Salviamo il Casottel! Tuteliamo uno dei luoghi simbolo di Milano


Salviamo il Casottel! Tuteliamo uno dei luoghi simbolo di Milano
Il problema
C’è una Milano che non si misura in grattacieli, ma in storie.
Storie come quella della Trattoria Casottel, che da circa quarant’anni è un punto di riferimento per la città: una cascina ottocentesca nel quartiere a Porto di Mare, dove tre generazioni di donne hanno accolto, nutrito e ascoltato intere generazioni di milanesi. Oggi, però, quella storia rischia di interrompersi.
Le mura della cascina sono di proprietà del Comune di Milano: il contratto di affitto è scaduto e il Comune di Milano non intende rinnovarlo. Mancano ancora poco più di tre anni al riconoscimento ufficiale come “attività storica”, per questo la trattoria Casottel rischia di dover chiudere.
La cascina in cui si trova nel 2024 è già stata oggetto di bando di concessione, per "prevalenti attività sociali e in piccola parte commerciali, con oneri di finanziamento alle attività sociali”: tutti requisiti non affrontabili da una microimpresa come quella che guida Casottel. Tuttavia, in quella occasione il partecipante non ha attenuto la concessione per mancanza di punteggio minimo.
Per questo è stata lanciata una raccolta firme per salvaguardare il locale e chiedere all’amministrazione di intervenire, riconoscendo l’importanza culturale, sociale e identitaria di questo luogo.
Il Casottel non è solo una trattoria: è un luogo della memoria collettiva milanese, citato in libri, guide e articoli, da Gambero Rosso a Repubblica, da Elle Gourmet Giappone a Zero.
Nel 2011 l’ex sindaco Giuliano Pisapia lo ha definito “un posto con un cuore grande”, simbolo di una città che cresce ma non dimentica le proprie radici.
Qui si tramandano ricette e valori: la cassoeula, il risotto giallo con ossobuco, il bollito misto, le polpette al sugo, piatti che parlano di un’identità che rischia di scomparire se non la si protegge.
Il pergolato, il giardino, la bocciofila oggi silenziosa: ogni angolo racconta la Milano che fu, quella delle trattorie sincere, dei pranzi della domenica e delle relazioni autentiche.
Tutto quello che Casottel chiede al Comune di Milano è di restare in quegli stessi ambienti che ne hanno costruito la storia. “Quello di cui abbiamo bisogno sono solo i locali attualmente destinati alla ristorazione, non abbiamo manie di espansione né vogliamo appropriarci o approfittare di altro – spiega Martina Conte – Da parte nostra, anzi, c’è la piena disponibilità ad accogliere, negli spazi non utilizzati dal ristorante, opere e iniziative sociali che il Comune consideri meritevoli e voglia organizzare, anzi: siamo a completa disposizione per collaborare con laboratori e quant’altro la nostra esperienza e i gli strumenti a nostra disposizione possano contribuire”.
Chiediamo che il Comune riconosca Casottel per la sua vera essenza, che va oltre la ristorazione: siamo davanti a un bene culturale e sociale da preservare, un pezzo della “vecchia Milano” che merita di essere non solo protetto, ma coltivato e tenuto vivo, per le generazioni del presente e del futuro. Per non perdere la nostra identità.
Una firma per difendere un pezzo di Milano
La raccolta firme è un appello ai cittadini, alle istituzioni e a tutti coloro che credono nel valore dei luoghi che fanno identità.
Perché salvare il Casottel non significa solo salvare un ristorante, ma preservare un patrimonio umano, culturale e sociale che racconta la storia di Milano meglio di qualsiasi monumento.
“Il Casottel è un posto dove la gente si incontra, si riconosce, si racconta, dove sono a proprio agio gli anziani milanesi e i giovani alternativi, allo stesso modo, con lo stesso spirito. È un pezzo di città che ha sempre dato più di quanto ha ricevuto. Chiediamo solo di poter continuare a farlo.”
— Martina Conte
.Chiediamo al Comune di Milano di riconoscere ufficialmente la Trattoria Casottel come bene culturale e sociale, inserendolo nella lista dei siti di rilevanza storica e culturale da proteggere, tutelare e promuovere. Siamo convinti che il Comune abbia il potere e la responsabilità di preservare questo luogo, non solo come testimonianza storica, ma come viva espressione della nostra cultura, delle nostre radici e della nostra identità.
Vi invitiamo tutti a unirvi a noi in questa battaglia per evitare la chiusura della Trattoria Casottel e per proteggere un importante pezzo della nostra identità e storia culturale. La vostra firma può fare la differenza!

