No alla riconferma del Governatore di Bankitalia Ignazio Visco

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Chiediamo che il Governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco, la cui carica scade il 1 novembre 2017, non venga rinnovato nell’incarico dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e dal Presidente del Consiglio Paolo Gentiloni Silveri, per l’incapacità di prevenire crac e dissesti bancari, che hanno bruciato 110 miliardi di euro nelle ultime 7 bancarotte di Banca Etruria, Banca Marche, CariChieti, CariFerrara, Banca Popolare di Vicenza, Veneto Banca, MPS, gettando sul lastrico 350.000 famiglie espropriate da Bankitalia e dallo Stato (bail-in), alle quali sono state sottratte risparmi costati sudore, sacrifici e rinunce di intere generazioni.

Il pubblico risparmio è garantito dall’art.47 della Costituzione: “La Repubblica incoraggia e tutela il risparmio in tutte le sue forme; disciplina, coordina e controlla l'esercizio del credito”. Sarebbe offensivo per milioni di truffati ed usurati dalle banche, rinnovare il mandato al Governatore di Bankitalia Ignazio Visco, soprattutto dopo gli ultimi crac quantificati in circa 110 Miliardi euro; il mancato rimborso o compensazione dell’anatocismo illegale; l’omesso intervento su prassi usurarie che spesso generano la chiusura di aziende sane, floride, fallimenti e disperazione.

SOGGETTI PROMOTORI

  • Elio Lannutti (Giornalista e Presidente Onorario Adusbef)
  • Ferdinando Imposimato (Magistrato e Presidente Onorario Corte di Cassazione)
  • Vito Crimi (Senatore della Repubblica)
  • Gianni Girotto (Senatore della Repubblica)
  • Barbara Lezzi (Senatrice della Repubblica)
  • Daniela Donno (Senatrice della Repubblica)
  • Enrico Cappelletti (Senatore della Repubblica)
  • Giovanni Endrizzi (Senatore della Repubblica)
  • Marco Scibona (Senatore della Repubblica)
  • Maurizio Buccarella (Senatore della Repubblica)
  • Laura Bottici (Senatrice della Repubblica)
  • Gianluca Castaldi (Senatore della Repubblica)
  • Ornella Bertorotta (Senatrice della Repubblica)
  • Daniele Pesco (Deputato della Repubblica)
  • Alessio Villarosa (Deputato della Repubblica)
  • Ferdinando Alberti (Deputato della Repubblica)
  • Antonio Tanza (Presidente Adusbef)
  • Rosario Trefiletti (Presidente ISSCON Istituto Studi Sul Consumo)
  • Silvia Battistelli (Presidente Comitato azzerati dal Salva-Banche)
  • Alvise Aguti (Consulente Comitato azzerati dal Salva-Banche)
  • Sergio Puglia (Senatore della Repubblica) 

 

LEGGI IL TESTO INTEGRALE

I SOTTOSCRITTI CITTADINI, CHIEDONO DI NON CONFERMARE VISCO IGNAZIO, ALLA CARICA DI GOVERNATORE DELLA BANCA D’ITALIA.  

Il pubblico risparmio è garantito dall’art.47 della Costituzione: “La Repubblica incoraggia e tutela il risparmio in tutte le sue forme; disciplina, coordina e controlla l'esercizio del credito”. Sarebbe offensivo per milioni di truffati ed usurati dalle banche, rinnovare il mandato a Visco Ignazio, dopo gli ultimi 7 crac bancari costati 110 mld euro;  il mancato rimborso o compensazione dell’anatocismo illegale; l’omesso intervento su prassi usurarie.

Il Governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco, che ricopre la carica, della durata di  6 anni, dal 1º novembre 2011 a seguito delle dimissioni di Mario Draghi, divenuto Presidente della Banca centrale europea, è in scadenza dal prossimo 1 novembre 2017. L'articolo 19, comma 8, Legge 28 dicembre 2005, n. 262 (Disposizioni per la tutela del risparmio e la disciplina dei mercati finanziari), afferma che la nomina del governatore è disposta con decreto del presidente della Repubblica, su proposta del Presidente del Consiglio dei ministri, previa deliberazione del Consiglio dei ministri, sentito il parere del Consiglio superiore della Banca d'Italia.

