#ParlateciDiPriolo: Il Ministro degli Interni riferisca sul divieto di scioperi in Sicilia

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A Priolo, Siracusa, opera la raffineria ISAB Srl che fa parte del gruppo russo Lukoil. Negli ultimi anni i lavoratori della raffineria hanno più volte manifestato e scioperato per difendere il proprio posto di lavoro.

Il 9 maggio 2019 il prefetto di Siracusa ha emesso un’ordinanza che vieta ai lavoratori di manifestare. Il Prefetto applica quanto disposto dal Decreto Sicurezza in materia di divieto di assembramento. In questo modo, il diritto di sciopero, tutelato dalla Costituzione, viene "confuso" con gli assembramenti non consentiti e puniti dalla nuova legge.

C’è una cosa che però non torna in questa storia.

A Marzo 2019 Sergey Razov, ambasciatore di Russia in Italia, scrive al Ministro dell’Interno e vice-premier Matteo Salvini.

Egregio Vicepresidente, Caro Matteo
Con la presente vorrei attirare la Sua attenzione al problema degli episodi di interruzione delle attività delle raffinerie ISAB srl in Sicilia, che appartengono al gruppo petrolifero russo “Lukoil” che fino ad adesso non è stato risolto.

Negli ultimi dieci anni il numero delle azioni di blocco illecito delle attività delle suddette raffinerie da parte dei lavoratori delle organizzazioni estranee che per diverse ragioni avevano perso gli appalti dello stabilimento ISAB Srl è ammontato a più di 100 casi concreti e ha portato nel periodo dal 2012 al 2018 alle perdite finanziarie per l’ammontare di alcuni milioni di euro nonché ha arrecato danni per la reputation del gruppo Lukoil.
[…]
La parte russa cerca sempre di creare le condizioni al massimo confortevoli per le aziende italiane che lavorano in Russi. In vista della prossima visita del presidente della federazione russa Vladimir Putin nella repubblica italiana vorremmo contare su una partecipazione più attiva delle autorità italiane nella soluzione del problema del più grosso investitore russo in Italia.”

Il 12 aprile 2019 il Ministro dell’Interno allerta il prefetto di Siracusa (tramite l’ufficio Affari internazionali con protocollo 52/145/2/2F) e il 9 maggio il prefetto di Siracusa Pizzi emette l’ordinanza che di fatto impedisce di manifestare nell’area. La “soluzione del problema del più grosso investitore russo in Italia” si fa così: calpestando la Costituzione Italiana, calpestando i diritti dei lavoratori, imbavagliando il dissenso, vietando di manifestare.


Questo documento pone un serio e drammatico interrogativo: la gestione dell’ordine pubblico in Italia è decisa dagli investitori Russi e il Ministro degli Interni supinamente esegue?

Per questo chiediamo:

1- Che il Ministro dell’Interno e Vice Premier Matteo Salvini riferisca al più presto alle Camere in merito ai contorni di  questa vicenda.
2- Che l’ordinanza del Prefetto di Siracusa venga immediatamente ritirata.
3- Che le opposizioni, tutte, si attivino prontamente e chiedano conto in tutte le sedi opportune, istituzionali e non, dell’operato del Governo e del suo Ministro dell’Interno.