Decision Maker

Nicola Zingaretti

  • Presidente Regione Lazio

Nicola Zingaretti è il Presidente della Regione Lazio dal 12 marzo 2013. Già segretario nazionale della Sinistra Giovanile e deputato del Parlamento Europeo. Dal 28 aprile 2008 al 29 dicembre 2012 è stato Presidente della Provincia di Roma.


Does Nicola Zingaretti have the power to decide or influence something you want to change? Start a petition to this decision maker.Start a petition
Petitioning Giulia Grillo, Antonio Magi, Alessio D'Amato, Regione Lazio, Nicola Zingaretti

Aiutiamo Francesco a combattere la sua malattia rara

Francesco Brunetti, nostro figlio, ha 4 anni: è nato a Roma il 23 Novembre 2013 all’ospedale San Filippo Neri alla 41ma settimana più 1 giorno con parto naturale indotto. Non mostrava nessuna sofferenza neonatale: era apparentemente sano APGAR 9/10. Alla nascita non mostrava nessuna sofferenza neonatale ma verso il terzo mese di vita, dopo ripetuti controlli con la pediatra, gli è stata prescritta una visita neuropsichiatrica infantile presso l'Ospedale Gemelli. Dopo la visita sono stata richiamata poiché il bambino non rispettava le normali fasi della crescita e dal lì è cominciata la storia di Francesco. Ci siamo rivolti anche al Bambino Gesù di Palidoro e a quello di Roma per avere altri pareri, nessuno ha saputo darmi spiegazioni per il suo ritardo. A circa cinque mesi ha cominciato a fare terapia presso la ASL, quindi siamo stati inseriti all’Istituto Vaccari dove attualmente fa terapia della psicomotricità per la disfagia e da settembre 2017 anche idroterapia privata. Abbiamo fatto un percorso ospedaliero abbastanza intenso per riuscire a capire la sua patologia. Francesco non parla, non cammina, non sta seduto, ha problemi di disfagia, infatti, non mastica tutto, soffre di reflusso gastroesofageo è ipotonico e distonico, ha problemi di vista, strabismo ipermetropia astigmatismo, porta gli occhiali ma non li sopporta. Francesco cresce poco, pesa solo 12.5 kg a fronte di circa 100 cm di altezza, è  microcefalico.  All’inizio non era interessato a niente e nessuno mentre adesso è migliorato tantissimo: segue, è più curioso, va a prendere gli oggetti anche se ha la difficoltà a trattenerli. Ha un sistema di postura per mangiare, un deambulatore per stare in piedi e camminare, da supino non gattona ma si rotola, ha acquisito il controllo del capo ma non del busto e per questo ancora non sta seduto autonomamente.  Un anno fa siamo stati anche al Besta di Milano dove gli hanno ripetuto una risonanza magnetica fatta già a 8/9 mesi e dopo la quale hanno riscontrato una quantità minore di sostanza bianca (mielina). Francesco ha pure effettuato il prelievo del liquor per vedere se ci fossero state infezioni ma il risultato è stato negativo. Ha inoltre eseguito altri test per vedere se la sua malattia fosse di origine metabolica, ma niente è stato rilevato. Nel frattempo al Gemelli hanno fatto CGH Array, dove hanno trovato una micro delezione del cromosoma 16p13.11 che non giustificava la disabilità di Francesco, quindi siamo andati avanti con le ricerche e abbiamo fatto anche lo studio dell’Esoma e solo pochi mesi fa gli è stata diagnosticata la probabile malattia. Francesco ha una mutazione genetica rarissima, sono stati riscontrati fino a gennaio 2018 solo 8 casi, anche se la genetista Dr.ssa Zollino, crede nell’aumento dei casi. La sua mutazione è del gene GABR2 (Hum Genet 101,664-685), una mutazione scoperta solo a novembre 2017. Francesco quest’anno frequenta la scuola materna sempre nell’istituto Vaccari, ha frequentato pochissimo il nido perché sempre malato.A marzo gli abbiamo fatto fare un intervento per la dilatazione del piloro, per il suo problema di reflusso e quindi di masticazione. Abbiamo passato due mesi con serie difficoltà, sembrava che l’intervento avesse solo peggiorato le cose, ma sembra che poco a poco le cose stanno migliorando: ha meno casi di rigurgito e piano piano comincia a masticare cose che per lui erano molto difficoltose. Purtroppo ancora si conosce poco o nulla di questa malattia e siamo alla ricerca di un bravo neuropsichiatra infantile che ci aiuti. Nei prossimi mesi abbiamo altri colloqui con degli specialisti e lo rivedrà il prof. Leuzzi, dell’Umberto I, per vedere se nel frattempo riusciamo a trovare un farmaco che permetta a Francesco di controllare il suo disturbo del movimento che, al di là dagli altri deficit, è quello che maggiormente lo penalizza per tutto quello che potrebbe e vorrebbe fare nella quotidianità. Noi, genitori di Francesco, chiediamo:- il riconoscimento di questa malattia come malattia rara, di poter usufruire delle esenzioni derivanti da questo status ed avere un aiuto concreto da parte del Sistema Sanitario della regione Lazio nella ricerca di un professionista che possa aiutarci nella cura di Francesco;- di ottenere un'assistenza domiciliare in tempi rapidi;- l'istituzione di un fondo specifico finalizzato alle attività di ricerca per questa malattia. Se ci aiutate a firmare e condividere questa petizione, potremmo lavorare tutti insieme affinché un giorno Francesco possa avere un percorso di vita migliore. Aiutiamolo a fare da solo Grazie di cuore a tutti.

