Decision Maker

Nicola Zingaretti

  • Presidente Regione Lazio

Nicola Zingaretti è il Presidente della Regione Lazio dal 12 marzo 2013. Già segretario nazionale della Sinistra Giovanile e deputato del Parlamento Europeo. Dal 28 aprile 2008 al 29 dicembre 2012 è stato Presidente della Provincia di Roma.


Does Nicola Zingaretti have the power to decide or influence something you want to change? Start a petition to this decision maker.Start a petition
Victory
Petitioning Stefania Giannini

Pasta Rummo in tutte le scuole! #SaveRummo

Il Pastificio Rummo di Benevento produce pasta da oltre 160 anni, rappresentando in questo settore una delle eccellenze del made in Italy. La notte tra il 14 e il 15 ottobre questa storica azienda è stata duramente colpita dal nubifragio che si è abbattuto sul beneventano. Tutta la struttura produttiva è stata invasa da acqua e fango, alcuni macchinari e prodotti sono andati distrutti. Lo stabilimento sarà inagibile per parecchio tempo, mentre centinaia di dipendenti sono attualmente senza lavoro. In tanti si sono già mobilitati per dare una mano ad azienda e lavoratori, invitando quante più persone possibili a comprare pacchi di pasta Rummo. Sono un medico nutrizionista, mi piace scrivere di cibo e nel 2014 ho vinto la terza edizione di MasterChef Italia. Promuovo quotidianamente la gastronomia italiana di qualità, il cibo sano nelle scuole, la tutela dei mercati e la diffusione della cultura del cibo. In questi ultimi due anni ho girato le scuole d'Italia per parlare di gusto. E non sempre nella mensa della scuola ci sono grandi sorrisi. Malgrado gli sforzi di tutti. Sono le materie prime a fare la differenza e, tra i prodotti industriali, nella pasta Rummo la differenza si sente.  Mi piacerebbe che le mense di tutte le scuole italiane si impegnassero a utilizzare la pasta Rummo per la preparazione dei primi piatti, sostituendola per il momento a quella che utilizzano attualmente. Con un’azione del genere potremmo dare un grande aiuto al pastificio e allo stesso tempo nutrire i nostri bambini con un alimento eccellente, insegnando loro il valore dell'aiuto reciproco. Potremmo, insomma, farci del bene facendo del bene. Con gusto.  Per questo mi rivolgo al ministero dell’Istruzione e ai Presidenti di tutte le Regioni italiane, ai Presidi e a tutte le mamme, invitandoli a raccogliere il mio appello e ad adoperarsi perché i gestori di tutte le mense scolastiche italiane compiano questo gesto di grande solidarietà. A far del bene c'è più gusto! #SaveRummo

Federico Francesco Ferrero
67,188 supporters
Petitioning Nicola Zingaretti, Paolo Gentiloni, Beatrice Lorenzin

Il 112 deve essere gestito dagli Enti preposti e non da un Call Center! #nue112

Il 112 è un Numero Unico di Emergenza, se il cittadino lo chiama significa che ne ha bisogno. Perdere minuti preziosi per parlare con un call center (PSAP1 - CT Laico) ed essere poi smistato all'ente preposto (PSAP2 - Polizia, Carabinieri,Vigili del Fuoco, Ambulanza) è assurdo, questo modello non può funzionare e mette a rischio la sicurezza dei cittadini italiani. Se oggi si chiama il 112 bisogna spiegare all'operatore del Call Center la natura dell'emergenza attraverso una sorta di intervista, dopo che l'operatore riempie la scheda decide se passare la chiamate all'ente preposto o meno. Quando finalmente l'ente preposto risponde, bisogna rispiegare tutto. In media si perdono dai 5 ai 10 minuti se tutto va bene... il tempo è prezioso in caso di pericolo di una o più vite umane. Propongo di utilizzare il modello europeo dove a rispondere sono direttamente gli enti preposti (ERO). La sicurezza di ognuno di noi deve essere messa al primo posto, i call center lasciamoli ai servizi clienti delle aziende.

