Decision Maker

Vincenzo Spadafora

  • Ministro dello Sport e delle Politiche Giovanili

Does Vincenzo Spadafora have the power to decide or influence something you want to change? Start a petition to this decision maker.Start a petition
Petitioning Giuseppe Conte

Per la parità tra Uomini e Donne - Lettera al Presidente del Consiglio

  Aggiornamento 13/06/2018 E’ stata appena assegnata la delega alle Pari Opportunità. Chiediamo al sottosegretario con delega alle Pari Opportunità - dotandosi di una Task Force di esperte e esperti sul tema che possa affiancarlo nel lavoro colossale di cui il nostro Paese ha bisogno - di operare avendo come obiettivo e responsabilità la promozione della parità tra uomini e donne nel mondo del lavoro, passo imprescindibile per un Paese migliore. Ora che il nostro Paese ha un nuovo Governo, non possiamo non notare che la casella delle Pari Opportunità è ancora vuota. Augurandoci che si tratti solo di un ritardo nel turbine delle vicende politiche delle ultime settimane, chiediamo al Presidente del Consiglio dei Ministri di delegare al più presto una persona competente in tema di Pari Opportunità che si doti di una Task Force di esperte e esperti sul tema che possa affiancarla nel lavoro colossale di cui il nostro Paese ha bisogno.  L’Italia soffre di enormi ritardi in tema di parità di genere: secondo l’ultimo Global Gender Gap Index del World Economic Forum, nella classifica della parità tra uomini e donne l’Italia è solo all’82esimo posto su 144 paesi analizzati. Nell’ambito economico l’Italia precipita addirittura al 118esimo posto. Basti pensare che il tasso di occupazione femminile oscilla intorno al 47% da almeno un decennio - al 30% se consideriamo solo il Sud - dati che ci rendono fanalino di coda in Europa, se escludiamo Malta. Molti pensano che con tutti i problemi che ci sono nel nostro Paese, le differenze uomo-donna non siano una priorità. Tuttavia, anni di analisi, di studi, dibattiti e confronti internazionali ci hanno insegnato che la parità di genere è una questione fondamentale non solo per la promozione dei diritti e della giustizia, ma anche per la crescita economica e il benessere della società e del Paese. I ritardi italiani non hanno un’unica causa e non è quindi facile superarli. Non esiste la bacchetta magica, né valgono interventi marginali o iniziative di singoli. Occorre un’azione strutturata, un programma condiviso in cui la parità di genere sia integrata nell’agenda e negli obiettivi di governo come elemento strategico fondamentale per il futuro del Paese. Non è un tema ideologico, non è un tema partitico, non è di destra, né di sinistra. Non si tratta di fare un “regalo” (meritato o non) alle donne, o di dare assistenza ai più deboli. Il nostro Paese ha maturato competenze e esperienze uniche su questi temi che hanno come obiettivo esclusivo – nel rispetto delle scelte individuali e delle differenze, e attraverso la valorizzazione del merito e dei talenti -  la promozione della parità tra uomini e donne nell’accesso al mondo del lavoro, nelle carriere lavorative, nella politica, nell’istruzione, con la consapevolezza che si tratti di uno stimolo necessario per l’uguaglianza e l’efficienza del nostro Paese. La creazione di un ministero delle Pari Opportunità, o in subordine, la delega a persona che condivida questa consapevolezza e abbia come obiettivo e responsabilità la promozione della parità tra uomini e donne nel mondo del lavoro è un passo imprescindibile per un Paese migliore.    Prime firmatarie: 100 Studiose, Esperte di diritto, economia, sociologia, scienza, docenti universitarie in Italia e all’estero Maria Pia Abbracchio, Simonetta Acri, Stefania Albanesi, Giovannella Baggio, Ariela Benigni, Francesca Bettio, Magda Bianco, Monica Billio, Giovanna Boggio Robutti, Paola Bonfante, Paola Bonomo, Daniela Bortoletto, Nerina Boschiero, Laura Bottazzi, Maria Luisa Brandi, Agar Brugiavini, Sonia Calvari, Barbara Caputo, Patrizia Caraveo, Elena Carletti, Gabriella Carrozza, Francesca Carta, Alessandra Casarico, Paola Castagnoli, Tiziana Catarci, Lucia Cattani, Alessandra Celletti, Floriana Cerniglia, Annamaria Colao, Marcella Corsi, Maria Grazia Daidone, Marilisa D’Amico, Carlotta De Franceschi, Maria De Paola, Marta De Philippis, Veronica De Romanis, Elisabetta Dejana, Daniela Del Boca, Liliana Dell’Osso, Anna Di Ciaccio, Francesca Dominici, Barbara Ensoli, Elisabetta Erba, Maria Cristina Facchini, Alessandra Faggian, Paola Fermo, Cristina Finocchi Mahne, Nadia Fiorino, Serena Fonda, Elsa Fornero, Alessandra Franzosi, Liliana Fratini Passi, Emma Galli, Maria Cristina Gambi, Raffaella Giavazzi, Veronica Grembi, Elisabetta Iossa, Fiorella Kostoris, Caterina La Porta, Carmen Leccardi, Carla Lendaro, Sandra Leone, Rosella Levaggi, Sonia Levi, Rita Lorenzini, Francesca Lotti, Adriana Maggi, Francesca Mallamaci, Silvia Marchesi, Anna Marenzi, , Roberta Marracino, Federica Migliardo, Paola Mosconi, Giovanna Nicodano, Monica Paiella, Giovanna Paladino, Daniela Perani, Chiara Petrioli, Valeria Poli, Paola Profeta, Chiara Pronzato, Roberta Rabellotti, Lucrezia Reichlin, Alessandra Ricci, Lucia Rizzica, Costanza Rovida, Agnese Sacchi, Raffaella Sadun, Paola Sapienza, Diana Saraceni, Simona Scabrosetti, Claudia Segre, Annamaria Simonazzi, Grazia Speranza, Alessandra Stea, Giuseppina Tantillo, Renata Targetti, Ines Testoni, Antonella Trigari, Margherita Venturi, Alessandra Venturini, Lucia Visconti Parisio, Francesca Zajczyk, Anna Linda Zignego.