Andrea & Marina Brunetti
258,018 supporters
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Petitioning Stefania Giannini

Pasta Rummo in tutte le scuole! #SaveRummo

Il Pastificio Rummo di Benevento produce pasta da oltre 160 anni, rappresentando in questo settore una delle eccellenze del made in Italy. La notte tra il 14 e il 15 ottobre questa storica azienda è stata duramente colpita dal nubifragio che si è abbattuto sul beneventano. Tutta la struttura produttiva è stata invasa da acqua e fango, alcuni macchinari e prodotti sono andati distrutti. Lo stabilimento sarà inagibile per parecchio tempo, mentre centinaia di dipendenti sono attualmente senza lavoro. In tanti si sono già mobilitati per dare una mano ad azienda e lavoratori, invitando quante più persone possibili a comprare pacchi di pasta Rummo. Sono un medico nutrizionista, mi piace scrivere di cibo e nel 2014 ho vinto la terza edizione di MasterChef Italia. Promuovo quotidianamente la gastronomia italiana di qualità, il cibo sano nelle scuole, la tutela dei mercati e la diffusione della cultura del cibo. In questi ultimi due anni ho girato le scuole d'Italia per parlare di gusto. E non sempre nella mensa della scuola ci sono grandi sorrisi. Malgrado gli sforzi di tutti. Sono le materie prime a fare la differenza e, tra i prodotti industriali, nella pasta Rummo la differenza si sente.  Mi piacerebbe che le mense di tutte le scuole italiane si impegnassero a utilizzare la pasta Rummo per la preparazione dei primi piatti, sostituendola per il momento a quella che utilizzano attualmente. Con un’azione del genere potremmo dare un grande aiuto al pastificio e allo stesso tempo nutrire i nostri bambini con un alimento eccellente, insegnando loro il valore dell'aiuto reciproco. Potremmo, insomma, farci del bene facendo del bene. Con gusto.  Per questo mi rivolgo al ministero dell’Istruzione e ai Presidenti di tutte le Regioni italiane, ai Presidi e a tutte le mamme, invitandoli a raccogliere il mio appello e ad adoperarsi perché i gestori di tutte le mense scolastiche italiane compiano questo gesto di grande solidarietà. A far del bene c'è più gusto! #SaveRummo

Federico Francesco Ferrero
67,130 supporters
Petitioning Giulia Grillo, Nicola Zingaretti

