Puglia (…), si esercita mediante la presentazione di progetto redatto in articoli e sottoscritto da almeno 12.000 elettori della regione». In particolare, aggiunge Modesti, nella legge regionale sulle aree protette regionali del 1997, «vi è proprio una specifica previsione per cui alla istituzione di un’area protetta si possa arrivare attraverso una proposta di legge di iniziativa popolare». Infatti, l’articolo 7, commi 1,2,3, conferisce questo input estremamente rilevante, voluto allora dal legislatore per affermare che l’istituzione di un’area protetta può essere il frutto di un movimento popolare, attraverso una proposta a norma dello statuto. «Una proposta per il territorio, innanzitutto, e per gli abitanti di questo territorio, affinché si possa continuare a fare un bagno guardando un boschetto di ginepri, fare una passeggiata tra specchie e trulletti» ha dichiarato Vincenzo Miccolis, avvocato e membro del comitato «I pastori della costa», proponendo di creare un marchio locale affinché venga valorizzata ancora di più questa parte di territorio. Presente al convegno anche il presidente del consiglio comunale di Bari e consigliere della città metropolitana di Bari Michelangelo Cavone, il quale manifesta il proprio interesse verso la zona discussa, apponendo grosse responsabilità alla politica regionale. «Noi abbiamo il dovere di portare avanti questa iniziativa», ha dichiarato.   «L’istituzione di un parco non significa affatto uno stop alle attività imprenditoriali. Esistono attività imprenditoriali che sono totalmente compatibili con l’istituzione di un parco, anzi, il miglior modo per vedere degradare e morire un bene è proprio quello di non utilizzarlo. Invece, l’utilizzo compatibile con l’istituzione di un parco, nel caso di un’area naturale, è il miglior modo per tutelare quell’area. Usare un bene in maniera compatibile rispetto al suo valore culturale e turistico è il miglior modo per garantirne l’esistenza per sempre», ha dichiarato la consigliera Laricchia. La volontà dei cittadini, già mostrata nel lontano 1997, nel voler salvaguardare e preservare la costa Ripagnola si rinnova ancora una volta, con la speranza che a breve le istituzioni compiano un passo concreto verso la realizzazione di un parco naturale, che assicuri una tutela completa del territorio, andando a valorizzarlo. Cristina Di Leva  

vito marchitelli
18,186 supporters
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Petitioning Sergio Mattarella, Matteo Renzi, Luigi Di Maio, Silvio Berlusconi, Giorgia Meloni, Matteo Salvini, Pietro Grasso, Di Stefano Simone, Antonio Ingroia, Marianna Madia, Dipartimento Funzione Pubblica,...

