Decision Maker

Vincenzo Spadafora

  • Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, Pari opportunità e giovani

Does Vincenzo Spadafora have the power to decide or influence something you want to change? Start a petition to this decision maker.Start a petition
Petitioning Giulia Grillo, Vincenzo Spadafora, Direttore Generale dell'AIFA, Parlamento Italiano

LA SALUTE DELLE PERSONE TRANS* IN ITALIA E’ IN PERICOLO

In Italia accedere alla TOS (terapia ormonale sostitutiva) per le persone trans è da sempre troppo complesso e spesso costoso. Si tratta di farmaci che le persone trans* devono prendere a vita, anche dopo l’eventuale intervento di riconversione chirurgica; la TOS per queste persone è una terapia salvavita, necessaria per garantire un livello sostitutivo di estrogeni/androgeni necessario per vari aspetti metabolici. Per troppe persone questo rischia a breve di essere quasi impossibile. Molto spesso cittadini trans* che hanno intrapreso il percorso di transizione Female to Male si vedono negata la consegna del medicinale in farmacia. Un farmaco per cui hanno regolare ricetta ma che viene spesso negato loro da una farmacia dopo l’altra, determinando un’estenuante odissea fintanto che non si trova un farmacista disponibile. Questo avviene perché l’AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco) non considera l’esistenza delle persone in transizione ma ha invece promosso una normativa per dividere la prescrivibilità dei farmaci a base di testosterone in base al genere dei documenti, prescrivibili a uomini o a donne ignorando l’esistenza di identità in transizione. Questa normativa è stata creata con l'intento di contrastare il rischio di un uso per doping di questi farmaci, ma di fatto complica non poco la possibilità alle persone trans di ritirare il proprio farmaco in farmacia. Oltre a questo, la quasi totalità dei farmaci per la TOS sono di “classe C”, e quindi reputati non essenziali, il cui costo non viene pertanto rimborsato dal Sistema Sanitario Nazionale (SSN) restando a carico del cittadino. Spesso l’unico modo per una persona trans* di ottenere un Piano Terapeutico è (nel caso di documenti già rettificati) tramite diagnosi di un ipogonadismo (uomini trans) o di una menopausa precoce (donne trans). Naturalmente si tratta di un artifizio creato ad hoc per tamponare la situazione stante di una grave lacuna politica e normativa che regoli l'esistenza anche nel mondo della Sanità per le persone trans, i cui corpi ed identità non convenzionali non sono previste, se non a livello puramente anagrafico. Ecco dunque che le persone trans con il documento già rettificato hanno come unica possibilità quella di ricevere il farmaco rientrando forzatamente in queste due patologie diagnosticabili, senza che queste siano verificabili nei loro corpi, ma per permettere loro di ricevere il farmaco. Per le persone trans senza documento rettificato la terapia è possibile solo con i farmaci reputati da AIFA come prescrivibili a genere femminile, restringendo notevolmente la categoria di farmaci realmente utilizzata in questi percorsi, e dunque restringendo anche lo spettro di personalizzazione e non standardizzazione della terapia da parte dell' endocrinologo. Un ulteriore degradante esempio di come il sistema abbia deciso di ignorare l’esistenza e la dignità delle persone trans*. Quello che chiediamo ad AIFA è di  inserire la disforia di genere nei bugiardini per risolvere il problema dell’accesso ai farmaci impegnandosi con il Ministero e le Regioni per disporre appositi protocolli in ambito sanitario a secondo delle rispettive competenze in accordo con le linee guida di associazioni trans, proprio come avviene già all'estero da svariati anni. Oggi, però, la situazione ancora più grave. L'8 febbraio l’AIFA ha aggiornato la lista dei farmaci temporaneamente carenti o indisponibili inserendo anche farmaci a base di testosterone. Soprattutto nel caso del farmaco Testoviron, ma non solo, la situazione negli ultimi mesi è degenerata, portando a una corsa ad accaparrarsi le scorte disponibili lasciando le persone trans sprovviste di farmaci irrinunciabili per la loro salute, specialmente di tutte quelle persone che si sono dovute sterilizzare forzatamente prima delle sentenze di Cassazione del 2015 dove in Italia risultava essere obbligatorio l'intervento chirurgico di sterilizzazione. Questi farmaci per queste persone sono veri e propri farmaci salvavita di cui non possono fare a meno. Per chi segue una terapia ormonale sostitutiva, l'interruzione della reperibilità dei farmaci è fonte di grave disagio. Nei caso in cui un farmaco bioequivalente non esista, sia irreperibile, o abbia effetti collaterali insostenibili il medicinale non è sostituibile.   Con l’Interrogazione depositata dall’On. Rossella Muroni, chiediamo al Ministero e ad Aifa di farsi carico della questione, di regolamentare riconoscendo nei bugiardini l'utilizzo da parte delle persone trans di questi farmaci inserendo la prescrivibilità per Disforia di Genere, per tutelare il diritto alla Salute delle persone trans riconoscendo la loro esigenza a non restare scoperte da una terapia ormonale sostitutiva salvavita e dunque rivalutare la classe del farmaco. E’ necessario, dunque, aprire un tavolo di discussione il prima possibile con le case farmaceutiche produttrici di farmaci generici o biosimilari perché venga prodotto e reso disponibile il farmaco equivalente e non similare equivalente in tutto e per tutto in termini di composizione, e autorizzato all’estero per i farmaci carenti o indisponibili. E’ arrivato il momento di un impegno da parte del Ministero, dell’AIFA e di tutta la classe politica per riconoscere e rispettare l’esistenza delle persone trans* a cui deve essere garantito il pieno godimento del diritto alla salute così come prescritto anche nella nostra Costituzione. Primi Firmatari Giuseppe CivatiRossella MuroniBeatrice BrignoneChristian Leonardo CristalliMilena BargiacchiNicholas VitielloGianmarco CapognaValerio BarbiniFrancesca DruettiMariella FanfarilloPier Cesare NotaroDomenico ChionettiRichard Bourelly