cento studiose
39,041 supporters
Petitioning Vincenzo Spadafora, Elena Bonetti, Giovanni Malagò

DIRITTI PER LE ATLETE ITALIANE ADESSO! - #MaiPiùDilettanti

Mi chiamo Luisa Rizzitelli e sono presidente di Assist, associazione che dal 2000 si batte per le pari opportunità nello sport e perché alle atlete italiane agoniste, che di sport vivono, vengano riconosciuti diritti e tutele. In queste settimane abbiamo tifato in tantissime e tantissimi per le #Azzurre del calcio e in tanti avete scoperto che le donne che fanno dello sport il proprio lavoro non possono godere di diritti ELEMENTARI. In questa situazione ci sono anche tanti atleti uomini, ma nel caso delle donne la situazione è incredibilmente incostituzionale e discriminatoria: tutte le atlete italiane infatti (TUTTE dalla prima all’ultima) non possono di fatto accedere ad una legge dello Stato, quella sul professionismo sportivo, la Legge 91 del 1981, che ha demandato allo Sport il compito di decidere quali discipline possano usare gli strumenti della legge. E ad oggi, Coni e Federazioni hanno riconosciuto finora solo 4 discipline professionistiche, ma SOLO nella loro versione maschile (calcio, basket, ciclismo e golf). Per tutte le atlete italiane, quindi, anche quando sono campionesse straordinarie, nessun contratto collettivo, nessuna previdenza, nessuna tutela della maternità (se non grazie ad un importantissimo ma limitato sostegno di un Fondo istituito due anni fa e rifinanziato). Tutto questo è inaccettabile e per la prima volta il Parlamento se ne sta occupando: è in discussione infatti una legge che per la prima volta parla di "LAVORO SPORTIVO" e impedisce che questa definizione possa essere riconosciuta solo agli uomini. Se il "lavoro sportivo" dipenderà come è doveroso dal tipo di impegno che l'atleta porta avanti e non dal movimento economico della sua disciplina, abbatteremo una delle peggiori discriminazioni del nostro Paese.Per questa ragione ci rivolgiamo al Sottosegretario con delega allo Sport Giancarlo Giorgetti e al Presidente del CONI perché, attraverso il riconoscimento del lavoro sportivo, venga dato alle atlete italiane tutte il Diritto di poter fare lo Sport per lavoro, con tutti i doveri e diritti del caso. Questo risultato è un atto doveroso di rispetto per le atlete che rendono grande il nostro Paese nel mondo e che non possiamo più tollerare che vengano definite "dilettanti". Luisa Rizzitelli, Presidente di Assist. #lavorosportivoORA #professionismoORA

luisa rizzitelli
27,096 supporters
Petitioning Giulia Grillo, Vincenzo Spadafora, Direttore Generale dell'AIFA, Parlamento Italiano