STOP subito alle norme capestro introdotte dal nuovo CCNL funzioni locali

Chiediamo subito la sospensione di questo contratto capestro e l’immediata consultazione referendaria di tutti i lavoratori del Comparto Funzioni Locali. Diciamo no alla dittatura sindacale. Dopo nove anni di mancato rinnovo contrattuale in piena campagna elettorale per le imminenti elezioni politiche e in campagna elettorale per le RSU ai lavoratori del comparto funzioni locali, con la firma del nuovo CCNL, verrà elargita quella che si può definire una “mancetta elettorale”, in piena sintonia e continuità con l’accordo sottoscritto nell’imminenza delle votazioni per il referendum costituzionale del 30.11.16.  Le Organizzazioni Sindacali firmatarie della preintesa – Cgil, Cisl; Uil e CSA – rappresentano insieme n.166.887 deleghe all’interno del comparto Funzioni Locali composto da 445170 lavoratori, quindi il 37,4% circa del totale. Rappresentano dunque quello che in democrazia si chiama la MINORANZA, ma hanno siglato e preso decisioni sulla testa della maggioranza. Questo non è tollerabile soprattutto alla luce del fatto che, per due spiccioli è stata firmata un’ipotesi di contratto peggiorativo (ed elencheremo dettagliatamente le motivazioni) rispetto alla situazione preesistente per tutti i lavoratori del comparto, e per la Polizia Locale ancor di più, nonostante i proclami enfatici del raggiungimento dell'obbiettivo della nascita una sezione contrattuale apposita per essa, che ha il sapore dell’ennesima scatola vuota. Chiediamo dunque, sulla scorta di ciò che avviene già in altri settori (p.es. Protocollo di Intesa stipulato il 31 maggio 2013 tra Confindustria, Cgil; Cisl e Uil), la consultazione di tutti i lavoratori del Comparto Funzioni Locali attraverso il referendum sindacale previsto dalla legge 300/1970 Statuto dei Lavoratori, che rappresenta l’unico strumento di democrazia diretto, previsto a tutela di tutti i lavoratori, anche quelli iscritti ai sindacati non rappresentativi e quelli non sindacalizzati, la maggioranza.  Crediamo che una Repubblica democratica fondata sul lavoro, debba aver riguardo e garantire pari dignità e trattamento a tutti i lavoratori di tutti i settori pubblici e privati in quanto, TUTTI I LAVORATORI, e non solo quelli con la tessera sindacale in tasca, contribuiscono a mantenere grande questa Nazione – (in questo la nostra Carta Costituzionale è molto chiara -vedi l’articolo 39 della Costituzione).  Questa petizione vuole quindi offrire una voce ai lavoratori del comparto Funzioni Locali che non sono né d’accordo ne soddisfatti da quanto siglato dai Sindacati “tradizionali” con la parte pubblica. Quindi cari colleghi, se condividete quanto affermato in questo documento, non lasciatevi intimorire e firmate la petizione senza il timore di andare contro i vostri delegati sindacali (alcuni dei quali sicuramente tacitamente insoddisfatti dell’accordo stesso di cui non hanno responsabilità dirette).Se qualcuno di loro dovesse chiedervi invece conto della vostra sottoscrizione, beh quel qualcuno non sta facendo i vostri interessi ma quelli suoi personali e del Sindacato che rappresenta.  Entrando nel dettaglio della pre-intesa siglata abbiamo riscontrato che:  1.      DITTATURA SINDACALE: Siamo di fronte ad una vera e propria forma di dittatura sindacale, dove è chiaro e banale il tentativo di eliminare le voci fuori coro e mettere a tacere quella delle minoranze e dei Sindacati Autonomi non allineati. L’organismo collaborativo previsto all’art. 6 (sede in cui si attivano stabilmente relazioni aperte e collaborative su progetti di organizzazione e innovazione, miglioramento dei servizi - anche con riferimento alle politiche formative, al lavoro agile ed alla conciliazione dei tempi di vita e di lavoro - al fine di formulare proposte all'ente o alle parti negoziali della contrattazione integrativa - proposte su assunzioni, trasformazioni organizzative, lavoro straordinario, assenze del personale, incentivi etc.), esclude le RSU non derivanti da chi ha sottoscritto il ccnl dal parteciparvi e ne riserva la partecipazione ai soli firmatari del contratto nazionale e loro designati. (le rsu - vogliamo evidenziare- rappresentano gli unici delegati sindacali veramente titolati a partecipare nella vita dell’Ente in quanto rappresentati di tutti i lavoratori all'interno dell'Ente Stesso).   