Possibile LGBTI+
12,955 supporters
Petitioning Giulia Bongiorno, Laura Boldrini, Mara Carfagna, Vincenzo Spadafora, Rossella Muroni, Nicola Fratoianni, Emma Bonino, Camera dei deputati, Senato della Repubblica

BASTA ALLA VIOLENZA DI GENERE ISTITUZIONALIZZATA

Da  mesi la città di Pisa ha un responsabile di stalking come assessore alla cultura. Nonostante continui fatti di cronaca ci ricordino come in questo paese esista un’enorme tragedia che è il problema della violenza sulle donne, Michele Conti quando è stato eletto sindaco di Pisa ha scelto uno stalker come assessore alla cultura. Così ha lanciato un messaggio gravissimo, compiendo un atto che sarebbe ritenuto inaccettabile in qualsiasi paese civile. Nonostante le numerose proteste, da cui è nato anche il nostro Comitato, il sindaco continua a rivendicare la propria scelta, lo stalker siede ancora in Consiglio Comunale e questa è una ferita intollerabile per la nostra città. Noi non ci fermeremo fino a quando questa palese e offensiva ingiustizia per tutte le donne non finirà. La nomina di uno stalker va contro l'art.54 della nostra Costituzione e la Convenzione di Istanbul, che aspira a creare “un’Europa libera dalla violenza contro le donne e dalla violenza domestica”. Convenzione che l’Italia ha ratificato nel 2013, impegnandosi a proporre politiche e misure di protezione a favore di tutte le vittime di violenze di genere e obbligando le istituzioni a non avere nessuna ambiguità a tale riguardo.  Noi non possiamo accettare che le istituzioni comunali di una città siano rappresentate da un uomo che, secondo quanto si legge in sentenza,  ha messo in pratica “un perfetto manuale dello stalker". Il motivo del nostro appello è semplice: le leggi ci sono, ma non vengono applicate perché, alla prova dei fatti, non prevedono concrete sanzioni contro chi non le rispetta. Chiediamo quindi che il nostro paese metta in campo nuove misure allo scopo di affiancare la Convenzione di Istanbul. Chiediamo che arrivi alla Camera una proposta di legge che attui la promulgazione di una clausola all’interno dei regolamenti di tutti i Consigli Comunali affinché si vieti la candidatura e la nomina di persone che hanno subito un processo per violenza di genere uscendone senza una formula di assoluzione piena. Nel caso pisano, lo ricordiamo, è scattata la prescrizione per lungaggini processuali ma il reato di condotta persecutoria è stato riconosciuto. Chiediamo che vengano applicate  pene e sanzioni ai sindaci e ai segretari di partito che violino questa clausola ignorando il profilo violento di propri iscritti. Chiediamo quindi che le deputate, i deputati, le senatrici e i senatori accolgano il nostro appello depositando una proposta di legge alla Camera perché ciò che è successo a Pisa non deve ripetersi mai più!

