Decision Maker

Gian Luca Galletti


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Petitioning Ugo Rossi, Michele Dallapiccola, Ugo Rossi, Gian Luca Galletti

NON UCCIDERE GLI ORSI! Revocare la delibera sull’uccisione degli orsi in Trentino.

Read the petition in English   Lire la pétition en français   Lies die deutsche Petition  Lee la petición en español Inventata una nuova tipologia di orso da parte della giunta della Provincia Autonoma di Trento: "Orso Dannoso"! Con lo scopo di poter soddisfare i sadici istinti di qualcuno, l'assessore alla caccia del Trentino ha tirato fuori dai meandri delle proprie fantasie deviate una nuova specie di orso. Non esistono “orsi deviati”, “orsi serial killer”, “orsi collezionisti di ossa”, come sostiene l’assessore che evidentemente ha guardato troppi telefilm! Esistono invece, umani deviati che pensano di rimediare a ogni difficoltà, vera o presunta, mettendo mano alla doppietta. Non esistono orsi pericolosi: la pericolosità di un orso è determinata dai comportamenti scorretti di umani poco informati e malintenzionati! Il progetto "Life Ursus" viene così trasformato e snaturato, diventando "Kill the bear – Uccidi l’orso". qualcuno ha chiesto agli appositi organismi europei, finanziatori del progetto, se approvano? Ovviamente no! Forse che il Trentino è una Repubblica indipendente anche da tutti gli organismi internazionali? La decisione dell'assessore alla caccia trentino, avallata da tutta la giunta che la fa propria deliberando, è insensata, volgare e sciagurata. E' necessario che la meschina delibera della giunta della Provincia Autonoma di Trento sia revocata. Il compito della Provincia è quello di gestire la presenza dell'orso in trentino, ma nei compiti di gestione non è contemplata l'uccisione! La Provincia deve: - Favorire il rafforzamento della popolazione di orsi presenti sul territorio. - Risarcire gli eventuali danni che erano già preventivati. - Educare la popolazione sulla necessità della presenzadell'orso e sui comportamenti da adottare per una pacifica e naturale convivenza. - Informare gli operatori economici: allevatori, gestori di strutture ricettive, malgari e quant'altro su come prevenire i danni da orso, fornendo gli adeguati strumenti. La Provincia non deve e non può favorire la persecuzione degli orsi, come invece ha fatto in questi anni. Non può dare il via libera ai cacciatori anche contro gli orsi. Questo, infatti, come già da noi ipotizzato, sembra il vero scopo della delibera che appare come il primo passo concreto verso l'autorizzazione alla caccia all’orso. Chiediamo la revoca, della delibera di uccisione, alla Giunta della Provincia Autonoma di Trento e che, finalmente, assolva concretamente ai suoi doveri di tutela dell'orso. Chiediamo che la Giunta della Provincia Autonoma di Trento apra un tavolo di confronto con LAC e le altre associazioni che vorranno prendervi parte per concordare le iniziative più opportune per rafforzare la presenza dell'orso in Trentino. _______________________ Aggiornamento del 12/9:  Il 3 settembre scorso, abbiamo incontrato l'assessore alla caccia della Provincia Autonoma di Trento. Gli abbiamo consegnato le prime 65.000 firme raccolte con la nostra petizione per chiedere la revoca della delibera ammazza orsi del 18 luglio. L'assessore, Michele Dallapiccola, pur confermando le decisioni prese riguardo alla gestione degli orsi in trentino, aveva garantito personalmente per l'incolumità di mamma orsa Daniza, coinvolta, suo malgrado, in una colluttazione, lo scorso 15 agosto, con un cercatore di funghi che la molestava. Non abbiamo fatto in tempo a condividere un aggiornamento, che mamma orsa Daniza, colpevole di aver difeso i propri cuccioli, è stata uccisa! Invece di usare la trappola a tubo, per catturarla, improvvisamente è stato ordinato agli operatori di usare la telenarcosi: all'orsa è stata sparata una dose di narcotico per poterla catturare e trasferire a vita in una prigione. Daniza, però, ha ricevuto una dose di narcotico letale, preparata, con ogni evidenza da un veterinario incompetente. Altri due orsi in passato sono stati uccisi perché maldestramente narcotizzati: i rischi di questo metodo di cattura sono ben noti. Daniza è stata uccisa! Dopo questa uccisione, tutti gli altri orsi trentini rischiano la vita: semplicemente si dichiara che un orso è dannoso e si ordina l'uccisione. La vicenda di mamma orsa Daniza è direttamente collegata alla delibera della giunta PAT (Provincia Autonoma di Trento) che inventa la categoria dell'orso dannoso e ne prevede l'uccisione, come misura di prevenzione. Senza quella sciagurata delibera, non sarebbe stato così facile ordinare la cattura, con possibilità di uccisione, di un'orsa incolpevole: gli esperti interpellati hanno dichiarato che il comportamento dell'orsa non ha avuto i connotati dell'aggressione, ma della difesa. In breve, questi sono i motivi che impongono di continuare a sostenere questa petizione per la revoca della delibera ammazza orsi del 18 luglio 2014. Semplicemente, aggiungiamo adesso la richiesta di dimissioni dell'assessore alla caccia della Provincia Autonoma di Trento. ASSESSORE MICHELE DALLA PICCOLA, SI DIMETTA: CON IL SUO COMPORTAMENTO SI E' DICHIARATO INAFFIDABILE E INCOMPETENTE. Aggiungiamo la richiesta di dimissioni di Ugo Rossi Presidente della Provincia Autonoma di Trento e di Romano Masè responsabile del dipartimento foreste della Provincia Autonoma di Trento: INAFFIDABILI E INCOMPETENTI. Hanno affermato che l'orsa rappresentava un pericolo per i cittadini trentini della val Rendena: Daniza non era pericolosa, gli orsi non sono pericolosi. La pericolosità degli orsi è determinata dai comportamenti scorretti degli umani. Possiamo, invece, affermare che la giunta provinciale trentina, così emotiva, incapace di affrontare i problemi con lucidità e freddezza, è estremamente pericolosa per la sicurezza della popolazione trentina. Insistiamo nel chiedere:  La revoca della delibera ammazza orsi del 18 luglio. L’istituzione di un tavolo permanente con le associazioni per la gestione dell'orso in Trentino. Aggiungiamo la richiesta di dimissioni del Presidente PAT Ugo Rossi, dell'assessore alla caccia Michele Dallapiccola, del responsabile del dipartimento foreste Romano Masè.

