Save San Vitale Organ Festival

Il problema

Il  Festival

Il Festival della Basilica di San Vitale nella città di Ravenna è stato fondato nel 1961: l'Amministrazione della Città ha donato alla Chiesa un bellissimo Organo per creare un tipo di spettacolo assolutamente nuovo in Italia, ma di grande tradizione in tanti Paesi d'Europa. Nasce così il Festival di Musica d'Organo più antico d'Italia, che si tiene alla luce colorata e suggestiva dei meravigliosi mosaici della Basilica di San Vitale.

Il successo

Tra il 1961 e il 2000, il Festival di San Vitale diventa la manifestazione "di punta" dell'estate nella riviera romagnola, attirando migliaia di ascoltatori da  Germania, Spagna, Francia, Olanda ed altri Paesi  ma anche raccogliendo intorno a questi concerti  una comunità di  ravennati  amanti della musica e dell'arte. 

La tradizione artistica

Michael Schneider, Karl Richter, Maurice Duruflè, Marcel Duprè, Christophe Mantoux, Daniel Roth, Luigi Ferdinando Tagliavini, Fernando Germani, Giancarlo Parodi, Verena Lutz, Anton Heiller, Gaston Litaize, Lionel Rogg, Alessandro Esposito, Marie-Claire Alain, Gianfranco Spinelli, Jeanne Demessieux, Renato Fait, Luigi Toja, Michael Radulescu, Pierre Cocherau, Werner Jacob, Rolande  Falcinelli, Jean Langlais,  Montserrat Torrent, Jean Guillou, Claudia Termini, Arturo Sacchetti, Ferruccio Vignanelli,  Michel Chapuis, Wjinand van de Pol, Monika Henking, Andrè Isoir, Stefano Innocenti, Jennifer Bate, Francesco Finotti, Daniel Chorzempa, Rose Kirn, Giorgio Carnini,  Alessio  Corti, Klemens Schnorr, Ludger Lohmann, Gunter Kaunzinger, Martin Haselbock, Naomi Matsui, Guy Bovet, Andreas Rothkopf, Jean-Paul Imbert, Gunnar Idenstam, Ewald Kooiman, Thierry Mechler, Wolfgang Capek, Massimo Nosetti, Laszlo Fassang, Dong Ill Shin, Mari Mihara, Kimberly Marshall, Gail Archer, Elke Voelker, Elena Sartori, Andrea  Macinanti, Johannes Skudlik, Francesco Di Lernia, Liuwe Tamminga  sono solo alcuni dei musicisti di profilo internazionale e indiscusso prestigio che hanno dato vita a questo  Festival conosciuto in tutto il mondo, con i loro concerti sempre premiati da un pubblico numeroso.

La risorsa economica

Oltre che  manifestazione  di grande valore artistico, culturale e spirituale, il Festival di San  Vitale è stato sin dall'inizio una risorsa  turistica importante per la città. 

Gestito su base volontaristica dall'Associazione Polifonica, il Festival  di San Vitale richiama  ogni  anno a Ravenna  milioni di visitatori da tutto il mondo assieme alle altre attrattive offerte dalla regione:  le vacanze al mare,  l'ottima cucina, la Tomba di Dante  Alighieri e l'ospitalità calda e accogliente.  L'Assessorato al Turismo del Comune di Ravenna descrive  il Festival sulla propria promozione social "una risorsa ravennate di indiscussa storicità e prestigio riconosciuto nel mondo".

Una tradizione sempre giovane!

Nonostante il passare del tempo, il pubblico non si annoia  e continua a frequentare con costanza ed entusiasmo il Festival di San Vitale, anche quando, dopo il 2000,  si moltiplicano le offerte di attrattive di spettacolo nella città di Ravenna.  Al  termine dell'Edizione 2023, i  volontari  che si occupano dell'organizzazione dello  storico Festival realizzano una serie di interviste-flash  agli ascoltatori  che escono dai concerti :  molti giovani,  anche molti giovanissimi, persone di  estrazioni e provenienze diversissime rilasciano il loro sorriso e parole di apprezzamento per il Festival di San Vitale, che intanto  ha unito ai concerti tante  nuove iniziative:  presentazioni di libri,  conferenze, introduzioni all'ascolto realizzate da Musicologi importanti,  mostre fotografiche sull'Organo e aperitivi di benvenuto offerti a tutti  gli intervenuti.

Uno  strano  festival-clone..

Il successo  del Festival di San Vitale è al massimo quando,  nel 2021, la Curia Arcivescovile di Ravenna,  suscitando stupore e perplessità  di molti,   decide di creare un Festival-clone, ovvero una rassegna di  concerti d'organo che si tengono esattamente negli stessi giorni  e  nello stesso luogo  ( la Basilica di San Vitale appunto).

