Stop caccia

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Le Regioni hanno aperto la caccia in anticipo di 3 settimane facendo carta straccia del parere dell’Ispra che chiedeva di sospendere la stagione venatoria ai sensi dell’art. 8 comma 4 legge 5 giugno 2003 n.131.

Si stima che circa 40 milioni di animali selvatici siano morti in più di 600 incendi. Oltre 125.000 gli ettari andati a fuoco per un danno di 2 miliardi di euro.

Quest’aggressione autorizzata alla biodiversità è un attentato alla sopravvivenza delle popolazioni di molte specie selvatiche. Il territorio e gli animali hanno bisogno di un atto di civiltà contro la pressione di centinaia di migliaia di cacciatori. Lo chiedono i cittadini, in gran maggioranza contrari alla caccia, che desiderano proteggere l’ambiente e il patrimonio faunistico. Non ascoltare la loro voce sarebbe un atto criminale.

Vi sono tutti gli elementi per applicare le leggi vigenti per evitare un ulteriore impatto ambientale negativo. A cominciare dalla legge quadro 353/2000 che all'art. 10 prevede lo stop alla caccia per 10 anni in tutte le aree colpite dagli incedi. C'è la legge 157/92 che dà a Stato e Regioni gli strumenti normativi per intervenire contro questi disastri ambientali. Tra questi, il comma 1 dell’articolo 19, che consente alle regioni di “vietare o ridurre per periodi prestabiliti la caccia per sopravvenute particolari condizioni ambientali”, e il comma 1bis dell’articolo 1, che permette allo Stato di adottare le misure necessarie per tutelare i volatili.

A fronte di tutto questo, il Movimento Animalista chiede al governo Gentiloni di rispettare i principi che le norme internazionali e nazionali pongono a tutela della fauna selvatica.



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