Proposta di legge ad hoc per tutelare i lavoratori sia dal mobbing e sia dal burnout


Proposta di legge ad hoc per tutelare i lavoratori sia dal mobbing e sia dal burnout
Il problema
Una semplice ricerca su internet ci può fornire la definizione di mobbing e burnout.
- Mobbing: "Forma di vessazione psicologica sistematica e persistente sul posto di lavoro, attuata da superiori o colleghi, tramite una serie di comportamenti ostili e ripetitivi (insulti, isolamento, denigrazione, demansionamento, ecc.) con l'obiettivo di emarginare, umiliare o costringere la vittima a lasciare l'azienda, creando un clima di terrore e isolamento. Il termine deriva dal verbo inglese "to mob" (assalire in gruppo), che riflette la natura di attacco collettivo, e si distingue dal singolo episodio di conflitto per la sua natura reiterata e strategica.
- Burnout: ”Significa letteralmente “bruciarsi, esaurirsi, avere un crollo” ed è stato introdotto per la prima volta nel 1974 dallo psicologo tedesco Herbert Freudenberger. L’elevato rischio di burnout può riguardare tutte le professioni ma, in maniera peculiare, colpisce le cosiddette “professioni di aiuto” (operatori sanitari, medici, infermieri, professionisti della salute mentale, insegnanti ed educatori, forze dell'ordine, caregiver ecc.) che tendono a venire idealizzate per il loro ruolo e caricate di una serie di aspettative che comportano un aumentato rischio di stress e dunque di burnout. Il burnout emerge come esito di una situazione lavorativa connotata da prolungato e cronico Stress lavoro-correlato; quest'ultimo implica che una situazione professionale venga soggettivamente percepita come impegnativa, estenuante e logorante al punto di sentire di non possedere le risorse (interne e/o esterne) per farvi fronte.
Sempre su internet possiamo reperire la normativa legislativa di riferimento e così scopriamo che:
- Il mobbing non è definito come reato a sé stante, ma è perseguibile attraverso il Codice Civile e altre leggi speciali.
- L'art. 2087 del Codice Civile obbliga il datore di lavoro a tutelare la salute fisica e psicologica dei dipendenti, e il mobbing può essere un illecito civile che dà diritto al risarcimento del danno.
- In alcuni casi, le condotte vessatorie possono integrare altri reati, come lo stalking (art. 612-bis c.p.) se provocano ansia e paura, oppure possono essere punite in base a normative specifiche come il D.Lgs. 81/2008 (Testo Unico per la sicurezza sul lavoro). Un nuovo disegno di legge (art. 612-ter) ha introdotto una nuova norma per punire gli atti vessatori in ambito lavorativo, anche se non è ancora legge.
Aspetti legali e tutela
- Danno risarcibile: se provato, il mobbing può dare diritto a un risarcimento per danno biologico (se vi è compromissione della salute fisica/psichica), danno professionale e danno esistenziale.
- Dimissioni per giusta causa: le dimissioni rassegnate a causa di mobbing sono considerate valide per giusta causa.
- Difficoltà di dimostrazione: dimostrare il dolo specifico del datore di lavoro e il nesso causale tra le azioni e i danni subiti è spesso complesso.
Dati sul fenomeno.
- Secondo stime dell'INAIL, in Italia circa 1,51 milioni di lavoratori su 21 milioni sono vittime di mobbing.
Il 70% dei casi si verifica nel settore della pubblica amministrazione. - La durata media del fenomeno è di almeno un anno, ma un caso su tre dura oltre due anni.
Stessa situazione si verifica per il burnout.
- In Italia, il burnout non è ancora una malattia professionale riconosciuta, ma rientra in altre leggi speciali.
- rientra nello stress lavoro-correlato, tutelato dal D.Lgs. 81/08 che obbliga il datore di lavoro a valutarlo e prevenirlo, pena sanzioni, responsabilità civili (risarcimento danni) e persino penali, grazie anche a sentenze della Cassazione che impongono la responsabilità datoriale per ambienti stressanti.
Aspetti legali e tutela
- Si sta discutendo una proposta di legge (A.C. 2309) per introdurre misure più specifiche, come la certificazione del benessere aziendale e il diritto alla disconnessione, già parzialmente normato.
- Risarcimento danni: la Cassazione riconosce il diritto al risarcimento per i danni alla salute causati dallo stress lavoro-correlato.
- Sanzioni per i datori di lavoro: Il D.Lgs 81/08 prevede multe e arresto per mancata valutazione e gestione dello stress lavoro-correlato (es. DVR incompleto, mancata formazione, ecc.).
- INAIL: I lavoratori possono denunciare lo stress lavoro-correlato all'INAIL per ottenere tutele.
Dati sul fenomeno.
- Danni Economici e Aziendali
Costi elevati: Stress e burnout costano alle aziende italiane circa 88,5 miliardi di euro, includendo assenteismo e perdita di produttività.
