Rimborso agli Azionisti ed obbligazionisti della Banca Popolare di Bari


Rimborso agli Azionisti ed obbligazionisti della Banca Popolare di Bari
Il problema
A seguito delle note vicende da tempo segnalate anche dai Media, la Banca Popolare di Bari (BPB) è stata posta in Amministrazione Straordinaria da parte della Banca d’Italia che, il 16/12/2019, ha esautorato gli organi in carica nominando Commissari Straordinari il Dott. Enrico Aiello e Dott. Antonio Blandini.
Contestualmente è stato pubblicato sulla G.U. n° 294, il D.L. n.142/19 relativo alle misure urgenti per il sostegno al sistema creditizio per il mezzogiorno e per la realizzazione di una banca d’investimento, il cosiddetto "decreto salva BPB".
Ad oggi né nel decreto legge e suoi allegati, né nelle audizioni della commissione finanza né in alcun documento ufficiale governativo è stato fatto riferimento su come ristorare gli azionisti "truffati" senza ombra di dubbio.
La stragrande maggioranza dei 70.000 Azionisti della BpB non sono investitori/speculatori così come la legge li classifica detenendo tali titoli; sono risparmiatori (padri e madri di famiglia) coinvolti con raggiro nell’acquisto di prodotti finanziari azionari inadeguati, a monte, al proprio profilo di rischio (MiFid); in possesso persino di elevate concentrazioni di azioni BPB vendute recentemente attraverso lo smobilizzo contemporaneo di altre forme di investimento a basso rischio detenute, ingannati da informazioni truffaldine fornite da “compiacenti” dipendenti della banca, i quali, da fiduciari pluriennali, rassicuravano personalmente di essere titoli “liquidi” facilmente smobilizzabili dalla stessa banca (titolo non quotato), in breve tempo, in denaro contante in caso di necessità.
A conferma che di truffa si è trattata ci sono le circa 200 e più decisioni arbitrali A.C.F. - Consob a favore degli azionisti BPB nonché le motivazioni che hanno comminato le sanzioni di qualche milione di euro ai vertici della BPB da parte della Consob, confermate successivamente dal Tribunale di Bari in appello.
Si chiede al Governo Italiano ed alla politica tutta di porre rimedio a tale ennesimo scempio finanziario dando un forte segnale all'opinione pubblica nella tutela del risparmio tradito degli italiani, costituzionalmente protetto, (come anche il salvataggio della BPB e dei suoi dipendenti) attraverso (e/o):
1) Istituzione di un fondo per rimborsare gli azionisti truffati (tipo F.I.R. - Fondo Indennizzo Risparmiatori);
2) Rimborso attraverso decisioni arbitrali individuali tipo A.C.F.-Consob;
3) Individuazione, condivisa con comitati/associazioni a tutela degli azionisti, di soluzioni finanziarie alternative a valori congrui rispetto a quello di acquisto del titolo, anche come indennizzo di prima istanza attraverso l'emissione di obbligazioni non subordinate (anche senza remunerazione col solo capitale garantito) a medio-lungo termine (max 10-15 anni) ed esenti da tasse di successione e/o altre imposizioni fiscali;
4) Riconoscimento del diritto di recesso, attualmente sospeso, ma previsto dalle leggi vigenti, secondo una forma appropriata e ad un valore congruo e condiviso.
Chiediamo vivamente ai Commissari Straordinari quali intermediari con il Governo e BKI di sedersi presto al tavolo delle trattative e sottoscrivere a mezzo di delegati un accordo scritto condiviso con garanzia di rimborso prima dell’Assemblea dei soci straordinaria di fine giugno 2020 per un’ “equilibrata” risoluzione della vicenda che coinvolge drammaticamente da diversi anni tante famiglie di onesti risparmiatori;
Vi esortiamo a non ripetere la drammatica esperienza personale vissuta dagli azionisti (obbligazionisti) delle altre banche in L.C.A. (BpVi, Veneto Banca, ecc.) che in buona fede non solo hanno acconsentito alla trasformazione in SpA ritrovandosi poi azzerati, senza risorse ed in preda al pagamento dei debiti/mutui contratti persino con la stessa banca debitrice incorporata ad un prezzo irrisorio;
Invitiamo chi pensa subdolamente di ABBINDOLARCI ed UMILIARCI ancora, di desistere da provvedimenti legislativi/amministrativi “forzosi” posti in essere al fine di esautorarci; i 70.000 mila azionisti e le diverse migliaia di risparmiatori retail in qualità di obbligazionisti vi osservano e vi giudicano; la dignità ed il rispetto delle parti se mancherà, pregiudicherà ulteriormente i rapporti di fiducia con le istituzioni nonché il prossimo futuro della “Banca d’investimento del Mezzogiorno”; rischiate non solo di perdere il Vostro “bene” fondamentale il “cittadino/risparmiatore” nonché costringerete tantissimi azionisti ed obbligazionisti a manifestare pubblicamente in tutte le forme lecite nonché ad adire le vie legali/giudiziarie a garanzia del diritto costituzionale alla tutela del risparmio.
