Decision Maker

Alessandro Andreatta

  • Sindaco di Trento

Alessandro Andreatta (Trento, 4 febbraio 1957), già sindaco di Trento dal 2009, è stato rieletto nel 2015. Guida una coalizione di centrosinistra autonomista. Le richieste dei cittadini QUI: https://www.change.org/m/trento-il-comune-ascolta-i-cittadini


Does Alessandro Andreatta have the power to decide or influence something you want to change? Start a petition to this decision maker.Start a petition
Victory
Petitioning GIP Marco La Ganga

Il cane "Orso" deve ritornare dal suo umano

Orso, un rottweiler di 4 anni, è stato posto sotto sequestro da parte delle autorità. La ragione di tale sequestro non è un'accusa di maltrattamento, bensì la paura che tale cane, nonostante sia notoriamente buono e docile, possa essere pericoloso: questo nonostante non vi sia stata alcuna aggressione da parte del cane verso chichessia. Il cane è ora affidato al Canile di Trento e, seppure i volontari facciano del loro meglio, il profondo attaccamento fra questo cane e il suo umano fanno si' che entrambi si trovino in una situazione di profondo disagio: Orso e' infatti depresso e si rifiuta di mangiare. Questa petizione vuole invitare le autorità, nella fattispecie il GIP Marco La Ganga, il quale ha firmato il decreto di sequestro, ad attivarsi perché Orso torni a casa il più presto possibile e di cercare di risolvere il supposto problema attraverso modalità tali che rispettino anche il benessere del cane. Ogni ora passata da Orso in canile e' un'ora di tortura e la sua salute è in pericolo: risulta quindi necessario che le parti coinvolte facciano tutto l'umanamente possibile per velocizzare l'iter giudiziario ed assicurarsi che Orso torni a casa non un secondo più tardi dello stretto necessario.ARTICOLI DI GIORNALE SULLA QUESTIONE:http://www.ildolomiti.it/cronaca/il-cane-orso-di-paolo-beber-e-sotto-sequestro-la-procura-e-unarma-lui-linseparabile-amicohttp://www.ladige.it/news/italia/2017/06/09/cane-sotto-sequestro-misura-preventivahttp://trentinocorrierealpi.gelocal.it/trento/cronaca/2017/06/09/news/dopo-le-aggressioni-sequestrato-onny-il-cane-di-paolo-beber-1.15466916?refresh_ce  

META Sez. Trentino Alto Adige
49,326 supporters
Petitioning Alessandro Andreatta

SI alla Funivia Trento - Monte Bondone. La tua firma può fare la differenza!

E' una straordinaria occasione di SVILUPPO ECONOMICO SOSTENIBILE per Trento, la montagna e per tutto il Trentino! PROGETTO ECO SOSTENIBILE >Riduzione del traffico e dell’inquinamento>Eliminazione dei costi del trasporto pubblico su gomma e dismissione dell’attuale     funivia Trento – Sardagna che sarà sostituita dalla nuova>Facilità e velocità di accesso con mezzi ecologici>Monte Bondone il nuovo “polmone verde” della città di Trento più accessibile>la montagna come "parco periurbano" in quota, accessibile per il benessere e salute dei cittadini e turisti di tutte le età. EFFETTO VOLANO PER L’ECONOMIA >Maggiore attrattività e competitività per Trento, Monte Bondone ed effetto volano sui dintorni>Nuove imprese nel turismo/commercio/servizi e artigianato>Nuove professioni>Nuovi posti di lavoro>Nuovi investitori>Nuove attività sportivo-ricreative in quota (colonie estive, attività didattiche, ritiri eallenamenti)>Rivalutazione del patrimonio immobiliare esistente, ristrutturazioni e riattivazionedel mercato immobiliare>Possibilità per gli eventi della città di essere ampliati e diffusi anche in quota(mercatini, Festival dello sport...)>Funivia inserita nella card turistica (biglietto unico ingresso MUSE + funivia +attività MUSE alle Viote)>Parking + Funivie con tariffa agevolata. OPPORTUNITÀ DI SVILUPPO E INNOVAZIONE >Nuova importante attrazione per la città che è in forte crescita (“il parco in quota”)>Re-engineering di una macro area turistica finalmente connessa (Trento-Bondone-Valle dei Laghi-Garda-Rovereto)>Re-design del prodotto turistico grazie alla montagna (natura e sport)>FERROVIA (alta velocità) - FUNIVIA - BICI >Primo vero PROGETTO GREEN in Trentino e riposizionamento di una destinazione turistica da prevalenza invernale aprevalenza estiva e non solo>Nuovi spazi, nuove attività e nuove opportunità di benessere e corretto stile divita per cittadini e turisti. CHI SI ASSUMERÀ LA RESPONSABILITÀ DELLA MANCATA REALIZZAZIONE? >Perdita di opportunità e di competitività della città di Trento in favore di altri territori>Difficile riconversione della destinazione a causa dei cambiamenti climatici  che metteranno a rischio la stagione invernale>Traffico e inquinamento>Costi di trasporto pubblico non ecologico, non adeguato e inquinante>Riduzione della redditività delle imprese e degli investimenti>Riduzione della stagionalità turistica >Fuga dell’imprenditoria con riduzione delle imprese e dei posti di lavoro>Crisi e declino della destinazione>Caduta del valore immobiliare e abbandono.