2.      RELAZIONI SINDACALI: nelle relazioni sindacali è stato introdotto il “confronto” invece di reintrodurre la concertazione, unico mezzo che poteva dare forza all’azione sindacale nei confronti della parte datoriale.  3.      AUMENTI SALARIALI: a fronte di un calo del potere d'acquisto vertiginoso dal 2009 ad oggi e a fronte di ben tre rinnovi contrattuali per i lavoratori del settore privato (equivalenti ad un aumento medio di 250€), l’attuale tornata di rinnovo contrattuale porterà aumenti pari ad un valore del 3,6% (ottanta € medi) ma se analizziamo le tabelle allegate al contratto possiamo affermare che a regime ad un D6 (massimo livello retributivo esistente sino ad oggi) verranno elargiti € 90,30 e a un C5 € 69,80 e a un B7 63,40 naturalmente al lordo delle trattenute di legge e senza la certezza del mantenimento del cosi detto bonus fiscale a conguaglio.Dal punto di vista economico va registrata un misero aumento economico medio lordo di 41,00. Misure dunque del tutto insufficienti per aiutare le famiglie a far fronte al carovita in considerazione anche del fatto che all’esiguo aumento salariale e dunque del reddito percepito corrisponderà una diminuzione di quei benefit come gli assegni famigliari.  4.      PERSONALE TURNISTA: il personale turnista degli enti locali (quindi quasi esclusivamente la polizia locale) non ha diritto alla pausa dei 30 minuti oltre le sei ore lavorate. Il personale poi che svolge servizio nelle giornate di riposo settimanale (ancora una volta la polizia locale) non percepisce più la maggiorazione oraria del 50%, ma solo quella del 30%. Totalmente sparito l'art. 24 sul lavoro nel festivo settimanale; ed anche in questo caso si sono dimenticati dei Lavoratori della Polizia Locale ( inserendo che tra un turno e l’altro devono trascorrere 11 ore) quando, invece, per legge – decreto 66 – il tutto è regolato in maniera diversa proprio perché abbiamo a che fare con una forza di polizia locale. 5.      MALATTIE DOVUTE A GRAVI PATOLOGIE: chi è affetto da gravi patologie per le cure salvavita (chemio, dialisi ecc. ecc.) ha diritto solo a 4 mesi di malattia nell'anno solare e non 6 come prima. Per curarsi bisognerà fare ricorso alle ferie alle aspettative non retribuite.  6.      INDENNITÀ POLIZIA LOCALE: la parte dedicata alla polizia locale è "fumo negli occhi"! Infatti l’indennità per lavoro esterno che va da 1 euro a 10 euro lorde per ogni giornata effettivamente lavorata all'esterno, a meno che non si decida per 10 euro a giornata (cosa poco plausibile considerate le risorse disponibili) per il personale della polizia locale rappresenterà perlopiù una perdita, tanto più che chi beneficerà di questa indennità non potrà beneficiare più delle indennità di rischio, disagio e maneggio valori. Ma perché invece non si è scelto, un percorso più dignitoso aumentando l’attuale indennità di vigilanza ferma dal 1/1/2003 agli importi di 1110,84€ annui lordi (780,30€ lordi per quella ridotta)? e lasciando invariato tutto il resto?. Cascava il palco costruito per nascondere il fatto del denaro che lo Stato non ha voluto realmente versare per un rinnovo contrattuale serio e non”mancetta” elettorale. La seconda indennità fino a 3000€ non è altro che la vecchia indennità di responsabilità di procedimento chiamata in modo diverso. Infatti, ha la stessa soglia massima (3000 Euro) e assorbe tutte le competenze accessorie e le indennità previste dal ccnl, compreso il lavoro straordinario ossia l'IPR. Quindi nulla di nuovo. MA SOPRATTUTTO DOVE TROVERANNO LE RISORSE LE NOSTRE AMMINISTRAZIONI SE NON C'E' LA BENCHÉ' MINIMA POSSIBILITÀ' DI AUMENTARE IL FONDO (DAL 2019 … FORSE)? TOGLIENDOLI AGLI ALTRI DIPENDENTI E INNESCANDO LA SOLITA GUERRA TRA POVERI? E le progressioni orizzontali diverranno un sogno!  