Petition updateDanaro pubblico non a mafie ma a nuove attività culturali, artistiche e opere liriche misconosciute.Articoli su concorsi lirici e musicali truccati

roberto caforioilFattoQuotidiano.it, Italy
Oct 31, 2015
Propongo due articoli tratti dal CORRIERE DELLA SERA.IT a proposito di concorsi fasulli in università o per teatri italiani ed altri articoli e interventi di artisti su internet che rivelano delle vicende personali che sembrano essere la fotocopia delle mie vecchie esperienze in concorsi di canto truccati.
LA REDAZIONE DI CORRIERE.IT SOMMERSA DALLE EMAIL
Concorsi truccati: «Io raccomandata pentita, mi sono riscattata...»
«Non ci dormivo la notte. I finanziamenti "ad hoc "
sono la prassi accettata da tutti».
Sommersi dalle email
MILANO - Dare spazio alle denunce oppure spiegare il meccanismo cioè come si fa a truccare un concorso nelle università italiane? Citare a caso qualcuna tra le centinaia di segnalazioni che ci sono arrivate da Milano, Roma, Avellino, Bari o scegliere solo alcuni casi emblematici? La storia che abbiamo raccontato venerdì, del concorso da ricercatore a Messina, «Un posto, un solo candidato: il figlio del professore», ha scatenato il web. Dalle centinaia e centinaia di e-mail ricevute è chiaro che si tratta di un fenomeno che colpisce tutti gli atenei italiani, da nord a sud. Molte di queste email contengono delle vere e proprie notizie di reato e innumerevoli casi di disonestà che scatta in maniera meccanica laddove la legge lascia margini di discrezionalità all'individuo. E quindi «taroccare» diventa quasi una prassi. Molti, impauriti da possibili ritorsioni, ci chiedono di non pubblicare i loro nomi ma fanno nomi, precisando anche i fatti e circostanziandoli. E sono tantissimi anche gli italiani, fuggiti all'estero, che ci hanno scritto. Quindi, dopo le opportune verifiche, organizzeremo meglio questo «urlo di denuncia» e magari lo faremo attraverso una pubblicazione. Ma adesso non troviamo di meglio che pubblicare un'autodenuncia che è anche un augurio. Perché, come in tanti ci hanno scritto, la «parola "cultura" dovrebbe necessariamente essere associata ad un vivere corretto e civile».
LA LETTERA - Ecco il testo di Lucia (nome di fantasia): «Io ottenni una borsa di studio dottorale messa in palio dall'università di ... che fu finanziata dall'ente pubblico presso il quale lavoravo, ergo: era la mia borsa di dottorato. Volevo fare il dottorato da quando mi ero iscritta all'università; non sono né figlia né nipote di, ma ero l'assistente di... In attesa nel concorso trovai un posto come consulente presso un ente pubblico, nel quale mi occupavo della stessa materia della mia tesi, e il mio Professore «arrangiò» il finanziamento. Mi presentai al concorso. Mi sedetti coi 7 partecipanti; si fecero gli scritti a porte aperte e gli orali a porte chiuse. Vinsi, ovviamente, la borsa. Sono pronta a difendere quanto le sto per dire sotto giuramento: mi creda quando le dico che non ci dormivo la notte, mentre questa prassi (di raccomandazione o finanziamenti ad hoc) era del tutto accettata, e non criticata, dai dottorandi che ne usufruivano».