LAC - Lega Abolizione Caccia - Sezione Trentino Alto Adige/Südtirol
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Petitioning Matteo Renzi

No al pignoramento degli animali domestici. Firma #giulezampe

In Italia cani, gatti e tutti gli altri animali domestici rischiano di essere pignorati e di andare all’asta come un televisore. La legge italiana continua a considerare gli animali da compagnia come “cose”, ignorando la dimensione affettiva dell’animale e del padrone e il rapporto che li lega. Sono oltre 25 milioni di Italiani che vivono con un animale domestico e rischiano di perderlo per sempre a causa di un pignoramento dovuto a debiti con lo Stato o privati. Per questo ho deciso di lanciare la petizione #giulezampe per chiedere al Governo e al Presidente Renzi di non considerare più gli animali domestici come semplici oggetti e, per questo, pignorabili o sequestrabili. Gli animali domestici sono veri e propri membri della famiglia. Le loro esigenze e l’affetto che li lega ai loro padroni devono essere rispettati. Con #giulezampe chiediamo al Governo italiano e ai legislatori di dare  con urgenza - visto il crescente numero dei pignoramenti nel paese in crisi - il giusto valore agli animali domestici nel contesto del codice civile e penale con specifiche leggi che li distinguano chiaramente dalle proprietà sequestrabili e pignorabili. Un concetto di civiltà che Paesi come l’Austria e la Germania hanno già fatto proprio, affermando che gli animali non sono cose e che dunque non sono pignorabili. Se l’art. 514 del codice di procedura civile vieta il pignoramento dei beni che hanno valore affettivo, come la fede nuziale, per evitare forme di pressione psicologica sul debitore, non è più possibile invece ritenere pignorabile un animale domestico che da anni vive insieme al suo proprietario. Il pignoramento deve colpire il patrimonio del debitore e non i suoi sentimenti!  Firma subito, Tessa Gelisio, Conduttrice TV, ambientalista e Presidente di ForPlanet Onlus