Una semplice, nuova  iniziativa culturale, oppure  un'azione di mobbing e di boicottaggio  verso  l'Amministrazione,  verso la Regione, verso gli Sponsor e  i volontari dell'Associazione  Polifonica  che, di generazione in generazione,  continuano a  tenere vivo ( e non è facile!) il bene storico ormai appartenente da  60  anni  alla tradizione della cultura ravennate?

Numerosi  affezionati  ascoltatori  del Festival, da Ravenna e dal mondo, scrivono ai giornali per evidenziare il loro disagio di fronte  alla nascita  di  un   nuovo  Festival d'Organo  di  cui  non  si sentiva  certamente il bisogno, che  va  a  "inflazionare"  l'offerta  culturale del settore  e che inevitabilmente  andrà a  confondere  il pubblico e a danneggiare i risultati del vecchio Festival organistico  già  esistente.

La richiesta di un confronto

Dopo 3 anni di paziente convivenza, i volontari, che da decenni trascorrono le loro estati  organizzando lo storico Festival di San Vitale, evidenziano alla Curia Arcivescovile i problemi che comporta, per il Festival d'Organo più antico d'Italia, la presenza di una nuovissima rassegna a ingresso libero  esattamente sovrapposta al vecchio Festival che esiste da sempre.  La  Direttrice responsabile dell'Associazione Polifonica  e del  Festival, Elena Sartori, chiede educatamente alla Curia Arcivescovile un incontro per valutare insieme quali potrebbero  essere, per il futuro,  le strategie di una migliore convivenza  dei  2 Festival  "uguali"  ed esattamente contemporanei.

La  cacciata

Purtroppo,  la reazione della Curia Arcivescovile alla richiesta di Elena Sartori è durissima.  Con una  mail, Don Lorenzo Rossini responsabile della gestione di San Vitale  e  personalmente organizzatore della nuova  rassegna musicale  sovrappostasi  dal 2021  al  Festival d'Organo di più antico d'Italia, informa che la concessione della Basilica viene revocata agli organizzatori  dello storico Festival d'Organo e che da allora in poi la Curia  organizzerà liberamente altre manifestazioni a sua discrezione.  Elena Sartori  e i  volontari del Festival di San Vitale restano molto stupiti della piega autoritaristica e poco sensibile che la situazione sta prendendo.  Alle  successive richieste di un incontro chiarificatore, Elena  Sartori  viene insultata dai responsabili curiali e accusata  di "atteggiamenti bolscevichi"  e riceve la seguente comunicazione : "la decisione della Curia è irrevocabile e nessun incontro di chiarimento è necessario"

Cosa chiediamo? Perchè firmare? Tieni presente che: 

  • I  volontari della nostra  Associazione, i loro figli, i loro amici, i loro nipoti   hanno speso per 63  anni tutte le loro estati  per preparare i manifesti,  sistemare le sedie della platea, accogliere e ricevere gli organisti, riordinare la Basilica dopo i concerti: tutto a titolo  gratuito
  • Siccome  la Curia Arcivescovile  chiede alla nostra Associazione 70 euro+iva per ogni ora di utilizzo dell'organo, organizzare questo Festival è sempre stato particolarmente costoso.  La nostra Associazione  deve versare quindi  ogni anno alla Curia Arcivescovile di Ravenna la  somma di  euro 5.000  per potere realizzare 6 concerti
  • Dal 2014  al  2022,  anche  a causa del Covid, gli sponsor  sono diventati sempre meno,  quindi i volontari della nostra Associazione hanno organizzato raccolte di fondi  ma anche  donato personalmente  almeno 10.000  all'anno per  mantenere il Festival di San Vitale all'altezza della sua antica tradizione  con organisti importanti,  manifesti belli e un piano promozionale  brillante.
  • Il Festival di San Vitale è una rassegna di successo e  tantissimi ascoltatori pianificano le loro vacanze a Ravenna per non perdere in concerti del Festival! intorno a questa storica manifestazione si è creata  una comunità di  persone interessate e fortemente motivate a questo genere di spettacolo!

 

Per  queste  ragioni  noi chiediamo alla Curia Arcivescovile:

  • di restituire  la concessione  della Basilica di San Vitale  alla  Associazione di volontari che da sempre organizza il Festival organistico più antico d'Italia
  • di ricordare che le persone che animano volontaristicamente dal 1961 il Festival di San Vitale  hanno anche investito  finanziamenti  propri  ( circa 97.000  euro in 9 anni) per garantire la sopravvivenza del Festival, quindi  non  si meritano certamente  di essere cacciati via  così  e  chiedono di essere  ascoltati.

 

Firma  ora per  fare rinascere il Festival d'Organo più storico d'Italia!

