Autorizzate la Wikipedia in greco classico!


Autorizzate la Wikipedia in greco classico!
Il problema
Deutsch :: Ελληνικά :: Español :: English :: Français
Petizione in favore di una Wikipedia in greco classico (vd. la pagina della richiesta ufficiale)
Al Comitato linguistico di Wikipedia
In breve
Il greco antico è la chiave per accedere ad una letteratura eccelsa. Esso costituisce una lingua classica, ed in ciò si distingue da lingue antiche come l’etrusco, il fenicio, etc. Non vi sono ragioni sostanziali che sconsiglino l’apertura di nuovi progetti di Wikipedia in greco od in altre lingue classiche, anzi vi sono ragioni validissime a favore. Esortiamo il Comitato linguistico di Wikipedia ad introdurre nella sua Politica linguistica una distinzione tra lingue antiche e lingue classiche e a rimuovere il bando a nuovi progetti in lingue classiche. In particolare, auspichiamo l'approvazione della versione di Wikipedia in greco classico.
Premessa sulla letteratura greca classica
Se la Grecia è la culla della civiltà occidentale, il greco classico è la sua lingua madre. È difficile enfatizzare troppo l’importanza di questa lingua. 1 parola su 19 della lingua inglese ha le sue origini nel greco classico (questa statistica si basa sulle circa 80˙000 parole dello Shorter Oxford Dictionary), e lo stesso vale per la maggior parte delle altre lingue del mondo. Ad esempio, scuola, idea, storia, democrazia, economia, problema, organizzare, macchina, matematica e musica sono parole greche.
La cultura greca antica è stata una fonte di ispirazione artistica e filosofica per oltre due millennî, sia nel campo scientifico sia in quello umanistico. La mitologia greca è stata una risorsa fantastica per comprendere ed esplorare l’essere umano. Gli antichissimi poemi omerici, le prime commedie, tragedie e opere di ricerca filosofica sono stati composti in greco classico (da autori come Euripide, Aristofane e Platone). La libertà politica e di parola e la nascita della filosofia e della logica furono intimamente collegate. Anche i primi storici (Erodoto e Tucidide) erano greci: alcuni dei padri fondatori americani (vd. Thomas Jefferson, Writings, New York, The Library of America, 1984, p. 816) incoraggiavano i loro figli a studiare questi testi senza mediazioni nella loro lingua originale. Chi ha conosciuto questi autori sa che le loro parole antiche sono allo stesso tempo nuove, penetranti e vive. È necessario fare uno sforzo per accostarsi agli autori greci e alla loro antica lingua, per poterli leggere ancora. Chi lo fa, però, scopre un messaggio straordinariamente significativo e giovane.
I risultati degli antichi scienziati greci (ad es., Euclide e Archimede) non sono assolutamente meno sbalorditivi. Nel XVII secolo, i Cinesi scoprirono che la Terra è rotonda (o uno “sferoide”, σφαιροιδής, secondo Strabone, Geographia, II, V, 5, che riporta le teorie degli scienziati ellenistici) perché un missionario gesuita (come tutti gli occidentali) aveva appreso ciò dai Greci. Isaac Newton apprese che la forza di gravità è inversamente proporzionale al quadrato della distanza dai matematici pitagorici antichi, come egli stesso dichiara (“[Pythagoras] proportionem vero his experimentis inventam, teste Macrobio, applicuit ad caelos. [...] intellexit per harmoniam caelestem quod pondera planetarum in solem essent reciproce ut quadrata distantiarum eorum a sole.” Newton, The Classical Scholia, p. 32). Charles Darwin, nel formulare la sua celebre teoria dell’evoluzione delle specie, si ispirò a queste famose parole di Empedocle: “Quando l’insieme si combina armoniosamente, come per rispondere a qualche scopo, esso sopravvive, per caso essendosi combinato in modo adatto; nella misura in cui non è cosí, però, esso si dissolve, oggi come nel passato” (in Aristotele, Physica, II, 8). Anche il principio secondo cui una teoria scientifica deve “rispecchiare i fenomeni osservabili” (in greco classico, “φενόμενα σῴζειν”, lett. “salvare i fenomeni”, nelle parole di Aristarco di Samo, padre dell’eliocentrismo) è stato formulato da scienziati greci. Gli Sphaerica del matematico Teodosio di Bitinia (II secolo a.C.) costituiscono la piú antica opera di geometria non euclidea giunta fino a noi. Secondo la piccola ricerca di Mike Kinde, un moderno articolo medico in inglese è solitamente composto per quasi il 10% da parole derivate dal greco classico. La teoria scientifica della logica proposizionale (sviluppata per la prima volta dal filosofo stoico Crisippo) è stata recuperata solo alla fine del XIX secolo. Mulini a vento, mulini ad acqua e perfino un prototipo di motore a vapore furono costruiti per la prima volta da ingegneri greci antichi (ad es., Erone di Alessandria). Molte concezioni di Freud (tra cui il “complesso di Edipo”) hanno le loro origini ne L’interpretazione dei sogni di Artemidoro di Daldi. E cosí via (questo paragrafo si basa sul trattato dello storico della scienza Lucio Russo La rivoluzione dimenticata).