Tessa Gelisio
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Petitioning Gian Luca Galletti

Stop tortura piccoli uccelli per farne richiami vivi

Il 25 febbraio scorso dall'Unione Europea è partita una procedura d'infrazione contro l'Italia per l'uso dei richiami vivi nell'attività venatoria. I richiami vivi sono piccoli uccelli migratori che dopo le fatiche della nidificazione, affrontano il grande viaggio della migrazione dal Nord al Sud Europa e giungono in Italia, dove però sono catturati con le reti e destinati ad una vita di torture e crudeltà: buio, prigionia, sevizie. Tutto ciò, per essere portati all’esterno durante la stagione venatoria ed essere usati appunto come richiami vivi, cioè come inganno per attirare con il canto i loro simili, affinché i cacciatori possano abbatterli. L'azione della UE segna un altro punto a favore di una battaglia che le associazioni ambientaliste e animaliste stanno portando avanti da anni per fermare questa pratica crudele. Mi sono impegnato tante volte  per arginare la violazione sistematica, soprattutto da parte di alcune regioni delle normative a tutela della fauna selvatica, con deroghe illegittime spesso sanzionate e annullate dall'autorità giudiziaria. Sono stato più volte attaccato e perfino minacciato dalle frange più estremiste del mondo venatorio proprio per il mio impegno a tutela della fauna selvatica e ciò si è accentuato da quando riuscii a varare il decreto ministeriale del 17 ottobre 2007 che, tra l'altro, vietava la caccia nelle aree di particolare interesse ambientale applicando finalmente la direttiva europea. Ogni passo avanti nella difesa degli animali sia contro i maltrattamenti che nella tutela della fauna selvatica, si scontra con una potente lobby trasversale di forze di destra e sinistra e per questo serve una mobilitazione dell'opinione pubblica per sostenere i parlamentari più sensibili. Personalmente sono sempre stato contrario alla caccia ma in questo caso si tratta soltanto di proibirne una delle pratiche più crudeli e ormai condannate anche dalla parte più attenta dello stesso mondo venatorio. Stavolta la lettera di messa in mora inviata dal Commissario Ue Ambiente all'Italia, chiarisce che la caccia può essere praticata anche senza l'utilizzo dei richiami vivi, e che il nostro Paese potrebbe pagare delle sanzioni molto pesanti a causa di quelle regioni (attualmente sei) che, nonostante le diverse sentenze che si sono succedute e nonostante il fatto che l'uccellagione (cattura indiscriminata di uccelli) sia di fatto vietata nel nostro Paese come nel resto d'Europa, autorizzano ancora la cattura di decine di migliaia di uccelli, con oltre 170 impianti per la cattura attivi ogni anno (50-60 nella sola Lombardia). La commissione scrive testualmente: “Vi sono numerose valide alternative alla cattura di uccelli per la cessione ai fini del richiamo mediante reti. Infatti, poiché la cattura di richiami vivi è finalizzata alla caccia delle stesse specie di uccelli, la Commissione considera che la stessa potrebbe avvenire innanzitutto senza l'utilizzo di richiami o per esempio con l'utilizzo di fischietti (richiami a bocca). Infatti, nella maggior parte delle regioni italiane e degli altri Stati Membri, la caccia a tali specie è effettuata, con successo, senza utilizzare richiami vivi (e senza quindi l'uso di mezzi vietati per la loro cattura)”. Di fronte a questa osservazione sembrerebbe ovvio fare una cosa semplice e civile: vietare del tutto la barbarie dei richiami vivi. Invece il governo per correre ai ripari ha inserito nel decreto decreto 91 una norma (l’articolo 16, comma 1) che intende rispondere alle richieste europee, ma in modo blando, lasciando ancora la possibilità di usufruire di deroghe al divieto di cattura e di detenere un certo numero di richiami vivi. È invece il momento di chiudere per sempre questa brutta storia italiana, che il nostro Paese, così bello e ricco di biodiversità e amore per la natura, non merita davvero più, come ha giustamente scritto la Lipu in un'appello al Senato, allegando già le firme di 50.000 italiani. Senatrici e Senatori di vari gruppi hanno presentato emendamenti per abolire finalmente la cattura e l'uso dei richiami vivi. Chiedo pertanto ai presidenti delle commissioni Industria e Ambiente del Senato, anche nella loro veste di relatori del decreto cosiddetto competitività del 24 giugno 2014, di impegnarsi per l'eliminazione della pratica dei richiami vivi.