Il Testo unico bancario (d.lgs. 1° settembre 1993, n. 385 - TUB) attribuisce al Comitato interministeriale per il credito ed il risparmio (CICR) l’alta vigilanza in materia di credito e di tutela del risparmio. Nella regolamentazione dell’attività  delle banche e degli altri intermediari finanziari disciplinati dal Testo unico bancario, il CICR delibera, su proposta della Banca d’Italia, principi e criteri per l’esercizio della vigilanza. Le deliberazioni in tema di trasparenza delle condizioni contrattuali concernenti le operazioni e i servizi bancari e finanziari sono assunte su proposta della Banca d'Italia d’intesa con la Consob.

Il Testo Unico Bancario e il Testo Unico della Finanza attribuiscono alla Banca d'Italia il potere di regolamentare numerosi aspetti dell'attività degli intermediari bancari e finanziari, per assicurare stabilità, efficienza e competitività al sistema finanziario. Gli atti normativi della Banca d’Italia disciplinano profili essenziali per la gestione sana e prudente degli intermediari, quali l’assetto organizzativo, le modalità di governo dell’impresa, i sistemi per il controllo dei rischi assunti, la trasparenza delle condizioni contrattuali e la correttezza dei comportamenti. Nel caso di irregolarità riscontrate nell'attività di vigilanza, la Banca d'Italia ha il potere di applicare sanzioni amministrative. A seguito delle innovazioni introdotte in materia dalla direttiva 2013/36/UE (“CRD IV”) la Banca d’Italia, in relazione alle violazioni commesse può irrogare sanzioni amministrative a carattere pecuniario alle società o agli enti e, in presenza di specifici presupposti, alle persone fisiche responsabili delle violazioni; applicare, per le violazioni connotate da scarsa offensività o pericolosità, alla società o agli enti un ordine volto a eliminare le infrazioni entro un termine stabilito;  irrogare alle persone fisiche, nei casi di maggiore gravità, accanto alla sanzione pecuniaria la sanzione amministrativa accessoria dell’interdizione temporanea – da sei mesi a tre anni – dall’esercizio di funzioni presso intermediari.

L'esercizio di tale potere è complementare agli altri strumenti di vigilanza e concorre a esercitare un'azione deterrente nei confronti dei comportamenti contrari ai principi di sana e prudente gestione, di trasparenza e di correttezza nei rapporti con la clientela. L’attività sanzionatoria è disciplinata dal provvedimento del 18 dicembre 2012 e successive modifiche.

La Banca d'Italia possiede anche poteri regolamentari e sanzionatori in materia di “forme tecniche” dei bilanci; questi ultimi  rappresentano il fondamentale strumento di trasparenza informativa per tutti coloro che sono interessati all'impresa o che entrano nella sua sfera d'azione: investitori, azionisti, dipendenti, clienti, fornitori, ma anche la Vigilanza stessa per lo svolgimento della propria attività di supervisione. Nell’ambito di tali poteri la Banca d’Italia emana apposite disposizioni riguardanti i bilanci degli intermediari bancari e finanziari vigilati, nel rispetto dei principi contabili internazionali IAS/IFRS.

Anche per il forte impatto sui diversi soggetti coinvolti – mercati, depositanti, fruitori dei servizi di investimento, altri creditori, dipendenti, azionisti, destinatari di finanziamenti – la legge prevede, al fine primario di tutelare il risparmio, una serie di strumenti e procedure per prevenire e gestire le crisi in cui gli intermediari possono essere coinvolti. In particolare, in caso di deterioramento della situazione aziendale, l’autorità di vigilanza può adottare misure di intervento precoce, inclusa la richiesta di attuazione dei piani di risanamento di cui le banche si devono dotare o la rimozione collettiva dei componenti degli organi di amministrazione e controllo e di uno o più componenti dell'alta dirigenza; nei casi più gravi, può essere disposta la procedura di amministrazione straordinaria, che permette di accertare la situazione aziendale al fine di rimuovere le irregolarità riscontrate e attuare soluzioni nell'interesse dei depositanti.