D’altra parte, il greco classico è anche la lingua originale dei Vangeli. Questa lingua antica e venerabile è ancora oggi la lingua liturgica della Chiesa greco-ortodossa. Questa Chiesa si serve ancora di una versione “purista” (Καθαρεύουσα) del greco moderno (dove “puro” = classico) in documenti ufficiali e per fini comunicativi.
Ciò significa che il greco classico ha valore in sé, come chiave per accedere a testi d’importanza inestimabile.
Le lingue classiche come categoria distinta da quelle di lingue antiche, storiche ed estinte
Una lingua classica è una lingua dotata di prestigio in una determinata civiltà, in quanto portatrice di una letteratura considerata classica, cioè antica, fondativa, degna di essere insegnata ed emulata. Anche dopo la loro scomparsa come lingue vernacolari, le lingue classiche continuano ad essere studiate e utilizzate per fini culturali e di indagine linguistica grazie alla loro qualità “matriciale”. Tipicamente per centinaia o migliaia di anni, le lingue classiche fungono da lingue veicolari: ad esempio, meno dello 0,01% del corpus latino è stato creato da parlanti nativi (J. Leonhardt, Latin: Story of a World Language, Cambridge, MA, Harvard University Press, 2013, p. 2). Le proporzioni per il sanscrito e per il greco classico sono analoghe. Le lingue classiche sono impiegate quasi esclusivamente come seconde lingue, veicolari, ausiliarie o settoriali.
Il greco antico è una lingua classica, di straordinaria raffinatezza e ricchezza grammaticale, che non muore mai davvero, ispira costantemente nuove menti e viene regolarmente utilizzata per creare nuove parole. Il nome stesso di Wikipedia è in parte greco (ἐγκύκλιος παιδεία, enciclo-pedia è un’espressione ed un’idea greca antica, che significa “educazione a tutto tondo”). Aristotele fu il primo ad organizzare lo scibile in forma enciclopedica. Anche uno dei piú antichi lessici enciclopedici giunti fino a noi (la Suda) fu compilato in greco classico. Inoltre, alcune delle prime istituzioni universitarie (l’Accademia di Platone ed il Liceo di Aristotele ad Atene, il Museo di Alessandria e la sua Grande Biblioteca, il Pandidakterion di Costantinopoli) nacquero nel mondo greco antico.
Queste considerazioni dovrebbero consigliare di promuovere una versione di Wikipedia in greco classico, piuttosto che di ostacolarla.
Confutazione degli argomenti contro una Wikipedia in greco classico
Non è vero neppure che non ci sarebbe una base sufficientemente ampia di utenti per rendere sostenibile il progetto. In questo momento, ci sono circa un milione di persone nel mondo (ca. 0,5 milioni in Grecia e ca. 0,27 milioni in Italia soltanto) che studiano il greco classico. La produzione di testi in greco classico non è mai cessata del tutto. Esso costituisce ancora oggi una “lingua veicolare” per classicisti, biblisti, ecclesiastici greco-ortodossi e perfino per gruppi ellenisti. La lingua non è piú vernacolare ma è ancora ampiamente letta, scritta e, in rari casi, parlata. Anche un romanzo contemporaneo come Harry Potter e la pietra filosofale ha un’edizione in greco antico. Nel 1994, Jan Křesadlo ha composto in lingua greca omerica il poema fantascientifico Astronautilia. Akropolis, un giornale di Rete in greco antico, opera da piú di vent’anni.