Approvare preventivo per ricovero di Noemi

Sono la mamma di Noemi e voglio raccontarvi la sua storia. Noemi è nata 9 anni fa, affetta da doppia emiparesi spastica, cioè una paralisi cerebrale che colpisce braccia o gambe e le impedisce di muoversi normalmente. Quando gli altri bambini iniziavano a camminare, Noemi non riusciva neppure a stare in piedi. All’Ospedale Bambin Gesù di Santa Marinella, dove Noemi è stata presa in cura sin da subito, hanno iniziato a farle iniezioni di botulino. Questo perché il botulino aiuta a distendere i muscoli, ed era la soluzione migliore dato che Noemi era troppo piccola per poter affrontare l’operazione. Oltre al botulino intorno ai 4 anni, Noemi ha fatto ogni 6 mesi dei cicli in ospedale di 35 giorni circa di training robotico - con un macchinario speciale - per terapia intensiva ai muscoli. Purtroppo, dopo i 2 anni dall'inizio del training robotico, la lista di attesa di pazienti che avevano bisogno dello stesso macchinario si è allungata di molto e per Noemi la terapia intensiva ai muscoli è stata possibile solo una volta all’anno, ma non era sufficiente. Lo scorso anno, quando Noemi ha compiuto 8 anni, è stata operata ad entrambe le gambe in un ospedale di Rimini. L’operazione, però, non è riuscita al meglio, e Noemi ha dovuto continuare con le iniezioni di botulino, ma soprattutto continuare con la terapia intensiva in ospedale per 30 - 35 giorni ogni 6 mesi. A questo punto però ci siamo trovati da soli, perché l’ospedale di Santa Marinella non ha più dato disponibilità per far ricoverare Noemi per cicli di terapia intensiva. Mi sono rimboccata le maniche ed ho cercato altri centri riabilitativi che potessero accogliere Noemi e farle fare la stessa terapia di sempre, due volte l’anno. Ne ho trovato uno in Puglia, ma la ASL del Lazio rifiuta il preventivo per far curare Noemi fuori regione. Ci sono altri genitori nella mia situazione, e tutti chiediamo la stessa cosa: che la ASL del Lazio accetti il preventivo delle cure altrove e non neghi un diritto a Noemi. Il diritto di essere curata. Aiutaci a garantire il diritto alla salute di Noemi e di altri bambini, firma questa petizione!

