Petition updateSalviamo Torre dell'Ovo ora!LA TROCHMORTON EXPEDITION: un vanto della Torre dell’Ovo dimenticato.
Andrea MeleItaly
May 8, 2018
Dopo aver raccontato dell’esistenza di una villa romana, di un insediamento portuale greco-romano con stabilimenti per la tintura delle lane e per la lavorazione del pesce, della necropoli e di continui ritrovamenti di vasellame si è compreso come l’area della torre fosse al centro di un fiorente traffico commerciale. Le attività di trasporto venivano praticate per mezzo del mare naturalmente. Tuttavia non sempre lo Ionio si presentava come benevolo alleato e non sono mancati naufragi dei mercantili, anche relativamente vicini alla costa, i cui relitti sono oggi diventati dei tesori archeologici tutti da scoprire. E’ proprio per ritrovare uno di questi antichi vascelli sommersi che il ricercatore ed archeologo Peter Trochmorton raggiunse le coste tarantine nel 1967. Per la precisione si recò nel tratto costiero ove sorge un’antica fortezza che i locali chiamavano “Torre della Pecora” o anche Torre dell’Ovo. All’epoca la tonnara era ancora funzionante e brulicante di pescatori con cui lo studioso ed i suoi compagni instaurarono subito un rapporto di amicizia e reciproca collaborazione. Il capo dei pescatori, Francesco D’Andria, fu di grande aiuto agli studiosi americani offrendosi di perlustrare il tratto di mare in cerca del relitto e fornendo loro un valido alloggio. Trochmorton racconta infatti che il pescatore “...cercò entro le tasche della sua consunta giacca e recuperò un mazzo di chiavi annerite dall’ossido di ferro. Una era grande quanto la mia mano. Egli fece un gesto indicando la torre.” e disse al ricercatore “Tu potrai stare lì tutta l’estate se ti fa piacere”. Fu così che la Torre dell’Ovo divenne quartier generale della Trochmorton Expedition per ben 3 anni (nella foto i membri della spedizione in un momento ricreativo alla Torre) al termine dei quali vi fu il ritrovamento del tanto agognato relitto (ritrovato all’altezza del monte della madonnina). Tale vicenda storica (purtroppo a molti sconosciuta) è di rilevantissima importanza sia per il territorio sia per la torre stessa che, per l’ennesima volta, sottolinea la sua vocazione ad essere museo archeologico capace di esaltare e conservare i tesori, di terra e di mare, del luogo in cui sorge e potendo accogliere nei suoi ambienti reperti e testimonianze riguardanti la Trochmorton expedition. Chi volesse approfondire questa importante vicenda può consultare online questo articolo su La voce di Maruggio: http://www.lavocedimaruggio.it/wp/alla-ricerca-del-relitto-torre-dellovo-la-madonnina.html Esiste anche un libro che parla di questa nave mercantile: “Il relitto della Madonnina” di B.Antonelli. Disponibile presso la biblioteca comunale di Maruggio. I tesori del mare della Torre non sono ancora finiti e ne avrete prova nel prossimo aggiornamento. Come sempre vi invito a condividere la petizione aiutandone la diffusione e di condividere anche tutte queste vicende che la riguardano, affinché non vengano dimenticate e trovino il giusto riconoscimento.
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