

Proteggiamo i minori dalla dipendenza da social: chiediamo una legge ora
Il problema
Ogni giorno bambini e adolescenti entrano sui social per guardare un video, rispondere a un messaggio, distrarsi qualche minuto. E spesso restano connessi molto più a lungo di quanto avessero previsto.
I social media possono creare dipendenza nei minori, influenzando il loro benessere, la loro salute mentale e il loro sviluppo.
Non è solo una questione di tempo davanti a uno schermo.
È quello che succede prima che ce ne accorgiamo.
Nei bambini e negli adolescenti, l’uso dei social media non è neutro. Gli algoritmi sono progettati per trattenere l’attenzione, spingere a restare connessi, ripetere comportamenti, creare abitudine.
Nei più giovani, questo può trasformarsi in dipendenza, isolamento e disagio emotivo.
Spesso senza segnali evidenti, finché il problema è già iniziato.
Scroll infinito, notifiche continue, video che partono uno dopo l’altro, contenuti selezionati per trattenere l’attenzione: molti social utilizzano algoritmi e meccanismi progettati per spingere gli utenti a restare connessi, tornare continuamente sulla piattaforma e ripetere gli stessi comportamenti.
Per un adulto può essere difficile fermarsi. Per un bambino o un adolescente, ancora di più.
La scienza lo conferma
Numerosi studi scientifici dimostrano che il cervello di bambini e adolescenti è ancora in fase di sviluppo. La corteccia prefrontale, responsabile del controllo e del giudizio, matura completamente solo in età adulta.
Un’eccessiva esposizione ai social media può alterare i meccanismi della dopamina, influenzando il benessere emotivo e aumentando il rischio di: disturbi del sonno; isolamento sociale; calo del rendimento scolastico; depressione e disagio emotivo.
Studi recenti, tra cui una ricerca pubblicata su JAMA Pediatrics (giugno 2025), evidenziano possibili effetti duraturi sullo sviluppo cerebrale.
Da soli è difficile.
Non possiamo chiedere alle famiglie di affrontare tutto questo da sole.
Non possiamo affidare esclusivamente all’autocontrollo di un ragazzo il compito di difendersi da sistemi progettati per catturare e trattenere la sua attenzione.
Insieme possiamo proteggere i nostri figli.
La legge consente ai cittadini di unirsi per chiedere la cessazione di pratiche dannose che colpiscono una pluralità di persone.
Partecipare a questa azione significa:
- sostenere una richiesta di regole più forti
- dare voce ai genitori
- proteggere i minori oggi e in futuro
L’urgenza di un intervento concreto è sotto gli occhi di tutti. Non è una battaglia contro la tecnologia. È una richiesta di maggiore responsabilità e tutela per i nostri figli.
Per questo il Moige – Movimento Italiano Genitori ha deciso di agire.
La nostra richiesta
Abbiamo promosso, insieme a un primo gruppo di genitori e allo Studio legale Ambrosio & Commodo, la prima class action inibitoria italiana contro Meta e TikTok, chiedendo di fermare pratiche ritenute dannose e illegali per bambini e adolescenti.
Ma l’azione in tribunale, da sola, non basta.
Chiediamo al Governo e al Parlamento una legge chiara ed efficace che obblighi le piattaforme social a:
- verificare davvero l’età degli utenti e impedire l’accesso ai social ai minori di 16 anni;
- fermare i meccanismi che favoriscono dipendenza e uso compulsivo, come algoritmi manipolativi e scroll infinito progettati per trattenere l’attenzione dei più giovani;
- informare in modo chiaro e corretto sui rischi legati all’uso eccessivo e inconsapevole dei social media.
Altri Paesi hanno già iniziato a intervenire per rafforzare la protezione dei minori online. L’Italia non può restare indietro.
Questa non è una battaglia contro la tecnologia, e non è una battaglia contro i social.
È una richiesta di responsabilità.
Perché l’innovazione non può crescere a scapito del benessere dei più giovani. Perché la tutela di bambini e adolescenti non può dipendere soltanto dalla capacità di ogni singola famiglia di accorgersi del problema in tempo. Perché quando un sistema è progettato per trattenere l’attenzione, servono regole capaci di proteggere chi è più vulnerabile.
I nostri figli non devono essere lasciati soli davanti a meccanismi più forti della loro capacità di difendersi.
Firma questa petizione e chiedi con noi al Governo e al Parlamento di approvare una legge che protegga davvero bambini e adolescenti dalla dipendenza da social.
La tua firma è il primo passo.
Tutela i minori. Agisci ora.