Giallo Pisano
548 supporters
Petitioning Alfonso Bonafede, Vincenzo Spadafora, Luigi Di Maio, Francesca Businarolo, Marchetti Riccardo Augusto, Vazio Franco, Bartolozzi Giusi, Di Muro Flavio, Roberto Fico, Maria Elisabetta Alberti Casella...

RITORNO AL TRIBUNALE DI NAPOLI PER I TERRITORI DI AFRAGOLA, CASORIA, CASAVATORE, ARZANO

La riforma della geografia giudiziaria, attuata con i decreti legislativi nn. 155 e 156 del 2012, disponendo la soppressione delle sezioni distaccate di Tribunale presenti sui territori di Afragola e Casoria, ha - nel contempo - previsto l’accorpamento degli ambiti territoriali siti in tali mandamenti nel costituto Tribunale di Napoli Nord, allocato nel Comune di Aversa, in provincia di Caserta. Siffatta revisione della Geografia giudiziaria ha prodotto e sta producendo effetti devastanti non solo per gli utenti, che quotidianamente operano nel settore giustizia ma, di fatto, ostacola l’accesso dei cittadini dei Comuni di Afragola, Arzano, Casavatore e Casoria, ed in particolare per quelli meno abbienti, in totale violazione di diritti costituzionalmente garantiti.   Molteplici e diverse appaiono le cause che delegittimano l’assegnazione dei citati Comuni all’ambito territoriale del Tribunale di Napoli Nord (Aversa Provincia di Caserta):  1.      la distanza territoriale tra i predetti Comuni e la sede del Tribunale di Napoli Nord (Aversa Provincia di Caserta): è resa incolmabile dalla totale assenza di un collegamento diretto tra il territorio di Afragola, Arzano e Casavatore e quello di Aversa, non contemplato – ad oggi – da un servizio di trasporto pubblico.; 2.      l’imponente varietà di rapporti economici, sociali e culturali che fondono il territorio dei Comuni posti a nord di Napoli (Afragola, Arzano, Casavatore e Casoria) con quello napoletano in un unicum inscindibile, tanto che gli stessi rientrano a pieno titolo  nella costituita Città Metropolitana di Napoli; 3.      lo scandaloso aumento dei costi, gravanti sulla nostra Comunità, già segnata dall’imperante crisi economica, in conseguenza dalla assegnazione ad un ufficio giudiziario distante decine di chilometri. 4.     la molteplicità dei comuni componenti il circondario del tribunale di Napoli Nord, terzo in Italia per bacino d’utenza, è tuttora causa di un ingolfamento del servizio giustizia tale da spingere il Presidente del locale Consiglio dell’Ordine degli Avvocati a parlare, in una recente lettera aperta al Ministro della Giustizia, di “disastro giudiziario”. Del medesimo tenore anche il pregresso grido d’allarme del procuratore generale, del Presidente della Corte d’appello di Napoli, nonché dell’ANM.     E’ evidente che la riforma della cosiddetta geografia giudiziaria, così come è stata concepita, risulta irrazionale: non ha rispettato alcun criterio geografico territoriale, considerato che Afragola ed Arzano distano meno di 5 chilometri da Napoli e che Casoria e Casavatore addirittura confinano con quest’ultima, mentre il tribunale di Napoli Nord è situato ad oltre 30 chilometri da tali località;  ha comportato ripercussioni dannose all’unitarietà culturale, economica e sociale delle comunità locali, obbligate a un inutile e controproducente dispendio di risorse pubbliche e private; ha negativamente inciso sul servizio giustizia.      Con la presente petizione si intende rispondere alle esigenze delle comunità locali, scorporando i comuni summenzionati dal circondario del tribunale di Napoli Nord in Aversa in provincia di Caserta,  contemporaneamente assegnandoli all’ambito territoriale del tribunale di Napoli. Pertanto,  con la presente i cittadini dei Comuni di Afragola, Arzano, Casavatore  e Casoria SOLLECITANO l’intervento immediato delle Istituzioni al fine di apportare modifiche e correttivi ai D.lgs n. 155 n. 156, ravvisatane la necessità e l’urgenza nei motivi di cui sopra, al fine di scorporare i detti Comuni dal Circondario del Tribunale di Napoli Nord (Aversa Provincia di Caserta), disponendo la contemporanea assegnazione degli stessi all’ambito territoriale del Tribunale di Napoli.

