Sussidi economici ai marittimi italiani (dimenticati) da Conte.

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Ci chiamiamo Miriam Pia De Maria e Salvatore Caltabiano, siamo due ragazzi poco più che ventenni residenti a Fiumefreddo di Sicilia, piccola cittadina in provincia di Catania.  Da qualche settimana, siamo portavoce attivi di un gruppo di membri d’equipaggio e ufficiali italiani che operano nel settore marittimo italiano ed estero.

Ad oggi, purtroppo, a causa delle restrizioni legate al Covid-19 tutti quanti noi impegnati in questo settore ci ritroviamo senza lavoro ma sulle spalle famiglie, costi e spese da sostenere.

I contratti di lavoro delle compagnie di crociera sono stati “congelati”, il personale è stato ridotto al minimo necessario per garantire la manutenzione e il sostentamento delle imbarcazioni. Molti di noi si trovavano già a casa quando la pandemia ha iniziato ad allargarsi, altri invece sono rimasti a bordo per mesi in attesa di rimpatrio. Siamo stati rinchiusi in cabina, per settimane, in quarantena precauzionale o necessaria per l’imitare il rischio contagio, in caso di crew risultati positivi. Nuovi protocolli anti-Covid (es: utilizzo delle mascherine chirurgiche, social distancing ecc) sono stati inseriti tra le nostre procedure e non abbiamo esitato un attimo ad abbracciarle e renderle parte della nostre abitudini giornaliere, in attesa del tanto desiderato rientro a casa.

Cari lettori, magari da queste parole, potrà esservi sembrato una passeggiata, ma solo chi ha vissuto questa situazione potrà capire quella situazione di solitudine, spavento e preoccupazione per i nostri cari a miglia di distanza. Una volta rientrati in patria però, la sensazione di solitudine non è sparita e anzi adesso è accompagnata da un senso di abbandono da parte del Governo che dovrebbe prendersi cura di ogni cittadino italiano in egual modo.

Il nostro settore versa attualmente in condizioni di miseria tali da considerare necessario il taglio del personale più tutti i crew attualmente in stato di fermo, in attesa della famosissima chiamata. Una situazione sicuramente provante e delicata sia dal punto di vista psicologico che economico; situazioni come queste non vanno anzi, non devono assolutamente essere trascurate o ignorate.

Adesso fermatevi un attimo a pensare; pensate a tutti quei padri/madri di famiglia, con bimbi in DAD che non riescono ad arrivare a fine mese per garantire una connessione veloce e dei mezzi necessari per l’istruzione dei propri figli, pensate a tutti quei sacrifici che ognuno di noi fa ogni anno, ragazzi con mutui da pagare, spese mediche insostenibili alle quali sono stati aggiunti adesso costanti tamponi e mascherine entrate ormai nelle nostre routine per mantenere al sicuro noi stessi e i nostri cari; i risparmi di una vita prima o poi finiranno e ad oggi non si prospetta una ripresa imminente delle nostre navi, in ognuno di noi avanza la preoccupazione sul come arrivare a fine mese.

Noi non siamo da meno, la nostra categoria non vale meno rispetto alle altre (alle quali ci stringiamo in segno di solidarietà). Siamo tutti cittadini italiani e tutti necessitiamo supporto.

Chiediamo al Governo di attenzionare le nostre necessità e di adottare misure tali che possano aiutare ogni marittimo (che navighi con bandiera italiana o estera) ad andare avanti.

Abbiamo costituito un gruppo attraverso Facebook “Sussidi economici anche ai marittimi (dimenticati) da Conte” con la funzione di raccogliere quante più adesioni e testimonianze dai nostri colleghi impegnati nel settore sopracitato. Di comune accordo, riteniamo che il settore marittimo versi in condizioni trascurate dovute forse dalla mancanza di un ente che ci tuteli in maniera attiva e del quale chiediamo l’istituzione.

Oggi più che mai, abbiamo bisogno di fatti e non di parole o promesse.


Vi preghiamo di sottoscrivere la seguente petizione per far sì che i nostri diritti vengano rispettati e che le nostre voci vengano ascoltate.


L'unione fa la forza, facciamoci sentire!