Tuteliamo la Val di Cornia dalle speculazioni energetiche

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Il problema

I Comuni della Val di Cornia hanno la possibilità di scongiurare il disastro che si sta profilando e di proteggere il futuro del nostro territorio

A questo fine chiediamo loro di concretizzare la tutela della Soprintendenza, tutela che loro stessi hanno richiesto.



La Val di Cornia, conosciuta un tempo come "L'Orto della Toscana" è stata presa di mira dagli industriali delle energie rinnovabili. Negli ultimi mesi sono stati presentati una miriade di progetti di mega impianti fotovoltaici, eolici e di accumulo (BESS).

Oggi il quadro generale è spaventoso: ci sono in progetto per circa 500 ettari di campi fotovoltaici, 22 pale eoliche alte 200m e numerosi ettari di impianti di batterie a litio.

Da essere un'area dove l'agricoltura, i beni ambientali e culturali, l'attività dei borghi e il turismo lento si integrano armoniosamente, la Val di Cornia rischia di diventare una delle prime terre toscane sacrificate nel nome del "green", come lo è già stata parte della Tuscia in Lazio.

Le energie rinnovabili vanno sviluppate con buon senso e nell'interesse dei cittadini. Perciò vanno sfruttate in primis le aree già infrastrutturate o degradate che non mancano in Val di Cornia (SIN di Piombino, aree industriali, centri commerciali, capannoni, parcheggi etc...) invece di sacrificare il nostro patrimonio agricolo e di conseguenza la vivibilità del nostro territorio.

I Comuni della Val di Cornia: Piombino, Campiglia Marittima, Suvereto, Sassetta e San Vincenzo si sono dichiarati sin da subito contrari a questa industrializzazione delle nostre campagne. 
Ma nei fatti, i loro strumenti normativi e politici per contrastare questi progetti sono stati appositamente ridimensionati dalle normative nazionali.

Oggi però, riemerge forse l'unico vero atto normativo che ci possa permettere di scongiurare il disastro: la tutela della Soprintendenza.

Furono i Comuni stessi ad avviare meritoriamente un percorso per il riconoscimento formale del valore paesaggistico delle proprie zone agricole con delibera dei rispettivi consigli comunali (Piombino n. 7 del 30/1, San Vincenzo n. 3 del 13/2/26, Suvereto, n. 5 del 17/2/26, Sassetta n. 9 del 19/2/26, Campiglia n. 31 del 6/3/26).

Sono passati 6 mesi, e purtroppo queste intenzioni non si sono concretizzate. Nel frattempo i progetti si accumulano, i danni sociali e ambientali si proseguono e la cittadinanza osserva il peggioramento della situazione.

Se oggi possiamo gioire di beni ambientali e naturalistici preservati in Val di Cornia è perché alcuni amministratori ebbero a loro tempo il coraggio di prendere alcune decisioni.

Chiediamo di conseguenza agli amminsitratori dei Comuni di Piombino, Campiglia Marittima, Suvereto, San Vincenzo e Sassetta di essere all'altezza della situazione e di attuare quanto prima questa tutela della pianura agricola, cuore della Val di Cornia.


P.S: Alleghiamo in seguito il nostro appello completo :


"Appello per la tutela del paesaggio rurale della Val di Cornia

Ai Sindaci di Campiglia Marittima, Piombino, San Vincenzo, Sassetta, Suvereto

 e p.c.: Alla Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio di Pisa e Livorno

Al Presidente della Regione Toscana

Considerati i valori storici, ambientali e produttivi del territorio della Val di Cornia e tenuto conto del proliferare, nel medesimo territorio, di progetti per la realizzazione di impianti energetico-industriali di notevole dimensioni (fotovoltaici, agrivoltaici, eolici e di accumulo e trasporto di energia), i sottoscrittori del presente appello chiedono ai Sindaci dei Comuni di Campiglia Marittima, Piombino, San Vincenzo, Sassetta e Suvereto di dare seguito con urgenza all’accordo con la Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio per le province di Pisa e Livorno, già approvato e finalizzato a individuare gli ambiti del paesaggio rurale meritevoli di maggiore tutela e ad avviare il procedimento per la dichiarazione di notevole interesse pubblico delle aree agricole, di cui all’art. 138 del Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio.

I Comuni, infatti, hanno meritoriamente avviato un percorso per il riconoscimento formale del valore paesaggistico delle proprie zone agricole con delibera dei rispettivi consigli comunali (Piombino n. 7 del 30/1, San Vincenzo n. 3 del 13/2/26, Suvereto, n. 5 del 17/2/26, Sassetta n. 9 del 19/2/26, Campiglia n. 31 del 6/3/26) con la quale è stato approvato lo “Schema di accordo per la tutela paesaggistica del paesaggio agrario della Val di Cornia tra i comuni della Val di Cornia, la Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio per le province di Pisa e Livorno”. L’accordo approvato è volto ad individuare gli ambiti del paesaggio rurale della Val di Cornia meritevoli di rafforzamento delle strategie e delle azioni di tutela, ed è propedeutico all’avvio del procedimento per la “dichiarazione di notevole interesse pubblico” delle aree agricole come previsto dal citatoo articolo del Codice.

Sono trascorsi ormai diversi mesi dall’approvazione degli atti e, mentre continuano a concentrarsi sul territorio nuovi progetti energetici di dimensioni sempre maggiori, riteniamo necessario che le amministrazioni lavorino concretamente insieme alla Soprintendenza per trasformare quell’accordo in un procedimento effettivo di tutela.

Il tempo stringe e quel percorso non può rimanere fermo, considerando che la “dichiarazione di interesse pubblico” costituirebbe il più importante livello di tutela e fornirebbe un quadro di riferimento più forte per valutare la compatibilità delle trasformazioni con i valori paesaggistici, agricoli e identitari della Val di Cornia, un’area che dopo la grave crisi che ha investito il polo industriale di Piombino ha intrapreso, fin dagli anni ’90, un processo di diversificazione economica e produttiva orientato all’agricoltura, al turismo e ai beni ambientali e culturali, riflesso anche negli strumenti urbanistici e programmatori dei Comuni; sulla base di questi si è addivenuti, tra l’altro, alla realizzazione di un sistema di parchi naturali e culturali che sarebbero compromessi se il territorio circostante fosse invaso - come già sta avvenendo – da impianti che alterano irrimediabilmente la dimensione rurale e paesaggistica. Produzioni agroalimentari, paesaggio, turismo sostenibile e beni culturali e ambientali sono infatti risorse essenziali per l’economia della Val di Cornia.

Per questo chiediamo ai cinque Comuni di riprendere con urgenza il percorso già intrapreso e di compiere con la Soprintendenza tutti i passi per arrivare all’effettivo avvio del procedimento e per ottenere la “dichiarazione di notevole interesse pubblico”.

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