

Riaprire il caso di Sarah Scazzi
Il problema
Il caso di Sarah Scazzi è stato un evento che ha segnato profondamente non solo le vite delle persone coinvolte, ma anche l'intera nazione. È un caso inquinato dai media che vede probabilmente due innocenti in carcere. Le indagini che dovevano portare chiarezza e giustizia sono state, in realtà, un esempio di come le tegole dell'investigazione siano state ignorate e non rispettate.
Sarah era una giovane ragazza la cui tragica scomparsa ha lasciato un vuoto incolmabile nelle vite dei suoi cari. Tuttavia, la ricerca di giustizia per Sarah è stata ostacolata da errori investigativi che non possiamo permettere di ignorare. L'indagine era macchiata dall'ingerenza mediatica e da sospetti processi che hanno sollevato dubbi sull'effettiva colpevolezza degli accusati.
È fondamentale che il caso di Sarah venga riaperto affinché venga finalmente fatta chiarezza. Vogliamo richiamare una revisione equa e trasparente delle prove, condotta da un team investitori che agiranno in maniera imparziale, lontani da ogni pressione esterna. Devono essere chiamati in causa periti indipendenti che possano fornire una nuova prospettiva su prove precedentemente analizzate, e soltanto allora si potrà dire di aver rispettato la memoria di una giovane vittima.
Chiediamo inoltre che sia fatto uno studio critico sull'influenza che i media hanno avuto sul processo investigativo, e che siano messe in atto misure concrete perché episodi del genere non possano più verificarsi.
Fate un passo avanti per la giustizia di Sarah Scazzi, firmate questa petizione per esigere che la sua storia non sia dimenticata e che la verità venga finalmente alla luce.
Presentazione
I Sottoscriventi codesta richiesta/petizione costituiscono un gruppo di cittadini italiani sensibili a certe questioni di cronaca nera, senza legami tra loro o con i soggetti interessati dai vari procedimenti come quello in oggetto che liberamente e civilmente ne discute senza interesse alcuno oltre quello di sperare in una giustizia giusta e funzionante nel bene dell’intera comunità nazionale e nel rispetto delle norme vigenti. Ciò soprattutto dopo che la C.E.D.U. ha dichiarato sorprendentemente inammissibile dopo aver dichiarato in un primo tempo ammissibile la richesta delle difese delle due imputate principali di revisionare il processo.
Premessa in fatto
Come noto dalle cronaca dell’ epoca in data 26.08.2010 fù presentata da signori Scazzi Giacomo e Serrano Spagnolo Concetta presso la Stazione dei Carabinieri di Avetrana una denuncia di scomparsa della loro figlia secondogenita 15enne Scazzi Sarah e dalla quale scaturì il procedimento in oggetto. Le indagini inizialmente apparirono come semplice ricerca di persona scomparsa ed evolsero ufficialmente in omicidio solo 42 giorni dopo ovvero quando lo zio della vittima Michele Misseri confessava di averla uccisa e ne faceva rinveniva il cadavere. Successivamente chiamava prima in correità e poi in reità la figlia Sabrina la quale veniva dopo varie vicissitudini condannata in via definitiva all’ ergastolo insieme alla madre Cosima Serrano per omicidio e sequestro di persona e concorso con il Misseri in soppressione di cadavere.
L’ Intero iter investigativo fu coordinato così come l’ accusa fu sostenuta: dal Sostituto Procuratore Mariano Buccoliero e dal PM Pietro Argentino quest’ ultimo divenuto poi Procura Capo a Potenza nel 2017. Ritenendo che debbano essere sentiti come persone informati unitamente ai loro collaboratori di Polizia Giudiziaria ed altri protagonisti e talvolta testi del procedimento, inoltriamo questa richiesta di riapertura lla Procura territorialmente competente ai sensi dell’ art. 11 c.p.p. e art. 1 dip. Att. c.p.p. allegato A ovvero quella di Catanzaro non chè al Ministero di Grazia e Giustizia per eventuali ispezioni sull’ operato della Procura di Taranto. Và altresi ricordato che le indagini interessarono in qualità di imputati anche alcuni avvocati difensori degli imputati per il quale riteniamo di dover informare (nonché sollecitare) qualora già non lo sia, L’ Ordine del Avvocati di Taranto nella persona del Presidente.