Manifesto SI Funivia Trento - Monte Bondone
4,154 supporters
Closed
Petitioning Mauro Gilmozzi Assessore provinciale alle infrastrutture e ambiente, Luca Zeni assessore provinciale alla salute P.A.T di Trentoo, Paolo Bordon Direttore generale Apss, Alessandro Andreatta sindaco...

Non rubateci il tempo per parcheggiare!!!!!!

        NON RUBATECI IL TEMPO PER PARCHEGGIARE  Lancio questa petizione per portare all’attenzione degli organi competenti, in particolare agli assessori PAT Mauro gilmozzi e Luca Zeni, al Direttore dell’APSS Paolo Bordon ed al Sindaco di Trento Alessandro Andreatta l’oramai insostenibile situazione dei parcheggi riservati ai dipendenti del presidio ospedaliero Santa Chiara. Più volte i dipendenti sempre più esasperati dai parcheggi congestionati hanno chiesto di cercare di risolvere questo problema. Sono state organizzate raccolte firme nelle quali si chiedeva sia un potenziamento della linea ferroviaria della Valsugana e della Val di Non, sia maggiori collegamenti con la linea di autobus cittadini. Tuttavia, da parte degli organi competenti non c’è mai stato un reale impegno teso a risolvere il problema. In primo luogo, in qualità di cittadini, pertanto, chiediamo che le nostre istanze siano prese in seria considerazione, anche alla luce del fatto che limitare la circolazione del traffico in città dovrebbe collocarsi tra le priorità delle politiche di salvaguardia ambientale. In secondo luogo, in qualità di dipendenti dell’Azienda Sanitaria, siamo seriamente convinti che tale problema crei notevole disagio ai dipendenti delle valli, che si vedono costretti a partire dalle proprie abitazioni anche con due ore di anticipo per poter trovare un parcheggio. Pertanto, chiediamo che vengano create nuove aree di parcheggio riservate ai dipendenti dell’Azienda Sanitaria    I dipendenti dell’Azienda Sanitaria    

loris campestrin
1,652 supporters
Closed
Petitioning Alessandro Andreatta

Ridiamo l'acqua al FERSINA

7 febbario 2017: la poca neve caduta nei giorni precedenti si sta sciogliendo e le strade sono piene di rivoli che arriveranno al Fersina fino ad alimentarlo. Oltre a questa debole risorsa non c'è altro e la foto parla da sola. Nessuno sta irrigando i campi, che siano mele o piccoli frutti. Si attende l'onda. L'accumulo nel bacino della centrale idroelettrica compromette l'ecosistema, il paesaggio e il torrente in ogni sua concezione. Da anni ormai il torrente che rappresenta l'omonima valle e la città di Pergine non gode di buona salute. Il problema è noto ai tecnici, ai politici, ai burocrati, alla Provincia di Trento, alla Associazione pescatori, a chi porta a passeggio il cane nel greto del torrente, ai perginesi che transitano in macchina sui ponti che lo attraversano e si rammaricano nel vederlo in queste condizioni. Manca l'acqua e non vogliamo più sentire nessuna scusa. Colpa degli agricoltori! Colpa della siccità! La vera responsabilità è di chi sta zitto o di chi si lamenta senza intervenire. Per questo inizierò promuovendo questa petizione, per certi aspetti simbolica, in modo tale da testare definitivamente se c'è un interesse concreto a livello politico e tecnico a risolvere una situazione deprimente per l'ambiente e per i cittadini che è durata fin troppo. L'acqua del Fersina è il simbolo vero di Pergine, ne ha fatto nascere le prime attività artigianali, lo ha sconvolto con le piene, ha permesso agli agricoltori di raccogliere ottima frutta e verdura e ha garantito divertimento e refrigerio a tutti i cittadini.   RIDIAMO L'ACQUA AL FERSINA 

