Solidarietà ai lavoratori di BolognaFiere in lotta contro 123 licenziamenti.

Il problema

Il 27 giugno, a firma del Presidente Franco Boni, è stata inviata la “comunicazione di avvio della procedura di licenziamento collettivo e messa in mobilità del personale” per 123 dipendenti di BolognaFiere. Il motivo addotto per giustificare “l’inderogabile necessità di procedere alla riduzione degli organici” è identificato nella chiusura del bilancio 2015 con una perdita di 8,9 milioni di euro.
Già nel maggio 2015 il Consiglio dei Delegati d’Azienda e i Lavoratori di BolognaFiere, di concerto con le Organizzazioni Sindacali, in una lettera aperta avevano manifestato a istituzioni e Consiglio dei soci tutte le loro preoccupazioni sull’andamento della politica industriale portata avanti dai vertici di BolognaFiere SpA. Senza peraltro ricevere risposte.
Oggi l’onda lunga della crisi economica è cavalcata con l’antico rito del capro espiatorio e, trascorsi i 75 giorni previsti dall’avvio della procedura, 123 lavoratori saranno licenziati . Saranno loro a pagare le colpe della cattiva gestione della Fiera di una città, Bologna, che si è sempre fatto vanto di essere un modello d’inclusione sociale e buona gestione.
Nel Consiglio di amministrazione di BolognaFiere hanno una presenza rilevante le amministrazioni pubbliche, Comune e Regione, che dovrebbero tutelare gli interessi generali senza impoverire il lavoro.
Le persone non sono numeri. I lavoratori non sono cose. La loro esclusione, la loro espulsione produce solo maggiore povertà.
 
Ti chiediamo di firmare in solidarietà con la nostra lotta contro i licenziamenti

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Collettivo meno123Promotore della petizione
Questa petizione aveva 1048 sostenitori

Il problema

Il 27 giugno, a firma del Presidente Franco Boni, è stata inviata la “comunicazione di avvio della procedura di licenziamento collettivo e messa in mobilità del personale” per 123 dipendenti di BolognaFiere. Il motivo addotto per giustificare “l’inderogabile necessità di procedere alla riduzione degli organici” è identificato nella chiusura del bilancio 2015 con una perdita di 8,9 milioni di euro.
Già nel maggio 2015 il Consiglio dei Delegati d’Azienda e i Lavoratori di BolognaFiere, di concerto con le Organizzazioni Sindacali, in una lettera aperta avevano manifestato a istituzioni e Consiglio dei soci tutte le loro preoccupazioni sull’andamento della politica industriale portata avanti dai vertici di BolognaFiere SpA. Senza peraltro ricevere risposte.
Oggi l’onda lunga della crisi economica è cavalcata con l’antico rito del capro espiatorio e, trascorsi i 75 giorni previsti dall’avvio della procedura, 123 lavoratori saranno licenziati . Saranno loro a pagare le colpe della cattiva gestione della Fiera di una città, Bologna, che si è sempre fatto vanto di essere un modello d’inclusione sociale e buona gestione.
Nel Consiglio di amministrazione di BolognaFiere hanno una presenza rilevante le amministrazioni pubbliche, Comune e Regione, che dovrebbero tutelare gli interessi generali senza impoverire il lavoro.
Le persone non sono numeri. I lavoratori non sono cose. La loro esclusione, la loro espulsione produce solo maggiore povertà.
 
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Collettivo meno123Promotore della petizione

I decisori

Consiglio regionale Emilia-Romagna
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CDA BolognaFiere
CDA BolognaFiere
Giunta regionale Emilia-Romagna
Giunta regionale Emilia-Romagna
Consiglio Comunale Bologna
Consiglio Comunale Bologna

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Petizione creata in data 10 luglio 2016