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elena sartoriPromotore della petizione

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Il problema

Il  Festival

Il Festival della Basilica di San Vitale nella città di Ravenna è stato fondato nel 1961: l'Amministrazione della Città ha donato alla Chiesa un bellissimo Organo per creare un tipo di spettacolo assolutamente nuovo in Italia, ma di grande tradizione in tanti Paesi d'Europa. Nasce così il Festival di Musica d'Organo più antico d'Italia, che si tiene alla luce colorata e suggestiva dei meravigliosi mosaici della Basilica di San Vitale.

Il successo

Tra il 1961 e il 2000, il Festival di San Vitale diventa la manifestazione "di punta" dell'estate nella riviera romagnola, attirando migliaia di ascoltatori da  Germania, Spagna, Francia, Olanda ed altri Paesi  ma anche raccogliendo intorno a questi concerti  una comunità di  ravennati  amanti della musica e dell'arte. 

La tradizione artistica

Michael Schneider, Karl Richter, Maurice Duruflè, Marcel Duprè, Christophe Mantoux, Daniel Roth, Luigi Ferdinando Tagliavini, Fernando Germani, Giancarlo Parodi, Verena Lutz, Anton Heiller, Gaston Litaize, Lionel Rogg, Alessandro Esposito, Marie-Claire Alain, Gianfranco Spinelli, Jeanne Demessieux, Renato Fait, Luigi Toja, Michael Radulescu, Pierre Cocherau, Werner Jacob, Rolande  Falcinelli, Jean Langlais,  Montserrat Torrent, Jean Guillou, Claudia Termini, Arturo Sacchetti, Ferruccio Vignanelli,  Michel Chapuis, Wjinand van de Pol, Monika Henking, Andrè Isoir, Stefano Innocenti, Jennifer Bate, Francesco Finotti, Daniel Chorzempa, Rose Kirn, Giorgio Carnini,  Alessio  Corti, Klemens Schnorr, Ludger Lohmann, Gunter Kaunzinger, Martin Haselbock, Naomi Matsui, Guy Bovet, Andreas Rothkopf, Jean-Paul Imbert, Gunnar Idenstam, Ewald Kooiman, Thierry Mechler, Wolfgang Capek, Massimo Nosetti, Laszlo Fassang, Dong Ill Shin, Mari Mihara, Kimberly Marshall, Gail Archer, Elke Voelker, Elena Sartori, Andrea  Macinanti, Johannes Skudlik, Francesco Di Lernia, Liuwe Tamminga  sono solo alcuni dei musicisti di profilo internazionale e indiscusso prestigio che hanno dato vita a questo  Festival conosciuto in tutto il mondo, con i loro concerti sempre premiati da un pubblico numeroso.

La risorsa economica

Oltre che  manifestazione  di grande valore artistico, culturale e spirituale, il Festival di San  Vitale è stato sin dall'inizio una risorsa  turistica importante per la città. 

Gestito su base volontaristica dall'Associazione Polifonica, il Festival  di San Vitale richiama  ogni  anno a Ravenna  milioni di visitatori da tutto il mondo assieme alle altre attrattive offerte dalla regione:  le vacanze al mare,  l'ottima cucina, la Tomba di Dante  Alighieri e l'ospitalità calda e accogliente.  L'Assessorato al Turismo del Comune di Ravenna descrive  il Festival sulla propria promozione social "una risorsa ravennate di indiscussa storicità e prestigio riconosciuto nel mondo".

Una tradizione sempre giovane!

Nonostante il passare del tempo, il pubblico non si annoia  e continua a frequentare con costanza ed entusiasmo il Festival di San Vitale, anche quando, dopo il 2000,  si moltiplicano le offerte di attrattive di spettacolo nella città di Ravenna.  Al  termine dell'Edizione 2023, i  volontari  che si occupano dell'organizzazione dello  storico Festival realizzano una serie di interviste-flash  agli ascoltatori  che escono dai concerti :  molti giovani,  anche molti giovanissimi, persone di  estrazioni e provenienze diversissime rilasciano il loro sorriso e parole di apprezzamento per il Festival di San Vitale, che intanto  ha unito ai concerti tante  nuove iniziative:  presentazioni di libri,  conferenze, introduzioni all'ascolto realizzate da Musicologi importanti,  mostre fotografiche sull'Organo e aperitivi di benvenuto offerti a tutti  gli intervenuti.

Uno  strano  festival-clone..

Il successo  del Festival di San Vitale è al massimo quando,  nel 2021, la Curia Arcivescovile di Ravenna,  suscitando stupore e perplessità  di molti,   decide di creare un Festival-clone, ovvero una rassegna di  concerti d'organo che si tengono esattamente negli stessi giorni  e  nello stesso luogo  ( la Basilica di San Vitale appunto).