Inefficienza e errori: Calo della produttività, difficoltà di concentrazione e aumento degli errori sul lavoro. - Danni alla Salute Fisica e Psicologica
Psichici: Ansia, depressione, attacchi di panico, irritabilità, isolamento, cinismo, apatia.
Fisici: Esaurimento, stanchezza cronica, insonnia, disturbi psicosomatici, aumento del rischio di ipertensione, infarti e ictus.
Dipendenze: Aumento del rischio di abuso di alcol, cibo, farmaci o altre sostanze. - Danni Sociali e Relazionali
Isolamento: Distacco emotivo e sociale, poca voglia di partecipare alla vita familiare e sociale.
Conflitti: Aumento di conflitti familiari e interpersonali, con sensazione di essere contro gli altri.
Motivazione di questa petizione.
Per tutti questi motivi sento la necessità che lo Stato emani una legge ad hoc per tutelare la salute di tutti i lavoratori.
Questo problema mi sta particolarmente a cuore perché:
1. I diritti civili e costituzionali dei cittadini devono sempre essere protetti.
2. Le persone che si ammalano a causa di queste pratiche trovano enormi difficoltà nel difendersi e nel cercare giustizia.
3. È un'azione concreta di cittadinanza attiva, per garantire un ambiente lavorativo sano e giusto.
Ecco perché è necessaria l'approvazione di un DDL che protegga efficacemente le vittime di mobbing e burnout. Le misure proposte includono:
1. **Istituzione di una rete di protezione**: Questa rete servirà a tutelare la salute fisica e mentale dei lavoratori, fornendo supporto e risorse necessarie per affrontare le situazioni di mobbing e burnout.
2. **Sanzioni severe**: Chi commette atti di mobbing, o chi ne facilita l'accadimento, deve affrontare pene rigorose. Solo così si potrà garantire un cambiamento reale e deterrente.
3. **Risarcimento economico obbligatorio**: Le persone responsabili di queste azioni devono essere obbligate a risarcire le loro vittime economicamente, riconoscendo il danno subito.
4. **Riconoscimento contributivo**: Lo Stato deve riconoscere 5 anni contributivi alle vittime, permettendo loro di andare in pensione anticipatamente come risarcimento per il tempo e la salute persi.
Ogni giorno, migliaia di lavoratori affrontano questi problemi da soli, privati di risorse adeguate e protezioni legali. È il momento di unirci per sostenere la creazione di un DDL che imponga misure concrete ed efficaci per sradicare il mobbing e il burnout dai nostri luoghi di lavoro.
Firma questa petizione e fai sentire la tua voce per difendere la dignità e i diritti di tutti i lavoratori italiani. Insieme, possiamo fare la differenza.
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Il problema
Una semplice ricerca su internet ci può fornire la definizione di mobbing e burnout.
- Mobbing: "Forma di vessazione psicologica sistematica e persistente sul posto di lavoro, attuata da superiori o colleghi, tramite una serie di comportamenti ostili e ripetitivi (insulti, isolamento, denigrazione, demansionamento, ecc.) con l'obiettivo di emarginare, umiliare o costringere la vittima a lasciare l'azienda, creando un clima di terrore e isolamento. Il termine deriva dal verbo inglese "to mob" (assalire in gruppo), che riflette la natura di attacco collettivo, e si distingue dal singolo episodio di conflitto per la sua natura reiterata e strategica.
- Burnout: ”Significa letteralmente “bruciarsi, esaurirsi, avere un crollo” ed è stato introdotto per la prima volta nel 1974 dallo psicologo tedesco Herbert Freudenberger. L’elevato rischio di burnout può riguardare tutte le professioni ma, in maniera peculiare, colpisce le cosiddette “professioni di aiuto” (operatori sanitari, medici, infermieri, professionisti della salute mentale, insegnanti ed educatori, forze dell'ordine, caregiver ecc.) che tendono a venire idealizzate per il loro ruolo e caricate di una serie di aspettative che comportano un aumentato rischio di stress e dunque di burnout. Il burnout emerge come esito di una situazione lavorativa connotata da prolungato e cronico Stress lavoro-correlato; quest'ultimo implica che una situazione professionale venga soggettivamente percepita come impegnativa, estenuante e logorante al punto di sentire di non possedere le risorse (interne e/o esterne) per farvi fronte.
Sempre su internet possiamo reperire la normativa legislativa di riferimento e così scopriamo che:
- Il mobbing non è definito come reato a sé stante, ma è perseguibile attraverso il Codice Civile e altre leggi speciali.
- L'art. 2087 del Codice Civile obbliga il datore di lavoro a tutelare la salute fisica e psicologica dei dipendenti, e il mobbing può essere un illecito civile che dà diritto al risarcimento del danno.
- In alcuni casi, le condotte vessatorie possono integrare altri reati, come lo stalking (art. 612-bis c.p.) se provocano ansia e paura, oppure possono essere punite in base a normative specifiche come il D.Lgs. 81/2008 (Testo Unico per la sicurezza sul lavoro). Un nuovo disegno di legge (art. 612-ter) ha introdotto una nuova norma per punire gli atti vessatori in ambito lavorativo, anche se non è ancora legge.