LA SALUTE DELLE PERSONE TRANS* IN ITALIA E’ IN PERICOLO

In Italia accedere alla TOS (terapia ormonale sostitutiva) per le persone trans è da sempre troppo complesso e spesso costoso. Si tratta di farmaci che le persone trans* devono prendere a vita, anche dopo l’eventuale intervento di riconversione chirurgica; la TOS per queste persone è una terapia salvavita, necessaria per garantire un livello sostitutivo di estrogeni/androgeni necessario per vari aspetti metabolici. Per troppe persone questo rischia a breve di essere quasi impossibile. Molto spesso cittadini trans* che hanno intrapreso il percorso di transizione Female to Male si vedono negata la consegna del medicinale in farmacia. Un farmaco per cui hanno regolare ricetta ma che viene spesso negato loro da una farmacia dopo l’altra, determinando un’estenuante odissea fintanto che non si trova un farmacista disponibile. Questo avviene perché l’AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco) non considera l’esistenza delle persone in transizione ma ha invece promosso una normativa per dividere la prescrivibilità dei farmaci a base di testosterone in base al genere dei documenti, prescrivibili a uomini o a donne ignorando l’esistenza di identità in transizione. Questa normativa è stata creata con l'intento di contrastare il rischio di un uso per doping di questi farmaci, ma di fatto complica non poco la possibilità alle persone trans di ritirare il proprio farmaco in farmacia. Oltre a questo, la quasi totalità dei farmaci per la TOS sono di “classe C”, e quindi reputati non essenziali, il cui costo non viene pertanto rimborsato dal Sistema Sanitario Nazionale (SSN) restando a carico del cittadino. Spesso l’unico modo per una persona trans* di ottenere un Piano Terapeutico è (nel caso di documenti già rettificati) tramite diagnosi di un ipogonadismo (uomini trans) o di una menopausa precoce (donne trans). Naturalmente si tratta di un artifizio creato ad hoc per tamponare la situazione stante di una grave lacuna politica e normativa che regoli l'esistenza anche nel mondo della Sanità per le persone trans, i cui corpi ed identità non convenzionali non sono previste, se non a livello puramente anagrafico. Ecco dunque che le persone trans con il documento già rettificato hanno come unica possibilità quella di ricevere il farmaco rientrando forzatamente in queste due patologie diagnosticabili, senza che queste siano verificabili nei loro corpi, ma per permettere loro di ricevere il farmaco. Per le persone trans senza documento rettificato la terapia è possibile solo con i farmaci reputati da AIFA come prescrivibili a genere femminile, restringendo notevolmente la categoria di farmaci realmente utilizzata in questi percorsi, e dunque restringendo anche lo spettro di personalizzazione e non standardizzazione della terapia da parte dell' endocrinologo. Un ulteriore degradante esempio di come il sistema abbia deciso di ignorare l’esistenza e la dignità delle persone trans*. Quello che chiediamo ad AIFA è di  inserire la disforia di genere nei bugiardini per risolvere il problema dell’accesso ai farmaci impegnandosi con il Ministero e le Regioni per disporre appositi protocolli in ambito sanitario a secondo delle rispettive competenze in accordo con le linee guida di associazioni trans, proprio come avviene già all'estero da svariati anni. Oggi, però, la situazione ancora più grave. L'8 febbraio l’AIFA ha aggiornato la lista dei farmaci temporaneamente carenti o indisponibili inserendo anche farmaci a base di testosterone. Soprattutto nel caso del farmaco Testoviron, ma non solo, la situazione negli ultimi mesi è degenerata, portando a una corsa ad accaparrarsi le scorte disponibili lasciando le persone trans sprovviste di farmaci irrinunciabili per la loro salute, specialmente di tutte quelle persone che si sono dovute sterilizzare forzatamente prima delle sentenze di Cassazione del 2015 dove in Italia risultava essere obbligatorio l'intervento chirurgico di sterilizzazione. Questi farmaci per queste persone sono veri e propri farmaci salvavita di cui non possono fare a meno. Per chi segue una terapia ormonale sostitutiva, l'interruzione della reperibilità dei farmaci è fonte di grave disagio. Nei caso in cui un farmaco bioequivalente non esista, sia irreperibile, o abbia effetti collaterali insostenibili il medicinale non è sostituibile.   Con l’Interrogazione depositata dall’On. Rossella Muroni, chiediamo al Ministero e ad Aifa di farsi carico della questione, di regolamentare riconoscendo nei bugiardini l'utilizzo da parte delle persone trans di questi farmaci inserendo la prescrivibilità per Disforia di Genere, per tutelare il diritto alla Salute delle persone trans riconoscendo la loro esigenza a non restare scoperte da una terapia ormonale sostitutiva salvavita e dunque rivalutare la classe del farmaco. E’ necessario, dunque, aprire un tavolo di discussione il prima possibile con le case farmaceutiche produttrici di farmaci generici o biosimilari perché venga prodotto e reso disponibile il farmaco equivalente e non similare equivalente in tutto e per tutto in termini di composizione, e autorizzato all’estero per i farmaci carenti o indisponibili. E’ arrivato il momento di un impegno da parte del Ministero, dell’AIFA e di tutta la classe politica per riconoscere e rispettare l’esistenza delle persone trans* a cui deve essere garantito il pieno godimento del diritto alla salute così come prescritto anche nella nostra Costituzione. Primi Firmatari Giuseppe CivatiRossella MuroniBeatrice BrignoneChristian Leonardo CristalliMilena BargiacchiNicholas VitielloGianmarco CapognaValerio BarbiniFrancesca DruettiMariella FanfarilloPier Cesare NotaroDomenico ChionettiRichard Bourelly