L’assenza di parlanti nativi non dovrebbe essere considerata un argomento decisivo contro l’impiego del greco antico in Wikipedia. Il latino nel Rinascimento non aveva locutori nativi ma era comunque la lingua della scienza. L’Unione Europea, l’India e molte altre nazioni oggi utilizzano l’inglese come lingua ufficiale, anche se quasi nessuno parla l’inglese come lingua madre in tali luoghi. Escludere questi Paesi dall’accesso o dalla contribuzione alla Wikipedia in lingua inglese sulla base della mancanza di parlanti nativi non avrebbe alcun senso.
L’assenza di madrelingua non inibisce nemmeno la scrittura corretta ed il controllo della qualità delle voci. Questo può essere un problema insormontabile per molte lingue antiche, ma non per le lingue classiche: esse sono state “lingue non-morte” per millennî ed hanno elaborato metodi di insegnamento capaci di mitigare l’assenza del riscontro di locutori nativi: ad esempio, la lettura intensiva, il “focus” sull’impiego delle parole e sullo stile nell’analisi testuale e nei commenti esplicativi, l’imitazione dello stile di autori specifici, la raccolta delle espressioni idiomatiche, le discussioni sul funzionamento di certi modi di dire, ecc.
Aprire progetti di Wikipedia nelle lingue classiche aumenterebbe la quantità di informazioni disponibili, considerato che i contenuti sarebbero creati e fruiti da persone di diversa lingua madre e che le lingue classiche sono miniere di molto materiale non tradotto, il che consente ai classicisti l’approfondimento di determinati argomenti. Uno tra i numerosi impieghi utili di questa Wikipedia è raccogliere passi del corpus greco antico, organizzandoli secondo temi (vd. esempio), anziché secondo autori (a differenza di Wikisource). Ancora, essa ospita contenuti unici riguardanti la fase antica, le etimologie ed i nomi antichi di luoghi e cose, facendosi catalizzatrice di interessi culturali che le altre versioni di Wikipedia spesso non sanno cogliere o trascurano. Anche se la crescita della Wikipedia in greco classico è stata gravemente ostacolata dallo scetticismo e dal rifiuto temporaneo da parte dei responsabili di Wikipedia di approvarla (mentre esistono versioni di Wikipedia in latino, in sanscrito e persino in pali, inglese antico, gotico e slavo antico), il suo “incubatore” conta già 2˙000 articoli, alcuni dei quali contengono informazioni che non sono disponibili in nessun’altra versione di Wikipedia, e a volte neanche altrove su Internet (ad esempio, l’ancora incompleta serie di articoli sulle “poleis” greche antiche, che è l’unico luogo in Rete dov’è possibile trovare informazioni concise e sistematiche sull’evoluzione politica delle città-Stato greche antiche, sulle relazioni metropoli-colonia, sulle divinità patronali, sulla coniazione di monete di bronzo, argento ed oro o perfino sui vincitori dei giochi panellenici, ecc.).
Il greco classico è una lingua ricchissima: il vocabolario greco-italiano Montanari raccoglie 140˙000 lemmi. Neppure la traduzione di concetti moderni costituirebbe un problema, non solo poiché molti di questi termini sono basati sul greco classico (in questo senso, il greco classico è piú vitale di molte lingue moderne); il greco moderno, che è profondamente diverso dal greco classico per fonologia, sintassi e morfologia, è molto simile nella formazione di nuove parole, ed esiste una variante arcaizzante del greco moderno (chiamata “Katharevousa”), il cui vocabolario è in gran parte compatibile con il greco classico.