Dopo un attenta lettura degli atti, i sottoscriventi hanno avuto modo di rilevare alcune irritualità nel procedimento penale in oggetto tali da dover ricondurre ad una sua revisione anche nel merito. Riteniamo intatto per i motivi di seguito esposti che le prove non siano genuine ma alterate da una serie errori e stranezze procedurali.
Motivazioni
Contrariamente a quanto mediaticamente appariva, le indagini sono state orientate fin la dal giorno successivo ad una fattispecie omicidiaria. A seguito della ricezione dei tabulati telefonici nonchè accertamenti patrimoniali sui parenti più prossimi alla ragazza scomparsa che collocavano Misseri Michele Misseri presso le località La Mosca e La Riforma nei pressi di Avetrana ove questi lavorava e possedeva degli immobili ereditati dai genitori defunti, si organizzava da parte dei CC di Avetrana in tale aree una battuta di ricerca con tanto di unità cinofile e con la partecipazione richiesta delle predette imputate e della madre della vittima. La giovane fù cercata “nei pozzi, nelle case abbandona te nella campagna attorno ad Avetrana” cfr. esame dibattimentale di Fabrizio Vica e Biagio Blaiotta del 8.5.2012. Da tale attività si desume che gli inquirenti sospettasse che il Misseri avesse quantomeno occultato il cadavere della giovane, ma mai sentito come persona informata dei fatti, almeno fino al 29.09.2010 quando lo stesso imputato dissimula il ritrovamento del cellullare della ragazza, a seguito del quale dalla madre della vittima verrà attinte informazioni sull’ imputata Sabrina Misseri. Appare peraltro inquietante e strano che gli investigatori abbiano deciso di svolgere accertamenti patrimoniali tipici di un sequestro di persona a scopo di estorsione e che in tal periodo acquisissero informazioni in ordine alla proprietà del Misseri dalla consorte Serrano Cosima anziché dal diretto interessato.
Nel corso delle indagini è emerso che Sarah Scazzi avesse l’ abitudine di trascorrere molto tempo a casa dei Misseri e che Michele Misseri avesse l’ abitudine di lasciare il suo garage sempre aperto per far credere che fosse al suo interno a lavorare e dissuade così eventuali malintenzionati. Garage che il Misseri ha sempre indicato come luogo del delitto. Per quanto sopra era ipotizzabile anche una responsabilità a carico di terzi rispetto alla famiglia, ipotesi mai vagliate dalla procura nonostante la presenza 15enne nella compagnia della cugina Sabrina non fosse molto gradita e molti dei componenti avessero a loro volta un movente e nel caso della teste Mariangela Spagnoletti anche l‘ opportunità. Cfr. esame dibattimentale del 14.02.2012
In data 6.09.201 in una abitazione in Torre Colimena, un rudere senza infissi di proprietà di Cosimo Spagnolo padre adottivo di Concetta Serrano fù rinvenuto un bilancino di precisione con tracce di cocaina tanto dai indurre il Capitano dei CC di Avetrana tale Abbasciano Nicola ad indicare ai PM di verificare l’ esistenza di una attività di spaccio riconducibile ad Scazzi Cladio fratello della vittima. Anche questa ipotesi tralasciata.
Nella ordinanza di custodia cautelare a carico di Sabrina Misseri firmato dal Gip Martino Rosati, lo stesso afferma (così come in sua intervista al Tg1 delle 20 del 6.09.2011) che i sospetti su Sabrina Misseri nacquero il 22.09.2010 quando tale Stefania De Luca nonché amica dell’ imputata si presentava dai CC di Avetrana sostenendo che le due cugine avessero litigato il giorno prima del delitto. Tuttavia dopo la confessione del Misseri, alla sospettata non fù inviato avviso di garanzia per consentirle di partecipare con la sua difesa all’ esame autoptico sul corpo della vittima. Esame che come dichiarato dalla stesso consulente del PM il dott. Prof. Luigi Strada del Policlinico do Bari non fù svolto nel migliore dei modi: ad esempio non cercò tracce del dna di Misseri sotto le unghie della vittima nonostante l’ imputato recasse segni sulle braccia definiti unghiature in un primo tempo e poi ritrattate come ferite da lavoro. Cfr esame dibattimentale del 5.06.2012. Lo stesso Gip firmò incredibilmente il nulla osta per la sepoltura avvenuta il 11.10.2010 ovvero appena 4 giorni prima del fermo poi divenuto arresto della Misseri.
