

A SCUOLA: PASTO DA CASA IN ALTERNATIVA A QUELLO OFFERTO DALLA RISTORAZIONE SCOLASTICA


A SCUOLA: PASTO DA CASA IN ALTERNATIVA A QUELLO OFFERTO DALLA RISTORAZIONE SCOLASTICA
Il problema
Non esiste nessuna normativa e/o direttiva regionale, nazionale, europea che vieti il consumo dei pasti portati da casa all’interno degli edifici scolastici - infatti ogni giorno, nelle scuole, gli studenti già consumano liberamente la merenda portata da casa durante la pausa del mattino - esiste invece l’art. 32 della Costituzione che garantisce il diritto a “scelte alimentari autonome”. L’ ASL non può vietare quindi la consumazione del pasto portato da casa, ma deve limitarsi a suggerire gli alimenti consigliati o sconsigliati, nonché le procedure per il loro mantenimento. Abbiamo inoltre avuto conferma dall'ASL 1 di Torino (documenti a nostre mani) che non esiste nessuna legge che vieti la coesistenza di pasto da casa e pasto fornito dalla mensa nei locali mensa, che sono peraltro proprietà della scuola. La legislazione è la stessa che vige nelle aziende, dove infatti chi mangia il pasto da casa può sedere accanto a chi mangia il pasto della mensa.
Già oggi chi sceglie menù alternativo, vuoi per allergie, vuoi per scelte religiose, vuoi per scelte alimentari (è stato di recente introdotto il menù vegano), siede accanto a chi mangia menù standard.
In alcune scuole della nostra regione l’alternativa del pasto da casa è presente già da qualche anno e nel resto dei Paesi europei c’è sempre stata. Con il pasto portato da casa si potrebbe evitare l’uscita dei bambini da scuola per il pranzo, fenomeno ora in aumento a causa dell’alto costo delle mense e del menù fisso, evitando così un disagio al bambino e alla sua famiglia. Si risolverebbe il problema di numerosi bambini che rimangono quasi digiuni (talvolta a pane e acqua) perché il menù fisso non consente alternativa. Il costo del pasto da casa sarebbe minimo al contrario dell’alto costo del pasto della mensa, che incide pesantemente sul bilancio familiare soprattutto in presenza di più figli e spesso è causa di debito sia con la società di ristorazione che con l’amministrazione comunale. Il pasto portato da casa andrebbe incontro alle richieste e alle esigenze di molte famiglie e concorrerebbe a migliorare la qualità della loro vita.
Inoltre essendo il tempo mensa (attenzione, non la mensa, ma il tempo mensa) parte integrante dell'orario scolastico a tempo pieno, questo sarebbe l'unico modo per non far perdere ore curricolari agli studenti. Alle elementari l'assistenza è già garantita dagli insegnanti che sono pagati dallo Stato sia per l'orario di servizio durante il tempo mensa, sia per lo stesso pasto. È quindi scorretto privare gli studenti, che non vogliano scegliere il pasto mensa, di un servizio di sorveglianza in quell'orario che deve essere garantito a tutti e che tutti i genitori pagano con le tasse.
Esiste una chiara sentenza del TAR del Piemonte che dice che la mensa deve essere un servizio a domanda individuale (documenti a nostre mani).
È poi scritto nella stessa Costituzione italiana che la scuola dell'obbligo deve essere gratuita. I costi imposti ai genitori che, lavorando nell'orario di pranzo, sono impossibilitati a prelevare il figlio in tale orario, sono una discriminazione che va contro gli stessi principi della Costituzione.
Chiediamo quindi che venga riconosciuto il diritto di scelta tra pasto da casa e pasto mensa da consumarsi in sala mensa tutti insieme a tutti gli studenti di ogni ordine e grado.
Il problema
Non esiste nessuna normativa e/o direttiva regionale, nazionale, europea che vieti il consumo dei pasti portati da casa all’interno degli edifici scolastici - infatti ogni giorno, nelle scuole, gli studenti già consumano liberamente la merenda portata da casa durante la pausa del mattino - esiste invece l’art. 32 della Costituzione che garantisce il diritto a “scelte alimentari autonome”. L’ ASL non può vietare quindi la consumazione del pasto portato da casa, ma deve limitarsi a suggerire gli alimenti consigliati o sconsigliati, nonché le procedure per il loro mantenimento. Abbiamo inoltre avuto conferma dall'ASL 1 di Torino (documenti a nostre mani) che non esiste nessuna legge che vieti la coesistenza di pasto da casa e pasto fornito dalla mensa nei locali mensa, che sono peraltro proprietà della scuola. La legislazione è la stessa che vige nelle aziende, dove infatti chi mangia il pasto da casa può sedere accanto a chi mangia il pasto della mensa.
Già oggi chi sceglie menù alternativo, vuoi per allergie, vuoi per scelte religiose, vuoi per scelte alimentari (è stato di recente introdotto il menù vegano), siede accanto a chi mangia menù standard.
In alcune scuole della nostra regione l’alternativa del pasto da casa è presente già da qualche anno e nel resto dei Paesi europei c’è sempre stata. Con il pasto portato da casa si potrebbe evitare l’uscita dei bambini da scuola per il pranzo, fenomeno ora in aumento a causa dell’alto costo delle mense e del menù fisso, evitando così un disagio al bambino e alla sua famiglia. Si risolverebbe il problema di numerosi bambini che rimangono quasi digiuni (talvolta a pane e acqua) perché il menù fisso non consente alternativa. Il costo del pasto da casa sarebbe minimo al contrario dell’alto costo del pasto della mensa, che incide pesantemente sul bilancio familiare soprattutto in presenza di più figli e spesso è causa di debito sia con la società di ristorazione che con l’amministrazione comunale. Il pasto portato da casa andrebbe incontro alle richieste e alle esigenze di molte famiglie e concorrerebbe a migliorare la qualità della loro vita.
Inoltre essendo il tempo mensa (attenzione, non la mensa, ma il tempo mensa) parte integrante dell'orario scolastico a tempo pieno, questo sarebbe l'unico modo per non far perdere ore curricolari agli studenti. Alle elementari l'assistenza è già garantita dagli insegnanti che sono pagati dallo Stato sia per l'orario di servizio durante il tempo mensa, sia per lo stesso pasto. È quindi scorretto privare gli studenti, che non vogliano scegliere il pasto mensa, di un servizio di sorveglianza in quell'orario che deve essere garantito a tutti e che tutti i genitori pagano con le tasse.
Esiste una chiara sentenza del TAR del Piemonte che dice che la mensa deve essere un servizio a domanda individuale (documenti a nostre mani).
È poi scritto nella stessa Costituzione italiana che la scuola dell'obbligo deve essere gratuita. I costi imposti ai genitori che, lavorando nell'orario di pranzo, sono impossibilitati a prelevare il figlio in tale orario, sono una discriminazione che va contro gli stessi principi della Costituzione.
Chiediamo quindi che venga riconosciuto il diritto di scelta tra pasto da casa e pasto mensa da consumarsi in sala mensa tutti insieme a tutti gli studenti di ogni ordine e grado.
PETIZIONE CHIUSA
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Petizione creata in data 2 ottobre 2015