Petition updateSalviamo Torre dell'Ovo ora!TORRE DELL’OVO CENTRO MUSEALE: PARTE II – PORTO ROMANO E POSSIBILE CONSORZIO ARCHEOLOGICO

Andrea MeleItaly

Mar 11, 2018
Nella prima parte di questa analisi delle ricchezze che circondano l’area della Torre (e che sono per la stessa occasione di rilancio come centro museale ed espositivo) si è parlato del versante orientale in agro di Maruggio. Ora si soffermerà l’attenzione sul lato occidentale che non è meno ricco e misterioso.
Nelle immediate vicinanze della Torre, in direzione Ovest, è possibile tutt’oggi scorgere i ruderi di ciò che già anticamente veniva censito da Girolamo Marciano (1571-1628) come “...bellissimo capacissimo porto...”. Si tratta di una struttura portuale di epoca greca risalente ad un periodo compreso tra il III ed il II secolo a.C. presso la quale si svolgeva anche la tintura delle lane. Tale struttura fu successivamente impiegata e potenziata in età romana. Il video di una “passeggiata” su uno dei suoi moli è allegato a questo aggiornamento.
Tuttavia questi reperti non sono gli unici sulla penisoletta; è stato infatti possibile determinare come attorno a questo porto si sia stabilita una piccola comunità stanziale che costituì l’insediamento denominato “Civitavecchia”. Il centro abitato era corredato da un tempio dedicato al culto di Eracle e di una necropoli. Questo insediamento era certamente sorto per facilitare le relazioni commerciali tra gli abitanti del luogo e Taranto.
Tali presenze sono testimoniate da numerose strutture quali i resti delle mura perimetrali delle abitazioni, numerose tombe lungo la collina prospicente la penisola e i resti di ciò che sembrerebbe essere un antico tempio crollato per scivolamento a valle.
Il complesso insediativo qui descritto ha restituito, nel corso degli anni, quantitativi significativi di reperti archeologici quali statuette, monete, corredi funerari e sembra esserne una fonte inesauribile (l’ultimo ritrovamento del 2012 riguarda una cospiqua quantità di vasellame restituita da una forte mareggiata).
Da qui appare evidente come anche quest’area meriti una valorizzazione che può generarsi anche per il tramite della Torre dell’Ovo, potendo la stessa svolgere le medesime funzioni museali-espositive che può vantare per l’area della Tonnara.
Appare opportuno rappresentare che questa penisoletta, a differenza della Torre e della Tonnara, è situata nel territorio del Comune di Torricella. La posizione di questa rilevante area archeologica “a cavallo” di due Comuni è una particolarità che può tramutarsi in un punto di forza per il suo sviluppo.
I due territori coinvolti possono validamente avvalersi della costituzione di un consorzio che permetterebbe loro di gestire l’area archeologica della Torre di comune accordo. Tale soluzione comporterebbe un abbattimento dei costi di gestione ed un più facile recupero di queste zone. Una scelta del genere si rivela poi assolutamente coerente con gli abituali rapporti intercorrenti tra le due amministrazioni le quali hanno già stretto accordi per una tutela più efficace della costa (si pensi al protocollo d’intesa sulla rigenerazione costiera dei Comuni di Maruggio e Torricella).
Le informazioni riportate in questo aggiornamento sono in buona parte tratte da un articolo redatto da Gianfranco Mele e disponibile sul sito academia.edu al seguente link (l’accesso al sito è gratuito ma occorre effettuare il log in; ci si può loggare comodamente con il proprio profilo Facebook o Google senza dover compiere alcuna registrazione):
https://www.academia.edu/18639003/Torre_Ovo_ex_Capo_dellOvo_lantico_porto_la_citt%C3%A0_detta_Civita_Vecchia_e_la_necropoli
La presenza di un porto implica necessariamente un notevole traffico marittimo… e a questo si connettono altre risorse che la Torre nasconde… e che saranno rivelate nel prossimo aggiornamento.
Non dimenticare di condividere la petizione e di parlarne con gli altri. Mantenere viva l’attenzione sulla questione della Torre ed essere coscienti, come cittadinanza, del suo valore è uno dei più importanti strumenti per ottenere un suo recupero e rifunzionalizzazione.
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