Reinseriamo l'I​.​P​.​A. tra i Pubblici Elenchi per le Notifiche Telematiche

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L'Italia sta vivendo una emergenza sanitaria nazionale a causa del #Covid19 #Coronavirus che sta incidendo profondamente nelle relazioni e nell'ambito del lavoro coinvolgendo anche il mondo della Giustizia.

Il Governo sta adottando tutte le misure necessarie a ridurre al minimo la diffusione del virus, favorendo l'uso dello Smart Working, l'impiego delle tecnologie digitali nel lavoro, modalità di pagamento elettroniche.

Nella Giustizia il Governo ha disposto l'obbligo del deposito telematico di tutti gli atti fino al 31/05/2020 in tutti i tribunale e nelle Corti di Appello [Art. 2, co. 6 DL 11/2020], sta favorendo l'impiego di tecnologie remote per le udienze .

MA NON BASTA! DOBBIAMO FARE DI PIÙ, POSSIAMO FARE DI PIÙ.

A causa dell'emergenza sanitaria in corso una delle attività più rilevanti nell'ambito giudiziario, la notificazione degli atti giudiziari, è ferma, con gravi pregiudizi dei diritti e ricadute drammatiche, sia per la sospensione dei termini, disposta fino al 22/03/2020 [Art. 1, co. 1 e 2 DL 11/2020], sia soprattutto perché gli Ufficiale giudiziari riducono il più possibile il contatto esterno. A riguardo sono stati presi provvedimenti restrittivi regolamentati gli accessi agli Uffici NEP, addetti alle notifiche.

In questo momento difficile per tutti, una preziosa opportunità che hanno gli Avvocati per evitare di contagiarsi e, a loro volta, di diffondere il virus, è data dalla possibilità di effettuare le notifiche telematiche soprattutto verso la Pubblica Amministrazione, in generale, e verso l'I.N.P.S. in materia di previdenza e assistenza, dotati per legge di Posta Elettronica Certificata.

Con l’avvento dei Processi Telematici nel Contenzioso Civile, nell'Amministrativo, nel Tributario e nel Penale (relativo al SNT) e delle notifiche telematiche, l’art. 3-bis l. 53/1994 disciplina la notifica che “si esegue a mezzo di posta elettronica certificata all’indirizzo risultante da pubblici elenchi"

Allo stato sono considerati Pubblici Elenchi:

  1. A.N.P.R.: in corso di formazione, che includerà tutti gli indirizzi PEC comunicati dai cittadini alla Pubblica Amministrazione. 
  2. il RegIndE (professionisti e PPAA), gestito dal Ministero della Giustizia, consultabile tramite l’area riservata del Portale dei Servizi Telematici del Ministero della Giustizia
  3. INIPEC (Professionisti e Imprese), tenuto dal Ministero dello Sviluppo economico, consultabile liberamente online
  4. Registro delle Imprese (Imprese), tenuto dalle Camere di Commercio, e consultabile online

Era inizialmente annoverato nella tipologia dei “registri pubblici” [art. 16, co. 8 d.l. n. 185/2008], anche l'indice dei domicili digitali delle Pubbliche Amministrazioni e dei gestori di pubblici servizi (IPA), gestito dall'Agenzia per l'Italia Digitale, dove sono censite tutte le pubbliche amministrazioni italiane ed è usato per la fattura elettronica, obbligatoria dal 31 marzo 2015, verso la PA.

Tuttavia oggi il registro IPA, che è pubblicamente e liberamente consultabile online, non è più considerato un pubblico registro dal quale estrarre l’indirizzo PEC di una P.A. ai fini della notifica di atti in materia civile, amministrativa e stragiudiziale.

Di fatto l'unico Pubblico Elenco degli indirizzi P.E.C. di tutta la Pubblica Amministrazione italiana è il RegIndE del Ministero della Giustizia che ha le seguenti limitazioni:

  1. È consultabile soltanto da uffici giudiziari, Uffici N.E.P. e dagli utenti abilitati esterni (Avvocati e CTU), accedendo all'area riservata del Portale dei Servizi Telematici del ministero della Giustizia.
  2. Soltanto una minima parte delle P.A. ha ottemperato all’obbligo di comunicare al Ministero il proprio indirizzo PEC. Così risulta assai frequente non trovare in tale registro l’indirizzo di posta elettronica certificata della P.A. alla quale si deve eseguire la notifica nel caso concreto.
  3. Nel RegIndE può essere associato al codice fiscale dell'Ente una sola PEC. Di fatto sono esclusi tutti gli Enti, come l'INPS, che hanno un solo codice fiscale ma ramificazione territoriale, parti in causa del giudizio.

Anche le PEC dell'INPS,  non risultano, allo stato, censite da alcun pubblico registro impiegabile ai fini della notifica di atti giudiziari.

Quale soluzione in questa situazione di emergenza? REINSERIRE L'IPA TRA I PUBBLICI ELENCHI.

Si risolverebbero tutte le criticità sopra elencate e renderebbe più agevole il lavoro di tutti gli operatori nella Giustizia (Smart Working). Una soluzione semplice perché:

  1. L'IPA è già attivo e sono censite tutte le Pubbliche Amministrazioni d'Italia, compresa l'INPS e le sue dislocazioni territoriali.
  2. È stato già un Pubblico Elenco, usato per le notifiche telematiche, e l'intervento normativo sarebbe rapido e immediato, rispondendo a esigenza di necessità e urgenza
  3. Costituirebbe un aiuto concreto, immediato, reale, proattivo per tutti gli Operatori del Diritto: Avvocati, CTU, UNEP, Uffici Giudiziari.
  4. Anche la PA si adeguerebbe all'obbligo di censire le proprie P.E.C., già vigente per i Professionisti e le Imprese
  5. Si porrebbe termine a tutte contestazioni ed eccezioni dilatorie sollevate nei giudizi e si limiterebbe la "libera interpretazione" rimessa alla Giurisprudenza sull'efficacia o no delle notifiche telematiche con risparmio di costi, tempi e risorse.
  6. Il censimento di tutti i soggetti pubblici e privati genera circoli virtuosi legati a:
    1. Certezza dei rapporti tra i soggetti
    2. Valore legale delle comunicazioni
    3. Sicurezza della salute pubblica: si evita la circolazione dei soggetti in questo momento storico
    4. Impatto ambientale pari a zero: la PEC rende più ecologiche le procedure documentali, attraverso l’eliminazione della carta
    5. Risparmio di tempo e costi, di risorse ed energie al #sistemapaese
  7. È favorita la digitalizzazione e la dematerializzazione sia nel privato che nel pubblico del nostro #sistemapaese, quindi veicolo e volano di #culturadigitale e impatto 0 per l'Ambiente.  

Alcuni mi hanno chiesto se fare questa petizione online "dal basso" cambierà qualcosa? Per me è comunque un segnale e se non lo diamo noi questo segnale, al “cervello" non arriverà mai l'INPUT. Un po' quando uno si scotta. Il cervello (ap)prende coscienza dello shock solo scottandosi.

Non è la soluzione finale che risolverà tutti i problemi, ma è un porre termine un’omissione che da tempo si stava trascinando. Per questo che chiedo anche il tuo aiuto.

Grazie alla Rete ora tocca a noi. Ancora di più in questo momento ognuno di noi deve fare Rete.

SOTTOSCRIVI, SOSTIENI, CONDIVIDI nella tua rete sociale  DIFFONDI (virtualmente ;-) ), questa PETIZIONE.

Grazie <3