Non spegnete la tv greca

Il problema

Il premier greco Samaras ha annunciato una drastica riduzione della tv pubblica greca. La polizia con un atto che non ha precedenti in Europa ha spento i ripetitori. Migliaia di persone stanno già protestando contro questa nuova versione del bavaglio.

Le emittenti private hanno aderito allo sciopero dei lavoratori della tv pubblica. Le istituzioni europee che hanno imposto alla Grecia un durissimo piano per il rientro nei parametri economici e finanziari, non possono ora assistere in silenzio alla ulteriore riduzione dei diritti sociali e di libertà, e alla palese violazione dei trattati e delle direttive in materia di libertà di informazione e di salvaguardia del ruolo e delle fusione dei servizi pubblici.

Per queste ragioni chiediamo al Parlamento europeo di far sentire, ora e subito, la sua voce e di invitare il governo greco a recedere dalla sua decisione, di disporre la immediata accensione dei ripetitori, e, in caso contrario, di procedere alla relativa  apertura della procedura di infrazione.

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Beppe GiuliettiPromotore della petizioneGiuseppe Giulietti è nato a Roma il 19 ottobre 1953. Alla Rai ci è arrivato nel 1979 dopo aver vinto il primo concorso che l'azienda decise di bandire per giornalisti praticanti. Dopo un decennio trascorso nella sede del Veneto, fondò con tanti altri il gruppo di Fiesole, da qui la successiva attività sindacale nell’Usigrai, il sindacato dei giornalisti della Rai, e nella Federazione della Stampa. Attualmente è il portavoce di Articolo 21, associazione fondata e presieduta da Federico Orlando, siede in Parlamento nel gruppo misto ed è componente della commissione cultura della Camera dei deputati. Non coltiva grandi sogni salvo quello di vedere unite tutte le opposizioni, politiche e sociali, non solo per mandare a casa Berlusconi, ma soprattutto per liberare l’Italia dal berlusconismo, una malattia che ha già contagiato milioni di italiani e persino chi crede di esserne immune.
Vittoria confermata
Questa petizione ha creato un cambiamento con 6883 sostenitori!

Il problema

Il premier greco Samaras ha annunciato una drastica riduzione della tv pubblica greca. La polizia con un atto che non ha precedenti in Europa ha spento i ripetitori. Migliaia di persone stanno già protestando contro questa nuova versione del bavaglio.

Le emittenti private hanno aderito allo sciopero dei lavoratori della tv pubblica. Le istituzioni europee che hanno imposto alla Grecia un durissimo piano per il rientro nei parametri economici e finanziari, non possono ora assistere in silenzio alla ulteriore riduzione dei diritti sociali e di libertà, e alla palese violazione dei trattati e delle direttive in materia di libertà di informazione e di salvaguardia del ruolo e delle fusione dei servizi pubblici.

Per queste ragioni chiediamo al Parlamento europeo di far sentire, ora e subito, la sua voce e di invitare il governo greco a recedere dalla sua decisione, di disporre la immediata accensione dei ripetitori, e, in caso contrario, di procedere alla relativa  apertura della procedura di infrazione.

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Beppe GiuliettiPromotore della petizioneGiuseppe Giulietti è nato a Roma il 19 ottobre 1953. Alla Rai ci è arrivato nel 1979 dopo aver vinto il primo concorso che l'azienda decise di bandire per giornalisti praticanti. Dopo un decennio trascorso nella sede del Veneto, fondò con tanti altri il gruppo di Fiesole, da qui la successiva attività sindacale nell’Usigrai, il sindacato dei giornalisti della Rai, e nella Federazione della Stampa. Attualmente è il portavoce di Articolo 21, associazione fondata e presieduta da Federico Orlando, siede in Parlamento nel gruppo misto ed è componente della commissione cultura della Camera dei deputati. Non coltiva grandi sogni salvo quello di vedere unite tutte le opposizioni, politiche e sociali, non solo per mandare a casa Berlusconi, ma soprattutto per liberare l’Italia dal berlusconismo, una malattia che ha già contagiato milioni di italiani e persino chi crede di esserne immune.

I decisori

José Manuel Barroso
José Manuel Barroso
Presidente della Commissione Europea

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Petizione creata in data 12 giugno 2013