SUPERMERCATI CHIUSI LA DOMENICA

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Il problema

Negozi chiusi la Domenica nel rispetto del personale dipendente dei Supermercati, Centri Commerciali e piccoli negozi di Commercio in Campania e in Italia.

DICO NO all'apertura nei giorni festivi di negozi commerciali piccole e grandi imprese,per il diritto al riposo di chi lavora e per rispettare la tradizione dello stare insieme in famiglia almeno i gioni festivi. Lavorare per vivere? O vivere per lavorare?

Il lavoro domenicale era regolamentato dal decreto Bersani; prevedeva la possibilità per gli esercizi commerciali di aprire ogni prima domenica del mese, tutte quelle di dicembre, tre (3) ultime domeniche del mese nel corso dell’ anno ed il 30% delle possibili aperture concesse dal comune di appartenenza. La domenica, se non a seguito di una concessione comunale, era vietato panificare.

Col decreto salva Italia del governo Monti del 2011, dal gennaio 2012 è stata data la possibilità ai commercianti, piccoli, medi e grandi ( anche se in realtà è stata la vittoria della grande distribuzione dopo lunghi anni di pressioni ) di aprire 24 ore al giorno, 7 giorni su 7, 12 mesi l’anno. In pratica una totale liberalizzazione degli orari di apertura ( prima si potevano tenere aperti i negozi 13 ore al giorno ). Ovviamente è saltato anche il divieto alla panificazione domenicale.

Si tenga presente che numerose sentenze nel corso degli ultimi 3 anni hanno decretato che nelle giornate FESTIVE, siano esse laiche o religiose ( NON le domeniche ), nessuno, a prescindere dal contratto firmato, ha l’obbligo di lavorare. Vale per i dipendenti del commercio, ma vale anche per i lavoratori del turismo.

Diversa, invece, la gestione del lavoro domenicale. Questo è regolamentato dai contratti nazionali e dai contratti aziendali e comunque di secondo livello ( contratti integrativi ).

Contratti nazionali che fanno riferimento alla legislazione ante decreto Monti, per cui in realtà è abbastanza complicato destreggiarsi in quegli articoli per capire realmente quale comportamento tenere. Tant’è che in molte aziende, soprattutto della grande distribuzione, sono stati siglati dei contratti integrativi tra padroni e confederali di settore per la gestione del lavoro domenicale.

Non entriamo nel merito dei contratti perché se da un lato potremmo tediare, dall’altro dovremmo fare un lungo elenco di questioni sindacali da risultare un po’ troppo “tecnico” e comunque non perfettamente in linea con l’intento di questo articolo.

Si sappia comunque, che per i lavoratori sono tutti accordi a perdere !

Il decreto salva Italia non obbliga ad aprire la domenica ed i festivi, ma va da sé che i padroni non aspettavano altro. Hanno iniziato ad aprire tutti i giorni, festivi e domeniche. Qualcuno all’inizio solo mezza giornata, qualcun altro h 24 ( seppur nel tempo con qualche piccolo passo indietro su l’h 24 ).

L’idea di fondo che sottende questa impostazione è che aprendo di più si guadagna di più e si assumono più lavoratori. La realtà in modo implacabile ha dimostrato che gli incassi non sono aumentati, ma sono solamente spalmati su 7 giorni anzichè su 6. Tutti i lavoratori assunti dopo il decreto Monti, sono stati assunti con la domenica obbligatoria nel contratto, siano essi full time che part time ( ribadisco che anche per costoro non c’è obbligo di lavoro nelle giornate di festa ). Questo ha dato la possibilità alle aziende di avere una buona coperture domenicale con un minimo di spesa, considerato che il contratto nazionale prevede una misera maggiorazione del 30 %. Per i vecchi contratti full time sono intervenuti gli accordi aziendali a far si che abbiano l’obbligo del lavoro domenicale seppur in modo articolato. In questo caso, chi aveva delle maggiorazioni sul lavoro domenicale di maggior favore rispetto al contratto nazionale, pur restando migliorative, hanno visto ridursi drasticamente i miseri guadagni.

Per chi lavora nel settore del commercio queste aperture domenicali sono una iattura; obbligo al lavoro domenicale; aumento dei carichi di lavoro ( il personale non è aumentato, per cui tutti i full time che lavorano di domenica, fruiscono del riposo in settimana, quindi quasi mai il personale è al completo neanche nei giorni feriali ); riposi compensativi al lavoro domenicale spesso decisi dall’azienda o presi in base agli impegni familiari, quindi riduzione della vita sociale; nessun vero miglioramento salariale.

Questi alcuni aspetti di natura sindacale rispetto al lavoro domenicale.

 

 

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Emilio MadonnaPromotore della petizione

I decisori

Vincenzo De Luca
Presidente Regione Campania
Mario Draghi
Mario Draghi
Presidente del Consiglio dei Ministri

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