Justyna Sylwia Sikora
52,783 supporters
Petitioning Nicola Zingaretti

SALVIAMO DI NUOVO IL CENTRO ANTIVIOLENZA DI TOR BELLA MONACA

Mi chiamo Stefania Catallo, e molti di voi mi conoscono per avere portato avanti una lunga battaglia, grazie alla quale abbiamo ridato vita al centro antiviolenza "Marie Anne Erize" di Tor Bella Monaca. Abbiamo passato due anni intensi e pieni di riconoscimenti per il nostro lavoro; abbiamo salvato vite umane; abbiamo ridato il sorriso a quelle donne che non avevano neanche più i denti per farlo; abbiamo sostenuto i loro progressi e aiutato il loro riscatto, unendo il cuore, la cultura e il lavoro, creando un luogo dove potessero sentirsi accettate e comprese, senza giudizi, senza compromessi. Abbiamo ricevuto per ben due anni consecutivi il premio della Fondazione Up, che dalla Francia ha riconosciuto il nostro operato. Sono stata insignita della carica di Ambasciatrice del Telefono Rosa. Ho volato in Romania lo scorso 8 marzo, per inaugurare ufficialmente il primo sportello romeno contro la violenza domestica. Ho portato avanti, col nostro centro, il progetto di memoria storica sulle Marocchinate e sulle desaparicion della dittatura civico-militare argentina del 1976. Abbiamo istituito da quest'anno una borsa di studio dedicata agli studenti dell'ultimo anno delle superiori, mille euro per aiutarli ad iscriversi all'università. Abbiamo creato una biblioteca di ottomila volumi, riconosciuta nell'Anagrafe delle Biblioteche Nazionali. Tutto in volontariato, senza nessun aiuto economico istituzionale, solo con quello che la gente ha voluto donarci e, per nostra scelta, senza appoggi politici, perchè quando una donna viene da noi non le chiediamo per chi vota, bensì come possiamo aiutarla.  Giovedì 16 marzo,  senza nessun preavviso e senza che ci venisse comunicato alcunchè, nel nostro municipio de Le Torri, la maggioranza ha presentato  in Consiglio una mozione per toglierci l'uso dei locali nei quali operiamo, non rispettando la procedura con la quale avrebbe dovuto avvisarci tramite raccomandata o chiedendoci un appuntamento per notificare l'atto. I locali ci sono stati assegnati nel 2015, proprio grazie alle firme raccolte sulla piattaforma Change, e all'impegno instancabile di tutt,i con procedura diretta e per meriti straordinari.  Il contratto è stato rinnovato con tacito accordo di sei mesi in sei mesi, nell'attesa che divenisse definitivo. Nel frattempo, abbiamo reso questo posto anche un centro culturale di primo livello, trasformandolo totalmente. La motivazione della mozione  è stata un vago riferimento a non ben specificate problematiche amministrative. Ma se così fosse, ci siamo dette, non sarebbe stata presentata una mozione, che è un atto politico a tutti gli effetti, bensì una interpellanza. Ci sarebbero stati chiesti dei documenti, che avremmo prodotto prontamente: avremmo esibito bilanci e conti, e soprattutto gli attestati dei pagamenti dell'affitto, che sono stati sempre fatti regolarmente. Invece, come accade nei peggiori regimi dittatoriali, ci siamo trovate sorprese e sgomente davanti ad un atto fatto a nostra totale insaputa. Saremo sfrattate e il locale messo a bando, gli accordi stravolti d'ufficio, e il nostro lavoro sarà così in pericolo. Siamo state trattate da fuorilegge, il nostro operato è stato ritenuto irrilevante e di nessun valore. In un luogo dove la politica non dovrebbe avere posto, essa invece è entrata di prepotenza, senza alcun rispetto per le nostre donne e per il nostro lavoro.   Ci chiediamo quanto sangue dovrà scorrere ancora, quante di noi dovranno ancora morire, o rimanere paralizzate come Chiara Insidioso, o girare deturpate dall'acido come Lucia Annibali e le altre; ci chiediamo con quale coraggio e in nome di quale principio si chiudono i centri antiviolenza. Dal 2011 abbiamo assistito circa tremila donne, infondendo coraggio e speranza. Abbiamo aperto le nostre porte alla formazione dei cousellor delle scuole di Roma, che da noi trovano la possibilità di perfezionarsi nell'ascolto attivo. Abbiamo fatto sfilare le creazioni delle nostre utenti ed ex utenti, organizzando sfilate di bellissimi abiti da sposa. Ci siamo ritrovate stanche morte ma felici di avere dato un senso al nostro lavoro, di avere ridato speranza. Ma noi non possiamo permetterci incertezze, in nostro primo dovere è tutelare le donne, tutte. Quindi, ricominciamo la battaglia, e vi chiedo di aiutarci di nuovo, con tutta la vostra forza, con tutto il vostro cuore. Facciamo sentire la nostra voce, che diventi un grido fortissimo. Facciamo in modo che questo sfratto venga bloccato e il centro continui a vivere. Lo chiediamo alle maggiori cariche dello Stato, della Capitale e della Regione Lazio. Tor Bella Monaca è anche questo, un grande cuore. Non lo fermiamo  Insieme, ce la possiamo fare. Vi chiediamo di firmare e sostenerci solo per queste donne, e non per oscuri giochi di potere che si fanno sulla pelle delle donne.    

stefania catallo
36,051 supporters
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Petitioning Nicola Zingaretti, Regione Lazio, Beatrice Lorenzin

Una Casa per Chiara Insidioso

Sono la mamma di Chiara Insidioso e con questa petizione chiedo che le vengano riconosciuti i suoi diritti, come recita la legge 104 in uno dei suoi paragrafi. Chiara è stata selvaggiamente picchiata da un delinquente che l'ha ridotta in fin di vita. Dopo il coma ha fatto un lungo percorso per ritornare alla vita. Dopo il ricovero al San Camillo di Roma è stata trasferita alla clinica Santa Lucia che è un centro riabilitativo altamente specializzato e lì Chiara ha fatto progressi enormi grazie alla riabilitazione, ma anche alla sua tenacia alla sua voglia di vivere. Da più di un anno Chiara risiede in un istituto di lunga degenza per pazienti in stato vegetativo, ma la permanenza presso questa struttura non giova a Chiara che ha una mente attiva e vivace. Non si può tollerare che una ragazza come lei giovane e tenace vegeti in un istituto: Chiara ha diritto con urgenza a una casa adeguata alle sue esigenze e alle sue condizioni con l'assistenza di cui necessita. Una casa per Chiara. Danielle Conjarts La Mamma di Chiara Insidioso.

danielle conjarts
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Petitioning Nicola Zingaretti, Beatrice Lorenzin, Maurizio Martina, Ministro della Salute B.Lorenzin, MINISTRO DELL'AGRICOLTURA Maurizio Martina, Presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti, Sindaco del ...