Possibile LGBTI+
14,524 supporters
Petitioning Renzo Piano, Nello Musumeci, Leoluca Orlando, Salvo Pogliese, Cateno De Luca, Girolamo Di Pisa, Rosalba Panvini, ferdinando Guarino, Salvatore Piazza, Carmela Floreno, Raimondo Cerami, Giuseppe Pac...

Strutture polifunzionali per la musica e lo sviluppo sociale ed economico in Sicilia

In Sicilia abbiamo gli spazi per la grande lirica e per il teatro di prosa, abbiamo grandi musei e bellissimi luoghi in grado di ospitare ogni sorta di evento, anche internazionale, ma non abbiamo spazi adatti alla fruizione della musica pop/rock. Il palazzetto di Acireale (CT) è piccolo e non è in grado di ospitare qualunque produzione musicale. Inoltre, ha serissimi problemi di gestione e alcuni concerti sono già stati annullati per l'impossibilità di garantire il corretto svolgimento degli eventi previsti. Nella Sicilia occidentale, ed in particolare a Palermo (il capoluogo!) non ci sono più palazzetti agibili. Gli stadi sono raramente resi disponibili dai Comuni e squadre di calcio. I siciliani che amano la musica (e siamo tanti!) sono quasi sempre costretti ad andare in altre città lontane per poter partecipare ai concerti, spendendo molto più che il solo costo del biglietto dell’evento dovendo aggiungere anche i costi di viaggio (con aerei costosissimi senza alcuna agevolazione per i residenti in Sicilia) e di alloggio, oltre che utilizzando le proprie ferie lavorative e coinvolgendo amici, familiari e collaboratori vari per la gestione domestica dei giorni di assenza necessari. La tipica ed inevitabile depressione post concerto di un fan siciliano non è dovuta solo alla fine di un momento aspettato magari per anni, é una depressione aggravata dal fatto che un fan siciliano sa bene quanti altri sacrifici dovrà fare per potersi permettere di andare ad un altro concerto. NO, non possiamo accettarlo rassegnandoci a prendere per sempre un aereo per andare ad un concerto! La strada è una sola: la realizzazione delle strutture adatte per ospitare i concerti anche in Sicilia! Ovviamente, il primo motivo per cui chiediamo la costruzione di uno o più edifici adatti ad ospitare la musica (palazzetti e arene) è poter finalmente partecipare a quegli eventi musicali che tanto ci piacciono. Ma non è solo questo a spingerci a promuovere questa petizione: sappiamo tutti che gli eventi musicali producono economia! Gli eventi musicali creano, anzitutto, turismo musicale: viaggiare sotto il segno della passione per la musica è un eccellente motivo ispiratore per una vacanza in grado di scardinare le consuete rotte turistiche da catalogo perchè forse non si sarebbe mai andati a visitare il luogo dove si terrà quell’evento che ci spinge a viaggiare. Prestigiosi studi di settore indicano questa nicchia economica come quella dalle maggiori prospettive di crescita negli anni a venire, in grado di incentivare sia il turismo domestico che quello internazionale. Ad esempio, UK Music e VisitBritain, sostengono che tale comparto turistico fattura oltre 2 miliardi di sterline/anno e include almeno 24.000 posti di lavoro (dati 2012) e Unioncamere sostiene che uno dei segmenti con maggiori prospettive di crescita è proprio il turismo musicale (dati 2011). Inoltre, il turismo musicale consente di destagionalizzare le presenze turistiche garantendo un'economia costante al territorio di riferimento lungo tutto il corso dell'anno. A titolo di esempio, va ricordato che solo il doppio concerto di Eddie Vedder del 26 e 27 Giugno a Taormina nel 2017, ha registrato una vendita di oltre 3.000 biglietti fuori dall’Italia dei quali circa 800 solo negli Stati Uniti e altri 2.500 venduti sul territorio nazionale ma non in Sicilia, riempiendo alberghi e ristoranti in giorni non di weekend e in un mese non di alta stagione. Il turismo musicale può, peraltro, anche contribuire a far conoscere la Sicilia non solo per il mare e le spiagge, la cui fama a livello nazionale ed internazionale è ormai consolidata, ma anche per il suo ancora troppo sottovalutato entroterra.Ma un palazzetto/arena ben fatto non vuol dire solo economia legata alla musica! Un edificio multifunzionale può ospitare anche i più grandi eventi sportivi e dello spettacolo indoor, italiani ed internazionali, dai campionati di pattinaggio alle finali di