Danaro pubblico non a mafie ma a nuove attività culturali, artistiche e opere liriche misconosciute.

Il problema

  Mi chiamo Roberto Caforio, provengo dalla provincia di Brindisi: mi sono dedicato per anni allo studio del canto lirico e compongo opere liriche con notevole dedizione e applicazione, raggiungendo risultati che solamente pochi anni fa avrei ritenuto impensabili grazie alla mia sconfinata passione e, quindi, enorme "talento". Tengo a precisare il significato e l'etimologia della parola "talento": nell'antichità il "talento" era il piatto di una bilancia o una moneta usata in Medio Oriente ( citato anche nella Bibbia ) e, quindi, aveva il significato di "peso" e di "valore". In seguito possiamo riscontrare tale parola negli autori classici come Dante Alighieri nella sua Comedìa universalmente nota come Divina Commedia col significato di "desiderio". Pertanto, il vero significato di "talento" è: "valido desiderio che pesa" in ciascuno di noi ossia "passione ardente per una cosa o attività" ovverosia "amore sviscerato", in quanto ciò che maggiormente desideriamo e per noi ha valore e peso è ciò che amiamo e a cui ci dedichiamo maggiormente, raggiungendo notevoli risultati con la forza dell'amore e della applicazione e dedizione.

  Nei miei ripetuti tentativi di contattare teatri e direttori artistici, soprattutto in Italia, ho trovato quasi sempre le porte sbarrate o, le poche volte che qualcuno si è degnato di darmi una risposta, mi è stato detto che costoro si occupavano solo della musica del loro "giro" oppure che non disponevano di capitali o risorse necessarie ecc. In sostanza, i grandi teatri si occupano solo di musica o spettacoli già rappresentati altrove ( a meno che qualcuno non abbia legami, raccomandazioni e conoscenze particolari per ovviare a questa "prassi" ), i medi teatri si occupano solo della musica e spettacoli del loro "giro" e i piccoli teatri non hanno fondi e risorse a disposizione per tali spettacoli: un vero cul de sac !!!

  Non parliamo poi di spettacoli con recitazione in versi come per i miei canti poetici, composti seguendo il linguaggio, la metrica e la tradizione di autori come il Leopardi e una recitazione teatrale simile a quella del compianto Carmelo Bene: bisogna avere grandi fondi da investire per la pubblicità e da dare in anticipo ai teatri con un vero salasso finanziario qualora si trovi qualcuno disposto in tal senso.

  Nel contattare agenzie liriche, che scompaiono con un processo inverso alla presenza di funghi in periodi di umidità e con personaggi non sempre del tutto affidabili, mi viene sottolineata l'estrema difficoltà nel presentare nuove opere ai teatri che sono molto restii per preconcetti vari, come ho verificato di persona, ma anche per timore di mancati incassi, per mancanza di fondi adeguati o, addirittura, per mala gestione, soprattutto di tipo mafioso-massonica. 

  Inoltre, allorché mi sono rivolto a qualche responsabile teatrale o a qualche agente lirico, mi è stato riferito il fatto che un uomo come me, dotato di voce da soprano, non possa essere ammesso a sostenere ruoli femminili per una "mancata presenza scenica" ( e si badi non per una voce non adatta ) ossia, traducendo in un italiano comprensibile a tutti, per la "mancanza di tette" !!! Se tale spiegazione ai più può sembrare un po' forte, rammento il film di Mario Monicelli con Alberto Sordi: "Il Marchese del Grillo", ambientato nella Roma del primo Ottocento, in cui una donna del popolo che assisteva ad uno spettacolo teatrale, assieme a tanti altri, inveì contro un soprano "donna" per il fatto che le si vedevano tutte le "zinne" ! Un tempo, infatti, vi era un enorme pregiudizio ( almeno fino al XVIII sec. ) per cui le donne non erano normalmente ammesse in teatro a sostenere i ruoli femminili cui provvedevano i famosi "castrati" come il celeberrimo Carlo Broschi detto Farinelli, capace di emettere note acutissime, mentre oggigiorno sono delle donne a sostenere non solo i ruoli femminili ma spesso anche quelli maschili una volta interpretati o da castrati o da controtenori ecc. Infatti, non a caso si dice ancora oggi normalmente: "un" soprano e non "una" soprano, relegando gli uomini ai ruoli da "sopranisti" che non corrispondono esattamente a quelli da soprano, poiché sono più limitati nell'estensione e nella potenza degli acuti e si tratta, per lo più, di ruoli maschili di repertori settecenteschi o antecedenti. In teatro i trucchi, i mascheramenti e i vestimenti vari permettono ad uomini di travestirsi da donne e viceversa e nessuno può rimanere sconvolto o può trasecolare per questa finzione teatrale; quel che conta è la voce, l'interpretazione e l'atteggiamento: si tratta di un vero pregiudizio e di un'autentica discriminazione esattamente come quella che non permette a certuni di condividere le unioni civili e/o i matrimoni gay.

