

NO ALL’IMPIANTO DI PRODUZIONE DI LANA DI ROCCIA F.I.R. A ROVIGO
Il problema
LE CRITICITÀ CHE CHIEDIAMO DI NON IGNORARE
1. La localizzazione dell’impianto e la vicinanza ai centri abitati
Una delle principali preoccupazioni riguarda la scelta di collocare un impianto industriale di questo tipo nell’area dell’Interporto, in prossimità di zone abitate e di quartieri quali Borsea e Sant’Apollinare.
Riteniamo indispensabile verificare se la localizzazione individuata sia realmente compatibile con la presenza della popolazione, con l’assetto del territorio e con le attività già presenti. Non basta valutare il singolo impianto in modo isolato: devono essere considerate le condizioni complessive dell’area e il carico ambientale che il territorio già sopporta.
2. Le emissioni in atmosfera e il rischio di ricadute sulla popolazione
Il processo produttivo previsto comporta la presenza di diverse fasi industriali e di sistemi di emissione convogliata in atmosfera.
Le osservazioni presentate al procedimento hanno sollevato dubbi specifici riguardo alle emissioni e alla possibile dispersione di polveri. Proprio per questo chiediamo che la valutazione non si limiti alla verifica del rispetto formale dei limiti di legge, ma approfondisca concretamente le possibili ricadute sull’ambiente e sulla popolazione residente.
Devono essere chiariti con la massima trasparenza:
• la natura e la quantità delle sostanze emesse;
• l’efficacia dei sistemi di filtrazione e abbattimento;
• la localizzazione e le caratteristiche dei punti di emissione;
• le possibili ricadute nelle aree abitate;
• gli effetti cumulativi con le altre fonti di inquinamento presenti nel territorio.
3. La questione della salute e il principio di precauzione
Quando si propone un nuovo insediamento industriale potenzialmente impattante, la tutela della salute deve essere considerata prioritaria.
Chiediamo che vengano approfonditi tutti gli aspetti relativi alle sostanze utilizzate nel ciclo produttivo e alle emissioni derivanti dalle diverse fasi di lavorazione.
Anche in presenza di tecnologie di abbattimento e di limiti autorizzativi, riteniamo necessario applicare il principio di precauzione, soprattutto quando l’impianto viene localizzato in un territorio già interessato da diverse pressioni ambientali e in prossimità di zone abitate.
4. Le risposte fornite dalla Provincia il 19 agosto
Alla luce della risposta fornita dalla Provincia in data 19 agosto, riteniamo sempre più necessario verificare concretamente se tutti i rilievi siano stati effettivamente affrontati e risolti. In particolare, riteniamo necessario verificare con precisione se siano state fornite risposte complete e tecnicamente verificabili in merito a:
a) Emissioni e polveri.
Devono essere chiariti in modo puntuale i dati sulle emissioni, i sistemi di abbattimento, la loro efficacia e le possibili ricadute sul territorio circostante.
b) Effetti cumulativi
La valutazione deve tenere conto dell’insieme delle fonti emissive già presenti nell’area e non limitarsi al contributo del nuovo impianto considerato singolarmente.
c) Distanza dalle abitazioni e dalle aree frequentate dalla popolazione
Deve essere dimostrata la piena compatibilità dell’impianto con la presenza delle comunità residenti nei territori circostanti con presenza di scuole e di un numero considerevole di minori (< 14 anni).
d) Idoneità della localizzazione
Riteniamo necessario verificare se l’area dell’Interporto rappresenti effettivamente la sede più idonea per un impianto produttivo di questa natura e se siano state prese in considerazione soluzioni alternative meno impattanti.
e) Controlli futuri
Non sono sufficienti le dichiarazioni preventive: devono essere previste modalità chiare di controllo pubblico e indipendente sulle emissioni e sul rispetto delle prescrizioni, con dati accessibili alla cittadinanza.
5. Trasparenza e partecipazione
Un progetto di queste dimensioni non può essere deciso senza un reale coinvolgimento della popolazione.
I cittadini devono poter conoscere, comprendere e discutere:
• il funzionamento dell’impianto;
• le sostanze utilizzate;
• le emissioni previste;
• i sistemi di controllo;
• le possibili ricadute ambientali e sanitarie;
• le motivazioni che hanno portato alla scelta dell’area di Rovigo.
La partecipazione dei cittadini non deve essere una semplice formalità prevista dalla procedura amministrativa, ma un elemento sostanziale del processo decisionale.
PER QUESTI MOTIVI CHIEDIAMO
1. Che non venga concessa alcuna autorizzazione definitiva alla realizzazione dell’impianto fino a quando tutte le criticità ambientali, sanitarie e territoriali non siano state chiarite in modo completo, trasparente e verificabile.
2. Che siano resi facilmente accessibili al pubblico tutti gli elaborati progettuali, le osservazioni presentate, i pareri degli Enti e le risposte fornite nel corso del procedimento.
3. Che vengano effettuati approfondimenti specifici sulle emissioni in atmosfera, sulle polveri e sulle possibili ricadute nelle zone abitate.
