Basta abusi: sì alle telecamere obbligatorie in asili, scuole e case di cura per anziani

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Le cronache quotidiane svelano ogni giorno nuovi casi di abusi a carico di soggetti in condizione di inferiorità, primi fra tutti bambini ed anziani, messi in atto proprio da coloro ai quali sarebbe affidata la loro protezione ed assistenza.

Solo nel 2016 “La Via dei Colori”, associazione nata per la tutela e la cura delle vittime di abusi nelle scuole e nelle case di cura, ha ricevuto oltre 5 mila segnalazioni da tutta Italia: una media di 13 al giorno.

Il 2019 si è aperto con l’arresto delle insegnanti di un asilo romano accusate di maltrattamenti, insulti e percosse su bambini dai tre ai cinque anni: il primo di quest’anno, ma l’ultimo di una lunga serie.

Difficile quantificare in modo certo il fenomeno, che rimane perlopiù sommerso per paura o vergogna. Vale per i minori, ma anche per gli anziani.

Dai dati dell’Organizzazione mondiale della sanità riportati nel 2014 dal Ministero della Salute, circa il 4-6% delle persone anziane dichiara di aver subito abusi significativi nel corso dell’ultimo mese. La percentuale sarebbe più alta in particolare nelle case di cura e nelle strutture di assistenza a lungo termine.

Di fronte a quella che si configura come una emergenza sociale è necessario adottare iniziative di seria prevenzione volte a limitare, ed in prospettiva superare, queste forme di violenza verso le figure più deboli della nostra società.

È ormai opinione diffusa l’urgenza di inserire all’interno di scuole, asili, centri anziani e strutture assistenziali, sia pubbliche che private, telecamere di controllo finalizzate al monitoraggio delle condizioni a cui vengono sottoposti gli utenti, siano essi bambini che anziani non autosufficienti.

I sottoscritti firmatari della presente petizione richiedono quindi al Governo nazionale di emanare una direttiva urgente che imponga l’installazione obbligatoria di sistemi di videosorveglianza, nel rispetto delle normative vigenti a tutela della privacy, impegnandosi a rendere più snelle le relative procedure autorizzative.

Richiedono inoltre alla Commissione Ue e al Parlamento europeo di adeguare il regolamento Ue 2016/679 sulla protezione dei dati personali, affinché la gestione di questi apparati di sicurezza e prevenzione possa essere introdotta senza ostacoli burocratici e normativi.


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