Il codice linguistico ISO-639-3 del “Greco antico (fino al 1453)” copre l’intero periodo da Omero a Gemisto Pletone. Infiniti neologismi furono creati nel greco classico nel corso di questi 2˙200 anni. Dopo tale epoca, il greco classico si trasformò in un’altra lingua (il greco moderno) ma ciò non impedisce a coloro che conoscono e utilizzano il greco classico come seconda lingua di creare neologismi (come ciò non impedí, ad esempio, agli umanisti del Rinascimento di creare nuove parole latine). Questo non va contro la natura del greco classico, bensí semplicemente dimostra il suo funzionamento. La creazione di neologismi da sola non altera fondamentalmente la lingua, cosí come l’italiano non ha smesso di essere l’italiano a causa della creazione della parola “calcolatore”. Questo non contraddice nemmeno gli scopi educativi; dire il contrario è come dire che studiare una lingua moderna (incluse parole come “aeroplano”, “televisione” e “termosifone”) impedisca la comprensione delle opere piú antiche nella stessa lingua. Al contrario, imparare una lingua è la base per leggere la letteratura (moderna come antica).
Per di piú, i costi di manutenzione non dovrebbero rappresentare un problema: una Wikipedia in greco classico non sarebbe imponente; dunque, di certo i dati potrebbero essere archiviati nell’infrastruttura esistente di Wikipedia. Inoltre, i firmatarî di questa petizione ritengono che Wikipedia sia un progetto utile per diffondere il sapere ed elevare le coscienze in tutto il mondo; molti di noi desidererebbero sostenere Wikipedia ma sono trattenuti dall’incomprensibile astio di Wikipedia verso il greco classico. In tutta sincerità, non riusciamo a trovare una ragione plausibile ed onesta per cui una versione di Wikipedia in kotava (una lingua inventata, compresa da ca. 40 persone nel mondo) sia stata approvata ed una in greco classico no.
Auspichiamo che questo deplorevole stato delle cose sia sanato quanto prima, anziché trascinarsi a tempo indefinito. Suggeriamo che il Comitato linguistico conferisca a Wikipedia maggior lustro e valore riconoscendo la possibilità che lingue classiche come il greco classico ed il latino sviluppino i loro progetti.

Il problema
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Petizione in favore di una Wikipedia in greco classico (vd. la pagina della richiesta ufficiale)
Al Comitato linguistico di Wikipedia
In breve
Il greco antico è la chiave per accedere ad una letteratura eccelsa. Esso costituisce una lingua classica, ed in ciò si distingue da lingue antiche come l’etrusco, il fenicio, etc. Non vi sono ragioni sostanziali che sconsiglino l’apertura di nuovi progetti di Wikipedia in greco od in altre lingue classiche, anzi vi sono ragioni validissime a favore. Esortiamo il Comitato linguistico di Wikipedia ad introdurre nella sua Politica linguistica una distinzione tra lingue antiche e lingue classiche e a rimuovere il bando a nuovi progetti in lingue classiche. In particolare, auspichiamo l'approvazione della versione di Wikipedia in greco classico.
Premessa sulla letteratura greca classica
Se la Grecia è la culla della civiltà occidentale, il greco classico è la sua lingua madre. È difficile enfatizzare troppo l’importanza di questa lingua. 1 parola su 19 della lingua inglese ha le sue origini nel greco classico (questa statistica si basa sulle circa 80˙000 parole dello Shorter Oxford Dictionary), e lo stesso vale per la maggior parte delle altre lingue del mondo. Ad esempio, scuola, idea, storia, democrazia, economia, problema, organizzare, macchina, matematica e musica sono parole greche.
La cultura greca antica è stata una fonte di ispirazione artistica e filosofica per oltre due millennî, sia nel campo scientifico sia in quello umanistico. La mitologia greca è stata una risorsa fantastica per comprendere ed esplorare l’essere umano. Gli antichissimi poemi omerici, le prime commedie, tragedie e opere di ricerca filosofica sono stati composti in greco classico (da autori come Euripide, Aristofane e Platone). La libertà politica e di parola e la nascita della filosofia e della logica furono intimamente collegate. Anche i primi storici (Erodoto e Tucidide) erano greci: alcuni dei padri fondatori americani (vd. Thomas Jefferson, Writings, New York, The Library of America, 1984, p. 816) incoraggiavano i loro figli a studiare questi testi senza mediazioni nella loro lingua originale. Chi ha conosciuto questi autori sa che le loro parole antiche sono allo stesso tempo nuove, penetranti e vive. È necessario fare uno sforzo per accostarsi agli autori greci e alla loro antica lingua, per poterli leggere ancora. Chi lo fa, però, scopre un messaggio straordinariamente significativo e giovane.