Alessandro Achille
47,615 supporters
Petitioning Sottosegretaria di Stato, Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, Sottosegretaria di Stato Maria Elena Boschi, Sindaca di Roma Virginia Raggi, Nicola Zingaretti Presidente della Regione Lazi...

SALVIAMO DI NUOVO IL CENTRO ANTIVIOLENZA DI TOR BELLA MONACA

Mi chiamo Stefania Catallo, e molti di voi mi conoscono per avere portato avanti una lunga battaglia, grazie alla quale abbiamo ridato vita al centro antiviolenza "Marie Anne Erize" di Tor Bella Monaca. Abbiamo passato due anni intensi e pieni di riconoscimenti per il nostro lavoro; abbiamo salvato vite umane; abbiamo ridato il sorriso a quelle donne che non avevano neanche più i denti per farlo; abbiamo sostenuto i loro progressi e aiutato il loro riscatto, unendo il cuore, la cultura e il lavoro, creando un luogo dove potessero sentirsi accettate e comprese, senza giudizi, senza compromessi. Abbiamo ricevuto per ben due anni consecutivi il premio della Fondazione Up, che dalla Francia ha riconosciuto il nostro operato. Sono stata insignita della carica di Ambasciatrice del Telefono Rosa. Ho volato in Romania lo scorso 8 marzo, per inaugurare ufficialmente il primo sportello romeno contro la violenza domestica. Ho portato avanti, col nostro centro, il progetto di memoria storica sulle Marocchinate e sulle desaparicion della dittatura civico-militare argentina del 1976. Abbiamo istituito da quest'anno una borsa di studio dedicata agli studenti dell'ultimo anno delle superiori, mille euro per aiutarli ad iscriversi all'università. Abbiamo creato una biblioteca di ottomila volumi, riconosciuta nell'Anagrafe delle Biblioteche Nazionali. Tutto in volontariato, senza nessun aiuto economico istituzionale, solo con quello che la gente ha voluto donarci e, per nostra scelta, senza appoggi politici, perchè quando una donna viene da noi non le chiediamo per chi vota, bensì come possiamo aiutarla.  Giovedì 16 marzo,  senza nessun preavviso e senza che ci venisse comunicato alcunchè, nel nostro municipio de Le Torri, la maggioranza ha presentato  in Consiglio una mozione per toglierci l'uso dei locali nei quali operiamo, non rispettando la procedura con la quale avrebbe dovuto avvisarci tramite raccomandata o chiedendoci un appuntamento per notificare l'atto. I locali ci sono stati assegnati nel 2015, proprio grazie alle firme raccolte sulla piattaforma Change, e all'impegno instancabile di tutt,i con procedura diretta e per meriti straordinari.  Il contratto è stato rinnovato con tacito accordo di sei mesi in sei mesi, nell'attesa che divenisse definitivo. Nel frattempo, abbiamo reso questo posto anche un centro culturale di primo livello, trasformandolo totalmente. La motivazione della mozione  è stata un vago riferimento a non ben specificate problematiche amministrative. Ma se così fosse, ci siamo dette, non sarebbe stata presentata una mozione, che è un atto politico a tutti gli effetti, bensì una interpellanza. Ci sarebbero stati chiesti dei documenti, che avremmo prodotto prontamente: avremmo esibito bilanci e conti, e soprattutto gli attestati dei pagamenti dell'affitto, che sono stati sempre fatti regolarmente. Invece, come accade nei peggiori regimi dittatoriali, ci siamo trovate sorprese e sgomente davanti ad un atto fatto a nostra totale insaputa. Saremo sfrattate e il locale messo a bando, gli accordi stravolti d'ufficio, e il nostro lavoro sarà così in pericolo. Siamo state trattate da fuorilegge, il nostro operato è stato ritenuto irrilevante e di nessun valore. In un luogo dove la politica non dovrebbe avere posto, essa invece è entrata di prepotenza, senza alcun rispetto per le nostre donne e per il nostro lavoro.   Ci chiediamo quanto sangue dovrà scorrere ancora, quante di noi dovranno ancora morire, o rimanere paralizzate come Chiara Insidioso, o girare deturpate dall'acido come Lucia Annibali e le altre; ci chiediamo con quale coraggio e in nome di quale principio si chiudono i centri antiviolenza. Dal 2011 abbiamo assistito circa tremila donne, infondendo coraggio e speranza. Abbiamo aperto le nostre porte alla formazione dei cousellor delle scuole di Roma, che da noi trovano la possibilità di perfezionarsi nell'ascolto attivo. Abbiamo fatto sfilare le creazioni delle nostre utenti ed ex utenti, organizzando sfilate di bellissimi abiti da sposa. Ci siamo ritrovate stanche morte ma felici di avere dato un senso al nostro lavoro, di avere ridato speranza. Ma noi non possiamo permetterci incertezze, in nostro primo dovere è tutelare le donne, tutte. Quindi, ricominciamo la battaglia, e vi chiedo di aiutarci di nuovo, con tutta la vostra forza, con tutto il vostro cuore. Facciamo sentire la nostra voce, che diventi un grido fortissimo. Facciamo in modo che questo sfratto venga bloccato e il centro continui a vivere. Lo chiediamo alle maggiori cariche dello Stato, della Capitale e della Regione Lazio. Tor Bella Monaca è anche questo, un grande cuore. Non lo fermiamo  Insieme, ce la possiamo fare. Vi chiediamo di firmare e sostenerci solo per queste donne, e non per oscuri giochi di potere che si fanno sulla pelle delle donne.    