Alfonso Pecoraro Scanio
64,094 supporters
Petitioning Luigi De Magistris

Salviamo la nostra terra: risanare il terreno della Terra dei fuochi attraverso il Pioppo.

Testo in ITALIANO - ENGLISH BELOW Cos'è la Terra dei fuochi? La Terra dei fuochi comprende un territorio di 1076 km², nel quale sono situati 57 comuni, nei quali risiedono circa 2 milioni e mezzo di abitanti: 33 comuni sono situati nella provincia di Napoli e 24 comuni sono ubicati nella provincia di Caserta. Dati preoccupanti Nella Terra dei fuochi ci si ammala di più di tumore rispetto al resto del Sud e si muore di più rispetto a tutta Italia. Al confronto con il Mezzogiorno, il tasso complessivo di incidenza di tutti i carcinomi maligni nell’Asl 3 Napoli Sud arriva a essere più alto del 46% per gli uomini e del 21% in più per le donne. Abbiamo la presenza di metalli tossici nei suoli, di arsenico, cadmio, vanadio e zinco che è spesso ben oltre i limiti d’intervento fissati dal Dlgs 152/2016.  Il mio progetto Risanare il terreno inquinato. Come? Attraverso una bonifica ecosostenibile che ripristina la fertilità del terreno. Come ripristinare la fertilità del terreno inquinato da rifiuti tossici? La mia idea è quella di creare delle vere e proprie zone verdi formate da Pioppo o altre piante in grado di fitoestrarre metalli pesanti dal terreno, in particolare il Pioppo. Ecco le altre piante in grado di fitoestrarre metalli pesanti: Vetiver (Chrysopogon zizanioides) – assorbe metalli pesanti; Arabetta (Cardaminopsis talleri) - assorbe cadmio; Alisso (Alyssum wulfenianum) - assorbe nichel; Sebertis acuminata – assorbe il nichel; Amaranto (Amaranthus retroflexus) – assorbe il cesio radioattivo Girasole selvatico (Helianthus rigidus) – assorbe nichel e cromo; Girasole comune (Helianthus annuus) - assorbe cesio e stronzio; Senape indiana (Brassica juncea) – assorbe piombo, cromo, cadmio, nichel, zinco, selenio e altri metalli pesanti; Senape selvatica (Thlaspi goesingense) - assorbe nichel, cadmio e zinco; Colza (Brassica napus) - assorbe il selenio; Festuca (Festuca arundinacea) - assorbe selenio; Pioppo ibrido (Populus) - assorbe arsenico, cadmio e zinco. Piantare alberi di questo genere in specifiche zone nella provincia di Caserta e Napoli.  Bonifica ecosostenibile e a basso costo.  Cos'è il Pioppo? Il Pioppo è un albero molto noto e diffuso nell'emisfero settentrionale. Appartiene alla famiglia delle Salicaceae. Cresce molto rapidamente, fino a 30 Mt. In Italia viene coltivato vicino alle rive del Po'. Una soluzione del genere, formando quindi delle vere e proprie zone verdi nelle aree inquinate, ridurrà i rischi per la nostra salute, e soprattutto permetterà di riportare alla luce terreni distrutti dall'inquinamento ambientale. Perché proprio il Pioppo? Perché il Pioppo può essere utilizzato per creare aree verdi in modo tale da risanare un terreno inquinato? Questo si chiama FITORISANAMENTO.Il PIOPPO è una pianta dall’alto potere evapotraspirativo (che ne denota il flusso del passaggio dell’acqua dallo stato liquido a quello di vapore e la diffusione del vapore acqueo dalla superficie vegetale all’atmosfera circostante) e ad alta formazione di biomassa, è capace di assorbire e accumulare nei suoi tessuti notevoli quantità di metalli durante il suo ciclo di vita. Cos'è il FITORISANAMENTO Il fitorisanamento è una tecnologia naturale di bonifica dei suoli che utilizza alcune piante che sono in grado di fitoestrarre metalli pesanti e/o indurre la degradazione di composti organici in terreni contaminati.     