I risultati degli antichi scienziati greci (ad es., Euclide e Archimede) non sono assolutamente meno sbalorditivi. Nel XVII secolo, i Cinesi scoprirono che la Terra è rotonda (o uno “sferoide”, σφαιροιδής, secondo Strabone, Geographia, II, V, 5, che riporta le teorie degli scienziati ellenistici) perché un missionario gesuita (come tutti gli occidentali) aveva appreso ciò dai Greci. Isaac Newton apprese che la forza di gravità è inversamente proporzionale al quadrato della distanza dai matematici pitagorici antichi, come egli stesso dichiara (“[Pythagoras] proportionem vero his experimentis inventam, teste Macrobio, applicuit ad caelos. [...] intellexit per harmoniam caelestem quod pondera planetarum in solem essent reciproce ut quadrata distantiarum eorum a sole.” Newton, The Classical Scholia, p. 32). Charles Darwin, nel formulare la sua celebre teoria dell’evoluzione delle specie, si ispirò a queste famose parole di Empedocle: “Quando l’insieme si combina armoniosamente, come per rispondere a qualche scopo, esso sopravvive, per caso essendosi combinato in modo adatto; nella misura in cui non è cosí, però, esso si dissolve, oggi come nel passato” (in Aristotele, Physica, II, 8). Anche il principio secondo cui una teoria scientifica deve “rispecchiare i fenomeni osservabili” (in greco classico, “φενόμενα σῴζειν”, lett. “salvare i fenomeni”, nelle parole di Aristarco di Samo, padre dell’eliocentrismo) è stato formulato da scienziati greci. Gli Sphaerica del matematico Teodosio di Bitinia (II secolo a.C.) costituiscono la piú antica opera di geometria non euclidea giunta fino a noi. Secondo la piccola ricerca di Mike Kinde, un moderno articolo medico in inglese è solitamente composto per quasi il 10% da parole derivate dal greco classico. La teoria scientifica della logica proposizionale (sviluppata per la prima volta dal filosofo stoico Crisippo) è stata recuperata solo alla fine del XIX secolo. Mulini a vento, mulini ad acqua e perfino un prototipo di motore a vapore furono costruiti per la prima volta da ingegneri greci antichi (ad es., Erone di Alessandria). Molte concezioni di Freud (tra cui il “complesso di Edipo”) hanno le loro origini ne L’interpretazione dei sogni di Artemidoro di Daldi. E cosí via (questo paragrafo si basa sul trattato dello storico della scienza Lucio Russo La rivoluzione dimenticata).
D’altra parte, il greco classico è anche la lingua originale dei Vangeli. Questa lingua antica e venerabile è ancora oggi la lingua liturgica della Chiesa greco-ortodossa. Questa Chiesa si serve ancora di una versione “purista” (Καθαρεύουσα) del greco moderno (dove “puro” = classico) in documenti ufficiali e per fini comunicativi.
Ciò significa che il greco classico ha valore in sé, come chiave per accedere a testi d’importanza inestimabile.
Le lingue classiche come categoria distinta da quelle di lingue antiche, storiche ed estinte
Una lingua classica è una lingua dotata di prestigio in una determinata civiltà, in quanto portatrice di una letteratura considerata classica, cioè antica, fondativa, degna di essere insegnata ed emulata. Anche dopo la loro scomparsa come lingue vernacolari, le lingue classiche continuano ad essere studiate e utilizzate per fini culturali e di indagine linguistica grazie alla loro qualità “matriciale”. Tipicamente per centinaia o migliaia di anni, le lingue classiche fungono da lingue veicolari: ad esempio, meno dello 0,01% del corpus latino è stato creato da parlanti nativi (J. Leonhardt, Latin: Story of a World Language, Cambridge, MA, Harvard University Press, 2013, p. 2). Le proporzioni per il sanscrito e per il greco classico sono analoghe. Le lingue classiche sono impiegate quasi esclusivamente come seconde lingue, veicolari, ausiliarie o settoriali.