Vincenzo D'Antò
548 supporters
Petitioning Giuseppe Conte, Movimento 5 Stelle, Partito Democratico, Forza Italia, Liberi e Uguali, +Europa , Matteo Salvini, Luigi Di Maio, Maria Elisabetta Alberti Casellati, Senato della Repubblica, Nicola ...

Insieme contro l'OMOFOBIA

il 17 maggio 1990  l'Organizzazione Mondiale della Sanità cancellava definitivamente l'omosessualità dalla lista delle malattie mentali definendola "una variante naturale del comportamento umano". Da allora, però, i casi di violenze di matrice omofobica sono continuati e, negli ultimi anni, queste aggressioni si sono fatte più frequenti e più esplicite anche grazie a una classe politica che finge che il problema dell'omofobia non esista.Secondo il report stilato annualmente da Arcigay, da maggio 2018, i casi di violenze e abusi omofobici usciti sui giornali sono stati 187 (uno ogni due giorni) in aumento preoccupante del 33% rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso (72 in più, e si parla solo di quelli usciti sui giornali). Un altro grande fattore che va a peggiorare sensibilmente il problema è l'indifferenza che sempre più spesso circonda questi fenomeni. Siamo arrivati a un punto tale in cui non è più possibile rimanere impassibili di fronte a una piaga che colpisce migliaia di persone ogni anno e che può anche sfociare in esiti drammatici  come il suicidio di Andrea (14 anni) il 20 novembre 2012, o come quello del ragazzo di 21 anni che si è gettato dal balcone dell'undicesimo piano della sua casa a Roma il 27 ottobre 2013 o dei tanti altri ragazzi che nel mondo si tolgono la vita per paura di non essere accettati o per trovare una via d'uscita a una vita di soprusi e violenze (va ricordato che il rischio di suicidio negli adolescenti omosessuali è quattro volte maggiore). Nonostante l’Italia nel 2016 grazie alla cosiddetta "Legge Cirinnà" (o più propriamente Legge 20 maggio 2016, n. 76) si sia dotata dell'istituto delle Unioni Civili per regolamentare le unioni fra persone dello stesso sesso ad oggi continua a mancare una legge specifica che contrasti i fenomeni di omofobia. La proposta di legge che prevedrebbe l’estensione della legge Mancino-Reale (norma che sanziona e condanna gesti, azioni e slogan legati all'ideologia nazifascista, e aventi per scopo l'incitazione alla violenza e alla discriminazione per motivi razziali, etnici, religiosi o nazionali) anche alla discriminazione in base all’identità di genere ed orientamento sessuale, è ferma al Senato da più di quattro anni, dopo essere stata approvata alla Camera il 19 settembre 2013. Chiediamo quindi al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte e a tutte le forze politiche di impegnarsi affinché la proposta di legge venga sbloccata e approvata al più presto in modo da dare al paese uno strumento efficiente per tutelare i propri cittadini.

Comitato MiAmo
71 supporters