PETIZIONE CHIUSA

Scuole: perchè crolli come le scuole di L’Aquila, Fiastra, Torino non si ripetano

Questa petizione aveva 1.134 sostenitori


Da qualche tempo l’Italia fronteggia costantemente la post emergenza a seguito dei terremoti che stanno straziando le terre dell’Appennino centrale con un susseguirsi di catastrofi distruttive che mettono a repentaglio l’esistenza delle popolazioni e sconvolgono distruggendo, oltre che fisicamente, un tessuto sociale e di comunità che caratterizza questi luoghi.

Nelle zone limitrofe,in cui la vita dovrebbe trascorrere in maniera “tranquilla”, le giornate sono sempre accompagnate dal pensiero che, vivendo in zona sismica, possa arrivare un evento, un terremoto che possa sconvolgere la vita di queste comunità. .

Gli edifici, ad alta vulnerabilità sismica, non offrono le giuste garanzie per la salvaguardia e l’incolumità degli occupanti, sono edifici costruiti in base a norme ormai superate, non rispondenti alle leggi vigenti, sottoposti a scarsi interventi di manutenzione, tutto questo vale anche e soprattutto per gli edifici scolastici.

Come si può vivere con l’angoscia che i nostri figli, il futuro della nostra comunità, del nostro paese, rimane per gran parte della giornata in edifici vulnerabili?

Come si può vivere attendendo il suono della campanella per tirare un sospiro di sollievo?

L'emergenza, non può essere più lo strumento con il quale affrontare i problemi atavici del nostro Bel Paese, non possiamo più permetterci di parlare di prevenzione solo nei momenti di emergenza. La prevenzione va pensata con una nuova visione delle scuole.

Le vite dei nostri figli non possono più essere appese ad un filo, alla casualità o alla buona sorte. I bambini meritano di abitare strutture in cui la loro vita non sarà in nessun modo turbata, strutture in cui giocheranno, studieranno, apprenderanno e creeranno una coscienza critica.

Per questi motivi sentiamo il bisogno di unirsi per abbracciare le questioni comuni ed iniziare un percorso trascurato da decenni.

Per evitare nuovi tragici episodi e tutelare il diritto all’istruzione e alla vita dei ragazzi che rappresentano il futuro della nostra società chiediamo che:

  1. gli edifici scolastici rientrino tra gli edifici strategici e aventi priorità di intervento;
  2. tutti i fondi previsti per una “bella scuola” siano convogliati sulla sicurezza: verifica e adeguamento antisismico delle strutture, bonifica dell’amianto, semplificazione dell'evacuazione, sistemi e sicurezza antincendio e uscite di sicurezza appropriate. È importante la sicurezza prima dell’estetica!
  3. Venga creata un’anagrafe di tutti gli edifici inutilizzati dello Stato (ministeri, regione, provincia, comuni), degli enti autonomi (INPS, INAIL, istituti di ricerca, ASL) e di tutte le società esternalizzate (come le municipalizzate), che rispondano ai principi di antisismicità e sicurezza al pari di quanto, in questa stessa petizione, è richiesto per gli edifici scolastici. Quindi che sia disposto che gli stessi vengano utilizzati come istituti scolastici;
  4. gli edifici scolastici di nuova concezione siano indipendenti dal punto di vista idrico ed energetico e quindi siano anche ecosostenibili;
  5. la gestione delle gare di appalto per la costruzione, ricostruzione o l’adeguamento sismico delle scuole sia affidato ad un governo centrale regionale e non ai singoli comuni per limitare fenomeni di assegnazione “impropria” dei lavori oltre che di corruzione;
  6. l’impresa od il tecnico che esegue i sopralluoghi atti a decidere le attività da svolgere sugli edifici sismici, di qualsiasi natura siano, non sia collegata in alcun modo e forma all’impresa che verrà scelta per l’esecuzione dei lavori di adeguamento, costruzione o ricostruzione;
  7. venga istituita una commissione anticorruzione che vigili su tutte le attività riguardanti i sopralluoghi, le perizie, le gare di appalto, la loro assegnazione e quant’altro sia collegato alle stesse attività;
  8. vi sia l’obbligatorietà della microzonazione sismica insieme alle verifiche di vulnerabilità e di prevenzione incendi;
  9. non siano presenti né previste, scuole nei centri storici accanto a palazzi pericolosi, torri pericolanti e qualsiasi altra struttura possa mettere a rischio l’incolumità dei fruitori della struttura scolastica (inagibilità indotta);
  10. si preveda una seria sanzione, anche penale, per le amministrazioni che non effettuano le verifiche di vulnerabilità almeno al pari dei certificati di prevenzione incendi e di sicurezza;
  11. si preveda che gli edifici strategici e quindi pure le scuole, che abbiano un basso indice di vulnerabilità vengano immediatamente chiuse fissando un limite di sicurezza pari a 0,8;
  12. sia previsto un tempo limite per l’invio di edifici sostitutivi temporanei (Es. MUSP) in attesa dell’adeguamento o ricostruzione di quelli non più fruibili insicurezza;
  13. si aboliscano le “classi pollaio” fissando un limite massimo 16 studenti per classe per rendere una eventuale evacuazione di emergenza realisticamente attuabile;
  14. sia obbligatorio redigere un protocollo di intesa con Protezione Civile e Vigili del Fuoco affinché le prove di evacuazione vengano fatte sotto la sorveglianza di un addetto ai lavori che possa portare modifiche e correzioni alle criticità, eventuali, emerse durante le prove stesse. Questo per ogni ordine e grado di scuola;
  15. siano previste delle sanzioni per mancata ottemperanza qualora non siano stati previsti piani di emergenza attuabili, con opportuna divulgazione ai cittadini.

Siamo fermamente convinti che queste siano richieste assolutamente condivisibili ed irrinunciabili.

Oggi abbiamo delegato il tema sicurezza, fidandoci, attraverso il nostro voto e questa fiducia è ora venga contraccambiata con dei fatti.

Siamo certi che attuare un simile rinnovamento, oltre a portare enormi benefici per la sicurezza, può essere volano per l’occupazione e porterà l’Italia ad essere un riferimento per l’Europa intera.

Comitato Scuole Sicure Italia CSSI
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