Analogamente a quanto sopra, ne la Misseri ne la madre Serrano Cosima ricevono avvisi di garanzia mattina del 15.10.2010 quando vengono ispezionati casa e garage unitamente allo stesso Michele Misseri, sotto l’ effetto di psicofarmaci (si veda cartella clinica nella casa circondariale di Taranto ove era detenuto ed assistito dal dott. Primiani) e parzialmente privato del sonno per essere stato svegliato a sorpresa alle 4 del mattino, il quale proprio in quell’ occasione inizia a ritrattare le proprie responsabilità nel delitto. Il copione si ripeterà il 18.02.2011 in occasione di un altro sopralluogo, tenuto senza incidente probatorio, per valutare la copertura radioelettrica di abitazione e garage nonché il 26.03.2011 durante il sequestro di alcuni compressori da detto garage e spediti al RIS di Roma solo il 1° maggio 2011. I PM peraltro erano a conoscenza dei compressori sia per effetto dei precedenti sopralluoghi ma soprattutto per il contenuto di una lettera inviata dal Misseri al difensore di fiducia nominato dalla figlia Valentina, il quale a sua volta la gira agli stessi inquirenti il 9.02.2011, gesto che gli costerà un avviso ai sensi dell’ art. 415 bis. C.p. salvo poi essere prosciolti dal Gup Pompeo Carriere. LO sfortunato avv. Franceso De Crisofaro viene nominato da valentina Misseri che non si fida del legale d’ ufficio del padre Daniele Galoppa il quale da subito indirizza le indagini verso Sabrina Misseri. Nominato il 18.11.2010 stranamente non rappresenta il suo cliente all’ incidente probatori il giorno successivo dove a rappresentarlo è proprio l’ avv. Galoppa che essendo nominato d’ ufficio doveva essere dichiarato decaduto ma si scopre invece che sarebbe stato nominato di fiducia dallo stesso Misseri il quale non ha mai saputo spiegare come ciò sia avvenuto. In predetto incidente probatorio (in cui peraltro verrrà negato il confronto tra padre e figlia come invece previsto dall’ art. 211 c.p.p.) il Misseri confermerà la chiamata in reità alla figlia benchè dal 3.11.2010 invii lettere in cui torna alla originaria auto incriminazione. Tra i due pool difensivi del Misseri non ci saranno mai rapporti e il De Cristofaro verrà addirittura indicato come una sorta di depistatore al Tribunale del riesame con ordinanza del 18.01.2011 con la quale respingerà il ricorso della difesa della Misseri avverso la decisione del Gip che ave respinto una instanza di revoca delle misure cautelari.
De Cristofaro non è l’unico avvocato indagato. Stessa sorte era toccata agli Avv. Gianluca Mngelli che Valentina aveva tentato di nominare difensore del padre prima di De Cristofaro; avv. Emilia Velletri difensore della Misseri e il suo consorte nonché avv. Vito Russo anch’ egli tutti difensore della Misseri. Tutti rinviati prosciolti dal Gup (il Russo solo in parte).
Altro fatto di rilievo mai approfondite sono state le lettere inviate dal Misseri dal carcere in cui torna ad auto accusarsi e sostiene che le chiamate in correità e reità alla figlia nonchè la commutazione dell’ arma del delitto da corda a cinta sia stata una farsa. L’ uomo viene interrogato in carcere ai sensi dell’ art. 391bis comma 7 dal nuovo difensore della Misseri l’ illustre avv. Franco Coppi proprio in relazione ad esse. L’ istanza era stata presentata al Gip intorno al 7-8 gennaio che aveva come di rito richiesto parere non vincolante al Pm ed al difensore (quale? Solo Galoppa o anche De Cristofaro?) che si esprimono negativamente. Ç’ interrogatori si tiene in carcere il 15.01.2011 (sabato) con l’ imputato assistito dal solo Galoppa il quale unitamente ai PM, in diverse interviste dirà che non era a conoscenza delle lettere prima di quella mattina. IL 17.01 (lunedì) verrà ispezionata la cella del Misseri e sequestrate 41 missive. Il 3.02.2011 viene disposta dal Gip a richiesta dei PM il controllo della posta di Misseri Michele e Sabrina. Lo stesso giorno il Misseri revoca il mandato al Galoppa. IL 7.12.201 aveva già fatto istanza di essere nuovamente sentito senza entrambi difensori. Il giorno successivo alla revoca del mandato i consulenti nominati da Galoppa fra i quali la psichiatra forense Roberta Bruzzone rimetteranno il proprio mandato. La stessa criminologa nel suo esame dibattimentale del 5.06.2010 dichiarerà che il Galoppa aveva creduto alla chiamata in correità ma aveva presentato istanza per ina perizia psichiatrica sul suo assistito poi respinta dal Gip e meditava di riproporla nuovamente la dottoressa Bruzzone lo sconsigliò. Atteggiamento quello del Galoppa che appare incongruente così come il fatto di aver lasciato ritrattare numerose volte la versione al proprio assistito compromettendone la crediblità. Sarebbe stato più consono farlo avvalere della facoltà di non rispondere. IL Gip ha anche respinto più istanze dell’ avv. Coppi di sottoporre il Misseri ad un esperimento giudiziale con la formula dell’ incidente probatorio artt. 218 e 392 c.p.p. ndr.