X-Factor Italia, per fare due dei tantissimi esempi di quel che accade al solo Mediolanum Forum di Assago-Milano, per fare un esempio nazionale. Appuntamenti che sono di grande risonanza mediatica e che sono, quindi, in grado di richiamare nella città in cui la struttura si trova migliaia di persone in un’unica serata. La realizzazione di un palazzetto è, inoltre, in grado di diventare il luogo in grado di far crescere le squadre sportive locali ed ospitare regolarmente eventi fieristici, convention aziendali, meeting, congressi, concorsi pubblici, cene di gala, shooting fotografici, registrazioni televisive e persino party privati, anche in contemporanea. Piccoli centri commerciali possono nascere all’interno di queste strutture, come nel caso della O2 Arena di Londra, per fare solo uno dei tanti esempi in europa.Un palazzetto, quindi, non è mai solo un luogo di svago e divertimento ma è anche un'opportunità commerciale, di marketing e pubbliche relazioni per le aziende a cui interessa veicolare il proprio brand collegando ad esso un determinato evento in un contesto dinamico che coinvolge fisicamente ed emotivamente un pubblico ampio e trasversale.E ancora, un palazzetto è un’opportunità di sviluppo sociale e territoriale perché può diventare volano della riqualificazione urbana ed economica di aree abbandonate o svantaggiate dell’entroterra siciliano o rilanciare quelle aree che hanno già grandissime potenzialità ma che ancora stentano a crescere, prima fra tutte la città di Palermo.E, infine, un palazzetto è un’eccellente occasione per creare posti di lavoro, anche qualificato, sia in occasione degli eventi che per la gestione ordinaria della struttura, per tanti dei giovani siciliani che sempre più spesso, ormai, decidono di lasciare la Sicilia cercando migliori occasioni professionali altrove. Dare ai giovani (e meno giovani) siciliani la possibilità di fruire della musica e lavorare grazie alla realizzazione di eventi musicali (e non) significa liberare i giovani e meno giovani siciliani dalla rassegnazione del vivere in un territorio che considerano "senza speranza", rendendoli consapevoli che il cambiamento è possibile e che loro stessi possono esserne artefici, innescando un circuito economico “pulito”, che può contribuire ad affrancare l’economia siciliana da un sistema “malato” da cui sembra ancora difficile “guarire”, creando quel futuro migliore che i siciliani onesti auspicano e che serve all’Italia tutta! La musica produce economia, dunque, ma ci teniamo in conclusione a sottolineare che la musica è anche veicolo di comunicazione sociale e terapia per il corpo e per l’anima, regala non solo potenti emozioni ma stimola il pensiero positivo e la voglia di fare, quindi un concerto non può certo essere considerato soltanto 2/3 ore di show: un concerto è la gioventù dentro di noi, a prescindere dalla nostra età; è tutte le amicizie e tutti gli amori nati durante un live; è l’emozione della canzone che ti ha fatto piangere o che ti ha fatto pogare; è condivisione di ombrelli, creme solari, cibo e acqua tra perfetti estranei; è la voce che finisce e torna dopo 3 giorni; è scoprire di avere lo stesso “disagio” di un sacco di altra gente; è tutti i sorrisi stampati sulla faccia di chi va via a fine concerto. Ma soprattutto, un concerto è poter finalmente stare fisicamente vicino ed ascoltare la viva voce degli artisti che da sempre ci aiutano, ci confortano, ci fanno divertire, ci danno la forza ogni giorno e ogni notte con le loro parole, la loro voce e i loro suoni.Insomma, un concerto è un insieme di emozioni che si susseguono l’una dopo l’altra, sopra e sotto pelle! Con questa petizione vi chiediamo di costruire una solida sinergia tra istituzioni regionali e locali, imprenditori siciliani o nazionali che hanno interesse ad investire in Sicilia e tutti gli attori locali operanti nel settore musicale (e non solo), compresi i fruitori degli eventi, che permetta di realizzare la migliore struttura architettonica e tutti i servizi che servono per la sua migliore gestione nel tempo e la sua sostenibilità ambientale, soprattutto per quanto riguarda la logistica, punto debole del territorio siciliano. La musica ha un grande potenziale sociale ed economico: approfittiamone per fare crescere la Sicilia!