Simone Petri
1,628 supporters
Petitioning Alessandro Andreatta, Consiglio Comunale di Trento

COMBATTIAMO LA POVERTÀ, NON LE PERSONE POVERE

Il Consiglio comunale di Trento sta per approvare una delibera che estenderà al centro storico il divieto di chiedere l’elemosina. La misura non tiene conto delle precedenti sentenze della Corte Costituzionale - in cui si afferma che la mendicità non può essere oggetto di azioni repressive, se si limita alla semplice richiesta di aiuto - né del parere del Presidente della Repubblica, che nel novembre 2016 ha dichiarato illegittima un’ordinanza che introduceva provvedimenti analoghi. Chiediamo al Sindaco e alla Giunta comunale di Trento di fermarsi, prima di oltrepassare il confine che separa l’umanità dalla disumanità, e di riflettere sulla gravità di negare il diritto sacrosanto che ogni persona ha di chiedere aiuto quando si trova in condizioni di bisogno. Vi chiediamo di combattere la povertà, non le persone povere. Antonia Romano, consigliera comunale di TrentoGiuliana Beltrame, sociologaValentina Benvenuti, collettivo Mamadou BolzanoMarianna Cassetti, architetta, associazione Per un'Europa dei PopoliErri De Luca, scrittoreGiuseppe De Marzo, responsabile politiche sociali di LiberaMoni Ovadia, attoreDaniela Padoan, scrittriceLivio Pepino, magistratoRiccardo Petrella, economista politicoBarbara Spinelli, parlamentare europea, gruppo GUE/NGLGuido Viale, sociologo, presidente Osservatorio SolidarietàPadre Alex Zanotelli, missionario combonianoAntenne MigrantiCollettivo Mamadou di BolzanoAssociazione Per un’Europa dei Popoli di CastrovillariCentro sociale Bruno di TrentoTrama di terre di ImolaEx Opg occupato Je so pazzo di NapoliRete di solidarietà popolare di NapoliAssociazione Nazione RomAssociazione Arco Bene ComuneRete delle città in Comune QUESTO IL TESTO COMPLETO: COMBATTIAMO LA POVERTÀ, NON LE PERSONE POVERE Il consiglio comunale di Trento si accinge ad approvare una delibera che comporterà la modifica del regolamento di polizia municipale, estendendo a praticamente tutta la città, certamente all'intero centro storico, il divieto di effettuare questua, comportamento indicato nel testo proposto dal sindaco alla commissione capigruppo con il termine, ad accezione negativa, di accattonaggio. Il divieto di chiedere elemosina, se approvato, sarà esteso alle zone vicine a: uffici pubblici, scuole, ospedali, residenze per anziani, luoghi di culto o destinati alla memoria dei defunti, pubblici esercizi, esercizi commerciali o artigianali, fiere e mercati. Ma anche in prossimità di intersezioni stradali, semaforiche o meno, o dove la questua sia di intralcio alla circolazione dei veicoli. Ancora, all'interno o in corrispondenza degli accessi alle zone adibite a parcheggio. La proposta di delibera non tiene evidentemente conto delle sentenze n. 519 del 1995 e n.115 del 2011 della Corte Costituzionale per cui la mendicità non può essere oggetto di azioni repressive, se si limita alla semplice richiesta d’aiuto, e neanche dell’esito di un ricorso straordinario presentato al presidente della Repubblica e accolto con sentenza del 9 novembre 2016, che rende illegittima un’ordinanza del sindaco di Molinello (Bo) che prevedeva analoghi provvedimenti. Ciò che prevale, infatti, è un’ideologia del decoro urbano secondo cui le persone povere, le persone che si prostituiscono, fanno parte della categoria degrado e vanno allontanate dallo sguardo di noi, persone benestanti, che non siamo capaci di integrare nel tessuto sociale, lavorativo, economico chi vive o si trova in condizioni di svantaggio socio economico. Se poi queste persone sono immigrate o, peggio, immigrate e “clandestine”, allora il livello di degrado urbano che rappresenterebbero e contro cui si stanno adottando provvedimenti sempre più disumani e solo repressivi, si