FERMIAMO IL PROLIFERARE DEGLI ALLEVAMENTI INTENSIVI A GROTTE SANTO STEFANO DI VITERBO

    Chiediamo al Ministro della Salute Pubblica, al Ministro dell’Agricoltura , al Presidente della Regione Lazio ed al Sindaco di Viterbo, di intervenire sui seguenti problemi e dare delle risposte in proposito : Grotte Santo Stefano, frazione del Comune di Viterbo, conta circa 2.837 abitanti e ca700 polli a testa allevati intensivamente nei capannoni che sorgono attorno al centro abitato ed anche a meno di 100 metri dalle singole case più esterne, non contando gli allevamenti di suini ed altro. Questi allevamenti occupano anche terreni particolarmente fertili ed in luoghi dove il paesaggio non viene proprio considerato un bene comune né dai progettisti né da chi concede i permessi; Gli impianti sono in continuo aumento a seguito di ulteriori approvazioni comunali per capannoni da costruire anche a minime distanze da villette e ferrovia; C’è anche da tenere conto che il trasporto dei polli, stipati in cassette di plastica aperte, avviene inevitabilmente percorrendo il centro del Paese, con rilascio nell’aria, al loro passaggio, di una scia di forfora pollina e micro particelle di piume,che tutti respiriamo;Nei mesi estivi, in particolare, è impossibile stare all’aperto  per l’aria maleodorante e malsana, in seguito alle frequenti  aperture dei capannoni, attuate allo scopo di rinfrescare l’ambiente surriscaldato degli stessi. Sigg. Ministri, Sig. Presidente della Regione Lazio , Sig. Sindaco di Viterbo vogliamo sapere quale è il vostro piano di difesa e protezione degli abitanti di Grotte Santo  Stefano ( e degli altri centri in condizioni simili ) , in caso di una eventuale epidemia aviaria e chiediamo per la nostra tutela: La modifica della normativa che permette la realizzazione di impianti zootecnici intensivi (da 1 a più capannoni )  in qualsiasi terreno agricolo a meno di 4 km dal centro abitato e, comunque, a meno di 800 m. da case di campagna  già esistenti ed abitate;Che vengano subito revocati i permessi dei progetti non ancora realizzati,  se in pericolosa promiscuità con le vicine abitazioni, come da normativa richiesta al punto precedente;   

veronica lorenzetti
22,468 supporters
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Petitioning Nicola Zingaretti

Nicola Zingaretti: no al monumento per ricordare un criminale di guerra fascista, stragista del colonialismo. #25aprile