Carla Colletta
3,870 supporters
Petitioning Presidenza del consiglio dei ministri, Governo Italiano, Governo Italiano, Giuseppe Conte, Vincenzo Spadafora, Parlamento Italiano, Roberto Fico, Maria Elisabetta Alberti Casellati

Il Governo non dimezzi i fondi per il Servizio Civile

Il Servizio Civile Universale è un anno di vita che giovani dai 18 ai 28 anni donano alla propria comunità garantendo benessere al nostro Paese: accesso alla cultura, un servizio socio-sanitario migliore specie per anziani, il funzionamento di scuole e strutture per bambini, prevenzione calamità, sviluppo di paesi in difficoltà e tanto altro. Un raro esempio di attuazione della Costituzione e di difesa non armata della Patria.  Tutto ciò rischia di finire.  Per il prossimo triennio gli stanziamenti al Fondo Nazionale per il Servizio Civile sono dimezzati: 139 mln per il 2020, 99 mln per il 2021 e 106 mln per il 2022, pari alla metà dei 230 mln che permettono oggi a 40.000 volontari di prestare Servizio. Rimanendo così le cose, uno su due volontari non ci sarà più. E’ evidente: il Servizio Civile non è tra le priorità del Paese.  Ne è ulteriore riprova l’annullamento dello stanziamento di quasi 18 milioni di euro del FAMI - Fondo Asilo, Migrazione ed Integrazione 2014-2020: uno straordinario esempio di integrazione che avrebbe avviato al Servizio circa 2.800 giovani stranieri titolari di protezione internazionale o umanitaria. Un progetto di speranza che chiediamo di ripristinare.  E così è ancora nelle stanze del Parlamento e calendarizzato per dicembre un Disegno di Legge (AC2090) che incrementa il Fondo di 70 milioni - consentendo l’avvio di ulteriori 13.000 volontari - e che chiediamo a tutte le forze politiche di approvare rapidamente e senza rinvii. Quanto ai fondi programmati per il prossimo triennio, il Governo decida se ha realmente intenzione di investire sui giovani o se debba rimanere l'ennesima promessa elettorale dimenticata. A fronte dei circa 100.000 giovani che ogni anno richiedono di prestare Servizio, ne siano ammessi almeno 50.000, contingente che il sistema Servizio Civile ha dimostrato di saper gestire efficacemente.   Chiediamo a te, da ex volontario, da giovane che vorresti vivere quest'esperienza o da cittadino che hai a cuore la Costituzione e il benessere dell'Italia, di sostenerci, semplicemente interessandoti alla questione e diffondendola tra i tuoi conoscenti. Se saremo in molti, in molti potranno ancora essere volontari in Servizio Civile.  Grazie a nome delle centinaia di migliaia di volontari del futuro. "Il Servizio Civile è diventato una risorsa irrinunciabile, preziosa per chi ne beneficia ma anche e soprattutto per i ragazzi che, con la decisione di dedicare la propria vita agli altri, vivono esperienze di arricchimento e crescita" - Roberto Fico, 2 giugno 2018  