Una semplice, nuova  iniziativa culturale, oppure  un'azione di mobbing e di boicottaggio  verso  l'Amministrazione,  verso la Regione, verso gli Sponsor e  i volontari dell'Associazione  Polifonica  che, di generazione in generazione,  continuano a  tenere vivo ( e non è facile!) il bene storico ormai appartenente da  60  anni  alla tradizione della cultura ravennate?

Numerosi  affezionati  ascoltatori  del Festival, da Ravenna e dal mondo, scrivono ai giornali per evidenziare il loro disagio di fronte  alla nascita  di  un   nuovo  Festival d'Organo  di  cui  non  si sentiva  certamente il bisogno, che  va  a  "inflazionare"  l'offerta  culturale del settore  e che inevitabilmente  andrà a  confondere  il pubblico e a danneggiare i risultati del vecchio Festival organistico  già  esistente.

La richiesta di un confronto

Dopo 3 anni di paziente convivenza, i volontari, che da decenni trascorrono le loro estati  organizzando lo storico Festival di San Vitale, evidenziano alla Curia Arcivescovile i problemi che comporta, per il Festival d'Organo più antico d'Italia, la presenza di una nuovissima rassegna a ingresso libero  esattamente sovrapposta al vecchio Festival che esiste da sempre.  La  Direttrice responsabile dell'Associazione Polifonica  e del  Festival, Elena Sartori, chiede educatamente alla Curia Arcivescovile un incontro per valutare insieme quali potrebbero  essere, per il futuro,  le strategie di una migliore convivenza  dei  2 Festival  "uguali"  ed esattamente contemporanei.

La  cacciata

Purtroppo,  la reazione della Curia Arcivescovile alla richiesta di Elena Sartori è durissima.  Con una  mail, Don Lorenzo Rossini responsabile della gestione di San Vitale  e  personalmente organizzatore della nuova  rassegna musicale  sovrappostasi  dal 2021  al  Festival d'Organo di più antico d'Italia, informa che la concessione della Basilica viene revocata agli organizzatori  dello storico Festival d'Organo e che da allora in poi la Curia  organizzerà liberamente altre manifestazioni a sua discrezione.  Elena Sartori  e i  volontari del Festival di San Vitale restano molto stupiti della piega autoritaristica e poco sensibile che la situazione sta prendendo.  Alle  successive richieste di un incontro chiarificatore, Elena  Sartori  viene insultata dai responsabili curiali e accusata  di "atteggiamenti bolscevichi"  e riceve la seguente comunicazione : "la decisione della Curia è irrevocabile e nessun incontro di chiarimento è necessario"

Cosa chiediamo? Perchè firmare? Tieni presente che: 

  • I  volontari della nostra  Associazione, i loro figli, i loro amici, i loro nipoti   hanno speso per 63  anni tutte le loro estati  per preparare i manifesti,  sistemare le sedie della platea, accogliere e ricevere gli organisti, riordinare la Basilica dopo i concerti: tutto a titolo  gratuito
  • Siccome  la Curia Arcivescovile  chiede alla nostra Associazione 70 euro+iva per ogni ora di utilizzo dell'organo, organizzare questo Festival è sempre stato particolarmente costoso.  La nostra Associazione  deve versare quindi  ogni anno alla Curia Arcivescovile di Ravenna la  somma di  euro 5.000  per potere realizzare 6 concerti
  • Dal 2014  al  2022,  anche  a causa del Covid, gli sponsor  sono diventati sempre meno,  quindi i volontari della nostra Associazione hanno organizzato raccolte di fondi  ma anche  donato personalmente  almeno 10.000  all'anno per  mantenere il Festival di San Vitale all'altezza della sua antica tradizione  con organisti importanti,  manifesti belli e un piano promozionale  brillante.
  • Il Festival di San Vitale è una rassegna di successo e  tantissimi ascoltatori pianificano le loro vacanze a Ravenna per non perdere in concerti del Festival! intorno a questa storica manifestazione si è creata  una comunità di  persone interessate e fortemente motivate a questo genere di spettacolo!

 

Per  queste  ragioni  noi chiediamo alla Curia Arcivescovile:

  • di restituire  la concessione  della Basilica di San Vitale  alla  Associazione di volontari che da sempre organizza il Festival organistico più antico d'Italia
  • di ricordare che le persone che animano volontaristicamente dal 1961 il Festival di San Vitale  hanno anche investito  finanziamenti  propri  ( circa 97.000  euro in 9 anni) per garantire la sopravvivenza del Festival, quindi  non  si meritano certamente  di essere cacciati via  così  e  chiedono di essere  ascoltati.

 

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I decisori

curia@diocesiravennacervia.it
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Petizione creata in data 21 settembre 2024