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Il problema
Ogni giorno bambini e adolescenti entrano sui social per guardare un video, rispondere a un messaggio, distrarsi qualche minuto. E spesso restano connessi molto più a lungo di quanto avessero previsto.
I social media possono creare dipendenza nei minori, influenzando il loro benessere, la loro salute mentale e il loro sviluppo.
Non è solo una questione di tempo davanti a uno schermo.
È quello che succede prima che ce ne accorgiamo.
Nei bambini e negli adolescenti, l’uso dei social media non è neutro. Gli algoritmi sono progettati per trattenere l’attenzione, spingere a restare connessi, ripetere comportamenti, creare abitudine.
Nei più giovani, questo può trasformarsi in dipendenza, isolamento e disagio emotivo.
Spesso senza segnali evidenti, finché il problema è già iniziato.
Scroll infinito, notifiche continue, video che partono uno dopo l’altro, contenuti selezionati per trattenere l’attenzione: molti social utilizzano algoritmi e meccanismi progettati per spingere gli utenti a restare connessi, tornare continuamente sulla piattaforma e ripetere gli stessi comportamenti.
Per un adulto può essere difficile fermarsi. Per un bambino o un adolescente, ancora di più.
La scienza lo conferma
Numerosi studi scientifici dimostrano che il cervello di bambini e adolescenti è ancora in fase di sviluppo. La corteccia prefrontale, responsabile del controllo e del giudizio, matura completamente solo in età adulta.
Un’eccessiva esposizione ai social media può alterare i meccanismi della dopamina, influenzando il benessere emotivo e aumentando il rischio di: disturbi del sonno; isolamento sociale; calo del rendimento scolastico; depressione e disagio emotivo.
Studi recenti, tra cui una ricerca pubblicata su JAMA Pediatrics (giugno 2025), evidenziano possibili effetti duraturi sullo sviluppo cerebrale.
Da soli è difficile.
Non possiamo chiedere alle famiglie di affrontare tutto questo da sole.
Non possiamo affidare esclusivamente all’autocontrollo di un ragazzo il compito di difendersi da sistemi progettati per catturare e trattenere la sua attenzione.
Insieme possiamo proteggere i nostri figli.
La legge consente ai cittadini di unirsi per chiedere la cessazione di pratiche dannose che colpiscono una pluralità di persone.
Partecipare a questa azione significa:
- sostenere una richiesta di regole più forti
- dare voce ai genitori
- proteggere i minori oggi e in futuro
L’urgenza di un intervento concreto è sotto gli occhi di tutti. Non è una battaglia contro la tecnologia. È una richiesta di maggiore responsabilità e tutela per i nostri figli.
Per questo il Moige – Movimento Italiano Genitori ha deciso di agire.
La nostra richiesta
Abbiamo promosso, insieme a un primo gruppo di genitori e allo Studio legale Ambrosio & Commodo, la prima class action inibitoria italiana contro Meta e TikTok, chiedendo di fermare pratiche ritenute dannose e illegali per bambini e adolescenti.
Ma l’azione in tribunale, da sola, non basta.
Chiediamo al Governo e al Parlamento una legge chiara ed efficace che obblighi le piattaforme social a:
- verificare davvero l’età degli utenti e impedire l’accesso ai social ai minori di 16 anni;
- fermare i meccanismi che favoriscono dipendenza e uso compulsivo, come algoritmi manipolativi e scroll infinito progettati per trattenere l’attenzione dei più giovani;
- informare in modo chiaro e corretto sui rischi legati all’uso eccessivo e inconsapevole dei social media.
Altri Paesi hanno già iniziato a intervenire per rafforzare la protezione dei minori online. L’Italia non può restare indietro.
Questa non è una battaglia contro la tecnologia, e non è una battaglia contro i social.
È una richiesta di responsabilità.
Perché l’innovazione non può crescere a scapito del benessere dei più giovani. Perché la tutela di bambini e adolescenti non può dipendere soltanto dalla capacità di ogni singola famiglia di accorgersi del problema in tempo. Perché quando un sistema è progettato per trattenere l’attenzione, servono regole capaci di proteggere chi è più vulnerabile.
I nostri figli non devono essere lasciati soli davanti a meccanismi più forti della loro capacità di difendersi.
Firma questa petizione e chiedi con noi al Governo e al Parlamento di approvare una legge che protegga davvero bambini e adolescenti dalla dipendenza da social.
La tua firma è il primo passo.
Tutela i minori. Agisci ora.

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Petizione creata in data 8 luglio 2026