I DUBBI - «Io invece - prosegue Lucia - mi chiedevo in continuazione: sono un dottorando perché sono veramente dotata in questo campo o perché sono l'assistente di con la borsa finanziata da? Le sembrerà banale e invece è un punto chiave: quel che i dottorandi si sentono dire è infatti che, in virtù della mancanza di risorse, «vanno create le occasioni» per poterli mandare avanti. Mi domandavo: mi mandano avanti perché sono brava, o sono brava perché mi mandano avanti? Inutile dirle infatti che io ricerca, negli 8 mesi che resistetti, non ne feci mai. Feci solo, e tanta, assistenza. Senza mai sentire NESSUNO lamentarsene oltre misura. Torturata - letteralmente - da una profonda insicurezza circa le mie reali capacità e la mia volontà di sostenere un compromesso che mi sembrava, di fatto, una truffa venduta come «l'aver creato l'occasione», mi iscrissi di nascosto ad un secondo concorso al Politecnico di Milano. Mi alzai alle 4 del mattino per presentarmi al concorso senza sapere nulla né della commissione né dei partecipanti, e vinsi la seconda borsa in palio; inutile dire che si fecero scritti e orali a porte aperte. Ricordo il messaggio che spedii a mia sorella con le lacrime agli occhi: "Una vittoria mia, ma una vittoria di tutta l'università italiana".
IL RISCATTO - Di lì a poche settimane mi chiamò per una intervista di lavoro un politecnico olandese per un posto di assistente alla ricerca, sulla base del mio mero curriculum vitae, e mi fu offerto il posto. Me ne andai, e non mi sono mai voltata indietro. Mi «licenziai» dall'Università di... con una lettera congiunta a tutto il dipartimento in cui spiegavo le mie ragioni ed il mio grande senso di autostima ritrovato. Nessuno dei dottorandi, mi rispose; dal mio professore e dal preside fui presa, verbalmente, ma letteralmente, a calci, e fui accusata di aver tradito la loro fiducia e di aver osato non presentare prima le mie rimostranze di fronte a quel che io definii «il sistema». Ma questa è un'altra storia, che riguarda me e la mia coscienza, e di cui sono alla fine, tutto sommato, orgogliosa.
IL CAMBIAMENTO - Sono passati tanti anni e quel che vorrei dirle in sostanza è questo: il cambiamento vero partirà dalla volontà e dal senso di dignità dei singoli di non accettare il compromesso cui le università italiane chiamano la nostra coscienza. Essere un buon ricercatore significa avere gli standard per lavorare non in quell'ateneo o quel dipartimento, ma nel mondo. La conoscenza appartiene al mondo; e quindi, a cosa serve avere il posticino messo in palio da papà, senza poi il rispetto della comunità scientifica internazionale, che è l'unico vero giudice dell'operato di un ricercatore? Mi rendo conto che è molto banale quanto le scrivo. Ma è tutto quel di cui mi sento di far da tramite e testimone, nel mio immensamente piccolo.
Cordialmente, Lucia».
Nino Luca
aluca@corriere.it
18 novembre 2008 (ultima modifica: 19 novembre 2008)
Accardo: concorsi pilotati frenano i giovani musicisti
" Nelle giurie solo vecchi professori che non hanno mai suonato e si scambiano favori sugli allievi "
LA DENUNCIA
Il violinista lancia una nuova selezione e fa un'accusa.
CREMONA. Per i giovani musicisti italiani fare carriera è difficilissimo, anche se hanno talento. Sono due le principali ragioni di questo problema: molti concorsi sono truccati e le istituzioni musicali snobbano i nomi nuovi. Lo ha affermato Salvatore Accardo presentando la prima edizione del concorso internazionale per violinisti al di sotto dei trent'anni, intitolato ad Antonio Stradivari, che è in programma a Cremona dal 16 al 26 aprile prossimo. Al primo musicista classificato verrà assegnato un premio di quaranta milioni. "Concorsi ce ne sono tanti - ha esordito Salvatore Accardo -, a volte anche troppi; quello che abbiamo cercato di fare di nuovo nel concorso cremonese da me presieduto riguarda la giuria, che è composta da violinisti che devono vantare un'attività concertistica internazionale". Perché? "Perché molte volte nei concorsi si trovano giurie formate da vecchi insegnanti che non hanno mai suonato, i quali non capiscono le esigenze che ha un giovane che sale sul palco e interpreta della musica. Questa