

PIANO VACCINAZIONI PSICOLOGI PUGLIA


PIANO VACCINAZIONI PSICOLOGI PUGLIA
Il problema
Come noto dal Ddl Lorenzin, lo psicologo rientra tra le professioni sanitarie, in quanto implicato in interventi di prevenzione, promozione, sostegno e riabilitazione al benessere dell’utente o alla comunità.
In questo momento storico, che ci vede tutti coinvolti in ognuna delle sue sfaccettature, sappiamo perfettamente che chi lotta in prima linea contro il Covid-19 sono tutti gli operatori sanitari. Per questo essi sono stati i primi ad essere sottoposti al vaccino. In tutta Italia: medici, infermieri, operatori socio-sanitari e psicologi rientravano nel piano della campagna vaccinale covid-19. In puglia, al contrario, gli psicologi sono stati esclusi, come mai?
Facciamo ammenda: gli psicologi lavorano in:
- strutture private
- pubbliche
- libero professionista
- terapie domiciliari.
Il loro lavoro è sempre stato attivo, poiché sappiamo che il benessere della persona include anche l’aspetto mentale, infatti l’OMS definisce la salute quella condizione di benessere psicofisico che vede coinvolti tutti i contesti con cui il soggetto si relaziona. Il benessere psicologico è stato notevolmente minacciato dalla pandemia, alcune problematiche si sono acutizzate, pertanto anche gli psicologi sono coinvolti in una emergenza sanitaria che resta in sordina. Nonostante ciò, tutti i colleghi hanno e continuano a lavorare adoperando al massimo le regole di contenimento alla trasmissione del virus, ma non basta! Un piano vaccinale significa non solo proteggerci, ma proteggere anche la salute dei nostri pazienti e a sua volta delle loro famiglie.
Gli iscritti all’albo, come ha dichiarato il presidente dell’ordine della regione Puglia, sono circa 6.000, di questi alcuni lavorano in strutture già incluse nel piano vaccinazioni, gli altri colleghi resterebbero scoperti.
Confidiamo nella sensibilità delle parti coinvolte, per includere gli psicologi pugliesi nella campagna vaccinale, sarebbe un primo importante passo per sfatare alcuni stereotipi ed essere visti agli occhi di tutti come professione sanitaria, non solo davanti alla legge, ma anche nel pratico.
Concludiamo nell’affermare che la salute è un diritto primario e non un privilegio, per tutti!

Il problema
Come noto dal Ddl Lorenzin, lo psicologo rientra tra le professioni sanitarie, in quanto implicato in interventi di prevenzione, promozione, sostegno e riabilitazione al benessere dell’utente o alla comunità.
In questo momento storico, che ci vede tutti coinvolti in ognuna delle sue sfaccettature, sappiamo perfettamente che chi lotta in prima linea contro il Covid-19 sono tutti gli operatori sanitari. Per questo essi sono stati i primi ad essere sottoposti al vaccino. In tutta Italia: medici, infermieri, operatori socio-sanitari e psicologi rientravano nel piano della campagna vaccinale covid-19. In puglia, al contrario, gli psicologi sono stati esclusi, come mai?
Facciamo ammenda: gli psicologi lavorano in:
- strutture private
- pubbliche
- libero professionista
- terapie domiciliari.
Il loro lavoro è sempre stato attivo, poiché sappiamo che il benessere della persona include anche l’aspetto mentale, infatti l’OMS definisce la salute quella condizione di benessere psicofisico che vede coinvolti tutti i contesti con cui il soggetto si relaziona. Il benessere psicologico è stato notevolmente minacciato dalla pandemia, alcune problematiche si sono acutizzate, pertanto anche gli psicologi sono coinvolti in una emergenza sanitaria che resta in sordina. Nonostante ciò, tutti i colleghi hanno e continuano a lavorare adoperando al massimo le regole di contenimento alla trasmissione del virus, ma non basta! Un piano vaccinale significa non solo proteggerci, ma proteggere anche la salute dei nostri pazienti e a sua volta delle loro famiglie.
Gli iscritti all’albo, come ha dichiarato il presidente dell’ordine della regione Puglia, sono circa 6.000, di questi alcuni lavorano in strutture già incluse nel piano vaccinazioni, gli altri colleghi resterebbero scoperti.
Confidiamo nella sensibilità delle parti coinvolte, per includere gli psicologi pugliesi nella campagna vaccinale, sarebbe un primo importante passo per sfatare alcuni stereotipi ed essere visti agli occhi di tutti come professione sanitaria, non solo davanti alla legge, ma anche nel pratico.
Concludiamo nell’affermare che la salute è un diritto primario e non un privilegio, per tutti!

PETIZIONE CHIUSA
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Petizione creata in data 22 febbraio 2021