stefania catallo
34,169 supporters
Petitioning Beatrice Lorenzin, Sergio Mattarella (Presidente Della Repubblica Italiana), Nicola Zingaretti, Matteo Renzi, Sergio Mattarella, Beatrice Lorenzin, Nicola Zingaretti, Paolo Gentiloni

Telecamere nelle sale operatorie. In ricordo di Eleonora Lupi. Firma la petizione!

Eleonora, 10 anni, è morta a Roma il 1° luglio 2015 per una semplice operazione alle adenoidi e alle tonsille. Sono ancora in corso le indagini che porteranno all'accertamento delle responsabilità di quanto avvenuto.  La famiglia di Eleonora si rivolge al Presidente della Repubblica, al Presidente del Consiglio Matteo Renzi, al Ministro della Salute Beatrice Lorenzin, al Presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti, per chiedere l'approvazione di una legge che obblighi le strutture ospedaliere, private e pubbliche, a registrare con telecamere tutte le operazioni chirurgiche, e che renda obbligatoria la presenza di un reparto di terapia intensiva in tutte le strutture sanitarie.  Occorre una legge che tuteli i diritti del malato,  riduca i sempre più numerosi casi di malasanità e tuteli al contempo l'operato di tutto il personale medico e ospedaliero che lavora bene.  Cari Presidenti, caro Ministro, vi chiediamo di agire quanto prima perché non ci siano altre famiglie come quella di Eleonora distrutte da un episodio banale.  La pagina fb di Eleonora

Antonella Lupi
33,694 supporters
Petitioning Nicola Zingaretti, Regione Lazio, Beatrice Lorenzin

Una Casa per Chiara Insidioso

Sono la mamma di Chiara Insidioso e con questa petizione chiedo che le vengano riconosciuti i suoi diritti, come recita la legge 104 in uno dei suoi paragrafi. Chiara è stata selvaggiamente picchiata da un delinquente che l'ha ridotta in fin di vita. Dopo il coma ha fatto un lungo percorso per ritornare alla vita. Dopo il ricovero al San Camillo di Roma è stata trasferita alla clinica Santa Lucia che è un centro riabilitativo altamente specializzato e lì Chiara ha fatto progressi enormi grazie alla riabilitazione, ma anche alla sua tenacia alla sua voglia di vivere. Da più di un anno Chiara risiede in un istituto di lunga degenza per pazienti in stato vegetativo, ma la permanenza presso questa struttura non giova a Chiara che ha una mente attiva e vivace. Non si può tollerare che una ragazza come lei giovane e tenace vegeti in un istituto: Chiara ha diritto con urgenza a una casa adeguata alle sue esigenze e alle sue condizioni con l'assistenza di cui necessita. Una casa per Chiara. Danielle Conjarts La Mamma di Chiara Insidioso.

danielle conjarts
22,761 supporters
Petitioning Nicola Zingaretti, Beatrice Lorenzin, Maurizio Martina, Ministro della Salute B.Lorenzin, MINISTRO DELL'AGRICOLTURA Maurizio Martina, Presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti, Sindaco del ...