alza notevolmente. Lo stesso utilizzo della parola accattonaggio al posto di elemosina o questua ha il suo peso nel nascondere quella che è ormai a tutti gli effetti una guerra dichiarata alla solidarietà spontanea non istituzionalizzata, non di sistema. Il tutto è accompagnato dalla retorica della lotta al racket dell’accattonaggio, che evidentemente prevede, per chi vi si appella, che a pagare siano le vittime del racket, non i loro sfruttatori. La proposta di delibera è stata, di fatto, costruita inseguendo gli umori predominanti, adeguatamente orientati dalla propaganda antidegrado dominante ormai da mesi. Non si fa riferimento a dati, a studi del fenomeno in città (studi che non esistono allo stato attuale) o a rapporti delle forze dell’ordine. E quando si oltrepassa quel confine che separa l’umanità dalla disumanità, si perde anche la capacità di comprendere la gravità del negare il diritto sacrosanto che ogni persona ha di chiedere aiuto se si trova in condizioni di bisogno. Si perde il buon senso fino al punto di non rendersi conto dell'assurdità di far pagare una sanzione amministrativa a chi chiede l’elemosina. Si perde la capacità di guardare lontano, non cogliendo la ricaduta negativa che ha sulla percezione della gente il porre l’etichetta di persona che compie un illecito, tant’è che si prevedono divieto e sanzione, a chi semplicemente chiede l’elemosina. Etichettare come persona che compie un illecito chi mendica favorisce infatti la diffusione dell’idea che la povertà sia reato da punire con sanzioni e divieti e, nella percezione comune, le persone povere diventano soggetti fastidiosi, molesti, non idonei alla rappresentazione di città cartolina che le recenti normative nazionali e locali sostengono. Chiediamo al sindaco Alessandro Andreatta, alla giunta, ai consiglieri e alle consigliere del comune di Trento di fermarsi, di non proseguire nella modifica del regolamento di polizia municipale, che già prevede peraltro alcune zone dove è applicato il divieto di questua. Chiediamo a chi ha potere decisionale di non farlo sulla pelle di persone di cui si ignora la storia che le conduce a elemosinare, sapendo che sicuramente tra loro c’è anche chi fa della questua un mestiere, chi è vittima del racket. Ma non è con politiche securitarie e repressive, che colpiscono le vittime, che si risolvono problemi sociali spesso da noi causati attraverso scelte politiche populiste e neoliberiste. La lotta alla povertà richiede coraggio, anche il coraggio di rendersi impopolari. Per la lotta ai poveri è sufficiente un po’ di vigliaccheria e quella, chi più chi meno, l’abbiamo tutte e tutti al bisogno.Abbiate quindi il coraggio di restare umani in una fase storico politica in cui, ci rendiamo conto, è molto difficile farlo. Fermatevi! Antonia Romano, consigliera comunale di TrentoGiuliana Beltrame, sociologaValentina Benvenuti, collettivo Mamadou BolzanoMarianna Cassetti, architetta, associazione Per un'Europa dei PopoliErri De Luca, scrittoreGiuseppe De Marzo, responsabile politiche sociali di LiberaMoni Ovadia, attoreDaniela Padoan, scrittriceLivio Pepino, magistratoRiccardo Petrella, economista politicoBarbara Spinelli, parlamentare europea, gruppo GUE/NGLGuido Viale, sociologo, presidente Osservatorio SolidarietàPadre Alex Zanotelli, missionario combonianoAntenne MigrantiCollettivo Mamadou di BolzanoAssociazione Per un’Europa dei Popoli di CastrovillariCentro sociale Bruno di TrentoTrama di terre di ImolaEx Opg occupato Je so pazzo di NapoliRete di solidarietà popolare di NapoliAssociazione Nazione RomAssociazione Arco Bene ComuneRete delle città in Comune

Osservatorio Solidarietà Carta di Milano
939 supporters
Petitioning Paolo Biasioli, Italo Gilmozzi, Alessandro Andreatta

Passaggi pedonali/ciclabili rialzati e dossi rallentatori alti.

