Mentre i nostri negozi chiudono, le Big Tech si arricchiscono: la tassa digitale subito!

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Questa pandemia sta portando molte attività commerciali sull'orlo del baratro. Interi centri urbani rischiano l’estinzione economica. Tra tutti, proprio i grandi evasori fiscali come Amazon o Google stanno approfittando di questa situazione drammatica del commercio al dettaglio locale. Le loro attività fioriscono ancora di più in questo periodo perché molte persone fanno i loro acquisti online.

I colossi digitali come Amazon e Google pagano in media solo il 9,5% di tasse sui loro profitti nell'UE, quando altre società pagano invece il 23,2%. Il fatto che i negozi al dettaglio locali stiano chiudendo e che la vendita al dettaglio online stia esplodendo ulteriormente aggraverà la disuguaglianza tra di loro. Almeno in termini di tasse, la concorrenza sleale tra la vendita al dettaglio radicata a livello locale e le imprese digitali deve finire. La soluzione è un’imposta sui servizi digitali che metta fine a questa ingiustizia.

Eppure questa imposta viene continuamente rinviata a livello europeo a causa del blocco da parte degli Stati membri dell'UE.  Per contrastare questa crisi economica storica, lo Stato deve aumentare la spesa pubblica. Gli Stati dell'UE non devono più aspettare: abbiamo bisogno di una tassa digitale adesso!

In Europa, Paesi come Francia, Austria, Italia, Polonia, Ungheria e Spagna hanno introdotto imposte sui servizi digitali a livello nazionale perché non volevano più aspettare una soluzione internazionale. Ma la gran parte di queste imposte non tassano il grosso delle attività realizzate da colossi digitali come Amazon o Apple. Altri Paesi dell'UE hanno già presentato piani corrispondenti.

Il governo tedesco e altri stanno bloccando l'introduzione di una tassa digitale a livello europeo invocando una soluzione globale. Ma questa soluzione globale non arriverà tanto presto. Adesso, nel pieno della crisi, il blocco dei governi sta diventando ancora più controproducente. Mentre i profitti delle imprese digitali aumentano, le loro tasse rimangono scandalosamente basse.

L’Italia ha introdotto un’imposta sui servizi digitali ma è ancora incompleta. è difficile prevedere con certezza l’incisività del provvedimento e sarà sicuramente meno efficace se non verrà adottata una soluzione comune a livello europeo. L'UE è il quadro più appropriato per imporre alle imprese digitali di pagare la giusta quota di tasse.

Ecco perché abbiamo bisogno di un rapido cambio di rotta. I governi devono introdurre tempestivamente le tasse digitali. E in modo tale che tutte le grandi imprese digitali, tra cui Amazon, Google, Apple e Facebook, debbano pagare le tasse laddove operano! Durante la crisi Covid-19, i governi hanno già implementato molte misure velocemente. La stessa urgenza è ora necessaria anche per la tassa digitale. Le imprese digitali devono mostrarsi all'altezza della loro responsabilità sociale. Soprattutto ora che beneficiano del fatto che altre attività sono costrette a chiudere. E soprattutto ora che lo Stato sta sostenendo spese elevate e ha urgente bisogno di queste entrate fiscali.

Invece di trasferire i costi della pandemia di coronavirus alle generazioni future, le imprese digitali dovrebbero finalmente dare il loro giusto contributo al bene comune.