Altro punto dolente come fatto notare dalla difesa delle due imputate nell’ instanza di remissione ex art. 45 c.p.p. e rigettata dalla V Sezione Penale della Suprema Corte di Cassazione con sentenza del 12.10.2011, è stata l’ influenza dei media. Sebbene la suprema corte abbia dichiarato inesistente l’ incompatibilità ambientale, ha ammesso che vi sono state delle influenze sui testimoni e che le corti territoriali avrebbero dovuto, in sede dibattimentale verificare tali influenze ma nelle motivazioni delle due sentenze non vi è quasi traccia di ciò. Tuttavia a pag. 842 si legge di pressioni esercitate da una inviata Rai tale Ilenia Pietracalvina e dal M.llo Biagio Blaiotta sulla teste Mariangela Spagnoletti che ta l’ altro con il militare sarebbe imparentata. La stessa teste peraltro, come emerge dal suo esame dibattimentale del 14.02.2012 avrebbe frequentato dal fine agosto 2010 a ottobre 2010 ovvero dall’ epoca del delitto alla confessione del Misseri un altro Carabinier di nome Massimiliano Fantastico. E’ verosimile che in costanza di tale relazione la Spagnoletti abbia ricevuto informazioni sulle indagini. Risulta inoltre che non siano mai stati sentiti molti testimoni: alcuni operai impegnati in lavori alla scuola Briganti di Avetrana lungo il percorso tra le abitazioni Scazzi e Misseri, altri operai impegnati nella realizzazione di un gasdotto lungo il tratto tra Masseria Mutunato e il Pozzo in cui era stata sepolta la vittima, non sono stati sentiti operai impegnati in una vendemmia nei pressi di Contrada La Mosca nonchè i vicini di casa di Cosimo Cosma (accusato di soppressione di cadavere con il Misseri nonché suo nipote) i quali erano in allarme per attività di pastorizia abusiva sui propri fondi. Da ultimo andrebbe attenzionata l’attività svolta da Giuseppe Centonze e Filomena Cavvallaro, coautori con Roberta Bruzzone di un libro sul caso in oggetto dal titolo “Segreti di famiglia” , in qualità di amministratori della pagina Facebook Verità e Giustizia per Sarah Scazzi al seguente link : https://www.facebook.com/groups/110543118994939/members?locale=it_IT , al quale partecipavano molti giornalisti frai i quali: Mimmo Mazza della Gazzetta del Mezzogiorno, Annalisa Latartara e Lino Campicelli Quotidiano di Taranto, Nazareno Di Noi direttore La voce di Manduria e giornalista de il Corriere del Mezzogiorno, Filomena Rorro inviata all’ epoca di Quarto Grado ora Chi l’ ha Visto, Mimmo Palummieri. Vi partecipavano inoltre molti parenti di testimoni e carabinieri impegnati nelle indagini. Filomena Rorro e Nazareno Di Noi hanno inoltre scritto un libro cronaca sul caso in oggetto al quale hanno allegato foto del cadavere. Titolo Sara Scazzi – Il pozzo di contrada Mosca, cronaca di una notte mai scritta.
