LA SCUOLA IN PRIMO BANCO!

0 hanno firmato. Arriviamo a 2.500.


La scuola deve essere LA priorità. Dopo quasi un anno, non è più accettabile che i nostri ragazzi e i loro diritti vengano calpestati, bypassati e ingannati.

Le motivazioni portate dalla politica per la scelta dei giorni scorsi di procrastinare il prossimo rientro in classe fino a dopo il 31 gennaio appaiono pretenziose e fuorvianti.

Vengono presentati i numeri dei contagi della fascia d’eta 0-19, registrati da settembre a dicembre scorsi, come una delle principali giustificazioni. 1908 casi, presi singolarmente e senza un parametro riferito al numero complessivo degli iscritti alle scuole del Friuli Venezia Giulia che risultano essere attualmente 162.887, o al totale dei contagiati in Regione che risultano essere 46.258 (dati del Sole 24 ore).   Quindi, tra settembre e dicembre, in percentuale i contagi tra gli studenti (1.908/162.887 = 1,17%) sono meno di un terzo dei contagi nella popolazione del FVG (46.258/1.215.000 =3,8%). Inoltre va sottolineato che i contagi tra i ragazzi della fascia 0-19 sono aumentati in dicembre, cioè quando le scuole superiori erano chiuse.

La criticità relativa all’assembramento sui mezzi di trasporto, dopo mesi di attesa, era stata risolta.

I Dirigenti scolastici, ottemperando alle disposizioni dei Prefetti, avevano già organizzato il rientro in presenza sia al 50% che al 75%, con una programmazione dell’inizio e del termine delle lezioni in fasce orarie scaglionate. Di tale piano erano già stati informati sia gli studenti che le famiglie.

La scelta di posticipare il rientro a scuola pare quindi frutto di incapacità decisionali, disinteresse nei confronti del diritto che hanno i ragazzi di essere istruiti ed educati o peggio ancora di una scelta consapevole di sacrificare sempre la stessa fascia di popolazione che si sa avere poco potere di protestare.

Noi, genitori, insegnanti, educatori, adulti di riferimento continuiamo a stimolare i ragazzi allo studio sottolineando l’importanza della formazione per la loro crescita, chiediamo loro un sacrificio rinunciando alle lezioni in presenza al 100%, ma poi nei fatti ci scontriamo con un modello di società in cui la cura verso l’istruzione viene derisa da falsi annunci di rientro. Li stiamo prendendo in giro, comprandoli con possibili sanatorie finali, che hanno il sapore del fallimento educativo. Le scuole superiori stanno registrando una dispersione scolastica mai osservata prima, come evidenziato dalle indagini di Ipsos per Save The Children, ma non si ritiene urgente intervenire.

Se la didattica a distanza può sopperire a situazioni di emergenza momentanea, non può e non deve minimamente essere equiparata al ruolo della scuola in presenza.

Con queste scelte non solo si stanno facendo danni non quantificabili oggi, ma si stanno trasmettendo alle nuove generazioni l'inettitudine, l'apatia, la scarsa considerazione dell'importanza dello studio e della cultura.

I ragazzi hanno il diritto di andare a scuola.

Noi adulti abbiamo il dovere di garantire loro questo diritto.

Pertanto chiediamo il rientro a scuola immediato e definitivo di tutti gli studenti e chiediamo che la scuola in presenza venga messa tra le priorità di questa Regione.