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Il problema
C’è una Milano che non si misura in grattacieli, ma in storie.
Storie come quella della Trattoria Casottel, che da circa quarant’anni è un punto di riferimento per la città: una cascina ottocentesca nel quartiere a Porto di Mare, dove tre generazioni di donne hanno accolto, nutrito e ascoltato intere generazioni di milanesi. Oggi, però, quella storia rischia di interrompersi.
Le mura della cascina sono di proprietà del Comune di Milano: il contratto di affitto è scaduto e il Comune di Milano non intende rinnovarlo. Mancano ancora poco più di tre anni al riconoscimento ufficiale come “attività storica”, per questo la trattoria Casottel rischia di dover chiudere.
La cascina in cui si trova nel 2024 è già stata oggetto di bando di concessione, per "prevalenti attività sociali e in piccola parte commerciali, con oneri di finanziamento alle attività sociali”: tutti requisiti non affrontabili da una microimpresa come quella che guida Casottel. Tuttavia, in quella occasione il partecipante non ha attenuto la concessione per mancanza di punteggio minimo.
Per questo è stata lanciata una raccolta firme per salvaguardare il locale e chiedere all’amministrazione di intervenire, riconoscendo l’importanza culturale, sociale e identitaria di questo luogo.
Il Casottel non è solo una trattoria: è un luogo della memoria collettiva milanese, citato in libri, guide e articoli, da Gambero Rosso a Repubblica, da Elle Gourmet Giappone a Zero.
Nel 2011 l’ex sindaco Giuliano Pisapia lo ha definito “un posto con un cuore grande”, simbolo di una città che cresce ma non dimentica le proprie radici.
Qui si tramandano ricette e valori: la cassoeula, il risotto giallo con ossobuco, il bollito misto, le polpette al sugo, piatti che parlano di un’identità che rischia di scomparire se non la si protegge.
Il pergolato, il giardino, la bocciofila oggi silenziosa: ogni angolo racconta la Milano che fu, quella delle trattorie sincere, dei pranzi della domenica e delle relazioni autentiche.
Tutto quello che Casottel chiede al Comune di Milano è di restare in quegli stessi ambienti che ne hanno costruito la storia. “Quello di cui abbiamo bisogno sono solo i locali attualmente destinati alla ristorazione, non abbiamo manie di espansione né vogliamo appropriarci o approfittare di altro – spiega Martina Conte – Da parte nostra, anzi, c’è la piena disponibilità ad accogliere, negli spazi non utilizzati dal ristorante, opere e iniziative sociali che il Comune consideri meritevoli e voglia organizzare, anzi: siamo a completa disposizione per collaborare con laboratori e quant’altro la nostra esperienza e i gli strumenti a nostra disposizione possano contribuire”.
Chiediamo che il Comune riconosca Casottel per la sua vera essenza, che va oltre la ristorazione: siamo davanti a un bene culturale e sociale da preservare, un pezzo della “vecchia Milano” che merita di essere non solo protetto, ma coltivato e tenuto vivo, per le generazioni del presente e del futuro. Per non perdere la nostra identità.
Una firma per difendere un pezzo di Milano
La raccolta firme è un appello ai cittadini, alle istituzioni e a tutti coloro che credono nel valore dei luoghi che fanno identità.
Perché salvare il Casottel non significa solo salvare un ristorante, ma preservare un patrimonio umano, culturale e sociale che racconta la storia di Milano meglio di qualsiasi monumento.
“Il Casottel è un posto dove la gente si incontra, si riconosce, si racconta, dove sono a proprio agio gli anziani milanesi e i giovani alternativi, allo stesso modo, con lo stesso spirito. È un pezzo di città che ha sempre dato più di quanto ha ricevuto. Chiediamo solo di poter continuare a farlo.”
— Martina Conte
.Chiediamo al Comune di Milano di riconoscere ufficialmente la Trattoria Casottel come bene culturale e sociale, inserendolo nella lista dei siti di rilevanza storica e culturale da proteggere, tutelare e promuovere. Siamo convinti che il Comune abbia il potere e la responsabilità di preservare questo luogo, non solo come testimonianza storica, ma come viva espressione della nostra cultura, delle nostre radici e della nostra identità.
Vi invitiamo tutti a unirvi a noi in questa battaglia per evitare la chiusura della Trattoria Casottel e per proteggere un importante pezzo della nostra identità e storia culturale. La vostra firma può fare la differenza!

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Voci dei sostenitori
Petizione creata in data 14 novembre 2025