Coltivazione orti privati durante il coronavirus

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Il DPCM 11 marzo 2020 e smi (decreto #IoRestoaCasa ) a seguito della pandemia mondiale del Coronavirus, ha giustamente emanato decreti atti a limitare la diffusione del virus e di conseguenza la limitazione della nostra libertà di movimento.

Chiediamo a gran voce che venga data la possibilità della coltivazione di un orto o frutteto a tutte quelle persone che lo fanno solo per uso hobbistico e non sono dotate di partita iva, che lo hanno magari a poca distanza dalla propria abitazione principale, e che per loro è fonte di autosostentamento oltre che di benessere psico-fisico.

Andare a coltivare un orto in piena campagna evita di sicuro assembramenti di persone, evita code al supermercato nell'acquisto di frutta e verdura dove invece questi assembramenti si verificano, è quindi in perfetta linea con le direttive emanate dal governo.

La terra è una risorsa, è un bene primario di sostentamento, i piccoli coltivatori e gli hobbisti sono numerosi, anche possedendo solo poche centinaia o migliaia di metri quadrati la loro somma porta a numeri considerevoli nella coltivazione, perlopiù sana, biologica e genuina.

Possono contribuire ad alleggerire il compito della filiera dell'agricoltura professionale in merito alla produzione di frutta ed ortaggi, filiera che potrebbe anche avere problemi di produzione in questo periodo di limitazioni a livello nazionale.

La coltivazione dei piccoli orti è sempre stata una realtà rurale di sostentamento economico, non togliamo questa opportunità agli Italiani.