FERMIAMO IL PROLIFERARE DEGLI ALLEVAMENTI INTENSIVI A GROTTE SANTO STEFANO DI VITERBO

    Chiediamo al Ministro della Salute Pubblica, al Ministro dell’Agricoltura , al Presidente della Regione Lazio ed al Sindaco di Viterbo, di intervenire sui seguenti problemi e dare delle risposte in proposito : Grotte Santo Stefano, frazione del Comune di Viterbo, conta circa 2.837 abitanti e ca700 polli a testa allevati intensivamente nei capannoni che sorgono attorno al centro abitato ed anche a meno di 100 metri dalle singole case più esterne, non contando gli allevamenti di suini ed altro. Questi allevamenti occupano anche terreni particolarmente fertili ed in luoghi dove il paesaggio non viene proprio considerato un bene comune né dai progettisti né da chi concede i permessi; Gli impianti sono in continuo aumento a seguito di ulteriori approvazioni comunali per capannoni da costruire anche a minime distanze da villette e ferrovia; C’è anche da tenere conto che il trasporto dei polli, stipati in cassette di plastica aperte, avviene inevitabilmente percorrendo il centro del Paese, con rilascio nell’aria, al loro passaggio, di una scia di forfora pollina e micro particelle di piume,che tutti respiriamo;Nei mesi estivi, in particolare, è impossibile stare all’aperto  per l’aria maleodorante e malsana, in seguito alle frequenti  aperture dei capannoni, attuate allo scopo di rinfrescare l’ambiente surriscaldato degli stessi. Sigg. Ministri, Sig. Presidente della Regione Lazio , Sig. Sindaco di Viterbo vogliamo sapere quale è il vostro piano di difesa e protezione degli abitanti di Grotte Santo  Stefano ( e degli altri centri in condizioni simili ) , in caso di una eventuale epidemia aviaria e chiediamo per la nostra tutela: La modifica della normativa che permette la realizzazione di impianti zootecnici intensivi (da 1 a più capannoni )  in qualsiasi terreno agricolo a meno di 4 km dal centro abitato e, comunque, a meno di 800 m. da case di campagna  già esistenti ed abitate;Che vengano subito revocati i permessi dei progetti non ancora realizzati,  se in pericolosa promiscuità con le vicine abitazioni, come da normativa richiesta al punto precedente;   

veronica lorenzetti
21,933 supporters
Victory
Petitioning Nicola Zingaretti

Nicola Zingaretti: no al monumento per ricordare un criminale di guerra fascista, stragista del colonialismo. #25aprile