ENGLISH   What is the Land of Fires? The Land of Fires includes a territory of 1076 km², in which there are 57 municipalities, in which there are about 2 and a half million inhabitants: 33 municipalities are located in the province of Naples and 24 municipalities are located in the province of Caserta.   Worrying data In the Land of fires we get more cancer than the rest of the South and we die more than in Italy. In comparison with the South, the overall incidence rate of all malignant carcinomas in the ASL 3 Napoli Sud comes to be 46% higher for men and 21% higher for women.We have the presence of toxic metals in soils, of arsenic, cadmium, vanadium and zinc which is often well beyond the intervention limits set by Legislative Decree 152/2016.   My project Repair the polluted soil. As? Through an eco-sustainable reclamation that restores the fertility of the land. How to restore the fertility of the soil polluted by toxic waste?My idea is to create real green areas formed by Poplar or other plants able to extract heavy metals from the ground, in particular the Poplar. Here are the other plants able to extract heavy metals: Vetiver (Chrysopogon zizanioides) - absorbs heavy metals;Arabetta (Cardaminopsis talleri) - absorbs cadmium;Alisso (Alyssum wulfenianum) - absorbs nickel;Sebertis acuminata - absorbs nickel;Amaranth (Amaranthus retroflexus) - absorbs radioactive cesiumWild sunflower (Helianthus rigidus) - absorbs nickel and chromium;Common Sunflower (Helianthus annuus) - absorbs cesium and strontium;Indian mustard (Brassica juncea) - absorbs lead, chromium, cadmium, nickel, zinc, selenium and other heavy metals;Wild mustard (Thlaspi goesingense) - absorbs nickel, cadmium and zinc;Colza (Brassica napus) - absorbs selenium;Festuca (Festuca arundinacea) - absorbs selenium;Hybrid poplar (Populus) - absorbs arsenic, cadmium and zinc. To plant trees of this kind in specific areas in the province of Caserta and Naples.Eco-friendly and low-cost reclamation.   What is Poplar? The Poplar is a very well known and widespread tree in the northern hemisphere. It belongs to the Salicaceae family. It grows very quickly, up to 30 Mt. In Italy it is cultivated near the banks of the Po '.A solution of this kind, thus forming real green areas in the polluted areas, will reduce the risks to our health, and above all it will allow us to bring back light destroyed by environmental pollution.   Why the Poplar? Why can the Poplar be used to create green areas in order to restore polluted soil?This is called FITORISANAMENTO.The POPLAR is a plant with a high evapotranspirative power (which denotes the flow of water from the liquid to the vapor state and the diffusion of water vapor from the plant surface to the surrounding atmosphere) and with a high biomass formation. capable of absorbing and accumulating considerable amounts of metals in its tissues during its life cycle.   What is FITORISANAMENTO? Phytoremediation is a natural soil remediation technology that uses some plants that are able to extract heavy metals and / or induce the degradation of organic compounds in contaminated soil.  