Caro Presidente Nicola Zingaretti,  mi chiamo Igiaba Scego, sono una scrittrice, figlia di somali e nata in Italia. Sono una della cosiddetta seconda generazione. Una donna che si sente orgogliosamente somala, italiana, romana e mogadisciana. Le scrivo perchè l'11 Agosto 2012 ad Affile, un piccolo comune in provincia di Roma, è stato inaugurato un “sacrario” militare al gerarca fascista Rodolfo Graziani. Il monumento è stato costruito con un finanziamento di 130mila euro erogati della Regione Lazio ed originariamente diretti ad un fondo per il completamento del parco di Radimonte. Rodolfo Graziani, come sa, fu tra i più feroci gerarchi che il fascismo abbia mai avuto. Si macchiò di crimini di guerra inenarrabili in Cirenaica ed Etiopia; basta ricordare la strage di diaconi di Debra Libanos e l'uso indiscriminato durante la guerra coloniale del '36 di gas proibiti dalle convenzioni internazionali. Dopo la fine del secondo conflitto mondiale, l'imperatore d'Etiopia Hailè Selassié, chiese a gran voce che Rodolfo Graziani fosse inserito nella lista dei criminali di guerra. La Commissione delle Nazioni Unite per i crimini di guerra lo collocò naturalmente al primo posto.  Il monumento a Rodolfo Graziani è quindi un paradosso tragico, una macchia per la nostra democrazia, un'offesa per la nostra Costituzione nata dalla lotta antifascista. In questi ultimi giorni, i neoparlamentari Kyenge, Ghizzoni e Beni hanno depositato un'interpellanza affinché il Governo si pronunci sulla questione di Affile. Io in qualche modo legandomi alla loro iniziativa chiedo a lei, Presidente Zingaretti un impegno concreto contro questo monumento della vergogna. Non solo parole, ma fatti (demolizione e/o riconversione del monumento) che possano far risplendere un sole di democrazia in questa Italia che si sta avviando a celebrare il 68° anniversario del 25 Aprile. Mio nonno è stato interprete di Rodolfo Graziani negli anni '30. Ha dovuto tradurre quei crimini e io da nipote non ho mai vissuto bene questa eredità. Mio nonno era suddito coloniale, subalterno, costretto a tradurre, suo malgrado, l'orrore. Oggi nel 2013 io, sua nipote, ho un altro destino per fortuna. Per me e per tutt* le chiedo un impegno serio su questa questione cruciale di democrazia. _______________________________________________________________ Dear President Nicola Zingaretti, My name is Igiaba Scego, I am a writer, born in Italy, daughter of Somali people. I am one of the so-called "second generation". A woman who proudly feel herself both Somali, Italian, Roman. I am writing to you because on the 11th of August 2012, in Affile, a small town in the province of Rome, it was inaugurated a monument in honour of the fascist Rodolfo Graziani. The monument was built with a loan of 130 thousand euro from the Lazio region, a fund originally intended to finance the Radimonte park. Rodolfo Graziani, as you know, was one of the most ferocious commander that fascism has ever had. He was found guilty of war crimes in Cyrenaica and Ethiopia; the massacre of deacons in Debra Libanos and the use of prohibited gas during the colonial war of '36 are just two of those massacres that can be mentioned. After the end of World War II, the emperor of Ethiopia, Haile Selassie, firmly asked for Rodolfo Graziani to be included in the list of war criminals. The Commission of the United Nations War Crimes placed him at the first place in that list. The monument to Rodolfo Graziani is therefore a tragic paradox, a stain on our democracy, an insult to our constitution born from the struggle against fascism. In the recent days, the neoparlamentari Kyenge, Ghizzoni and Beni filed an interpellation to address this problem to the Government. I am somehow trying to be with them, by asking to you, Mr President Zingaretti, a real commitment against this monument of shame. I am not only asking for words but for a real commitment (demolition and / or conversion of the monument) that can let the sun of democracy to shine again in Italy, approaching  the 68th anniversary of the April 25. My grandfather had to translate Graziani's crimes, he was a colonial victim, and had to translate the horror, against his will. Today in 2013, his niece, has another destiny. For me and for all I am asking to you a serious commitment on this crucial issue of democracy.

Igiaba Scego
20,367 supporters
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Petitioning Nicola Zingaretti

Nicola Zingaretti: no al monumento per ricordare un criminale di guerra fascista, stragista del colonialismo. #25aprile