7.      FONDI PREVIDENZIALI A FAVORE POLIZIA LOCALE: Alla polizia locale, in qualità di polizia stradale, per legge compete una previdenza integrativa in compensazione del particolare disagio e pericolo tipico del servizio, così come per carabinieri e polizia di stato. È INOTELLARABILE la decisione di inglobare questi fondi nel fondo Perseo-Sirio (gestito dai sindacati confederali). Avevano già provato fallendo a fare aderire il personale del comparto al fondo Perseo, ora lo obbligano, non essendo più prevista altra forma di previdenza integrativa alternativa ai Perseo e Sirio medesimi. Questo significa che è stata annullata la possibilità, data al lavoratore, di scegliere, in base alla Legge, dove investire la sua assistenza e previdenza Inoltre, aderendo al Perseo si sarà l’obbligati di mutare il TFS in TFR senza possibilità di ripensamento....;  8.      POSIZIONI ORGANIZZATIVE: Vengono scippati dal fondo risorse decentrate destinato a tutto il personale, i soldi per le posizioni organizzative (che non saranno più contrattati)  9.      CLASSIFICAZIONE DEL PERSONALE: in questa tornata contrattuale non sono stati affrontati temi importanti come la nuova classificazione professionale, di cui è stata fornita solo una tabella economica sulle possibili nuove categorie, e le specificità del settore educativo e scolastico, tutte tematiche che sono state rimandate ad una apposita commissione paritetica da istituire. Un contratto fatto in fretta, che ha bypassato completamente tematiche di particolare interesse per lavoratrici e lavoratori del comparto. 10.  FASCE DI MERITO: lo sbandierato affossamento delle fasce di merito previste dal decreto Brunetta corrisponde invece all’introduzione di una forma di merito peggiorativa, laddove prevede un premio individuale di almeno il 30% in più di valore a un numero limitato di dipendenti (art. 69), il tutto con la discrezionalità dei dirigenti.  11.  BUONI PASTO: nessun adeguamento degli attuali esigui importi stabiliti dopo i tagli effettuati dalla spending review;  12.  ELIMINAZIONE DELLA CATEGORIA D3 GIURIDICO: dopo anni di ipocrita silenzio dove le amministrazioni locali hanno agito basandosi anche sulla cospicua giurisprudenza in materia, è stato eliminato la categoria D3 Giuridico che nella polizia municipale (organizzata in maniera verticistica di stile militare cioè con distintivi di grado), è legato ad una figura professionale ben circoscritta; senza prevedere una surroga di queste figure professionali, la cosa genererà conflitti lavorativi e confusione.  ALTRI PUNTI DI CRITICI, OSSERVAZIONI E CONSIDERAZIONI FINALI: nessun accenno alla diminuzione dell'orario di lavoro che rimane a 36 ore, mentre sul piano normativo si registra un inasprimento del codice disciplinare. Sul versante dei permessi che riguardano la legge 104, e le visite specialistiche, la fruizione dovrà essere programmata almeno 30 giorni prima o nelle 24 ore antecedenti nei casi di urgenza, mentre per le visite specialiste sono previste solo 18 ore annuali. Recentemente, in sede di definizione delle categorie di lavoratori/lavoratrici "disagiate", sono stati inclusi, a buon diritto certamente, infermieri e insegnanti di asili nido, ma non è stata ricompresa la Polizia Locale, sebbene sottoposta a logoramento psicofisico e situazioni di alto rischio, come confermano i dati degli infortuni sul lavoro gravi/gravissimi. (e questa si che sarebbe stata una vittoria vera da sbandierare!). Tutto ciò rende evidente che i lavoratori del Comparto Funzioni Locali non sono le risorse umane sul quale investire per rendere i servizi della pubblica amministrazione funzionali ed efficaci ma solo i “fannulloni “ da penalizzare per cui ben venga un contratto con ampio spazio alle procedure disciplinari con poche tutele sulle assenze per malattie