Caro Presidente Nicola Zingaretti,  mi chiamo Igiaba Scego, sono una scrittrice, figlia di somali e nata in Italia. Sono una della cosiddetta seconda generazione. Una donna che si sente orgogliosamente somala, italiana, romana e mogadisciana. Le scrivo perchè l'11 Agosto 2012 ad Affile, un piccolo comune in provincia di Roma, è stato inaugurato un “sacrario” militare al gerarca fascista Rodolfo Graziani. Il monumento è stato costruito con un finanziamento di 130mila euro erogati della Regione Lazio ed originariamente diretti ad un fondo per il completamento del parco di Radimonte. Rodolfo Graziani, come sa, fu tra i più feroci gerarchi che il fascismo abbia mai avuto. Si macchiò di crimini di guerra inenarrabili in Cirenaica ed Etiopia; basta ricordare la strage di diaconi di Debra Libanos e l'uso indiscriminato durante la guerra coloniale del '36 di gas proibiti dalle convenzioni internazionali. Dopo la fine del secondo conflitto mondiale, l'imperatore d'Etiopia Hailè Selassié, chiese a gran voce che Rodolfo Graziani fosse inserito nella lista dei criminali di guerra. La Commissione delle Nazioni Unite per i crimini di guerra lo collocò naturalmente al primo posto.  Il monumento a Rodolfo Graziani è quindi un paradosso tragico, una macchia per la nostra democrazia, un'offesa per la nostra Costituzione nata dalla lotta antifascista. In questi ultimi giorni, i neoparlamentari Kyenge, Ghizzoni e Beni hanno depositato un'interpellanza affinché il Governo si pronunci sulla questione di Affile. Io in qualche modo legandomi alla loro iniziativa chiedo a lei, Presidente Zingaretti un impegno concreto contro questo monumento della vergogna. Non solo parole, ma fatti (demolizione e/o riconversione del monumento) che possano far risplendere un sole di democrazia in questa Italia che si sta avviando a celebrare il 68° anniversario del 25 Aprile. Mio nonno è stato interprete di Rodolfo Graziani negli anni '30. Ha dovuto tradurre quei crimini e io da nipote non ho mai vissuto bene questa eredità. Mio nonno era suddito coloniale, subalterno, costretto a tradurre, suo malgrado, l'orrore. Oggi nel 2013 io, sua nipote, ho un altro destino per fortuna. Per me e per tutt* le chiedo un impegno serio su questa questione cruciale di democrazia. _______________________________________________________________ Dear President Nicola Zingaretti, My name is Igiaba Scego, I am a writer, born in Italy, daughter of Somali people. I am one of the so-called "second generation". A woman who proudly feel herself both Somali, Italian, Roman. I am writing to you because on the 11th of August 2012, in Affile, a small town in the province of Rome, it was inaugurated a monument in honour of the fascist Rodolfo Graziani. The monument was built with a loan of 130 thousand euro from the Lazio region, a fund originally intended to finance the Radimonte park. Rodolfo Graziani, as you know, was one of the most ferocious commander that fascism has ever had. He was found guilty of war crimes in Cyrenaica and Ethiopia; the massacre of deacons in Debra Libanos and the use of prohibited gas during the colonial war of '36 are just two of those massacres that can be mentioned. After the end of World War II, the emperor of Ethiopia, Haile Selassie, firmly asked for Rodolfo Graziani to be included in the list of war criminals. The Commission of the United Nations War Crimes placed him at the first place in that list. The monument to Rodolfo Graziani is therefore a tragic paradox, a stain on our democracy, an insult to our constitution born from the struggle against fascism. In the recent days, the neoparlamentari Kyenge, Ghizzoni and Beni filed an interpellation to address this problem to the Government. I am somehow trying to be with them, by asking to you, Mr President Zingaretti, a real commitment against this monument of shame. I am not only asking for words but for a real commitment (demolition and / or conversion of the monument) that can let the sun of democracy to shine again in Italy, approaching  the 68th anniversary of the April 25. My grandfather had to translate Graziani's crimes, he was a colonial victim, and had to translate the horror, against his will. Today in 2013, his niece, has another destiny. For me and for all I am asking to you a serious commitment on this crucial issue of democracy.

Igiaba Scego
20,366 supporters
Victory
Petitioning Nicola Zingaretti

Nicola Zingaretti: no al monumento per ricordare un criminale di guerra fascista, stragista del colonialismo. #25aprile

