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Venezia è costruita su fondamenta in legno millenarie. Attualmente le Grandi Navi Turistiche accedono nei canali della città e attraccano a un palmo dalla terra ferma, minacciandone le fondamenta. 

Con questa lettera Gabriele Muccino chiede di far cessare il prima possibile l'ingresso delle Grandi Navi Turistiche nei canali di questa splendida città.

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Gentilissimi Responsabili del futuro di un Patrimonio del pianeta quale è Venezia, vi chiedo di dimostrare, a nome del mondo che ci osserva, la vostra saggezza nell’interdire immediatamente l’ingresso delle Grandi Navi nella rotta turistica di Venezia. 

Sapete meglio di me che le fondamenta della città non sono altro che millenari pali di legno sui quali si posa, in un assoluto miracolo di ingegneria, l’intera città. È innegabile che le immense eliche di quelle spaventose navi che attraversano i grandi canali erodono spaventosamente il fondale, arrivando a togliere solidità alle suddette fondamenta della città. Il rischio è che possa venire tutto giù come un castello di carte. 

Non voglio nemmeno pensare a cosa accadrebbe se solo una di queste navi, grandi quanto interi quartieri, sbagliasse per pochi centimetri manovra e col suo inimmaginabile abbrivio si schiantasse sulla città. 

Mi permetto di considerare e far presente in modo trasparente il mio pensiero che ritiene questa scelta una bomba a orologeria: una scelta che, soprattutto, potrebbe far entrare per sempre nella Storia i responsabili della Regione, della città e gli amministratori, se una delle cose che ho elencato dovesse sciaguratamente verificarsi. E credetemi, è questione solo di tempo. 

Entrare nella Storia, può essere un vanto se si fa l’Italia, ma una vera gogna eterna se la si distrugge. Certo questo non può considerarsi un atto d’amore verso la città né un atto di tutela. Cos’è dunque? 
La storia è fatta di errori che se perpetuati si trasformano in scempi e vergogne che il tempo non ha mai cancellato né dimenticato. Essere responsabili della distruzione di Venezia vi renderebbe certamente eterni, ma nell’immagine più fosca che io possa immaginare. 

Vi chiedo dunque come milioni di italiani e di coloro che nel mondo stanno venendo a conoscenza di quello, non nascondo la mano, considero un totale black out della ragione che si sta consumando in una delle città più uniche, conosciute, rispettate e magiche al mondo, di ripensarci come solo i Grandi sono capaci di fare. Ripensateci dunque. Ripensateci subito! 
Fate la storia, ma fatela da eroi. E gli eroi veri sono quelli che si fermano prima della disfatta.

Fateci festeggiare riportando Venezia ai veneziani, agli italiani, all’umanità a cui appartiene come insostituibile patrimonio culturale e storico. 

Cordiali Saluti,

Gabriele Muccino

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Dopo un primo annuncio di vittoria a novembre del 2013, quando il governo aveva approvato un piano per vietare il passaggio delle grandi navi "dirette o in partenza da Venezia per il canale di Giudecca", a maggio del 2014 la petizione è stata riaperta perché le imbarcazioni sono tornate a circolare.

Letter to
Presidente del Consiglio Matteo Renzi
Ministro dell'Ambiente Gian Luca Galletti
Stop all'accesso delle Grandi Navi a Venezia
Gentilissimi Responsabili del futuro di un Patrimonio del pianeta quale è Venezia, vi chiedo di dimostrare a nome del mondo che ci osserva, la vostra saggezza nell’interdire immediatamente l’ingresso delle Grandi Navi nella rotta turistica di Venezia.

Sapete meglio di me che le fondamenta della città non sono altro che millenari pali di legno sui quali si posa in un assoluto miracolo di ingegneria, l’intera città. E’ innegabile che le immense eliche di quelle spaventose navi che attraversano i grandi canali, erodano spaventosamente il fondale arrivando a togliere solidità alle suddette fondamenta della città. Il risultato è che verrebbe tutto giù come un castello di carte.
Non voglio nemmeno pensare a cosa accadrebbe se solo una di queste navi grandi quanto interi quartieri, sbagliasse per pochi centimetri manovra e col suo inimmaginabile abbrivio, si schiantasse sulla città.
Mi permetto di considerare e far presente in modo trasparente il mio pensiero che ritiene questa scelta una bomba ad orologeria, ma soprattutto espone i responsabili della Regione, il Sindaco Giorgio Orsoni, gli amministratori, ad entrare per sempre nella Storia appena una delle cose che ho elencato dovesse sciaguratamente verificarsi. E credetemi, è questione solo di tempo.
Entrare nella Storia, può essere un vanto se si fa l’Italia, ma una vera gogna eterna se la si distrugge. Certo questo non può considerarsi un atto d’amore verso la città né un atto di tutela. Cos’è dunque?
La storia è fatta di errori che se perpetuati si trasformano in scempi e vergogne che il tempo non ha mai cancellato nè dimenticato. Essere responsabili della distruzione di Venezia vi renderebbe certamente eterni, ma nell’immagine più fosca che io possa immaginare.
Vi chiedo dunque come milioni di italiani e di coloro che nel mondo stanno venendo a conoscenza di quello, non nascondo la mano, considero un totale black out della ragione che si sta consumando in una delle citta’ più uniche, conosciute, rispettate e magiche al mondo, di ripensarci come solo i Grandi sono capaci di fare. Ripensateci dunque. Ripensateci subito!
Fate la storia, ma fatela da eroi. E gli eroi veri sono quelli che si fermano prima della disfatta.
Fateci festeggiare riportando Venezia ai veneziani, agli italiani, all’umanità a cui appartiene come insostituibile patrimonio culturale e storico.
Cordiali Saluti,
Gabriele Muccino