Michele Ponchia
2,537 supporters
Petitioning Antonio Decaro, Ambulatorio Veterinario e Anagrafe Canina, Servizio Veterinario Sanità Animale, Ripartizione Tutela Ambiente Comune di Bari, Consigliere con delega alle politiche per la tutela ed i...

Fermiamo il massacro dei gatti di Bari

Da circa un anno branchi di cani randagi si aggirano indisturbati nella città di Bari compiendo stragi di gatti appartenenti a colonie feline peraltro terrorizzando i cittadini che passeggiano con i loro cani.Si contano una ottantina di gatti sbranati e diverse aggressioni a persone. Sono state fatte denunce di tutti i tipi: esposti, lettera al prefetto, segnalazioni continue a vigili e ASL.Il sindaco conosce la situazione. Gli enti preposti a risolvere la situazione si sono limitati a catturare quello che pensavano fosse il capobranco di uno dei due branchi principali. In realtà gli attacchi alla popolazione felina continuano nel campus universitario e in zone ben precise della città, sempre le stesse, insieme ad aggressioni a persone. L'amministrazione fa sapere di stare lavorando al problema ma i risultati non si vedono.I branchi continuano ad aggredire persone e animali indifesi. Chiediamo che siano applicate le leggi nazionali, regionali e comunali per la tutela delle colonie feline e delle persone, e che i cani randagi che sono stati reimmessi nel territorio con criteri evidentemente sbagliati, siano catturati immediatamente e condotti in strutture/rifugi ove possano vivere una vita dignitosa con cibo e cure da parte delle associazioni (che vengono finanziate con i soldi dei cittadini proprio per occuparsi dei cani vaganti sul territorio) e far si che non restino vaganti costituendo un pericolo continuo per le persone e per i gatti liberi e/o appartenenti alle colonie. Sulla nostra pagina facebook potrai seguire tutti gli aggiornamenti:https://www.facebook.com/movimentoperladifesadellecoloniefeline Firma per fermare il massacro dei gatti di Bari!

