Venchi trasferisce le mamme per licenziarle. Fermiamo chi aggira lo stop ai licenziamenti.

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Egr. Presidente della Repubblica
Sergio Mattarella
Egr. Presidente del Consiglio dei Ministri
On. Giuseppe Conte
Gent.ma Ministro del Lavoro
On. Nunzia Catalfo


Oggetto: Trasferimenti Venchi s.p.a.

Siamo un gruppo di lavoratrici e lavoratori di Venchi s.p.a. e lavoriamo presso l’Aeroporto L. Da Vinci di Fiumicino. Vi scriviamo perché desideriamo mettervi al corrente di un fatto molto grave.

Il 4 novembre scorso la nostra Azienda ci ha consegnato una lettera di trasferimento presso punti vendita Venchi del Nord Italia, e ciò nonostante la grave situazione epidemiologica in cui versa quell’area del paese. Un giorno prima, il 3 novembre, il nostro punto vendita nel Terminal 1 di Fiumicino è stato chiuso a causa del Covid.

Ma perché non veniamo trasferiti negli altri due punti vendita che restano aperti a Fiumicino? O nei sei che si trovano a Roma? Non sarebbe un’alternativa migliore?

Dieci di noi sono donne, madri di famiglia con figli minori. Figli che vanno a scuola e che hanno bisogno del nostro quotidiano sostegno perché il virus ha reso la loro vita più difficile. Il trasferimento a Torino, Vicenza, Parma, Venezia, Piacenza pone un’alternativa: o abbandonare le nostre famiglie o dimetterci.

Chi ci ha consegnato la lettera di trasferimento questo lo sa, non può non saperlo. Perché allora queste lettere? Perché spedirci così lontane e lontani sapendo che non accetteremo mai di abbandonare i nostri figli in un momento così drammatico? Vogliono costringerci alle dimissioni?

Purtroppo è così: i trasferimenti sono stati concepiti per costringerci a dimetterci. La scelta di trasferirci, di non farci proseguire la Cassa Integrazione come previsto dai Decreti del Governo o di non trasferirci nelle altre sedi di Fumicino e di Roma è una scelta sin troppo evidente: un licenziamento mascherato.


Per questo vi scriviamo. Perché l’azienda sta eludendo, con la forza del ricatto, il blocco dei licenziamenti stabilito dal Governo.

Per questo vi chiediamo di intervenire, per evitare che la drammatica crisi che ha colpito il nostro paese ricada ingiustamente su lavoratori e lavoratrici che voi avete deciso di proteggere con il blocco dei licenziamenti. Vi chiediamo di fermare il ricatto che stiamo subendo e di ordinare il blocco dei trasferimenti disposti dall’azienda.

Come lavoratrici e lavoratori, come donne e uomini, siamo determinati a combattere per i nostri diritti. Diritti dei quali veniamo arbitrariamente privati. Diritti che devono invece essere tutelati, soprattutto ora che nessuno deve essere lasciato indietro, escluso, dimenticato.

Speriamo in un vostro intervento concreto e tempestivo

Distinti Saluti.

Roma 5/11/2020

Le lavoratrici e lavoratori
Bruna
Alessandra
Barbara
Fulvio
Claudia
Sabina
Francesca
Pamela
Deborah