#Stopincendi. Fermiamo gli incendiari!

Il problema

Basta lacrime di coccodrillo. L'estate è ancora lunga e non è accettabile vedere l'Italia andare a fuoco tra atti criminali ed inefficienze burocratiche. 

Servono subito impegni precisi da Governo e Parlamento:

  • Individuare, fermare e condannare gli incendiari. Le leggi ci sono, bisogna accelerare indagini e processi
  • Aumentare i mezzi antincendi (aerei, elicotteri etc.) e le azioni preventive (barriere frangifuoco, droni o altri sistemi robotici di video/termosorveglianza, presidio territoriale)
  • Ottenere azione europea coordinata con dispiegamento veloce degli aerei antincendi di tutti i Paesi Ue verso le aree in emergenza
  • Sostenere agricoltura, allevamento e pastorizia sostenibili che presidiano il territorio ed esercitano un'importante azione di prevenzione

Dall'agosto 2000, esiste una norma penale che condanna chi dà fuoco ai boschi, con un'aggravante per i roghi appiccati in aree protette. Dal 2000 in poi, il Corpo Forestale dello Stato è stato potenziato con l'istituzione di un nucleo specifico (NIAB) per le indagini antincendi. Negli anni, sono stati fermati e denunciati tanti incendiari e piromani, ma le condanne sono ancora poche. Occorre potenziare i lavori investigativi, formare e sostenere la magistratura perché si giunga a condanne coerenti con la gravità di questi crimini contro i nostri territori.

Dal maggio 2001, la riforma dell'agricoltura (cd. Legge di orientamento) ha introdotto la multifunzionalità che consente di riconoscere alle imprese agricole e agroforestali e alle attività di allevamento e pastorizia sostenibili compiti di manutenzione del territorio.

Le leggi ci sono occorre farle funzionare!

Dopo la cosiddetta "Riforma Madia" che ha previsto l’accorpamento del Corpo Forestale dello Stato con l'Arma dei Carabinieri, il dislocamento delle competenze di azione e coordinamento antincendi del CFS presso i Vigili del fuoco è avvenuto senza un'adeguata verifica degli impatti sull'efficacia della necessaria attività di contrasto degli incendi.


È stato trascurato anche l'aumento dei rischi di incendio legato al cambiamento climatico, previsto in modo ufficiale fin dalla conferenza nazionale sul Clima organizzata dal Ministero dell'ambiente nel settembre 2007, già ben 10 anni fa. Bisogna ottenere dalla UE che gli aerei antincendi di tutti i Paesi vengano rapidamente dislocati nelle aree di emergenza.

Un' inchiesta di Il Fatto Quotidiano del 14 luglio sulla carenza di elicotteri antincendi, che sarebbero stati destinati ad altri scopi, e sul sottoutilizzo del personale forestale assegnato ai vigili del fuoco, getta un'ombra ancora più cupa sulle inadempienze del Governo.

Per diffondere la petizione firmate e condividete con gli hashtag #Stopincendi. #Fermareincendiari

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Alfonso Pecoraro Scanio, Presidente Fondazione UniVerdePromotore della petizioneAlfonso Pecoraro Scanio è stato presidente nazionale della Federazione dei Verdi dal 2 dicembre 2001 al 19 luglio 2008, ministro delle Politiche agricole nel governo Amato II e ministro dell'Ambiente nel governo Prodi II. Attualmente è Presidente della Fondazione UniVerde e docente presso l'Università degli Studi di Milano-Bicocca e l'Università Tor Vergata di Roma.
Questa petizione aveva 23.386 sostenitori

Il problema

Basta lacrime di coccodrillo. L'estate è ancora lunga e non è accettabile vedere l'Italia andare a fuoco tra atti criminali ed inefficienze burocratiche. 

Servono subito impegni precisi da Governo e Parlamento:

  • Individuare, fermare e condannare gli incendiari. Le leggi ci sono, bisogna accelerare indagini e processi
  • Aumentare i mezzi antincendi (aerei, elicotteri etc.) e le azioni preventive (barriere frangifuoco, droni o altri sistemi robotici di video/termosorveglianza, presidio territoriale)
  • Ottenere azione europea coordinata con dispiegamento veloce degli aerei antincendi di tutti i Paesi Ue verso le aree in emergenza
  • Sostenere agricoltura, allevamento e pastorizia sostenibili che presidiano il territorio ed esercitano un'importante azione di prevenzione

Dall'agosto 2000, esiste una norma penale che condanna chi dà fuoco ai boschi, con un'aggravante per i roghi appiccati in aree protette. Dal 2000 in poi, il Corpo Forestale dello Stato è stato potenziato con l'istituzione di un nucleo specifico (NIAB) per le indagini antincendi. Negli anni, sono stati fermati e denunciati tanti incendiari e piromani, ma le condanne sono ancora poche. Occorre potenziare i lavori investigativi, formare e sostenere la magistratura perché si giunga a condanne coerenti con la gravità di questi crimini contro i nostri territori.

Dal maggio 2001, la riforma dell'agricoltura (cd. Legge di orientamento) ha introdotto la multifunzionalità che consente di riconoscere alle imprese agricole e agroforestali e alle attività di allevamento e pastorizia sostenibili compiti di manutenzione del territorio.

Le leggi ci sono occorre farle funzionare!

Dopo la cosiddetta "Riforma Madia" che ha previsto l’accorpamento del Corpo Forestale dello Stato con l'Arma dei Carabinieri, il dislocamento delle competenze di azione e coordinamento antincendi del CFS presso i Vigili del fuoco è avvenuto senza un'adeguata verifica degli impatti sull'efficacia della necessaria attività di contrasto degli incendi.


È stato trascurato anche l'aumento dei rischi di incendio legato al cambiamento climatico, previsto in modo ufficiale fin dalla conferenza nazionale sul Clima organizzata dal Ministero dell'ambiente nel settembre 2007, già ben 10 anni fa. Bisogna ottenere dalla UE che gli aerei antincendi di tutti i Paesi vengano rapidamente dislocati nelle aree di emergenza.

Un' inchiesta di Il Fatto Quotidiano del 14 luglio sulla carenza di elicotteri antincendi, che sarebbero stati destinati ad altri scopi, e sul sottoutilizzo del personale forestale assegnato ai vigili del fuoco, getta un'ombra ancora più cupa sulle inadempienze del Governo.

Per diffondere la petizione firmate e condividete con gli hashtag #Stopincendi. #Fermareincendiari

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Alfonso Pecoraro Scanio, Presidente Fondazione UniVerdePromotore della petizioneAlfonso Pecoraro Scanio è stato presidente nazionale della Federazione dei Verdi dal 2 dicembre 2001 al 19 luglio 2008, ministro delle Politiche agricole nel governo Amato II e ministro dell'Ambiente nel governo Prodi II. Attualmente è Presidente della Fondazione UniVerde e docente presso l'Università degli Studi di Milano-Bicocca e l'Università Tor Vergata di Roma.

I decisori

Paolo Gentiloni
Deputato della Camera
Laura Boldrini
Onorevole, Liberi e Uguali
Pietro Grasso
Leader di Liberi e Uguali

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Petizione creata in data 14 luglio 2017