lobby dei vecchi insegnanti la si trova un po' in tutte le giurie di tutti i concorsi e quindi: oggi mi aiuti tu, domani ti aiuto io... oggi il mio allievo, domani il tuo... Diventa sempre una pastetta, purtroppo molto sgradevole". Sta sollevando una polemica. "Sì, perché molte volte ci troviamo di fronte a vincitori di concorso che non fanno assolutamente carriera, mentre ci sono altri concorrenti che non vincono e che, poi, fanno una carriera sfolgorante. Devo aggiungere che è possibile trovare dei violinisti o dei pianisti da concorso che vincono soltanto perché hanno studiato bene il programma e magari, essendo meno emotivi di altri, rendono di più, e poi finiscono per non applicarsi piu". Ma ogni concorso è gestito da un Ente diverso. Come è possibile generalizzare? "E' vero, ma e' sempre stato così: le giurie dei concorsi sono da sempre formate soprattutto da vecchi insegnanti, magari con l'inserimento di qualche violinista in carriera. Qualche. Invece io ho voluto veramente differenziare il concorso Stradivari dagli altri, con una giuria composta soltanto da strumentisti in carriera". Chi ha talento e non riesce a vincere un concorso non ha altre opportunità? "La stragrande maggioranza delle istituzioni concertistiche, per fortuna non tutte, non dà spazio ai giovani e si preferisce sempre il grande artista, mentre una volta venivano organizzati, all'interno delle stagioni concertistiche, piccoli spazi riservati ai giovani promettenti. Io ricordo che, all'età di 15 anni, ho suonato nella stagione di Santa Cecilia. Si suonava con l'orchestra davanti al grande pubblico. Ora quelle mini - stagioni sono scomparse". Nella giuria del Premio Stradivari figura anche, senza diritto di voto, un liutaio. "Deve sapere che molti giovani arrivano alle selezioni con violini straordinari, prestati loro da alcune Fondazioni, ma altri concorrenti non hanno questa fortuna e si presentano con autentiche scatole di cartone. Il liutaio, col suo parere sulla qualità dello strumento, può aiutare la giuria a capire se lo strumento ha privilegiato il concorrente oppure no. Anche di questo bisogna tenere conto".
di Bandera Sperangelo
Pagina 33
(24 gennaio 1998) - Corriere della Sera
Quando la corruzione è di casa in teatro
SCRITTO DA FLOWER
VENERDÌ 08 MAGGIO 2009
Corruzione, trucchetti, protetti portati avanti dal potente del caso, nepotismo, favori sessuali, ricatti. Non stiamo parlando di Vallettopoli, né del mondo dello spettacolo televisivo, l'elenco di nefandezze riportato sopra è da associare ai concorsi di Musica Classica ed Opera.
Quando si pensa alla musica classica, all'Opera, si pensa ad un mondo austero, dove il rigore e la serietà professionale vengono prima di qualsiasi altra ragione. Dimenticatelo: tutto il mondo è paese, e come lo spettacolo, televisivo, cinematografico, è costellato di fenomeni di malcostume, così nella musica classica la corruzione dilaga, e questo, lasciatelo dire, sembra essere un eufemismo.
I concorsi, in questo ambito, sono banditi da teatri, fondazioni, con l'intento di "trovare" degli interpreti adatti per un' Opera, o per dei concerti. Il premio per i vincitori consiste nella maggior parte dei casi, in un contratto, o in una borsa di studio.
Rivolti principalmente a giovani, servono quindi ad aiutare artisti in erba a dare un incipit di un certo rilievo alla loro carriera.
Come si fa a decretare chi fra i concorrenti è il migliore? Il più adatto ad un ruolo, ad interpretare un personaggio? A decidere vengono chiamate delle giurie di "esperti": Insegnanti di Canto, Direttori Artistici, Musicisti, Agenti (ovvero intermediari che propongono alle varie istituzioni gli artisti, in cambio di una percentuale del loro cachet), che nella totale imparzialità, illuminati dall'amore per la musica, forti di una morale quanto mai rigorosa, votano il vincitore.
Cosa succede durante questi concorsi? Gli artisti selezionati, sono sempre i migliori? I selezionanti, sono sempre super partes? La risposta è No.
Come succede spesso nella vita comune, la corruzione porta ad aiutare gli allievi di un certo insegnante, gli amici di un certo politico, o quelle persone che sono disposte ad accettare degli inviti poco artistici.