4. Che venga effettuata una valutazione degli effetti cumulativi dell’impianto rispetto alle altre fonti di pressione ambientale già presenti nel territorio.
5. Che venga verificata l’effettiva compatibilità della localizzazione prevista con la presenza dei centri abitati e con la vocazione territoriale dell’area.
6. Che venga applicato il principio di precauzione e che la tutela della salute pubblica costituisca un criterio prioritario nella decisione finale.
I sottoscritti cittadini, preso atto delle finalità della presente iniziativa e consapevoli delle sanzioni penali previste dall'art. 76 del D.P.R. 445/2000 in caso di dichiarazioni mendaci, appongono la propria firma a sostegno della proposta sopra indicata.
INFORMATIVA SUL TRATTAMENTO DEI DATI PERSONALI (ART. 13 GDPR 2016/679)
Il Comitato NO F.I.R., in qualità di Titolare del trattamento, La informa che i dati personali forniti tramite la sottoscrizione della presente petizione saranno trattati nel rispetto della normativa europea e italiana vigente in materia di protezione dei dati personali.
1. Finalità del trattamento e base giuridica: I Suoi dati personali (nome, cognome, luogo e data di nascita, residenza, firma) sono raccolti esclusivamente per la gestione della petizione e la sua successiva presentazione formale alla Sindaca del Comune di Rovigo.
La base giuridica del trattamento è l'esecuzione di una misura di interesse pubblico/esercizio di diritti civili e il Suo consenso esplicito manifestato con la firma (art. 6 e 9 GDPR).
2. Modalità e tempi di conservazione: I dati saranno trattati con strumenti manuali e/o informatici da soggetti autorizzati. I dati raccolti per la petizione saranno conservati per il tempo strettamente necessario al raggiungimento della finalità (invio e protocollo presso il Comune di Rovigo) e successivamente cancellati.
3. Comunicazione dei dati: I dati identificativi e le firme saranno consegnati esclusivamente al Protocollo del Comune di Rovigo per l'inoltro alla Sindaca. Non saranno diffusi né ceduti a terzi.
4. Diritti dell'interessato: In ogni momento potrà esercitare il diritto di accedere ai Suoi dati, chiederne la rettifica, la cancellazione o la limitazione del trattamento inviando una comunicazione al Comitato NO FIR all'indirizzo email: [comitatonofirrovigo@rovigo.com].
FORMULA DI CONSENSO
Apponendo la firma
Dichiaro di aver preso visione dell'informativa privacy e acconsento al trattamento dei miei dati personali per la presentazione della petizione alla Sindaca di Rovigo.

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Il problema
LE CRITICITÀ CHE CHIEDIAMO DI NON IGNORARE
1. La localizzazione dell’impianto e la vicinanza ai centri abitati
Una delle principali preoccupazioni riguarda la scelta di collocare un impianto industriale di questo tipo nell’area dell’Interporto, in prossimità di zone abitate e di quartieri quali Borsea e Sant’Apollinare.
Riteniamo indispensabile verificare se la localizzazione individuata sia realmente compatibile con la presenza della popolazione, con l’assetto del territorio e con le attività già presenti. Non basta valutare il singolo impianto in modo isolato: devono essere considerate le condizioni complessive dell’area e il carico ambientale che il territorio già sopporta.
2. Le emissioni in atmosfera e il rischio di ricadute sulla popolazione
Il processo produttivo previsto comporta la presenza di diverse fasi industriali e di sistemi di emissione convogliata in atmosfera.
Le osservazioni presentate al procedimento hanno sollevato dubbi specifici riguardo alle emissioni e alla possibile dispersione di polveri. Proprio per questo chiediamo che la valutazione non si limiti alla verifica del rispetto formale dei limiti di legge, ma approfondisca concretamente le possibili ricadute sull’ambiente e sulla popolazione residente.
Devono essere chiariti con la massima trasparenza:
• la natura e la quantità delle sostanze emesse;
• l’efficacia dei sistemi di filtrazione e abbattimento;
• la localizzazione e le caratteristiche dei punti di emissione;
• le possibili ricadute nelle aree abitate;
• gli effetti cumulativi con le altre fonti di inquinamento presenti nel territorio.
3. La questione della salute e il principio di precauzione
Quando si propone un nuovo insediamento industriale potenzialmente impattante, la tutela della salute deve essere considerata prioritaria.
Chiediamo che vengano approfonditi tutti gli aspetti relativi alle sostanze utilizzate nel ciclo produttivo e alle emissioni derivanti dalle diverse fasi di lavorazione.
Anche in presenza di tecnologie di abbattimento e di limiti autorizzativi, riteniamo necessario applicare il principio di precauzione, soprattutto quando l’impianto viene localizzato in un territorio già interessato da diverse pressioni ambientali e in prossimità di zone abitate.