Situazioni di inciviltà e di menefreghismo tra gli automobilisti sono ormai all'ordine del giorno. Tutti hanno fretta e devono correre e ognuno si sente padrone della strada. A rimetterci, come sempre, sono i soggetti più deboli ovvero pedoni e ciclisti. E' ora che il Comune di Trento si metta nei panni dei pedoni e prenda esempio dal Comune di Pergine Valsugana che ha realizzato una serie di passaggi pedonali rialzati per proteggere chi attraversa la strada. Un lavoro fatto a regola d'arte in quanto questi passaggi rialzati, obbligano gli automobilisti a rallentare a 30 km/h a differenza (per fare un paio di esempi) di quelli di via Sant'Anna e via Sommarive che "accompagnano" l'automobile, pertanto sono percorribili tranquillamente a 70/80 km/h nonostante il limite sia di 50 km/h. Si metta anche nei panni dei ciclisti, un continuo saliscendi dai marciapiedi (a Bolzano realizzano le ciclabili a livello stradale, soluzione più economica nonché comoda per chi si spota in bicicletta, a Trento realizzano marciapiedi sui quali fanno le ciclabili, ???) con tratti, in prossimità degli attraversamenti ciclopedonali, spesso e volentieri coperti da vegetazione (via Guardini, via S. Pio X ecc.), passi carrabili o altro che ostruiscono la visuale reciproca tra ciclisti e automobilisti. La realizzazione di attraversamenti ciclabili rialzati sarebbe la soluzione ideale perchè obbligherebbe gli automobilisti a fermarsi e permetterebbe ai ciclisti di proseguire il loro tragitto in sicurezza. Punti critici in città ve ne sono dapertutto ma quelli più importanti restano in prossimità di asili, scuole (es. via dei Solteri, via 4 Novembre ecc.), università e zone ad alta densità di pedoni. Viale Verona, via 4 Novembre, via Degasperi, via della Resistenza, SP204 Villazzano (di competenza della PAT), via Veneto, via Caneppele, via Maccani, via Brennero, via di Melta, via Perini, Lungadige entrambi i lati, via Sanseverino... strade dritte in cui si tende a superare facilmente il limite di velocità consentito. Tutte le vie elencate (invito a segnalarne altre) necessitano al più presto di una soluzione come gli attraversamenti pedonali rialzati. Se il costo per la realizzazione di questi attraversamenti non è a portata del Comune di Trento o della PAT, l'alternativa più economica e con tempi di realizzazione più rapidi se non immediati, c'è. Si prenda esempio dal Comune di Bolzano che a circa 1-2 metri dagli attraversamenti pedonali e ciclabili ha installato dossi rallentatori alti che obbligano comunque gli automobilisti a rallentare a 30 km/h. Minima spesa massima resa. Questa proposta non dev'essere vista come una soluzione che crea disagio agli automobilisti ma, anzi, li educa al rispetto di pedoni e ciclisti nonché al rispetto dei limiti e a viaggiare ad una velocità costante bassa, onde evitare bruschi rallentamenti in prossimità dei passaggi (se uno ci arriva mantienei 30 km/h anzichè accellerare a 70 all'ora tra un attraversamento e l'altro). Quando vedete un pedone o un ciclista che vuole attraversare la strada, pensate che è una persona cara a qualcuno e fermatevi, come fareste con le persone a voi care. Sarà bello sapere che sono arrivati dall'altra parte della strada in totale sicurezza grazie a voi.

Delfin Migala
454 supporters
Petitioning presidente@provincia.tn.it , sindaco@comune.trento.it, Alessandro Andreatta