Il greco antico è una lingua classica, di straordinaria raffinatezza e ricchezza grammaticale, che non muore mai davvero, ispira costantemente nuove menti e viene regolarmente utilizzata per creare nuove parole. Il nome stesso di Wikipedia è in parte greco (ἐγκύκλιος παιδεία, enciclo-pedia è un’espressione ed un’idea greca antica, che significa “educazione a tutto tondo”). Aristotele fu il primo ad organizzare lo scibile in forma enciclopedica. Anche uno dei piú antichi lessici enciclopedici giunti fino a noi (la Suda) fu compilato in greco classico. Inoltre, alcune delle prime istituzioni universitarie (l’Accademia di Platone ed il Liceo di Aristotele ad Atene, il Museo di Alessandria e la sua Grande Biblioteca, il Pandidakterion di Costantinopoli) nacquero nel mondo greco antico.
Queste considerazioni dovrebbero consigliare di promuovere una versione di Wikipedia in greco classico, piuttosto che di ostacolarla.
Confutazione degli argomenti contro una Wikipedia in greco classico
Non è vero neppure che non ci sarebbe una base sufficientemente ampia di utenti per rendere sostenibile il progetto. In questo momento, ci sono circa un milione di persone nel mondo (ca. 0,5 milioni in Grecia e ca. 0,27 milioni in Italia soltanto) che studiano il greco classico. La produzione di testi in greco classico non è mai cessata del tutto. Esso costituisce ancora oggi una “lingua veicolare” per classicisti, biblisti, ecclesiastici greco-ortodossi e perfino per gruppi ellenisti. La lingua non è piú vernacolare ma è ancora ampiamente letta, scritta e, in rari casi, parlata. Anche un romanzo contemporaneo come Harry Potter e la pietra filosofale ha un’edizione in greco antico. Nel 1994, Jan Křesadlo ha composto in lingua greca omerica il poema fantascientifico Astronautilia. Akropolis, un giornale di Rete in greco antico, opera da piú di vent’anni.
L’assenza di parlanti nativi non dovrebbe essere considerata un argomento decisivo contro l’impiego del greco antico in Wikipedia. Il latino nel Rinascimento non aveva locutori nativi ma era comunque la lingua della scienza. L’Unione Europea, l’India e molte altre nazioni oggi utilizzano l’inglese come lingua ufficiale, anche se quasi nessuno parla l’inglese come lingua madre in tali luoghi. Escludere questi Paesi dall’accesso o dalla contribuzione alla Wikipedia in lingua inglese sulla base della mancanza di parlanti nativi non avrebbe alcun senso.
L’assenza di madrelingua non inibisce nemmeno la scrittura corretta ed il controllo della qualità delle voci. Questo può essere un problema insormontabile per molte lingue antiche, ma non per le lingue classiche: esse sono state “lingue non-morte” per millennî ed hanno elaborato metodi di insegnamento capaci di mitigare l’assenza del riscontro di locutori nativi: ad esempio, la lettura intensiva, il “focus” sull’impiego delle parole e sullo stile nell’analisi testuale e nei commenti esplicativi, l’imitazione dello stile di autori specifici, la raccolta delle espressioni idiomatiche, le discussioni sul funzionamento di certi modi di dire, ecc.