Domenico Gagliardi
47,572 supporters
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Petitioning Paolo Gentiloni

Stop caccia

Le Regioni hanno aperto la caccia in anticipo di 3 settimane facendo carta straccia del parere dell’Ispra che chiedeva di sospendere la stagione venatoria ai sensi dell’art. 8 comma 4 legge 5 giugno 2003 n.131. Si stima che circa 40 milioni di animali selvatici siano morti in più di 600 incendi. Oltre 125.000 gli ettari andati a fuoco per un danno di 2 miliardi di euro. Quest’aggressione autorizzata alla biodiversità è un attentato alla sopravvivenza delle popolazioni di molte specie selvatiche. Il territorio e gli animali hanno bisogno di un atto di civiltà contro la pressione di centinaia di migliaia di cacciatori. Lo chiedono i cittadini, in gran maggioranza contrari alla caccia, che desiderano proteggere l’ambiente e il patrimonio faunistico. Non ascoltare la loro voce sarebbe un atto criminale. Vi sono tutti gli elementi per applicare le leggi vigenti per evitare un ulteriore impatto ambientale negativo. A cominciare dalla legge quadro 353/2000 che all'art. 10 prevede lo stop alla caccia per 10 anni in tutte le aree colpite dagli incedi. C'è la legge 157/92 che dà a Stato e Regioni gli strumenti normativi per intervenire contro questi disastri ambientali. Tra questi, il comma 1 dell’articolo 19, che consente alle regioni di “vietare o ridurre per periodi prestabiliti la caccia per sopravvenute particolari condizioni ambientali”, e il comma 1bis dell’articolo 1, che permette allo Stato di adottare le misure necessarie per tutelare i volatili. A fronte di tutto questo, il Movimento Animalista chiede al governo Gentiloni di rispettare i principi che le norme internazionali e nazionali pongono a tutela della fauna selvatica.

Rinaldo Sidoli
25,010 supporters
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Petitioning Deputati delle Commissioni Ambiente e Industria della Camera