Tutela Sentiero salita Dallafior e Mesotrekking Trento

PETIZIONE POPOLARE indirizzata al Presidente della Provincia Autonoma di Trento Maurizio FUGATTI e al Sindaco di Trento Alessandro ANDREATTA, per esprimere l’assoluta contrarietà alla realizzazione della pista ciclabile, con partenza dal quartiere Centochiavi (salita Dalla Fior) per Ponte Alto. ---ooo--- I sotto indicati cittadini dichiarano di essere contrari alla realizzazione della suddetta opera la cui scelta ritengono sbagliata e incongruente. La realizzazione del progetto predisposto dagli Uffici della PAT andrebbe a deturpare in maniera definitiva il percorso naturale-ecologico (vera oasi di pace e tranquillità frequentata da decine e decine di persone che lo utilizzano quotidianamente) che passa nelle vicinanze della storica e vecchia cava di pietra naturale di Trento e che, a sua volta, si collega al percorso storico-archeologico Mesotrekking che sale da Località Piazzina, formando un’unica particella territoriale, la n. 2631. La realizzazione dell’opera rappresenterebbe un inutile spreco di denaro pubblico, (circa 1,65 milioni di euro) considerando che tale pista ciclabile dovrebbe avere solo carattere transitorio e temporaneo, in attesa di realizzare l’opera definitiva che più opportunamente dovrebbe passare per il centro della città. A tale riguardo, è stata anche presentata una mozione al Consiglio comunale n. 5.701/2018, primo firmatario consigliere Michele Brugnara (PD) approvata a larga maggioranza, che prevede, appunto, un percorso partendo dalla stazione ferroviaria, passando per il centro città, Via Grazioli, Salita Manci, Mesiano e poi verso la Valsugana. L’assurdità del progetto, che rappresenterebbe anche un grave errore di carattere strategico e paesaggistico, confliggerebbe gravemente con l’obiettivo di promuovere lo sviluppo del turismo, obbligando i vari visitatori del nostro territorio a spostarsi dal centro città in un quartiere periferico prima di dirigersi verso la Valsugana. Si aggiunge, inoltre, un’ulteriore nota negativa di particolare gravità, rappresentata dal fatto che il percorso indicato non sarebbe compatibile con la presenza dei camion che trasportano materiali infiammabili i quali, avendo il divieto di transito nelle gallerie di Martignano, sarebbero obbligati a percorrere la vecchia SS47. Infine, nel dare seguito alla realizzazione ipotizzata dagli uffici della Provincia si andrebbe a occupare il sedime dell’ipotetica futura tramvia, mettendo una pietra tombale sul Progetto RING. Ciò premesso, si ritiene che la pista ciclabile, con partenza dalla stazione ferroviaria per ponte Alto, passando per il centro storico, Via Grazioli, Busa e San Donà, sarebbe la scelta migliore per una serie di motivi e tra questi principalmente: • Il percorso rappresenterebbe una forte attrazione storica culturale, ambientale e turistica, per tutti coloro che arrivano in città e hanno intenzione di proseguire per la Valsugana; • Favorirebbe, inoltre, un’ottima funzionalità del percorso per gli spostamenti in bici (casa/lavoro e casa/scuola), per i pendolari e gli studenti.  

Sonia Pastorelli
426 supporters
Petitioning Alessandro Andreatta

Fermiamo il chiosco di Pramarquat.

Vogliamo un utilizzo delle risorse più vantaggioso per la comunità. Nel corso della votazione del bilancio del Comune 2016 è stato approvato un ordine del giorno, con voto favorevole del Consiglio e della Giunta, riguardante la costruzione di un chiosco permanente in legno in località Pramarquart. Tale proposta è stata presentata e approvata senza nessun coinvolgimento della Circoscrizione e, o della Commissione Usi Civici del sobborgo. Logicamente, nemmeno le realtà che operano o utilizzano la nostra montagna (Vigili del Fuoco, Azienda Forestale,SAT, Associazioni Ambientaliste,Cacciatori…) sono state non diciamo coinvolte ma nemmeno informate della proposta. La proposta così paracadutata ha creato un forte dibattito in paese, sia sotto il profilo del metodo ma, soprattutto nel merito. Per i costi, (si parla di 40.000 euro), per la possibilità di accumulare rifiuti, per i pericolo di incendio (la prima acqua disponibile è al passo Cimirlo), per il rischio che si moltiplichino i cosiddetti “rave party” (già due quest’anno), che portano, per la musica scaricata ad altissimo volume, forti disagi per la fauna e un’intollerabile “occupazione” abusiva di spazi. Nonostante i tentativi della Circoscrizione di far desistere il Comune dalla realizzazione di un’opera che vede gran parte della popolazione contraria, nemmeno un incontro con l’Assessore responsabile Andrea Robol con il Consiglio Circoscrizionale è riuscito a far recedere il Comune dal realizzare quest’opera inutile. Eppure con le somme previste si potrebbero realizzare altre opere più urgenti: ad esempio il ripristino del serbatoio antincendio in Marzola, vandalizzato, recentemente rappezzato ed ora desolatamente vuoto. Concludendo, i firmatari di questa petizione chiedono al sig. Sindaco di Trento di attivarsi per trovare gli strumenti legislativi e amministrativi per rimuovere la scelta, inopinata, del Consiglio Comunale e concordare preventivamente con la Circoscrizione e la Comunità di Povo gli interventi previsti sul suo territorio.