Movimento per la Difesa delle Colonie Feline
2,223 supporters
Petitioning Danilo Toninelli, Nicola Zingaretti, Antonio Decaro, Virginia Raggi, Danilo Toninelli - Ministro delle Infrastrutture e dei trasporti, Alessandro Manuel Benvenuto - Presidente della VIII commission...

EDILIZIA CONVENZIONATA: SEI PROPOSTE PER USCIRE DAL CAOS

EDILIZIA CONVENZIONATA: SEI PROPOSTE PER USCIRE DAL CAOS Noi, proprietari, ex-proprietari e potenziali proprietari di alloggi di edilizia residenziale convenzionata e/o sovvenzionata, denunciamo lo stato di incertezza e abbandono nel quale le vicende legislative, giudiziarie,  regolamentari e amministrative hanno gettato i nostri legittimi diritti di proprietà, imponendo nuove ed esose tasse, esponendoci a speculazioni, creando contenzioso e impedendoci di disporre liberamente dei nostri immobili, in ultima analisi causando ingenti danni a noi e alle amministrazioni dei nostri Comuni di residenza. Tra noi ci sono persone con situazioni differenti, accomunate però dall'incertezza più assoluta sulle proprie prospettive. Le nostre famiglie vedono messo in discussione il valore e il godimento della propria abitazione, bene primario che per la stragrande maggioranza è quello di maggior valore che abbia mai posseduto o intenda acquistare. Il motivo è che per vendere o affittare a prezzo di mercato uno dei nostri alloggi, sui quali pende il vincolo di un prezzo massimo di cessione, ci si chiede di stipulare una convenzione integrativa con il Comune per l’affrancazione da tale vincolo e di corrispondere importi molto elevati, dell’ordine di una o più decine di migliaia di euro. Come se non bastasse, in Comuni importanti, come ad esempio Roma, le relative pratiche sono bloccate, al pari di quelle per la trasformazione della proprietà da superficiaria a piena: migliaia di richieste giacciono inevase.  L’alternativa è vendere a prezzi amministrati, fortemente inferiori a quelli di mercato e in molti casi a quelli che abbiamo pagato ai precedenti proprietari, che erano invece stati autorizzati dal Comune a vendere a prezzo di mercato con procedure più semplici e meno costose. Le problematiche sono tante. Ne esemplifichiamo alcune. * Chi vuole comprare uno dei nostri immobili oggi ne trova pochissimi sul mercato e a prezzi relativamente più alti, a causa delle tasse imposte di recente e della minore offerta, conseguente al blocco delle vendite determinato dalla confusione descritta fin qui. Si stima che solo a Roma siano in questo momento invendibili, a prezzo di mercato, oltre 200.000 alloggi. Questa situazione non pare affatto in linea con i propositi del legislatore (vedi legge 106 del 2011) e della Corte di Cassazione (vedi sentenza a Sezioni Unite n. 18.135), che intendevano invece colpire la speculazione, facilitare il trasferimento dei diritti di proprietà dei nostri immobili e, in ultima analisi, consentire a tante unità abitative di essere messe sul mercato, a beneficio di tutti noi. * Chi ha comprato di recente o sta comprando uno dei nostri immobili spesso subisce prezzi gonfiati rispetto a quanto stabilito dalle normative, senza che ci siano adeguati controlli sugli abusi perpetrati dai costruttori. Ad esempio, alcuni di noi non sono legittimamente proprietari dell'alloggio che pure hanno pagato e rischiano lo sfratto perché si rifiutano di firmare un rogito con prezzo superiore a quello stabilito dalla convenzione tra costruttore e Comune richiesto sulla base di fantomatiche migliorie e maggiori oneri sostenuti dal costruttore senza prova alcuna. * In alcuni Comuni, tra i quali spicca Roma, chi è già proprietario di uno dei nostri immobili e vuole pagare quanto richiesto per l’affrancazione, di fatto una nuova tassa, o la trasformazione, non può farlo, per l’inerzia delle Amministrazioni preposte. I complicati e discutibili metodi di calcolo per determinare la nuova tassa portano a richiedere importi che potrebbero anche essere superiori agli sgravi a suo tempo concessi dal Comune o da altri enti. Pertanto chi tra noi vuole vendere il proprio alloggio non sa se, quando e a che prezzo ciò sarà possibile. La situazione è particolarmente grave per chi è stato colto dai cambiamenti normativi e regolamentari nel mezzo di una vendita di uno dei nostri immobili e si è impegnato a pagare per acquistare un nuovo alloggio, in quanto oggi rischia di pagare penali, di essere citato in giudizio per danni nonché di perdere i benefici fiscali concessi per l'acquisto della prima casa. * Chi a Roma ha già pagato o deve pagare gli oneri per la trasformazione del diritto di superficie in diritto di proprietà piena è penalizzato da un blocco delle relative pratiche dovuto a diverse e contrastanti interpretazioni delle normative succedutesi nel tempo. Ma c’è di più: laddove la convenzione tra costruttore e Comune abbia più di venti anni, la legge prevede che il vincolo del prezzo massimo di cessione decada con la trasformazione da proprietà superficiaria a piena proprietà. Il Comune di Roma, a differenza di molti altri, ha da qualche tempo richiesto anche in questo caso il pagamento degli oneri di affrancazione, con una delibera da molti ritenuta di dubbia legittimità. * Chi negli anni scorsi ha acquistato uno dei nostri immobili, gravato dai vincoli sopra ricordati, e l’ha pagato a prezzo di mercato oggi medita se chiedere al venditore di essere risarcito della differenza tra quanto corrisposto e il prezzo massimo di cessione o perlomeno del costo dell’affrancazione; molti pensano di citare in giudizio anche altri soggetti, come notai, amministrazioni comunali, agenzie immobiliari e banche. La situazione sta diventando intollerabile. Il contenzioso rischia di superare presto il livello di guardia. Nessun aiuto sta venendo dai notai, punto abituale di riferimento in casi simili.  Riteniamo dunque di dover formulare alcune richieste precise e urgentissime. 1. Trasparenza degli indirizzi e dell’azione amministrativa, attraverso forme di pubblicazione dei dati e dei metodi di calcolo sul web e incontri periodici tra amministratori e cittadini. Riorganizzazione degli uffici competenti per renderli più efficienti. 2. Definizione immediata, laddove ancora sussistano incertezze, come ad esempio in oltre 100 Piani di zona a Roma, di parametri, procedure e tempi inerenti sia le pratiche di affrancazione dal vincolo del prezzo massimo di cessione sia quelle di trasformazione del diritto di superficie in diritto di proprietà. 3. Revisione delle delibere comunali per conseguire una riduzione dei tempi di lavorazione delle pratiche di affrancazione dal vincolo del prezzo massimo di cessione, l’unificazione con quelle di trasformazione della proprietà da superficiaria a piena, la semplificazione di tutte le procedure, un taglio netto dei costi, che non devono superare i benefici a suo tempo ricevuti, opportunamente rivalutati, e la rateizzazione degli importi richiesti. 4. Eliminazione dell’obbligo di affrancazione per chi trasforma la proprietà nel caso la convenzione tra il costruttore e il Comune abbia più di venti anni. 5. Introduzione di meccanismi di tutela dell’acquirente e del venditore dei nostri immobili anche qualora le pratiche di trasformazione o affrancazione siano in corso, tali da evitare abusi e contenziosi futuri, nel rispetto delle disposizioni legislative e regolamentari. 6. Soluzione del problema del valore di cessione di tutti gli immobili acquistati nel corso degli anni a prezzo di mercato, col beneplacito di pubblici ufficiali come funzionari comunali e notai, e ora soggetti a richieste di rivalsa sui venditori da parte degli acquirenti, alla luce della sentenza summenzionata. Individuazione di procedure chiare e standardizzate di composizione dei contenziosi che ne riducano la durata e il costo. Chiediamo a chi è interessato di firmare e di fare il possibile per diffondere questa petizione. Chiediamo alle Amministrazioni competenti di darci risposte ma soprattutto di agire immediatamente per risolvere i problemi sopra citati nel senso da noi indicato, in nome dell’equità, dell’interesse pubblico e del senso civico.