4. Le risposte fornite dalla Provincia il 19 agosto
Alla luce della risposta fornita dalla Provincia in data 19 agosto, riteniamo sempre più necessario verificare concretamente se tutti i rilievi siano stati effettivamente affrontati e risolti. In particolare, riteniamo necessario verificare con precisione se siano state fornite risposte complete e tecnicamente verificabili in merito a:
a) Emissioni e polveri.
Devono essere chiariti in modo puntuale i dati sulle emissioni, i sistemi di abbattimento, la loro efficacia e le possibili ricadute sul territorio circostante.
b) Effetti cumulativi
La valutazione deve tenere conto dell’insieme delle fonti emissive già presenti nell’area e non limitarsi al contributo del nuovo impianto considerato singolarmente.
c) Distanza dalle abitazioni e dalle aree frequentate dalla popolazione
Deve essere dimostrata la piena compatibilità dell’impianto con la presenza delle comunità residenti nei territori circostanti con presenza di scuole e di un numero considerevole di minori (< 14 anni).
d) Idoneità della localizzazione
Riteniamo necessario verificare se l’area dell’Interporto rappresenti effettivamente la sede più idonea per un impianto produttivo di questa natura e se siano state prese in considerazione soluzioni alternative meno impattanti.
e) Controlli futuri
Non sono sufficienti le dichiarazioni preventive: devono essere previste modalità chiare di controllo pubblico e indipendente sulle emissioni e sul rispetto delle prescrizioni, con dati accessibili alla cittadinanza.
5. Trasparenza e partecipazione
Un progetto di queste dimensioni non può essere deciso senza un reale coinvolgimento della popolazione.
I cittadini devono poter conoscere, comprendere e discutere:
• il funzionamento dell’impianto;
• le sostanze utilizzate;
• le emissioni previste;
• i sistemi di controllo;
• le possibili ricadute ambientali e sanitarie;
• le motivazioni che hanno portato alla scelta dell’area di Rovigo.
La partecipazione dei cittadini non deve essere una semplice formalità prevista dalla procedura amministrativa, ma un elemento sostanziale del processo decisionale.
PER QUESTI MOTIVI CHIEDIAMO
1. Che non venga concessa alcuna autorizzazione definitiva alla realizzazione dell’impianto fino a quando tutte le criticità ambientali, sanitarie e territoriali non siano state chiarite in modo completo, trasparente e verificabile.
2. Che siano resi facilmente accessibili al pubblico tutti gli elaborati progettuali, le osservazioni presentate, i pareri degli Enti e le risposte fornite nel corso del procedimento.
3. Che vengano effettuati approfondimenti specifici sulle emissioni in atmosfera, sulle polveri e sulle possibili ricadute nelle zone abitate.
4. Che venga effettuata una valutazione degli effetti cumulativi dell’impianto rispetto alle altre fonti di pressione ambientale già presenti nel territorio.
5. Che venga verificata l’effettiva compatibilità della localizzazione prevista con la presenza dei centri abitati e con la vocazione territoriale dell’area.
6. Che venga applicato il principio di precauzione e che la tutela della salute pubblica costituisca un criterio prioritario nella decisione finale.
I sottoscritti cittadini, preso atto delle finalità della presente iniziativa e consapevoli delle sanzioni penali previste dall'art. 76 del D.P.R. 445/2000 in caso di dichiarazioni mendaci, appongono la propria firma a sostegno della proposta sopra indicata.
INFORMATIVA SUL TRATTAMENTO DEI DATI PERSONALI (ART. 13 GDPR 2016/679)
Il Comitato NO F.I.R., in qualità di Titolare del trattamento, La informa che i dati personali forniti tramite la sottoscrizione della presente petizione saranno trattati nel rispetto della normativa europea e italiana vigente in materia di protezione dei dati personali.
1. Finalità del trattamento e base giuridica: I Suoi dati personali (nome, cognome, luogo e data di nascita, residenza, firma) sono raccolti esclusivamente per la gestione della petizione e la sua successiva presentazione formale alla Sindaca del Comune di Rovigo.
La base giuridica del trattamento è l'esecuzione di una misura di interesse pubblico/esercizio di diritti civili e il Suo consenso esplicito manifestato con la firma (art. 6 e 9 GDPR).
2. Modalità e tempi di conservazione: I dati saranno trattati con strumenti manuali e/o informatici da soggetti autorizzati. I dati raccolti per la petizione saranno conservati per il tempo strettamente necessario al raggiungimento della finalità (invio e protocollo presso il Comune di Rovigo) e successivamente cancellati.
3. Comunicazione dei dati: I dati identificativi e le firme saranno consegnati esclusivamente al Protocollo del Comune di Rovigo per l'inoltro alla Sindaca. Non saranno diffusi né ceduti a terzi.
4. Diritti dell'interessato: In ogni momento potrà esercitare il diritto di accedere ai Suoi dati, chiederne la rettifica, la cancellazione o la limitazione del trattamento inviando una comunicazione al Comitato NO FIR all'indirizzo email: [comitatonofirrovigo@rovigo.com].
FORMULA DI CONSENSO
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Petizione creata in data 4 settembre 2026