Petizione per l' abolizione dell' isolamento diurno

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Il problema

PETIZIONE POPOLARE PER L’ABOLIZIONE DELL’ART.72 DEL CODICE PENALE 

Ai membri del Parlamento Italiano 
p.c.
Alle Commissioni Giustizia di Camera e Senato 
Al Ministro di Grazia e Giustizia 

L’articolo 72 del codice penale di cui si chiede l’abolizione con questa petizione disciplina il regime dell’isolamento diurno del condannato normalmente applicato nei confronti di detenuti condannati a più ergastoli.
Questa norma, così come affermato in una sentenza della Cassazione del 2025, e’ una vera e propria sanzione penale aggiuntiva: inoltre essa è sottratta all’autorita’ della magistratura di sorveglianza -l’organo giudiziario che controlla l’esecuzione della pena e tutela i diritti dei detenuti- che non può in alcun modo intervenire nella sua attuazione. Inoltre questa misura non essendo tecnicamente una pena ma, come si diceva sopra, una sanzione penale non può rientrare in nessun provvedimento di amnistia o indulto.
La partecipazione alle attività di formazione, lavorative, religiose e’ consentita ma sempre senza contatti con gli altri detenuti. Il periodo di isolamento può variare da un minimo di 6 mesi ad un massimo di 3 anni.
Questa misura è ritenuta da numerose organizzazioni e Corti di giustizia internazionali INUMANA, LESIVA DEI DIRITTI DEL DETENUTO ED INUTILMENTE AFFLITTIVA.

In un rapporto dell’Associazione Antigone dedicato al tema si può leggere:
“Stare in isolamento può comportare danni fisici e psichici enormi. La letteratura scientifica ha individuato effetti ricorrenti quali sociofobia, attacchi di panico, difficoltà nello stabilire interazione umane, ansia, disturbi del sonno, disfunzioni cognitive, letargia, depressione e molti altri effetti.
Per queste ragioni gli organismi nazionali e internazionali impegnati nella tutela dei diritti umani nei luoghi di privazione della libertà (tra cui il Comitato per la prevenzione della tortura, noto come CPT) pongono il tema in cima alle loro priorità…La letteratura scientifica è concorde nel sostenere che l’assenza di interazioni con altri esseri umani tipica dell’isolamento penitenziario provoca danni gravissimi…Le Regole penitenziarie europee, riscritte nel 2020 dal Consiglio d’Europa, raccomandano di garantire ai detenuti isolati o in qualche modo separati dal resto della popolazione detenuta almeno due ore al giorno di “contatti umani significativi” (“meaningful social contacts”). Senza interazioni umane non è possibile definire la propria personalità, valutare le proprie risposte, sia comportamentali che emotive, agli stimoli esterni, o sottoporre a una verifica esterna l’immagine che si ha della realtà. La deprivazione sensoriale e l’isolamento sociale sono molto dannosi, e per questo è necessario controbilanciarli, mitigare gli effetti dell’isolamento con delle interazioni umane quotidiane”.
E’ per queste ragioni che le Mandela Rules delle Nazioni Unite e anche il report prodotto nel 2011 dall’ex Special Rapporteur sulla tortura delle Nazioni Unite, il Professor Juan Méndez, vietano espressamente l’isolamento che si estende per più di due settimane. 
Inoltre in un rapporto sull’Italia datato 21 gennaio 2020 il Consiglio d’Europa per la prevenzione della tortura (CPT) raccomanda di abolire la misura d’isolamento diurno imposto dal tribunale come sanzione penale accessoria per i detenuti condannati a reati che prevedono la pena dell’ergastolo.
I firmatari di questa petizione si rivolgono al Parlamento Italiano invitandolo, nell’esercizio delle sue funzioni e competenze, a intervenire con un apposito provvedimento per l’abolizione di questa odiosa misura che riporta ad un concetto di cultura giuridica che ha come obiettivo la vendetta sociale nei confronti del reo e non, come prevede l’articolo 27 della Costituzione, il suo recupero e reinserimento.

Bernardo Pino e Pierluigi Scarano

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bernardo pinoPromotore della petizione

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