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Il problema
A seguito delle note vicende da tempo segnalate anche dai Media, la Banca Popolare di Bari (BPB) è stata posta in Amministrazione Straordinaria da parte della Banca d’Italia che, il 16/12/2019, ha esautorato gli organi in carica nominando Commissari Straordinari il Dott. Enrico Aiello e Dott. Antonio Blandini.
Contestualmente è stato pubblicato sulla G.U. n° 294, il D.L. n.142/19 relativo alle misure urgenti per il sostegno al sistema creditizio per il mezzogiorno e per la realizzazione di una banca d’investimento, il cosiddetto "decreto salva BPB".
Ad oggi né nel decreto legge e suoi allegati, né nelle audizioni della commissione finanza né in alcun documento ufficiale governativo è stato fatto riferimento su come ristorare gli azionisti "truffati" senza ombra di dubbio.
La stragrande maggioranza dei 70.000 Azionisti della BpB non sono investitori/speculatori così come la legge li classifica detenendo tali titoli; sono risparmiatori (padri e madri di famiglia) coinvolti con raggiro nell’acquisto di prodotti finanziari azionari inadeguati, a monte, al proprio profilo di rischio (MiFid); in possesso persino di elevate concentrazioni di azioni BPB vendute recentemente attraverso lo smobilizzo contemporaneo di altre forme di investimento a basso rischio detenute, ingannati da informazioni truffaldine fornite da “compiacenti” dipendenti della banca, i quali, da fiduciari pluriennali, rassicuravano personalmente di essere titoli “liquidi” facilmente smobilizzabili dalla stessa banca (titolo non quotato), in breve tempo, in denaro contante in caso di necessità.
A conferma che di truffa si è trattata ci sono le circa 200 e più decisioni arbitrali A.C.F. - Consob a favore degli azionisti BPB nonché le motivazioni che hanno comminato le sanzioni di qualche milione di euro ai vertici della BPB da parte della Consob, confermate successivamente dal Tribunale di Bari in appello.
Si chiede al Governo Italiano ed alla politica tutta di porre rimedio a tale ennesimo scempio finanziario dando un forte segnale all'opinione pubblica nella tutela del risparmio tradito degli italiani, costituzionalmente protetto, (come anche il salvataggio della BPB e dei suoi dipendenti) attraverso (e/o):
1) Istituzione di un fondo per rimborsare gli azionisti truffati (tipo F.I.R. - Fondo Indennizzo Risparmiatori);
2) Rimborso attraverso decisioni arbitrali individuali tipo A.C.F.-Consob;
3) Individuazione, condivisa con comitati/associazioni a tutela degli azionisti, di soluzioni finanziarie alternative a valori congrui rispetto a quello di acquisto del titolo, anche come indennizzo di prima istanza attraverso l'emissione di obbligazioni non subordinate (anche senza remunerazione col solo capitale garantito) a medio-lungo termine (max 10-15 anni) ed esenti da tasse di successione e/o altre imposizioni fiscali;
4) Riconoscimento del diritto di recesso, attualmente sospeso, ma previsto dalle leggi vigenti, secondo una forma appropriata e ad un valore congruo e condiviso.
Chiediamo vivamente ai Commissari Straordinari quali intermediari con il Governo e BKI di sedersi presto al tavolo delle trattative e sottoscrivere a mezzo di delegati un accordo scritto condiviso con garanzia di rimborso prima dell’Assemblea dei soci straordinaria di fine giugno 2020 per un’ “equilibrata” risoluzione della vicenda che coinvolge drammaticamente da diversi anni tante famiglie di onesti risparmiatori;
Vi esortiamo a non ripetere la drammatica esperienza personale vissuta dagli azionisti (obbligazionisti) delle altre banche in L.C.A. (BpVi, Veneto Banca, ecc.) che in buona fede non solo hanno acconsentito alla trasformazione in SpA ritrovandosi poi azzerati, senza risorse ed in preda al pagamento dei debiti/mutui contratti persino con la stessa banca debitrice incorporata ad un prezzo irrisorio;
Invitiamo chi pensa subdolamente di ABBINDOLARCI ed UMILIARCI ancora, di desistere da provvedimenti legislativi/amministrativi “forzosi” posti in essere al fine di esautorarci; i 70.000 mila azionisti e le diverse migliaia di risparmiatori retail in qualità di obbligazionisti vi osservano e vi giudicano; la dignità ed il rispetto delle parti se mancherà, pregiudicherà ulteriormente i rapporti di fiducia con le istituzioni nonché il prossimo futuro della “Banca d’investimento del Mezzogiorno”; rischiate non solo di perdere il Vostro “bene” fondamentale il “cittadino/risparmiatore” nonché costringerete tantissimi azionisti ed obbligazionisti a manifestare pubblicamente in tutte le forme lecite nonché ad adire le vie legali/giudiziarie a garanzia del diritto costituzionale alla tutela del risparmio.
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I decisori

Petizione creata in data 21 maggio 2020