  Nel mio caso sono (s)fortunatamente dotato di una voce che io definisco da "sopravobiano" ossia "soprano acuto drammatico" con un'estensione che può spaziare dal do1, do2 o do3 fino almeno al do6 se non do7 di petto ( che è la nota più acuta del pianoforte, strumento che, come tutti gli altri, è fatto ad imitazione della voce umana: i limiti dell'estensione umana sono molto labili e non circoscrivibili e sono molto soggettivi ). Il termine VOBIANO l'ho fatto derivare da "VO...ce BIAN...ca adulta" sul modello del "sopr...ANO": SOPRAVOBIANO che non significa "sopra vo piano", anzi, al contrario: sopra emetto note molto potenti, le cosiddette note "di petto", conservando lo stesso colore di voce utilizzato per le note medie ed acute e non in "falsetto o falsettone rinforzato" ossia non alleggerite cambiando il colore della voce sia pure con un qualche rinforzo. Di conseguenza, sono adatto a sostenere ruoli come quello della Regina della Notte da IL FLAUTO MAGICO di Wolfgang Amadeus Mozart, ruolo di solito interpretato da donne con voce da "soprano leggero" in quanto è necessario sostenere sovracuti     ( fino al FA5 ) che i soprani drammatici o lirici normalmente non sono in grado di sostenere: cosa che mi viene impedita e contestata per i motivi suddetti.

  A tal proposito, sto provvedendo alla composizione di un'opera lirica dal titolo NIRVANA, divisa in due parti, in cui vi sono delle arie da SOPRAVOBIANO per un personaggio maschile ed altre arie per personaggi anch'essi maschili con voce da soprano o mezzosoprano, che siano uomini, donne o transessuali ad interpretare tali ruoli mi è completamente indifferente: conta la voce e non l' "attrezzatura pettorale" !!!

  Dulcis in fundo, mi sono rivolto in alcune occasioni, negli scorsi anni, a molti appassionati melomani che frequentano loggioni anche di teatri importanti con opuscoli o stampati in cui descrivevo il contenuto e il significato articolato in quattro livelli di interpretazione di alcune mie opere liriche ( secondo gli schemi interpretativi di testi così come prospettato a suo tempo dal rosacrociano Dante Alighieri ), in particolare la TURANDOT O LE MILLE E UNA LUNA che è la continuazione ( dalla durata di circa 3 ore ) della quasi omonima opera pucciniana ( non si tratta semplicemente del finale rivisto dell'opera incompiuta del Maestro ma di una vera e propria opera a sé stante che continua la trama pucciniana che a sua volta è tratta, tramite le opere di Gozzi e Schiller, dalla fiaba della fonte originaria de I MILLE E UN GIORNO --- Les mille et un jours --- di François Pétis de la Croix che pubblicò tale raccolta di antiche favole orientali, parallela ma diversa da LE MILLE E UNA NOTTE, opera di vari autori a partire dal X secolo ). Ebbene, la stragrande maggioranza di tali melomani, che costituiscono il fulcro del pubblico che segue le opere e che compra i biglietti, si sono dimostrati interessati, spesso notevolmente interessati a questa opera. Un'altra mia opera lirica compiuta è INFERNO PARTE PRIMA dalla durata di circa 3 ore ( mi riservo di comporre altre 2 parti ) con testi ovviamente di Durante ( detto Dante ) Alighieri.  

  In coerenza con tutto quanto su descritto non si comprende il perché di tutti questi impedimenti ed accanimenti contro chi, come me, intende far della cultura e dell'arte il vessillo e lo stendardo principe da innalzare quale simbolo del progresso umano e spirituale della nostra Nazione che, meglio di chiunque altra, in passato ha detenuto il primato in tali discipline, mentre oggi, in queste ed in altre discipline tecnico-scientifiche e di ricerca o di tipo artigianale ecc. latita e sprofonda nelle ultime posizioni non solo dei cosiddetti paesi civili ed occidentali ma spesso anche degli altri Paesi meno fortunati e meno sviluppati. A meno che non si voglia sostenere la tesi di un certo ministro a bassa levatura  ( che qualche tempo fa dichiarò in una famosa allocuzione:              "Con la cultura --- e l'arte --- non si mangia !!! " ) è necessario prendere atto e piena coscienza di questa situazione infausta. 