Caro Presidente Nicola Zingaretti,  mi chiamo Igiaba Scego, sono una scrittrice, figlia di somali e nata in Italia. Sono una della cosiddetta seconda generazione. Una donna che si sente orgogliosamente somala, italiana, romana e mogadisciana. Le scrivo perchè l'11 Agosto 2012 ad Affile, un piccolo comune in provincia di Roma, è stato inaugurato un “sacrario” militare al gerarca fascista Rodolfo Graziani. Il monumento è stato costruito con un finanziamento di 130mila euro erogati della Regione Lazio ed originariamente diretti ad un fondo per il completamento del parco di Radimonte. Rodolfo Graziani, come sa, fu tra i più feroci gerarchi che il fascismo abbia mai avuto. Si macchiò di crimini di guerra inenarrabili in Cirenaica ed Etiopia; basta ricordare la strage di diaconi di Debra Libanos e l'uso indiscriminato durante la guerra coloniale del '36 di gas proibiti dalle convenzioni internazionali. Dopo la fine del secondo conflitto mondiale, l'imperatore d'Etiopia Hailè Selassié, chiese a gran voce che Rodolfo Graziani fosse inserito nella lista dei criminali di guerra. La Commissione delle Nazioni Unite per i crimini di guerra lo collocò naturalmente al primo posto.  Il monumento a Rodolfo Graziani è quindi un paradosso tragico, una macchia per la nostra democrazia, un'offesa per la nostra Costituzione nata dalla lotta antifascista. In questi ultimi giorni, i neoparlamentari Kyenge, Ghizzoni e Beni hanno depositato un'interpellanza affinché il Governo si pronunci sulla questione di Affile. Io in qualche modo legandomi alla loro iniziativa chiedo a lei, Presidente Zingaretti un impegno concreto contro questo monumento della vergogna. Non solo parole, ma fatti (demolizione e/o riconversione del monumento) che possano far risplendere un sole di democrazia in questa Italia che si sta avviando a celebrare il 68° anniversario del 25 Aprile. Mio nonno è stato interprete di Rodolfo Graziani negli anni '30. Ha dovuto tradurre quei crimini e io da nipote non ho mai vissuto bene questa eredità. Mio nonno era suddito coloniale, subalterno, costretto a tradurre, suo malgrado, l'orrore. Oggi nel 2013 io, sua nipote, ho un altro destino per fortuna. Per me e per tutt* le chiedo un impegno serio su questa questione cruciale di democrazia. _______________________________________________________________ Dear President Nicola Zingaretti, My name is Igiaba Scego, I am a writer, born in Italy, daughter of Somali people. I am one of the so-called "second generation". A woman who proudly feel herself both Somali, Italian, Roman. I am writing to you because on the 11th of August 2012, in Affile, a small town in the province of Rome, it was inaugurated a monument in honour of the fascist Rodolfo Graziani. The monument was built with a loan of 130 thousand euro from the Lazio region, a fund originally intended to finance the Radimonte park. Rodolfo Graziani, as you know, was one of the most ferocious commander that fascism has ever had. He was found guilty of war crimes in Cyrenaica and Ethiopia; the massacre of deacons in Debra Libanos and the use of prohibited gas during the colonial war of '36 are just two of those massacres that can be mentioned. After the end of World War II, the emperor of Ethiopia, Haile Selassie, firmly asked for Rodolfo Graziani to be included in the list of war criminals. The Commission of the United Nations War Crimes placed him at the first place in that list. The monument to Rodolfo Graziani is therefore a tragic paradox, a stain on our democracy, an insult to our constitution born from the struggle against fascism. In the recent days, the neoparlamentari Kyenge, Ghizzoni and Beni filed an interpellation to address this problem to the Government. I am somehow trying to be with them, by asking to you, Mr President Zingaretti, a real commitment against this monument of shame. I am not only asking for words but for a real commitment (demolition and / or conversion of the monument) that can let the sun of democracy to shine again in Italy, approaching  the 68th anniversary of the April 25. My grandfather had to translate Graziani's crimes, he was a colonial victim, and had to translate the horror, against his will. Today in 2013, his niece, has another destiny. For me and for all I am asking to you a serious commitment on this crucial issue of democracy.

Igiaba Scego
20,366 supporters
Victory
Petitioning Regione Lazio

Urgente! Riallacciare la corrente al gattile Azalea!

Il gattile "Azalea" si trova all’interno dell’Ospedale Forlanini. Sono stati rubati metri e metri di cavi di rame il gattile è senza corrente elettrica da mesi. La struttura "Azalea" ospita centinaia di gatti che ogni anno vengono abbandonati da umani senza cuore e, attraverso il passaparola, molti mici vengono dati in adozione. Molti altri, più sfortunati e bisognosi di cure, rimangono all’interno del gattile. Gli ospiti del gattile hanno anche bisogno di avere un po’ di caldo, ma senza corrente elettrica questo non è possibile. La Regione, più volte sollecitata, non dà risposte. Perché? È urgente firmare questa petizione per salvare delle vite.