A tutto quanto sopra si aggiungono naturalmente numerose incongruenze nel merito che sarebbe troppo lungo qui descrivere ed evincibili dagli atti e di cui si limitiamo ad un breve elenco generico:

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Il problema
Il caso di Sarah Scazzi è stato un evento che ha segnato profondamente non solo le vite delle persone coinvolte, ma anche l'intera nazione. È un caso inquinato dai media che vede probabilmente due innocenti in carcere. Le indagini che dovevano portare chiarezza e giustizia sono state, in realtà, un esempio di come le tegole dell'investigazione siano state ignorate e non rispettate.
Sarah era una giovane ragazza la cui tragica scomparsa ha lasciato un vuoto incolmabile nelle vite dei suoi cari. Tuttavia, la ricerca di giustizia per Sarah è stata ostacolata da errori investigativi che non possiamo permettere di ignorare. L'indagine era macchiata dall'ingerenza mediatica e da sospetti processi che hanno sollevato dubbi sull'effettiva colpevolezza degli accusati.
È fondamentale che il caso di Sarah venga riaperto affinché venga finalmente fatta chiarezza. Vogliamo richiamare una revisione equa e trasparente delle prove, condotta da un team investitori che agiranno in maniera imparziale, lontani da ogni pressione esterna. Devono essere chiamati in causa periti indipendenti che possano fornire una nuova prospettiva su prove precedentemente analizzate, e soltanto allora si potrà dire di aver rispettato la memoria di una giovane vittima.
Chiediamo inoltre che sia fatto uno studio critico sull'influenza che i media hanno avuto sul processo investigativo, e che siano messe in atto misure concrete perché episodi del genere non possano più verificarsi.
Fate un passo avanti per la giustizia di Sarah Scazzi, firmate questa petizione per esigere che la sua storia non sia dimenticata e che la verità venga finalmente alla luce.
Presentazione
I Sottoscriventi codesta richiesta/petizione costituiscono un gruppo di cittadini italiani sensibili a certe questioni di cronaca nera, senza legami tra loro o con i soggetti interessati dai vari procedimenti come quello in oggetto che liberamente e civilmente ne discute senza interesse alcuno oltre quello di sperare in una giustizia giusta e funzionante nel bene dell’intera comunità nazionale e nel rispetto delle norme vigenti. Ciò soprattutto dopo che la C.E.D.U. ha dichiarato sorprendentemente inammissibile dopo aver dichiarato in un primo tempo ammissibile la richesta delle difese delle due imputate principali di revisionare il processo.
Premessa in fatto
Come noto dalle cronaca dell’ epoca in data 26.08.2010 fù presentata da signori Scazzi Giacomo e Serrano Spagnolo Concetta presso la Stazione dei Carabinieri di Avetrana una denuncia di scomparsa della loro figlia secondogenita 15enne Scazzi Sarah e dalla quale scaturì il procedimento in oggetto. Le indagini inizialmente apparirono come semplice ricerca di persona scomparsa ed evolsero ufficialmente in omicidio solo 42 giorni dopo ovvero quando lo zio della vittima Michele Misseri confessava di averla uccisa e ne faceva rinveniva il cadavere. Successivamente chiamava prima in correità e poi in reità la figlia Sabrina la quale veniva dopo varie vicissitudini condannata in via definitiva all’ ergastolo insieme alla madre Cosima Serrano per omicidio e sequestro di persona e concorso con il Misseri in soppressione di cadavere.
L’ Intero iter investigativo fu coordinato così come l’ accusa fu sostenuta: dal Sostituto Procuratore Mariano Buccoliero e dal PM Pietro Argentino quest’ ultimo divenuto poi Procura Capo a Potenza nel 2017. Ritenendo che debbano essere sentiti come persone informati unitamente ai loro collaboratori di Polizia Giudiziaria ed altri protagonisti e talvolta testi del procedimento, inoltriamo questa richiesta di riapertura lla Procura territorialmente competente ai sensi dell’ art. 11 c.p.p. e art. 1 dip. Att. c.p.p. allegato A ovvero quella di Catanzaro non chè al Ministero di Grazia e Giustizia per eventuali ispezioni sull’ operato della Procura di Taranto. Và altresi ricordato che le indagini interessarono in qualità di imputati anche alcuni avvocati difensori degli imputati per il quale riteniamo di dover informare (nonché sollecitare) qualora già non lo sia, L’ Ordine del Avvocati di Taranto nella persona del Presidente.