Aspetti legali e tutela
- Danno risarcibile: se provato, il mobbing può dare diritto a un risarcimento per danno biologico (se vi è compromissione della salute fisica/psichica), danno professionale e danno esistenziale.
- Dimissioni per giusta causa: le dimissioni rassegnate a causa di mobbing sono considerate valide per giusta causa.
- Difficoltà di dimostrazione: dimostrare il dolo specifico del datore di lavoro e il nesso causale tra le azioni e i danni subiti è spesso complesso.
Dati sul fenomeno.
- Secondo stime dell'INAIL, in Italia circa 1,51 milioni di lavoratori su 21 milioni sono vittime di mobbing.
Il 70% dei casi si verifica nel settore della pubblica amministrazione. - La durata media del fenomeno è di almeno un anno, ma un caso su tre dura oltre due anni.
Stessa situazione si verifica per il burnout.
- In Italia, il burnout non è ancora una malattia professionale riconosciuta, ma rientra in altre leggi speciali.
- rientra nello stress lavoro-correlato, tutelato dal D.Lgs. 81/08 che obbliga il datore di lavoro a valutarlo e prevenirlo, pena sanzioni, responsabilità civili (risarcimento danni) e persino penali, grazie anche a sentenze della Cassazione che impongono la responsabilità datoriale per ambienti stressanti.
Aspetti legali e tutela
- Si sta discutendo una proposta di legge (A.C. 2309) per introdurre misure più specifiche, come la certificazione del benessere aziendale e il diritto alla disconnessione, già parzialmente normato.
- Risarcimento danni: la Cassazione riconosce il diritto al risarcimento per i danni alla salute causati dallo stress lavoro-correlato.
- Sanzioni per i datori di lavoro: Il D.Lgs 81/08 prevede multe e arresto per mancata valutazione e gestione dello stress lavoro-correlato (es. DVR incompleto, mancata formazione, ecc.).
- INAIL: I lavoratori possono denunciare lo stress lavoro-correlato all'INAIL per ottenere tutele.
Dati sul fenomeno.
- Danni Economici e Aziendali
Costi elevati: Stress e burnout costano alle aziende italiane circa 88,5 miliardi di euro, includendo assenteismo e perdita di produttività.
Inefficienza e errori: Calo della produttività, difficoltà di concentrazione e aumento degli errori sul lavoro. - Danni alla Salute Fisica e Psicologica
Psichici: Ansia, depressione, attacchi di panico, irritabilità, isolamento, cinismo, apatia.
Fisici: Esaurimento, stanchezza cronica, insonnia, disturbi psicosomatici, aumento del rischio di ipertensione, infarti e ictus.
Dipendenze: Aumento del rischio di abuso di alcol, cibo, farmaci o altre sostanze. - Danni Sociali e Relazionali
Isolamento: Distacco emotivo e sociale, poca voglia di partecipare alla vita familiare e sociale.
Conflitti: Aumento di conflitti familiari e interpersonali, con sensazione di essere contro gli altri.
Motivazione di questa petizione.
Per tutti questi motivi sento la necessità che lo Stato emani una legge ad hoc per tutelare la salute di tutti i lavoratori.
Questo problema mi sta particolarmente a cuore perché:
1. I diritti civili e costituzionali dei cittadini devono sempre essere protetti.
2. Le persone che si ammalano a causa di queste pratiche trovano enormi difficoltà nel difendersi e nel cercare giustizia.
3. È un'azione concreta di cittadinanza attiva, per garantire un ambiente lavorativo sano e giusto.
Ecco perché è necessaria l'approvazione di un DDL che protegga efficacemente le vittime di mobbing e burnout. Le misure proposte includono:
1. **Istituzione di una rete di protezione**: Questa rete servirà a tutelare la salute fisica e mentale dei lavoratori, fornendo supporto e risorse necessarie per affrontare le situazioni di mobbing e burnout.
2. **Sanzioni severe**: Chi commette atti di mobbing, o chi ne facilita l'accadimento, deve affrontare pene rigorose. Solo così si potrà garantire un cambiamento reale e deterrente.
3. **Risarcimento economico obbligatorio**: Le persone responsabili di queste azioni devono essere obbligate a risarcire le loro vittime economicamente, riconoscendo il danno subito.
4. **Riconoscimento contributivo**: Lo Stato deve riconoscere 5 anni contributivi alle vittime, permettendo loro di andare in pensione anticipatamente come risarcimento per il tempo e la salute persi.
Ogni giorno, migliaia di lavoratori affrontano questi problemi da soli, privati di risorse adeguate e protezioni legali. È il momento di unirci per sostenere la creazione di un DDL che imponga misure concrete ed efficaci per sradicare il mobbing e il burnout dai nostri luoghi di lavoro.
Firma questa petizione e fai sentire la tua voce per difendere la dignità e i diritti di tutti i lavoratori italiani. Insieme, possiamo fare la differenza.
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I decisori

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Petizione creata in data 6 dicembre 2025