Fabio Saccani
12,398 supporters
Petitioning On. Gian Luca Galletti, On. Gian Luca Galletti, On. Paolo Gentiloni, On. Luciano D'Alfonso, On. Luciano D'Alfonso, On. Marcello Pittella, On. Mario Oliverio, On. Vincenzo De Luca, On. Stefano Bonac...

Abbattimento cani ibridati e vaganti fuori dal "Piano Lupo"

al Presidente del Consiglio dei Ministri, On. Paolo Gentiloni,al Ministro dell’Ambiente, On. Gian Luca Galletti ai Presidenti delle Regioni e delle Province Autonome Noi, cittadine e cittadini della Repubblica, residenti in ogni Regione, ribadendo la necessità che venga eliminato dal “Piano di gestione e conservazione del lupo” ogni riferimento a forme di abbattimenti e di caccia in deroga dei lupi; richiamando noi stessi e le autorità a «l’obbligo morale di rispettare tutte le creature viventi, ed in considerazione dei particolari vincoli esistenti tra l’uomo e gli animali da compagnia» sancito dalla Convenzione europea per i diritti degli animali da compagnia; ci appelliamo affinché dal Piano di cui sopra vengano stralciate anche tutte le azioni volte alla soppressione di cani ibridati e cani vaganti. Le cittadine e i cittadini che si riconoscono in questo appello hanno piena consapevolezza dei danni economici e dei rischi alla salute pubblica derivanti dal dilagare di cani ibridati e vaganti. Altresì hanno piena contezza che tale fenomeno deriva dalla mancata applicazione delle leggi poste a limitazione del randagismo. Un aspetto noto e, peraltro, ribadito dallo stesso “Piano di gestione e conservazione del lupo”. In particolare, è noto come l’endemicità del randagismo rappresenti una unicità del tutto italiana nel panorama dei paesi più avanzati d’Europa. Si fa quindi appello perché le istituzioni, ad ogni livello, riconducano il loro operato al pieno rispetto della legalità, anziché promuovere deroghe alla stessa, perché il prezzo del mancato rispetto della legge non venga fatto pagare ad animali inermi.  

ECORADICALI - Associazione Radicale Ecologista
12,146 supporters
Presidente Zingaretti, non chiuda il Centro Studi Microcitemia di Roma!

Gentili firmatari della petizione “Presidente Zingaretti, non chiuda il Centro Studi Microcitemia di Roma!”, la vicenda del Centro studi sulle microcitemie è stata trattata attentamente dalla Regione che ha garantito la copertura assistenziale ai pazienti e offerto garanzie occupazionali a tecnici e biologi. Ad oggi il  Centro studi sulle microcitemie dell'ANMI è una struttura privata non autorizzata e non accreditata con il Servizio Sanitario Regionale. La sua attività si è svolta fino al 2014 con finanziamenti regionali ad hoc. Si tratta di una  modalità operativa eccezionale durata troppi anni e che non è più possibile oggi prorogare perché non in linea con la legge. Il Centro studi può seguire la via  legittima per ottenere autorizzazione e accreditamento rispettando i requisiti strutturali e organizzativi previsti. Non saremo noi ad ostacolare questo percorso. La Regione anzi si è resa disponibile, al fine di potenziare l'attività di III livello, anche a prendere in carico il personale tra biologi e tecnici che ha titolo e che esegue circa 500 prestazioni l’anno di un tipo di esame che si esegue solo nei casi in cui le analisi precedentemente descritte non hanno permesso una diagnosi definitiva. I pazienti hanno a disposizione la rete dei centri pubblici del Lazio che è composta da 7 strutture operative in grado di garantire la diagnosi e la gestione di tutto il percorso assistenziale dei soggetti con sospetta o confermata diagnosi di microcitemia rara. I centri sono pienamente operativi e a disposizione di tutti i cittadini negli ospedali S. Eugenio, Gemelli,  S. Camillo, Policlinico Umberto I, Tor Vergata e Ime ed Ospedale pediatrico Bambino Gesù. L’obiettivo del nostro lavoro in Regione è sempre lo stesso: garantire servizi efficienti ed in sicurezza alle persone e migliorare la qualità dei servizi offerti. Un cordiale saluto, Nicola Zingaretti

2 years ago