Caro Presidente Nicola Zingaretti,  mi chiamo Igiaba Scego, sono una scrittrice, figlia di somali e nata in Italia. Sono una della cosiddetta seconda generazione. Una donna che si sente orgogliosamente somala, italiana, romana e mogadisciana. Le scrivo perchè l'11 Agosto 2012 ad Affile, un piccolo comune in provincia di Roma, è stato inaugurato un “sacrario” militare al gerarca fascista Rodolfo Graziani. Il monumento è stato costruito con un finanziamento di 130mila euro erogati della Regione Lazio ed originariamente diretti ad un fondo per il completamento del parco di Radimonte. Rodolfo Graziani, come sa, fu tra i più feroci gerarchi che il fascismo abbia mai avuto. Si macchiò di crimini di guerra inenarrabili in Cirenaica ed Etiopia; basta ricordare la strage di diaconi di Debra Libanos e l'uso indiscriminato durante la guerra coloniale del '36 di gas proibiti dalle convenzioni internazionali. Dopo la fine del secondo conflitto mondiale, l'imperatore d'Etiopia Hailè Selassié, chiese a gran voce che Rodolfo Graziani fosse inserito nella lista dei criminali di guerra. La Commissione delle Nazioni Unite per i crimini di guerra lo collocò naturalmente al primo posto.  Il monumento a Rodolfo Graziani è quindi un paradosso tragico, una macchia per la nostra democrazia, un'offesa per la nostra Costituzione nata dalla lotta antifascista. In questi ultimi giorni, i neoparlamentari Kyenge, Ghizzoni e Beni hanno depositato un'interpellanza affinché il Governo si pronunci sulla questione di Affile. Io in qualche modo legandomi alla loro iniziativa chiedo a lei, Presidente Zingaretti un impegno concreto contro questo monumento della vergogna. Non solo parole, ma fatti (demolizione e/o riconversione del monumento) che possano far risplendere un sole di democrazia in questa Italia che si sta avviando a celebrare il 68° anniversario del 25 Aprile. Mio nonno è stato interprete di Rodolfo Graziani negli anni '30. Ha dovuto tradurre quei crimini e io da nipote non ho mai vissuto bene questa eredità. Mio nonno era suddito coloniale, subalterno, costretto a tradurre, suo malgrado, l'orrore. Oggi nel 2013 io, sua nipote, ho un altro destino per fortuna. Per me e per tutt* le chiedo un impegno serio su questa questione cruciale di democrazia. _______________________________________________________________ Dear President Nicola Zingaretti, My name is Igiaba Scego, I am a writer, born in Italy, daughter of Somali people. I am one of the so-called "second generation". A woman who proudly feel herself both Somali, Italian, Roman. I am writing to you because on the 11th of August 2012, in Affile, a small town in the province of Rome, it was inaugurated a monument in honour of the fascist Rodolfo Graziani. The monument was built with a loan of 130 thousand euro from the Lazio region, a fund originally intended to finance the Radimonte park. Rodolfo Graziani, as you know, was one of the most ferocious commander that fascism has ever had. He was found guilty of war crimes in Cyrenaica and Ethiopia; the massacre of deacons in Debra Libanos and the use of prohibited gas during the colonial war of '36 are just two of those massacres that can be mentioned. After the end of World War II, the emperor of Ethiopia, Haile Selassie, firmly asked for Rodolfo Graziani to be included in the list of war criminals. The Commission of the United Nations War Crimes placed him at the first place in that list. The monument to Rodolfo Graziani is therefore a tragic paradox, a stain on our democracy, an insult to our constitution born from the struggle against fascism. In the recent days, the neoparlamentari Kyenge, Ghizzoni and Beni filed an interpellation to address this problem to the Government. I am somehow trying to be with them, by asking to you, Mr President Zingaretti, a real commitment against this monument of shame. I am not only asking for words but for a real commitment (demolition and / or conversion of the monument) that can let the sun of democracy to shine again in Italy, approaching  the 68th anniversary of the April 25. My grandfather had to translate Graziani's crimes, he was a colonial victim, and had to translate the horror, against his will. Today in 2013, his niece, has another destiny. For me and for all I am asking to you a serious commitment on this crucial issue of democracy.

Igiaba Scego
20,367 supporters
Petitioning Nicola Zingaretti, Antonio Terra Sindaco di Aprilia, Assessore all'ambiente della Regione Lazio, ARPA Lazio