Dopo un attenta lettura degli atti, i sottoscriventi hanno avuto modo di rilevare alcune irritualità nel procedimento penale in oggetto tali da dover ricondurre ad una sua revisione anche nel merito. Riteniamo intatto per i motivi di seguito esposti che le prove non siano genuine ma alterate da una serie errori e stranezze procedurali.
Motivazioni
Contrariamente a quanto mediaticamente appariva, le indagini sono state orientate fin la dal giorno successivo ad una fattispecie omicidiaria. A seguito della ricezione dei tabulati telefonici nonchè accertamenti patrimoniali sui parenti più prossimi alla ragazza scomparsa che collocavano Misseri Michele Misseri presso le località La Mosca e La Riforma nei pressi di Avetrana ove questi lavorava e possedeva degli immobili ereditati dai genitori defunti, si organizzava da parte dei CC di Avetrana in tale aree una battuta di ricerca con tanto di unità cinofile e con la partecipazione richiesta delle predette imputate e della madre della vittima. La giovane fù cercata “nei pozzi, nelle case abbandona te nella campagna attorno ad Avetrana” cfr. esame dibattimentale di Fabrizio Vica e Biagio Blaiotta del 8.5.2012. Da tale attività si desume che gli inquirenti sospettasse che il Misseri avesse quantomeno occultato il cadavere della giovane, ma mai sentito come persona informata dei fatti, almeno fino al 29.09.2010 quando lo stesso imputato dissimula il ritrovamento del cellullare della ragazza, a seguito del quale dalla madre della vittima verrà attinte informazioni sull’ imputata Sabrina Misseri. Appare peraltro inquietante e strano che gli investigatori abbiano deciso di svolgere accertamenti patrimoniali tipici di un sequestro di persona a scopo di estorsione e che in tal periodo acquisissero informazioni in ordine alla proprietà del Misseri dalla consorte Serrano Cosima anziché dal diretto interessato.
Nel corso delle indagini è emerso che Sarah Scazzi avesse l’ abitudine di trascorrere molto tempo a casa dei Misseri e che Michele Misseri avesse l’ abitudine di lasciare il suo garage sempre aperto per far credere che fosse al suo interno a lavorare e dissuade così eventuali malintenzionati. Garage che il Misseri ha sempre indicato come luogo del delitto. Per quanto sopra era ipotizzabile anche una responsabilità a carico di terzi rispetto alla famiglia, ipotesi mai vagliate dalla procura nonostante la presenza 15enne nella compagnia della cugina Sabrina non fosse molto gradita e molti dei componenti avessero a loro volta un movente e nel caso della teste Mariangela Spagnoletti anche l‘ opportunità. Cfr. esame dibattimentale del 14.02.2012
In data 6.09.201 in una abitazione in Torre Colimena, un rudere senza infissi di proprietà di Cosimo Spagnolo padre adottivo di Concetta Serrano fù rinvenuto un bilancino di precisione con tracce di cocaina tanto dai indurre il Capitano dei CC di Avetrana tale Abbasciano Nicola ad indicare ai PM di verificare l’ esistenza di una attività di spaccio riconducibile ad Scazzi Cladio fratello della vittima. Anche questa ipotesi tralasciata.
Nella ordinanza di custodia cautelare a carico di Sabrina Misseri firmato dal Gip Martino Rosati, lo stesso afferma (così come in sua intervista al Tg1 delle 20 del 6.09.2011) che i sospetti su Sabrina Misseri nacquero il 22.09.2010 quando tale Stefania De Luca nonché amica dell’ imputata si presentava dai CC di Avetrana sostenendo che le due cugine avessero litigato il giorno prima del delitto. Tuttavia dopo la confessione del Misseri, alla sospettata non fù inviato avviso di garanzia per consentirle di partecipare con la sua difesa all’ esame autoptico sul corpo della vittima. Esame che come dichiarato dalla stesso consulente del PM il dott. Prof. Luigi Strada del Policlinico do Bari non fù svolto nel migliore dei modi: ad esempio non cercò tracce del dna di Misseri sotto le unghie della vittima nonostante l’ imputato recasse segni sulle braccia definiti unghiature in un primo tempo e poi ritrattate come ferite da lavoro. Cfr esame dibattimentale del 5.06.2012. Lo stesso Gip firmò incredibilmente il nulla osta per la sepoltura avvenuta il 11.10.2010 ovvero appena 4 giorni prima del fermo poi divenuto arresto della Misseri.