Cittadini partecipi
224 supporters
Passaggi pedonali/ciclabili rialzati e dossi rallentatori alti.

Con riferimento alla petizione si evidenzia innanzitutto che i rialzamenti stradali devono essere realizzati seguendo quanto stabilito dalle “Norme funzionali e geometriche per la costruzione delle strade”: tali norme non consentono di creare manufatti con pendenze eccessive e che possano risultare troppo impattanti per la sicurezza e la fluidità del transito veicolare, anche per non esporre gli utenti a sinistri (con danni alle persone e ai mezzi). Non va inoltre sottovalutato che tali rialzamenti, se realizzati non rispettando le norme richiamate, possono costituire un notevole ostacolo per i veicoli impegnati in operazioni di pronto soccorso e intervento, che subirebbero rallentamenti nello svolgimento delle rispettive mansioni. Si ricorda che, a seconda della classificazione della strada, le pendenze ammesse sono ricomprese tra il 6-10 % ovvero simili a quelle dei dossi di via Sommarive e via Sant'Anna, citati nella petizione. Preme segnalare che per ridurre il disagio dell'utenza su molte delle vie elencate come pericolose sono già presenti attraversamenti semaforizzati ed isole spartitraffico per facilitare l'attraversamento dei pedoni; inoltre, su molte di queste vie non sono presenti attraversamenti ciclabili. Si osserva anche che tutti gli attraversamenti pedonali e ciclabili presenti sul territorio sono realizzati con idonea segnaletica verticale ed orizzontale per non indurre incertezze negli utenti. Sicuramente il mancato rispetto delle norme circolatorie da parte degli automobilisti crea disagio o pericolo per pedoni e ciclisti, ma allo stesso modo andrebbe affrontato il problema del comportamento di ciascuno: non è raro vedere pedoni che non utilizzano gli attraversamenti pedonali per il semplice motivo di non voler allungare le percorrenze o di vedere biciclette che circolano tranquillamente sui marciapiedi o in contromano. Proprio sul punto, senza dubbio sarà sollecitata un'azione mirata da parte della Polizia locale per un maggiore monitoraggio di comportamenti quali la mancata precedenza sugli attraversamenti pedonali, l'elevata velocità delle auto, l'attraversamento pedonale fuori dalle strisce, il transito delle bici sui marciapiedi, etc. Premesso quanto sopra, l'Amministrazione rimane favorevole ad eseguire interventi per migliorare le condizioni di sicurezza per tutti gli utenti della strada e continuerà ad intervenire in modo puntuale valutando di volta in volta le singole situazioni ritenute più critiche (spesso segnalate direttamente dalle Circoscrizioni).

1 year ago
Fermiamo il chiosco di Pramarquat.

Si precisa innanzitutto che l'opera in questione non riguarda la costruzione di un chiosco, bensì di una tettoia: le strutture differiscono per dimensioni, finalità, tipologia. Sono già presenti sul territorio di Trento tettoie similari, ad esempio al parco Gorghe, Campel, parco Poze e Baracche a Sardagna, situate in aree ricreative attrezzate. Preme sottolineare che contrariamente a quanto evidenziato nella petizione, l'Azienda forestale Trento-Sopramonte è stata fin da subito coinvolta nel progetto e, ricevuta la comunicazione del finanziamento da parte del Comune di Trento, ha provveduto ad inserire l'opera nel programma lavori 2017 quale studio di fattibilità e progettazione. Rispetto al problema di possibili rifiuti abbandonati, si segnala che l'area di Pramarquart è inserita nelle zone per le quali l'Azienda forestale esegue già con regolarità servizio di pulizia e raccolta rifiuti. Nel corso del primo semestre del 2017, in occasione di pubblici confronti, l'assessore competente Andrea Robol ha già ribadito al Consiglio circoscrizionale di Povo la volontà dell'Amministrazione comunale di proseguire nella realizzazione della struttura, la cui costruzione è stata votata e approvata con Odg in Consiglio comunale nel 2015 ed è quindi stata già finanziata. Sulla mancata realizzazione della tettoia è stata anche presentata un'interrogazione a risposta scritta (n. 397/2018, con risposta di data 02/08/2018). La progettazione, a cura dell'Azienda forestale, sarà presto completata con una perizia geologica, attualmente in corso. Una volta completato il progetto verranno richiesti i pareri e le autorizzazioni necessarie: laddove tali pareri risultassero positivi e fossero ottenute tutte le autorizzazioni, la struttura verrà realizzata (verosimilmente nel corso del 2019).