Rappresentanza dei volontari in Servizio Civile
2,936 supporters
Petitioning Giulia Bongiorno, Laura Boldrini, Mara Carfagna, Vincenzo Spadafora, Rossella Muroni, Nicola Fratoianni, Emma Bonino, Camera dei deputati, Senato della Repubblica

BASTA ALLA VIOLENZA DI GENERE ISTITUZIONALIZZATA

Da  mesi la città di Pisa ha un responsabile di stalking come assessore alla cultura. Nonostante continui fatti di cronaca ci ricordino come in questo paese esista un’enorme tragedia che è il problema della violenza sulle donne, Michele Conti quando è stato eletto sindaco di Pisa ha scelto uno stalker come assessore alla cultura. Così ha lanciato un messaggio gravissimo, compiendo un atto che sarebbe ritenuto inaccettabile in qualsiasi paese civile. Nonostante le numerose proteste, da cui è nato anche il nostro Comitato, il sindaco continua a rivendicare la propria scelta, lo stalker siede ancora in Consiglio Comunale e questa è una ferita intollerabile per la nostra città. Noi non ci fermeremo fino a quando questa palese e offensiva ingiustizia per tutte le donne non finirà. La nomina di uno stalker va contro l'art.54 della nostra Costituzione e la Convenzione di Istanbul, che aspira a creare “un’Europa libera dalla violenza contro le donne e dalla violenza domestica”. Convenzione che l’Italia ha ratificato nel 2013, impegnandosi a proporre politiche e misure di protezione a favore di tutte le vittime di violenze di genere e obbligando le istituzioni a non avere nessuna ambiguità a tale riguardo.  Noi non possiamo accettare che le istituzioni comunali di una città siano rappresentate da un uomo che, secondo quanto si legge in sentenza,  ha messo in pratica “un perfetto manuale dello stalker". Il motivo del nostro appello è semplice: le leggi ci sono, ma non vengono applicate perché, alla prova dei fatti, non prevedono concrete sanzioni contro chi non le rispetta. Chiediamo quindi che il nostro paese metta in campo nuove misure allo scopo di affiancare la Convenzione di Istanbul. Chiediamo che arrivi alla Camera una proposta di legge che attui la promulgazione di una clausola all’interno dei regolamenti di tutti i Consigli Comunali affinché si vieti la candidatura e la nomina di persone che hanno subito un processo per violenza di genere uscendone senza una formula di assoluzione piena. Nel caso pisano, lo ricordiamo, è scattata la prescrizione per lungaggini processuali ma il reato di condotta persecutoria è stato riconosciuto. Chiediamo che vengano applicate  pene e sanzioni ai sindaci e ai segretari di partito che violino questa clausola ignorando il profilo violento di propri iscritti. Chiediamo quindi che le deputate, i deputati, le senatrici e i senatori accolgano il nostro appello depositando una proposta di legge alla Camera perché ciò che è successo a Pisa non deve ripetersi mai più!

Giallo Pisano
563 supporters
Petitioning Alfonso Bonafede, Vincenzo Spadafora, Luigi Di Maio, Francesca Businarolo, Marchetti Riccardo Augusto, Vazio Franco, Bartolozzi Giusi, Di Muro Flavio, Roberto Fico, Maria Elisabetta Alberti Casella...