Quando la crisi non è altrimenti superabile, nei confronti delle banche (o delle SIM che assumono rischi in proprio o gestiscono sistemi multilaterali di negoziazioni) può essere disposta la riduzione del valore delle azioni e degli altri strumenti computabili nel patrimonio di vigilanza o la conversione di questi ultimi in capitale; se ciò non consente di superare la situazione di crisi, può essere avviata la risoluzione o la liquidazione coatta amministrativa. In questi casi, i sistemi di garanzia dei depositanti, ai quali le banche italiane e le succursali in Italia di banche extracomunitarie sono tenute ad aderire (salvo che non partecipino a un sistema di garanzia estero equivalente), garantiscono il rimborso nel limite di 100.000 euro per ciascun depositante, o del maggior importo nei casi speciali previsti dalla legge (i depositanti delle succursali italiane di banche comunitarie sono tutelati dai sistemi dei paesi di origine). Gli organi straordinari e liquidatori operano sotto la supervisione della Banca d'Italia, cui spetta anche un potere autorizzativo per gli atti di particolare rilevanza. In caso di risoluzione, la Banca d’Italia opera in veste di Autorità nazionale di risoluzione nell’ambito del Meccanismo di risoluzione unico.

Specie nell’ultimo decennio, c’è sempre stato lo zampino di Bankitalia nella lenta decozione delle banche, che dopo aver sorvolato su gestioni criminali del credito e del risparmio- come oramai tardivamente accertato dalle indagini delle procure- sceglieva i suoi consueti fiduciari, sempre gli stessi a rotazione come commissari che invece di risanare le banche, pensavano a portare liquidità di piccoli Istituti creditizi con i conti in ordine (Bene Banca Vacienna), a banche predilette per operazioni di sistema, come la BPVI di Gianni Zonin, lo spiccia faccende del Governatore Visco, nella disperata azione di tappare le voragini gestionali,sistemando per le feste utenti e risparmiatori.

Questa gestione criminale del credito e del risparmio, una vera e propria ‘combine’ tra ‘banchieri amici di Bankitalia’, ha procurato 7 crac negli ultimi 9 anni addossati a risparmiatori, utenti, lavoratori, per 110 mld di euro, che non deve essere più coperta dai magistrati sul dogma di impunità ed immunità.

Continua la lettura su: http://www.adusbef.it/Petizione-No_a_Visco_in_Bankitalia.pdf

Per evitare l’ennesima conferma di un paese alla rovescia, con gli onesti, probi e capaci, puniti e perseguitati, al contrario dei manutengoli del potere, premiati per i gravi errori ed i danni di massa procurati, i sottoscritti chiedono agli eccellentissimi in indirizzo, di non rinnovare il mandato al Governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco, una sorta di ‘Attila’ dei risparmiatori ed utenti dei servizi bancari, un vero e proprio pericolo tangibile, concreto, incombente, una sciagura per il pubblico risparmio tutelato dall’art.47 della Costituzione, la cui conferma sarebbe un insulto a migliaia di truffati ed espropriati dalle banche, alcuni ‘suicidati’, moltissimi altri rovinati, che hanno perso sudore e sacrifici di intere vite di lavoro, vecchi che devono fare la colletta per accedere alle cure mediche, per responsabilità precise, obiettive e concordanti, di quei rapporti incestuosi, forse inconfessabili del Governatore e dell’Ufficio di Vigilanza con le banche socie, le cui pratiche sono sotto scrutinio delle Procure (ultimo Roma, per l’ennesima prevaricazione, con “Bankitalia accusata di aver fatto carte false su BIM”). 

- Al Presidente della Repubblica, On. Prof. Sergio Mattarella

- Al Presidente del Consiglio, On. Paolo Gentiloni



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