1 year ago
La bonifica della discarica di Sardagna

L'articolato testo della petizione tocca svariati argomenti cui peraltro in più occasioni il Comune ha fornito puntuali risposte anche avvalendosi dell'Assessorato provinciale all'Ambiente e dei Servizi provinciali competenti quali l'Agenzia Provinciale per la Protezione dell'Ambiente (A.P.P.A.) e Azienda Provinciale per i Servizi Sanitari (A.P.S.S.). Preme sottolineare che alcune delle ricostruzioni appaiono fuorvianti in quanto sostenute da interpretazioni di parte. Infatti, malgrado il sito sia stato oggetto della vicenda giudiziaria per deposito di rifiuti non autorizzati, sono state effettuate le analisi di rischio richieste anche con la sentenza dal giudice come segue: “(...) un’area autorizzata ad accogliere inerti per riempire la voragine originata dalla cava, a seguito della frana avvenuta negli anni ’70 e stabilizzare le pareti, sulla scorta di apposita convenzione tra Comune e Sativa srl, è stata riempita di materiali il cui mantenimento a dimora potrà essere valutato solo a seguito di apposita caratterizzazione ed analisi di rischio, i cui risultati potranno definire se siano necessari interventi di bonifica o di messa in sicurezza (...)”. Le analisi di rischio finalizzate ad escludere situazioni di pericolo per la salute pubblica e l'ambiente sono state sottoposte all'attenzione dell'Azienda provinciale per i Servizi Sanitari e dell'Agenzia per la protezione dell'ambiente e ricevendo parere favorevole, hanno escluso la necessità di bonifica. Il Comune di Trento nel 2004 approvò, previo parere favorevole del Servizio Geologico della P.A.T. e di A.P.P.A. il piano di adeguamento previsto dal D.Lgs. 13 gennaio 2003, n. 36 che analizzava tra l'altro anche gli aspetti relativi alla presenza della barriera geologica, all'assenza di percolato e alla corretta gestione delle acque presenti in discarica. Ancora la sentenza di primo grado riattribuì alla società Sativa la gestione della discarica con le seguenti parole: “(...) Ne discende come necessaria conseguenza che per tale fatto non vi è necessità né possibilità di applicazione della sanzione ablativa (o misura di sicurezza) della confisca, che la norma prevede solo nella fattispecie al terzo comma. Del resto, in questo modo ogni attività di bonifica della discarica verrà a ricadere (anche, ma in primo luogo) sulla concessionaria, che in quanto tale sarà il primo soggetto tenuto alla regolarizzazione della relativa attività, alla prosecuzione della quale ha un preciso interesse in ragione del proprio statuto di società commerciale.” In tal senso in virtù dell'accertata assenza di rischio per l'ambiente e per la salute pubblica e come stabilito con analisi di rischio, Sativa regolarizzava i rifiuti non conformi depositati presso la discarica di Sardagna. I rifiuti smaltiti presso la discarica per rifiuti inerti sita in Sardagna potevano perciò permanervi. Sono disponibili presso il Servizio Gabinetto e pubbliche relazioni, per gli approfondimenti che vorranno essere fatti e per completezza di informazione, i documenti di risposta rilasciati dall'Amministrazione comunale ai vari soggetti pubblici e privati attestanti la legittimità della propria azione, mentre gli studi di analisi di rischio sanitario sono visionabili presso il Servizio Urbanistica e ambiente. Un cordiale saluto

3 years ago