Aprire progetti di Wikipedia nelle lingue classiche aumenterebbe la quantità di informazioni disponibili, considerato che i contenuti sarebbero creati e fruiti da persone di diversa lingua madre e che le lingue classiche sono miniere di molto materiale non tradotto, il che consente ai classicisti l’approfondimento di determinati argomenti. Uno tra i numerosi impieghi utili di questa Wikipedia è raccogliere passi del corpus greco antico, organizzandoli secondo temi (vd. esempio), anziché secondo autori (a differenza di Wikisource). Ancora, essa ospita contenuti unici riguardanti la fase antica, le etimologie ed i nomi antichi di luoghi e cose, facendosi catalizzatrice di interessi culturali che le altre versioni di Wikipedia spesso non sanno cogliere o trascurano. Anche se la crescita della Wikipedia in greco classico è stata gravemente ostacolata dallo scetticismo e dal rifiuto temporaneo da parte dei responsabili di Wikipedia di approvarla (mentre esistono versioni di Wikipedia in latino, in sanscrito e persino in pali, inglese antico, gotico e slavo antico), il suo “incubatore” conta già 2˙000 articoli, alcuni dei quali contengono informazioni che non sono disponibili in nessun’altra versione di Wikipedia, e a volte neanche altrove su Internet (ad esempio, l’ancora incompleta serie di articoli sulle “poleis” greche antiche, che è l’unico luogo in Rete dov’è possibile trovare informazioni concise e sistematiche sull’evoluzione politica delle città-Stato greche antiche, sulle relazioni metropoli-colonia, sulle divinità patronali, sulla coniazione di monete di bronzo, argento ed oro o perfino sui vincitori dei giochi panellenici, ecc.).
Il greco classico è una lingua ricchissima: il vocabolario greco-italiano Montanari raccoglie 140˙000 lemmi. Neppure la traduzione di concetti moderni costituirebbe un problema, non solo poiché molti di questi termini sono basati sul greco classico (in questo senso, il greco classico è piú vitale di molte lingue moderne); il greco moderno, che è profondamente diverso dal greco classico per fonologia, sintassi e morfologia, è molto simile nella formazione di nuove parole, ed esiste una variante arcaizzante del greco moderno (chiamata “Katharevousa”), il cui vocabolario è in gran parte compatibile con il greco classico.
Il codice linguistico ISO-639-3 del “Greco antico (fino al 1453)” copre l’intero periodo da Omero a Gemisto Pletone. Infiniti neologismi furono creati nel greco classico nel corso di questi 2˙200 anni. Dopo tale epoca, il greco classico si trasformò in un’altra lingua (il greco moderno) ma ciò non impedisce a coloro che conoscono e utilizzano il greco classico come seconda lingua di creare neologismi (come ciò non impedí, ad esempio, agli umanisti del Rinascimento di creare nuove parole latine). Questo non va contro la natura del greco classico, bensí semplicemente dimostra il suo funzionamento. La creazione di neologismi da sola non altera fondamentalmente la lingua, cosí come l’italiano non ha smesso di essere l’italiano a causa della creazione della parola “calcolatore”. Questo non contraddice nemmeno gli scopi educativi; dire il contrario è come dire che studiare una lingua moderna (incluse parole come “aeroplano”, “televisione” e “termosifone”) impedisca la comprensione delle opere piú antiche nella stessa lingua. Al contrario, imparare una lingua è la base per leggere la letteratura (moderna come antica).
Per di piú, i costi di manutenzione non dovrebbero rappresentare un problema: una Wikipedia in greco classico non sarebbe imponente; dunque, di certo i dati potrebbero essere archiviati nell’infrastruttura esistente di Wikipedia. Inoltre, i firmatarî di questa petizione ritengono che Wikipedia sia un progetto utile per diffondere il sapere ed elevare le coscienze in tutto il mondo; molti di noi desidererebbero sostenere Wikipedia ma sono trattenuti dall’incomprensibile astio di Wikipedia verso il greco classico. In tutta sincerità, non riusciamo a trovare una ragione plausibile ed onesta per cui una versione di Wikipedia in kotava (una lingua inventata, compresa da ca. 40 persone nel mondo) sia stata approvata ed una in greco classico no.
Auspichiamo che questo deplorevole stato delle cose sia sanato quanto prima, anziché trascinarsi a tempo indefinito. Suggeriamo che il Comitato linguistico conferisca a Wikipedia maggior lustro e valore riconoscendo la possibilità che lingue classiche come il greco classico ed il latino sviluppino i loro progetti.

PETIZIONE CHIUSA
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Petizione creata in data 27 gennaio 2024