Jessica Dunchen, pubblica il 21 aprile di quest'anno un articolo sull'Independent, in cui denuncia corruzione e affari torbidi che da anni vanno avanti all'interno di concorsi e competizioni di questo tipo, addirittura, da decenni. L'articolo non fa nomi, per evitare querele ed ovvi problemi legali. Ad una sola voce fuori dal coro si aggiunge l'urlo di vendetta di un gruppo su Facebook, composto da più di 10.000 artisti, il fondatore Ben Johnson, ci spiega una delle tecniche utilizzate all'interno di questi concorsi "guidati": I concorsi vengono spesso svolti, nelle fasi finali, in presenza di pubblico, se si deve spingere qualcuno alla vittoria, i giurati eliminano nei primi turni gli artisti più bravi, per avere meno problemi in fase finale, in cui decreteranno la vittoria dei raccomandati.
In molti concorsi avviene che, per salvaguardare la musica e la giusta esecuzione di questa, nessun vincitore venga scelto, giustissimo, ovviamente poiché l'opera è in programma, si dovranno comunque scegliere degli interpreti per suddetto ruolo, il caso vuole che questi artisti possano essere presentati dagli stessi agenti che hanno presenziato al concorso in qualità di giurati.
Probabilmente basterebbero alcune misure per garantire la massima chiarezza all'interno di queste manifestazioni:
1. Registrare tutte le performance degli artisti
2. Svolgere tutte le fasi del concorso in sale aperte al pubblico.
3. Votazione secca, senza possibilità di discussioni tra i giurati, in cui si possa influenzare positivamente o negativamente un votante in merito ad un artista.
La corruzione, il malcostume, le inadempienze all'interno dei teatri sono purtroppo una regola ed i recenti problemi dei teatri italiani, sono sintomo anche di questi problemi.
Non è difficile sentire voci riguardo direttori artistici (Il direttore artistico è una persona altamente qualificata sotto il profilo artistico, che viene nominata per affiancare il sovrintendente nella gestione del teatro, mantenere alto il profilo artistico delle stagioni, e quindi scegliere i cast degli spettacoli futuri) di alcuni teatri che fanno scelte orientate a favorire maggiormente delle agenzie di management a loro vicine, ovvero ad affidare degli spettacoli particolarmente importanti ad artisti in cambio di mazzette passate sottobanco.
Queste ovviamente sono solamente voci, ma ci chiediamo se non sia il caso di indagare su queste voci.
Ci rivolgiamo inoltre al pubblico e a quelle persone, che lavorano nel mondo dell'arte e della cultura, denunciate le irregolarità, denunciate i comportamenti scorretti ed i favoritismi, denunciate chi ruba a piene mani sfruttando l'arte e la cultura, questo comportamento condannerà questi generi alla morte. FINE ARTICOLO
Rivelazioni di alcuni artisti:
• Sconvolta! Mi propongo al concorso Illica di Piacenza. Salazar, Panerai fra i membri della commissione. Espressi pareri altamente lusinghieri su tecnica, potenza vocale, presenza scenica mi ritengono assolutamente idonea a proseguire il percorso se non fosse che 2 membri della commissione di cui non mi hanno detto i nomi si oppongono forzando il verdetto della giuria. Ritengo mi sia stato recato un grave danno e chiedo l'accesso agli atti della commissione che però mi viene negato. Mi difendo minacciando un intervento da parte del mio legale. Miracolosamente vengo riammessa alla semifinale. Fuori dalle porte dell'aula di esibizione parte qualche accenno di applauso dopo l'aria "Sola perduta abbandonata" dalla Manon di G. Puccini. Di fronte ai commissari il M° Panerai mi chiede se sono mai stata in teatro per audizioni e menziona Scala, Regio, Teatro di Vienna ecc... Naturalmente vengo eliminata come previsto! Cosa dovrei pensare? Che si è svolto tutto regolarmente? Comunque non mi fermerò qui. Se si è certi di possedere tecnica, presenza, capacità bisogna far valere i propri diritti.