RITORNO AL TRIBUNALE DI NAPOLI PER I TERRITORI DI AFRAGOLA, CASORIA, CASAVATORE, ARZANO

La riforma della geografia giudiziaria, attuata con i decreti legislativi nn. 155 e 156 del 2012, disponendo la soppressione delle sezioni distaccate di Tribunale presenti sui territori di Afragola e Casoria, ha - nel contempo - previsto l’accorpamento degli ambiti territoriali siti in tali mandamenti nel costituto Tribunale di Napoli Nord, allocato nel Comune di Aversa, in provincia di Caserta. Siffatta revisione della Geografia giudiziaria ha prodotto e sta producendo effetti devastanti non solo per gli utenti, che quotidianamente operano nel settore giustizia ma, di fatto, ostacola l’accesso dei cittadini dei Comuni di Afragola, Arzano, Casavatore e Casoria, ed in particolare per quelli meno abbienti, in totale violazione di diritti costituzionalmente garantiti.   Molteplici e diverse appaiono le cause che delegittimano l’assegnazione dei citati Comuni all’ambito territoriale del Tribunale di Napoli Nord (Aversa Provincia di Caserta):  1.      la distanza territoriale tra i predetti Comuni e la sede del Tribunale di Napoli Nord (Aversa Provincia di Caserta): è resa incolmabile dalla totale assenza di un collegamento diretto tra il territorio di Afragola, Arzano e Casavatore e quello di Aversa, non contemplato – ad oggi – da un servizio di trasporto pubblico.; 2.      l’imponente varietà di rapporti economici, sociali e culturali che fondono il territorio dei Comuni posti a nord di Napoli (Afragola, Arzano, Casavatore e Casoria) con quello napoletano in un unicum inscindibile, tanto che gli stessi rientrano a pieno titolo  nella costituita Città Metropolitana di Napoli; 3.      lo scandaloso aumento dei costi, gravanti sulla nostra Comunità, già segnata dall’imperante crisi economica, in conseguenza dalla assegnazione ad un ufficio giudiziario distante decine di chilometri. 4.     la molteplicità dei comuni componenti il circondario del tribunale di Napoli Nord, terzo in Italia per bacino d’utenza, è tuttora causa di un ingolfamento del servizio giustizia tale da spingere il Presidente del locale Consiglio dell’Ordine degli Avvocati a parlare, in una recente lettera aperta al Ministro della Giustizia, di “disastro giudiziario”. Del medesimo tenore anche il pregresso grido d’allarme del procuratore generale, del Presidente della Corte d’appello di Napoli, nonché dell’ANM.     E’ evidente che la riforma della cosiddetta geografia giudiziaria, così come è stata concepita, risulta irrazionale: non ha rispettato alcun criterio geografico territoriale, considerato che Afragola ed Arzano distano meno di 5 chilometri da Napoli e che Casoria e Casavatore addirittura confinano con quest’ultima, mentre il tribunale di Napoli Nord è situato ad oltre 30 chilometri da tali località;  ha comportato ripercussioni dannose all’unitarietà culturale, economica e sociale delle comunità locali, obbligate a un inutile e controproducente dispendio di risorse pubbliche e private; ha negativamente inciso sul servizio giustizia.      Con la presente petizione si intende rispondere alle esigenze delle comunità locali, scorporando i comuni summenzionati dal circondario del tribunale di Napoli Nord in Aversa in provincia di Caserta,  contemporaneamente assegnandoli all’ambito territoriale del tribunale di Napoli. Pertanto,  con la presente i cittadini dei Comuni di Afragola, Arzano, Casavatore  e Casoria SOLLECITANO l’intervento immediato delle Istituzioni al fine di apportare modifiche e correttivi ai D.lgs n. 155 n. 156, ravvisatane la necessità e l’urgenza nei motivi di cui sopra, al fine di scorporare i detti Comuni dal Circondario del Tribunale di Napoli Nord (Aversa Provincia di Caserta), disponendo la contemporanea assegnazione degli stessi all’ambito territoriale del Tribunale di Napoli.

Vincenzo D'Antò
550 supporters