Marco Saladini
1,640 supporters
Petitioning Antonio Decaro, Michele Emiliano, Ugo Patroni Griffi

Diamo alla città di Bari un nuovo Acquario!

L'Acquario Provinciale di Bari per tantissimi anni ha visto crescere generazioni di baresi, che potevano ammirare gli abitanti del meraviglioso mondo sommerso, imparando a conoscere e rispettare l’ambiente acquatico. Purtroppo tale struttura è chiusa al pubblico da più di 10 anni, ed è attualmente inagibile ed inutilizzabile.Grazie al supporto dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale, nella persona del Presidente Ugo Patroni Griffi, noi soci del C.A.E.B. (Club Acquariologico Erpetologico Barese) siamo riusciti, con un budget ridottissimo e con tanti sacrifici, a realizzare una Mostra-Progetto dal titolo “Biomi dal Mondo: La biodiversità, un tesoro da tutelare”. Questa mostra, che riporta non a caso il marchio “Acquario di Bari”, vuole essere un trampolino di lancio per il nuovo Acquario dei Baresi e, perché no, di tutti i Pugliesi.Già dal giorno dell’inaugurazione della mostra è stato evidente l’interesse mostrato dai cittadini, che si sono fatti avanti in massa per poter ammirare i sacrifici di tanto lavoro, con numeri oltre ogni più rosea aspettativa. E tale interesse prosegue giornalmente, in un crescendo di visite grazie al passaparola sui social ed ai servizi giornalistici, spingendoci a dare sempre di più, trattenendoci oltre gli orari regolari di visita e regalando aperture straordinarie al pubblico. Tutto ovviamente senza alcun interesse economico, è la nostra passione e, per noi, un sogno che si avvera. Nessuno sta lucrando sulla mostra anzi, molti soci han messo soldi di tasca propria per coprire i costi che le sponsorizzazioni non sono riuscite a coprire.In tanti ci hanno chiesto di rendere stabile ma mostra, espandendone i contenuti. In tutte queste persone abbiamo visto la nostra stessa gioia ed il nostro stesso entusiasmo.Tale struttura ovviamente gioverebbe anche all’attività turistica cittadina, fornendo una nuova attrazione che genererebbe sicuramente un grosso indotto .Siamo qui a richiedere a tutte le Autorità Competenti, a nome di tutti i firmatari, la riapertura di un “Acquario di Bari”, in una sede fissa e adeguata. Il C.A.E.B. forte dei suoi 25 anni di esperienza pratica e divulgativa (è possibile consultare la storia completa del C.A.E.B. qui: http://www.caeb.eu/new/associazione/ ) si offre per la gestione della struttura.

C.A.E.B. (Club Acquariologico Erpetologico Barese)
1,544 supporters
Petitioning Ministro Istruzione, Ministro Sanità, Anci, Vicesindaco FI, Upi, Marco Bussetti, Giulia Grillo, Antonio Decaro, Erika Stefani, Affari Regionali, Enrica Dellapiana, Anna Grazia Calabria, Annagrazia ...

Basta abusi: sì alle telecamere obbligatorie in asili, scuole e case di cura per anziani