VANIA FURLAN 27 / 07 / 2010
Più faccio esperienza e più penso che o gli onesti si tutelano tra loro, o si adattano al marcio. Dicembre 2013: esperienza incredibile al concorso (che si vanta di essere internazionale) di Caltanissetta. Ogni giurato ha una sua schiera di allievi partecipanti, e non si degna neanche di nasconderlo, anzi fanno le prove col pianista e gli allievi- candidati, davanti a tutti, e poi si siedono in giuria. Se si scova tra le storie dei candidati, si possono facilmente ravvisare rapporti con i giurati-maestri, antecedenti al concorso, con tanto di foto di concerti. Risultato, per accontentare un po' tutti ci sono stati 6 ex equo al secondo posto, e 7 al terzo. Primo premio non assegnato. Iscrizione costata 100 euro !
SUCHANTONS O8/O3/2014
• La commissione Toti Dal Monte 2014 è piena di docenti, cosa che non va affatto bene. L'anno scorso per esempio hanno vinto 4 allievi che erano "passati" dalla Freni su 6 ruoli a concorso della Bohème... Non ho prove chiaramente, ma mi fa pensare che la commissione in questi due casi serva solo a rimborsare gli allievi per i corsi e le lezioni private che fanno.
Cool 21/04/2014
• Sconsiglio vivamente questo concorso. La tassa di iscrizione non è economica (se la paghi all'ultimo momento sono 110€). Il concorso si svolge in una chiesa con un riverbero pazzesco che permette di capire poco o nulla all'ascoltatore, sopratutto se vengono cantate arie con colorature: più veloce è l'aria più tutto rischia di diventare qualcosa di indistinto... ma qualche pannello fonoassorbente, no, eh? Poi non solo non c'è un bagno (fuori servizio), ma non è neanche prevista una sala per vocalizzare (a parte il primo giorno). Si alternano due pianiste, abbastanza brave, devo dire, ma nessuna delle due è cembalista, per cui se si presenta un basso numerato: panico! E ricordo che parliamo di musica sacra. Pensate poi ad un Monteverdi fatto con il pianoforte... bah. Per quanto riguarda i giurati, la maggioranza sono stranieri e ovviamente di solito non vengono premiati i più meritevoli, ma quelli che vanno più a sensazione (vedi le sedicenni di quest'anno... sembra di essere a "Io canto" !!!). Mi sono sentita criticare per la mia età non proprio giovanissima (ho 34 anni) e uno dei giurati mi ha detto: "mi sembravi una cinquantenne che canta per piacere" (abbastanza offensiva come affermazione, direi!)...un altro "hai troppa voce per fare musica sacra, dovresti fare solo opera" e poi la cosa che ho sentito dire più o meno a tutti quelli che c'erano con me: "la voce non era a fuoco" bah, se a voi sembra un giudizio che fa capire qualcosa... Per carità non voglio dire che avrei dovuto esserci per forza io in finale, ma ho visto scartare voci bellissime, intonate e musicali in cambio di altre che francamente non erano così interessanti. E le sedicenni... io non ho nulla contro di loro, erano anche bravine, ma sono e restano delle sedicenni con delle voci ancora in formazione, per cui posso capire il premio giovani talenti, ma addirittura il primo premio??? Boh! Io ogni caso in finale a parte qualcuno veramente bravo che ovviamente non è stato premiato, voci spoggiate, intonazioni imprecise e musicalità dubbia... Vedete un po' voi! Per me, da dimenticare!!!!
PEGGY 9/11/2014
Che cosa dire di più ? In un concorso di canto lirico in Italia di diversi anni fa in cui io, Roberto, autore di questa petizione, partecipai, pagando una tassa di iscrizione, ovviamente subito eliminato, fu premiato, come baritono primo premio, un "cantante", ammesso che si potesse chiamarlo così che non aveva nulla a che spartire con la lirica. Costui poi ammise, in un dialogo privato, che aveva bisogno di tale premio per la sua carriera di attore-cantante per musical o altri spettacoli. Alla faccia della spudoratezza !!!
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