Analogamente a quanto sopra, ne la Misseri ne la madre Serrano Cosima ricevono avvisi di garanzia mattina del 15.10.2010 quando vengono ispezionati casa e garage unitamente allo stesso Michele Misseri, sotto l’ effetto di psicofarmaci (si veda cartella clinica nella casa circondariale di Taranto ove era detenuto ed assistito dal dott. Primiani) e parzialmente privato del sonno per essere stato svegliato a sorpresa alle 4 del mattino, il quale proprio in quell’ occasione inizia a ritrattare le proprie responsabilità nel delitto. Il copione si ripeterà il 18.02.2011 in occasione di un altro sopralluogo, tenuto senza incidente probatorio, per valutare la copertura radioelettrica di abitazione e garage nonché il 26.03.2011 durante il sequestro di alcuni compressori da detto garage e spediti al RIS di Roma solo il 1° maggio 2011. I PM peraltro erano a conoscenza dei compressori sia per effetto dei precedenti sopralluoghi ma soprattutto per il contenuto di una lettera inviata dal Misseri al difensore di fiducia nominato dalla figlia Valentina, il quale a sua volta la gira agli stessi inquirenti il 9.02.2011, gesto che gli costerà un avviso ai sensi dell’ art. 415 bis. C.p. salvo poi essere prosciolti dal Gup Pompeo Carriere. LO sfortunato avv. Franceso De Crisofaro viene nominato da valentina Misseri che non si fida del legale d’ ufficio del padre Daniele Galoppa il quale da subito indirizza le indagini verso Sabrina Misseri. Nominato il 18.11.2010 stranamente non rappresenta il suo cliente all’ incidente probatori il giorno successivo dove a rappresentarlo è proprio l’ avv. Galoppa che essendo nominato d’ ufficio doveva essere dichiarato decaduto ma si scopre invece che sarebbe stato nominato di fiducia dallo stesso Misseri il quale non ha mai saputo spiegare come ciò sia avvenuto. In predetto incidente probatorio (in cui peraltro verrrà negato il confronto tra padre e figlia come invece previsto dall’ art. 211 c.p.p.) il Misseri confermerà la chiamata in reità alla figlia benchè dal 3.11.2010 invii lettere in cui torna alla originaria auto incriminazione. Tra i due pool difensivi del Misseri non ci saranno mai rapporti e il De Cristofaro verrà addirittura indicato come una sorta di depistatore al Tribunale del riesame con ordinanza del 18.01.2011 con la quale respingerà il ricorso della difesa della Misseri avverso la decisione del Gip che ave respinto una instanza di revoca delle misure cautelari.
De Cristofaro non è l’unico avvocato indagato. Stessa sorte era toccata agli Avv. Gianluca Mngelli che Valentina aveva tentato di nominare difensore del padre prima di De Cristofaro; avv. Emilia Velletri difensore della Misseri e il suo consorte nonché avv. Vito Russo anch’ egli tutti difensore della Misseri. Tutti rinviati prosciolti dal Gup (il Russo solo in parte).
Altro fatto di rilievo mai approfondite sono state le lettere inviate dal Misseri dal carcere in cui torna ad auto accusarsi e sostiene che le chiamate in correità e reità alla figlia nonchè la commutazione dell’ arma del delitto da corda a cinta sia stata una farsa. L’ uomo viene interrogato in carcere ai sensi dell’ art. 391bis comma 7 dal nuovo difensore della Misseri l’ illustre avv. Franco Coppi proprio in relazione ad esse. L’ istanza era stata presentata al Gip intorno al 7-8 gennaio che aveva come di rito richiesto parere non vincolante al Pm ed al difensore (quale? Solo Galoppa o anche De Cristofaro?) che si esprimono negativamente. Ç’ interrogatori si tiene in carcere il 15.01.2011 (sabato) con l’ imputato assistito dal solo Galoppa il quale unitamente ai PM, in diverse interviste dirà che non era a conoscenza delle lettere prima di quella mattina. IL 17.01 (lunedì) verrà ispezionata la cella del Misseri e sequestrate 41 missive. Il 3.02.2011 viene disposta dal Gip a richiesta dei PM il controllo della posta di Misseri Michele e Sabrina. Lo stesso giorno il Misseri revoca il mandato al Galoppa. IL 7.12.201 aveva già fatto istanza di essere nuovamente sentito senza entrambi difensori. Il giorno successivo alla revoca del mandato i consulenti nominati da Galoppa fra i quali la psichiatra forense Roberta Bruzzone rimetteranno il proprio mandato. La stessa criminologa nel suo esame dibattimentale del 5.06.2010 dichiarerà che il Galoppa aveva creduto alla chiamata in correità ma aveva presentato istanza per ina perizia psichiatrica sul suo assistito poi respinta dal Gip e meditava di riproporla nuovamente la dottoressa Bruzzone lo sconsigliò. Atteggiamento quello del Galoppa che appare incongruente così come il fatto di aver lasciato ritrattare numerose volte la versione al proprio assistito compromettendone la crediblità. Sarebbe stato più consono farlo avvalere della facoltà di non rispondere. IL Gip ha anche respinto più istanze dell’ avv. Coppi di sottoporre il Misseri ad un esperimento giudiziale con la formula dell’ incidente probatorio artt. 218 e 392 c.p.p. ndr.