L'Italia non spenga il Sole #NoTasseAutoconsumo #SalvaLeRinnovabili

Il decreto cosiddetto competitività nella versione approvata dal Senato, senza nemmeno un vero dibattito d'Aula per colpa dell'ennesimo voto di fiducia, ha confermato una scelta gravissima. Le ennesime norme "ammazzasolare" rischiano di distruggere quel settore nato e cresciuto in pochi anni e che ha creato decine di migliaia di posti di lavoro grazie al conto energia del 2007 che firmai quando ero Ministro dell'ambiente. Nonostante i tanti errori normativi degli ultimi anni dovuti anche alla mancanza di un piano energetico strutturato e innovativo, i crescenti ostacoli, i mancati interventi e gli inesistenti controlli antispeculazione la produzione di energia dal Sole, ha fatto del nostro Paese uno dei leader mondiali del settore. Ormai oltre 500.000 italiani, famiglie, imprese ed enti producono energia dal sole e come abbiamo documentato nel libro "L'Italia non spenga il Sole" oltre l'80% degli Italiani vuole un futuro ad energia solare contro un insignificante 1% che punta sul carbone. La norma cosiddetta "spalmaincentivi" ha tagliato, in modo ritenuto incostituzionale anche da Presidenti emeriti della Consulta, gli incentivi garantiti dallo Stato con la conseguenza di esporre gli investitori seri al rischio di fallire o di dover svendere gli impianti ai cosiddetti "fondi avvoltoio" ovvero proprio agli speculatori che si dice di voler combattere. Le associazioni e le imprese del solare hanno deciso di avviare una dura azione giudiziaria contro queste norme ed è molto probabile che i giudici daranno loro ragione ma per molti sarà troppo tardi. Intanto un'altra norma inserita nel decreto dimostra ancora di più un assurdo accanimento contro questa fonte di energia rinnovabile ed è l'assurda tassa che dovrà pagare chi si produce ed autoconsuma energia solare. In pratica si impone una tassa (definita onere di sistema) non più esclusivamente sull'energia che si prende dalla rete elettrica (come accaduto finora), ma anche sull'energia che uno si produce e consuma da solo. Una vera vergogna che avrà l'unica conseguenza di rallentare drasticamente se non bloccare lo sviluppo della generazione distribuita di energia dal sole. Intanto ancora si impedisce a chi produce energia dal sole di poter vendere liberamente la propria energia mentre il governo italiano continua a fare dichiarazioni di principio (anche nel programma presentato per il semestre a nostra guida) e firmare accordi in Europa e a livello globale per aumentare la produzione di energie rinnovabili e per contrastare così il cambiamento climatico. Un misto di ipocrisia e subalternità alle solite lobby dei combustibili fossili. Chiedo, quindi, ai deputati delle commissioni Ambiente e Industria della Camera dei Deputati di agire in commissione ed in aula, per modificare il decreto eliminando queste norme dannose. Chiedo loro inoltre di presentare atti parlamentari che impegnino ad eliminare l'odiosa tassa sul solare per tutti o almeno per gli impianti solari sotto i 20 kWp che riguardano soprattuto famiglie, edifici scolastici e piccole imprese . Chiedo al Ministro dell'Ambiente un intervento chiaro per evitare che questo tema sia trattato solo dal Ministero dell'Industria, il quale da sempre è stato non benevolo ed anzi spesso ostile verso l'energia solare e la generazione distribuita.

Alfonso Pecoraro Scanio
21,717 supporters
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Petitioning Matteo Renzi

No al pignoramento degli animali domestici. Firma #giulezampe

In Italia cani, gatti e tutti gli altri animali domestici rischiano di essere pignorati e di andare all’asta come un televisore. La legge italiana continua a considerare gli animali da compagnia come “cose”, ignorando la dimensione affettiva dell’animale e del padrone e il rapporto che li lega. Sono oltre 25 milioni di Italiani che vivono con un animale domestico e rischiano di perderlo per sempre a causa di un pignoramento dovuto a debiti con lo Stato o privati. Per questo ho deciso di lanciare la petizione #giulezampe per chiedere al Governo e al Presidente Renzi di non considerare più gli animali domestici come semplici oggetti e, per questo, pignorabili o sequestrabili. Gli animali domestici sono veri e propri membri della famiglia. Le loro esigenze e l’affetto che li lega ai loro padroni devono essere rispettati. Con #giulezampe chiediamo al Governo italiano e ai legislatori di dare  con urgenza - visto il crescente numero dei pignoramenti nel paese in crisi - il giusto valore agli animali domestici nel contesto del codice civile e penale con specifiche leggi che li distinguano chiaramente dalle proprietà sequestrabili e pignorabili. Un concetto di civiltà che Paesi come l’Austria e la Germania hanno già fatto proprio, affermando che gli animali non sono cose e che dunque non sono pignorabili. Se l’art. 514 del codice di procedura civile vieta il pignoramento dei beni che hanno valore affettivo, come la fede nuziale, per evitare forme di pressione psicologica sul debitore, non è più possibile invece ritenere pignorabile un animale domestico che da anni vive insieme al suo proprietario. Il pignoramento deve colpire il patrimonio del debitore e non i suoi sentimenti!  Firma subito, Tessa Gelisio, Conduttrice TV, ambientalista e Presidente di ForPlanet Onlus

Tessa Gelisio
118,237 supporters