DISCARICHE ABUSIVE. ORA BASTA! FIRMA LA PETIZIONE PER LA BONIFICA

Nel Lazio sono censiti 36 siti inquinati. Case abusive sanate si trovano a poche decine di metri da mega discariche abusive che negli anni hanno devastato terreni e falde acquifere. Quelle stesse acque da cui i residenti prelevano acqua per i loro pozzi, quegli stessi terreni che vengono utilizzati per pascoli e coltivazioni.Le discariche abusive spesso non si vedono ma producono effetti drammatici. Ad Aprilia per esempio, dove sono concentrati in pochi chilometri sette siti inquinati, il registro tumori presenta un quadro di mortalità in eccesso rispetto a quello della regioneÈ ora di dire basta: per anni, anzi decenni, le istituzioni regionali e comunali hanno sottaciuto il problema e quando lo hanno affrontato lo hanno fatto con conferenze e tavoli di confronto che a nulla sono serviti. Gli stessi comuni hanno permesso gli sversamenti, in alcuni casi anche pubblici, con discariche costruite senza presidi ambientali e alcun tipo di precauzione, ricoperte e mai bonificate.E’ ora di dire basta! I cittadini hanno il diritto di vivere in un territorio salubre. Le discariche abusive vanno bonificate.  Firma anche tu la petizione per chiedere a Regione Lazio e amministrazioni comunali la bonifica immediata dei siti inquinati. Insieme si può.

Marco Zarotti
17,593 supporters
Petitioning Nicola Zingaretti

Rifinanziare la Legge 53/93 della Regione Lazio "Università della Terza Età"

Grazie a questa legge nella Regione Lazio sono state costituite oltre 30 Università della Terza Età che realizzano corsi di formazione permanente agli adulti e agli anziani, dando opportunità formative a tutti e a basso costo. Grazie a questa Legge la Regione Lazio ha raggiunto una percentuale di partecipanti all'apprendimento permanente (lifelong learning) pari all'8% della popolazione dai 25 ai 64 anni. Grazie a questa legge si mantengono numerosi posti di lavoro! Grazie a questa legge si sono radicate sul proprio territorio realtà quali l'Upter di Roma, l'Upe Antonio Martinoia di Monterotondo, l'Upte di Viterbo, la Libera Università Igino Giordani di Tivoli, l'Uptel di Latina, ecc. con una partecipazione popolare di oltre 50.000 partecipanti per anno. Aveva cominciato la Polverini con il non finanziamento e sorprendentemente sta continuando la Giunta Zingaretti. Siamo sorpresi e addolorati per questa disattenzione e per questa sottovalutazione di un fenomeno culturale che ha dei risvolti sociali non indifferenti. La crisi non giustifica il non finanziamento, è un alibi che non possiamo accettare.  

Francesco Florenzano
15,190 supporters
Presidente Zingaretti, non chiuda il Centro Studi Microcitemia di Roma!

Gentili firmatari della petizione “Presidente Zingaretti, non chiuda il Centro Studi Microcitemia di Roma!”, la vicenda del Centro studi sulle microcitemie è stata trattata attentamente dalla Regione che ha garantito la copertura assistenziale ai pazienti e offerto garanzie occupazionali a tecnici e biologi. Ad oggi il  Centro studi sulle microcitemie dell'ANMI è una struttura privata non autorizzata e non accreditata con il Servizio Sanitario Regionale. La sua attività si è svolta fino al 2014 con finanziamenti regionali ad hoc. Si tratta di una  modalità operativa eccezionale durata troppi anni e che non è più possibile oggi prorogare perché non in linea con la legge. Il Centro studi può seguire la via  legittima per ottenere autorizzazione e accreditamento rispettando i requisiti strutturali e organizzativi previsti. Non saremo noi ad ostacolare questo percorso. La Regione anzi si è resa disponibile, al fine di potenziare l'attività di III livello, anche a prendere in carico il personale tra biologi e tecnici che ha titolo e che esegue circa 500 prestazioni l’anno di un tipo di esame che si esegue solo nei casi in cui le analisi precedentemente descritte non hanno permesso una diagnosi definitiva. I pazienti hanno a disposizione la rete dei centri pubblici del Lazio che è composta da 7 strutture operative in grado di garantire la diagnosi e la gestione di tutto il percorso assistenziale dei soggetti con sospetta o confermata diagnosi di microcitemia rara. I centri sono pienamente operativi e a disposizione di tutti i cittadini negli ospedali S. Eugenio, Gemelli,  S. Camillo, Policlinico Umberto I, Tor Vergata e Ime ed Ospedale pediatrico Bambino Gesù. L’obiettivo del nostro lavoro in Regione è sempre lo stesso: garantire servizi efficienti ed in sicurezza alle persone e migliorare la qualità dei servizi offerti. Un cordiale saluto, Nicola Zingaretti

3 years ago