Altro punto dolente come fatto notare dalla difesa delle due imputate nell’ instanza di remissione ex art. 45 c.p.p. e rigettata dalla V Sezione Penale della Suprema Corte di Cassazione con sentenza del 12.10.2011, è stata l’ influenza dei media. Sebbene la suprema corte abbia dichiarato inesistente l’ incompatibilità ambientale, ha ammesso che vi sono state delle influenze sui testimoni e che le corti territoriali avrebbero dovuto, in sede dibattimentale verificare tali influenze ma nelle motivazioni delle due sentenze non vi è quasi traccia di ciò. Tuttavia a pag. 842 si legge di pressioni esercitate da una inviata Rai tale Ilenia Pietracalvina e dal M.llo Biagio Blaiotta sulla teste Mariangela Spagnoletti che ta l’ altro con il militare sarebbe imparentata. La stessa teste peraltro, come emerge dal suo esame dibattimentale del 14.02.2012 avrebbe frequentato dal fine agosto 2010 a ottobre 2010 ovvero dall’ epoca del delitto alla confessione del Misseri un altro Carabinier di nome Massimiliano Fantastico. E’ verosimile che in costanza di tale relazione la Spagnoletti abbia ricevuto informazioni sulle indagini. Risulta inoltre che non siano mai stati sentiti molti testimoni: alcuni operai impegnati in lavori alla scuola Briganti di Avetrana lungo il percorso tra le abitazioni Scazzi e Misseri, altri operai impegnati nella realizzazione di un gasdotto lungo il tratto tra Masseria Mutunato e il Pozzo in cui era stata sepolta la vittima, non sono stati sentiti operai impegnati in una vendemmia nei pressi di Contrada La Mosca nonchè i vicini di casa di Cosimo Cosma (accusato di soppressione di cadavere con il Misseri nonché suo nipote) i quali erano in allarme per attività di pastorizia abusiva sui propri fondi. Da ultimo andrebbe attenzionata l’attività svolta da Giuseppe Centonze e Filomena Cavvallaro, coautori con Roberta Bruzzone di un libro sul caso in oggetto dal titolo “Segreti di famiglia” , in qualità di amministratori della pagina Facebook Verità e Giustizia per Sarah Scazzi al seguente link : https://www.facebook.com/groups/110543118994939/members?locale=it_IT , al quale partecipavano molti giornalisti frai i quali: Mimmo Mazza della Gazzetta del Mezzogiorno, Annalisa Latartara e Lino Campicelli Quotidiano di Taranto, Nazareno Di Noi direttore La voce di Manduria e giornalista de il Corriere del Mezzogiorno, Filomena Rorro inviata all’ epoca di Quarto Grado ora Chi l’ ha Visto, Mimmo Palummieri. Vi partecipavano inoltre molti parenti di testimoni e carabinieri impegnati nelle indagini. Filomena Rorro e Nazareno Di Noi hanno inoltre scritto un libro cronaca sul caso in oggetto al quale hanno allegato foto del cadavere. Titolo Sara Scazzi – Il pozzo di contrada Mosca, cronaca di una notte mai scritta.
A tutto quanto sopra si aggiungono naturalmente numerose incongruenze nel merito che sarebbe troppo lungo qui descrivere ed evincibili dagli atti e di cui si limitiamo ad un breve elenco generico:

I decisori
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Petizione creata in data 21 giugno 2026