Le cronache quotidiane svelano ogni giorno nuovi casi di abusi a carico di soggetti in condizione di inferiorità, primi fra tutti bambini ed anziani, messi in atto proprio da coloro ai quali sarebbe affidata la loro protezione ed assistenza. Solo nel 2016 “La Via dei Colori”, associazione nata per la tutela e la cura delle vittime di abusi nelle scuole e nelle case di cura, ha ricevuto oltre 5 mila segnalazioni da tutta Italia: una media di 13 al giorno. Il 2019 si è aperto con l’arresto delle insegnanti di un asilo romano accusate di maltrattamenti, insulti e percosse su bambini dai tre ai cinque anni: il primo di quest’anno, ma l’ultimo di una lunga serie. Difficile quantificare in modo certo il fenomeno, che rimane perlopiù sommerso per paura o vergogna. Vale per i minori, ma anche per gli anziani. Dai dati dell’Organizzazione mondiale della sanità riportati nel 2014 dal Ministero della Salute, circa il 4-6% delle persone anziane dichiara di aver subito abusi significativi nel corso dell’ultimo mese. La percentuale sarebbe più alta in particolare nelle case di cura e nelle strutture di assistenza a lungo termine. Di fronte a quella che si configura come una emergenza sociale è necessario adottare iniziative di seria prevenzione volte a limitare, ed in prospettiva superare, queste forme di violenza verso le figure più deboli della nostra società. È ormai opinione diffusa l’urgenza di inserire all’interno di scuole, asili, centri anziani e strutture assistenziali, sia pubbliche che private, telecamere di controllo finalizzate al monitoraggio delle condizioni a cui vengono sottoposti gli utenti, siano essi bambini che anziani non autosufficienti. I sottoscritti firmatari della presente petizione richiedono quindi al Governo nazionale di emanare una direttiva urgente che imponga l’installazione obbligatoria di sistemi di videosorveglianza, nel rispetto delle normative vigenti a tutela della privacy, impegnandosi a rendere più snelle le relative procedure autorizzative. Richiedono inoltre alla Commissione Ue e al Parlamento europeo di adeguare il regolamento Ue 2016/679 sulla protezione dei dati personali, affinché la gestione di questi apparati di sicurezza e prevenzione possa essere introdotta senza ostacoli burocratici e normativi.

Alberto Cirio
1,332 supporters
Petitioning Antonio Decaro

STOP AL CIRCO CON ANIMALI A BARI (e province) !

Chiediamo al sindaco Antonio Decaro di prendere provvedimenti affinché il circo con gli animali venga vietato nella città di Bari e nelle sue province. La vita nei circhi non può garantire agli animali selvatici ed esotici il soddisfacimento dei livelli minimi di benessere. Si tratta di una vita passata in condizioni di prigionia e maltrattamenti, in cui gli animali vanno incontro a costanti disturbi psico-fisici, senza alcun controllo sui propri bisogni, una vita fatta essenzialmente di esibizioni negli spettacoli, di esposizione al pubblico, di continui viaggi e trasferimenti, estremamente dannosi per la loro stessa vita. Il divieto e le restrizioni poste ai circensi da molti paesi europei (18) e diversi paesi del mondo (34) mostrano che la dismissione degli animali nei circhi è possibile e concreta oltre che eticamente doverosa e auspicabile. Gli animali selvatici sono fatti per vivere liberi, hanno tutto il diritto di vivere la loro vita in libertà nella loro terra d'origine, non hanno commesso alcun crimine che giustifichi la loro prigionia a vita, il loro maltrattamento, e la loro umiliazione durante gli spettacoli. Alcuni circhi hanno scelto di non utilizzare più gli animali: gli australiani "Flyng Fruit", i canadesi "Cirque du soleil", i francesi "Les Colporteurs", gli americani "Minimus", "Nuage", "Hiccup" e molti altri, valorizzando al meglio la bravura dei giocolieri, trapezisti, clown, comici, mimi, contorsionisti. Il circo SENZA ANIMALI è un vero e proprio spettacolo di bravura e talento.  Questa è la direzione da seguire, l'unica civile e UMANA.  NOI POSSIAMO CAMBIARE TUTTO QUESTO.  Per informazioni più approfondite sull’argomento, foto e video: https://www.agireora.org/circhi/  https://www.google.it/amp/s/amp.greenme.it/informarsi/animali/23517-circo-animali-maltrattamento https://www.google.it/amp/espresso.repubblica.it/inchieste/2015/03/09/news/circo-animali-maltrattati-con-i-fondi-pubblici-1.202817/amp/ https://youtu.be/AHqtAgw53NU https://youtu.be/BGQwrrllKNk https://youtu.be/WhZh0BNkzkE  (Basta fare una breve ricerca su Internet per avere tutto il materiale di cui avete bisogno)

Rossana Larato
1,242 supporters