  Ma ecco una spiegazione, che risulta essere particolarmente illuminante sul mondo del teatro, che ci viene offerta in questa parte di un'intervista di qualche anno fa a Mario Dradi, uno degli agenti lirici italiani più conosciuti, che ha organizzato grandi eventi lirici come il Concerto alle Terme di Caracalla a Roma nel 1990 con i famosi tre tenori Plácido Domingo, José Carreras e Luciano Pavarotti, in cui illustrava il decadimento dei teatri italiani. La seconda parte di questa intervista è pubblicata su "Il Manuale del Cantante Lirico" di Guglielmo Novalis.
Intervistatore: "Un mestiere, quello dell’agente lirico, che le ha permesso di vivere grandi emozioni, talvolta la delude come lavoro?".
Dradi: "L’aspetto maggiormente gratificante è quello della scoperta del talento, il lavoro che si fa sull’ artista, sul percorso da fargli intraprendere e poi, alla fine, il risultato nel vedere confermate sul palco le proprie intuizioni e le proprie aspettative. È deludente quando tu sei un grande appassionato di musica e ti devi scontrare con un popolo di gente che si trova nella sala dei bottoni e che dichiara come se nulla fosse che dell’opera non gliene importa nulla e, ancor più grave, nessuno gli dà importanza più di tanto. Anni fa i miei interlocutori nelle direzioni artistiche dei teatri erano persone con le quali si poteva avere un dialogo, si parlava la stessa lingua; oggi, a dire il vero, non sono sicuro che se parlo di Linda di Chamounix in certe direzioni artistiche abbiano la più vaga idea del tipo di cast di cui necessita un’opera del genere. Questo è frustrante".
Int.: "Parla della situazione teatrale attuale?"
Dradi: "Purtroppo sì".
Int.: "Quindi è destinata al collasso?"
Dradi: "Se non si cambia, sì. Una volta le sovrintendenze dei teatri erano affidate a chi lo faceva per passione, perché la carica procurava un certo prestigio, non di certo per denaro. Oggi anche sovrintendenti e direttori artistici di teatri “minori” percepiscono stipendi da favola, e ovviamente non lo fanno per passione. Il problema in Italia è la politica. Smettono di esserci a capo delle strutture teatrali personaggi competenti, e così ecco cast squilibrati, cantanti spudoratamente sopravvalutati, mentre alcuni veri grandi professionisti sono oscurati dal nuovo meccanismo".
Int.: "Nota che il suo lavoro va piuttosto di moda ultimamente?"
Dradi: "Sì, l’ho notato"...
Int. "Quali caratteristiche deve possedere un buon agente?"
Dradi: "Anni fa le avrei risposto passione per la musica, competenza e un buon orecchio"...

  In conclusione, ritengo che sia non solo auspicabile ma improrogabile, per il bene di tutti coloro che ne vogliano beneficiare e godere, una nuova direzione ed una svolta che tenga conto e che metta in luce ed in risalto le potenzialità di autori e artisti le cui prospettive sono enormemente deluse da parte di molti addetti ai lavori che sono incompetenti e/o interessati al lucro o messi nelle condizioni di non operare come potrebbero o dovrebbero o vorrebbero e di dover scendere a compromessi e limitazioni aberranti in nome del profitto, in modo che tutti possano svolgere attività seguendo le proprie passioni ed inclinazioni e non con imposizioni dall'alto con lavoro nero, sottoccupazione, precarietà, disoccupazione ecc.

 A tale scopo propongo di provvedere a rovesciare questa situazione per creare un nuovo "Rinascimento", come nel sec. XVI, per privilegiare l'arte, la cultura, le scienze e la ricerca con iniziative come le seguenti:

1) Rimuovere tutti quei funzionari, direttori, manager, responsabili ecc. di teatri, università, luoghi di cultura ecc. dalle cariche loro assegnate se le funzioni cui debbono assolvere non corrispondano alle loro effettive capacità e verificare che i rispettivi curricula corrispondano al vero e che costoro non siano stati messi in tali posizioni da politici o da altri potenti   ( soprattutto in odore di mafia o massoneria ) cui siano soggetti e a cui debbano rispondere, per rimpiazzarli con gente che goda di stipendi ed emolumenti contenuti in modo da incoraggiare a coprire tali ruoli prestigiosi in virtù della propria passione e competenza e non del lucro.

2) Investire con fondi pubblici adeguati per la ricerca, la cultura e l'arte sia nelle scuole ed università che nei conservatori, teatri, centri di ricerca ecc. per sostenere artisti, scienziati, ricercatori, inventori ecc. che non trovano né spazi né fondi per le loro utili attività, incoraggiando, con politiche fiscali e di altro tipo molto più convenienti, coloro che investano fondi privati per tali scopi. 

3) Rendere obbligatorio tanto nei grandi quanto nei medi che nei piccoli teatri la rappresentazione e sponsorizzazione di nuove opere ( liriche ), balletti, drammi, opere sinfoniche ecc., spesso ignorate dai direttori artistici in modo che tutte le opere contemporanee almeno decorose siano rappresentate e, eventualmente, diffuse dal livello locale originario a livello nazionale ed internazionale qualora riscontrino un certo apprezzamento di pubblico e/o della critica così come accadeva nei secoli scorsi quando i teatri prestigiosi facevano a gara per accaparrarsi le ultime opere dei compositori in auge. Rammento che, oggigiorno, soprattutto in Italia, si tende a rappresentare piuttosto delle opere minori del passato ( o comunque straniere ), magari, poco significative oggi come oggi, che delle buone o addirittura eccellenti opere di contemporanei in particolare se si tratta di italiani, anche per la questione dei diritti d'autore cui si può ovviare con maggiori fondi messi a disposizione, mentre altre opere, a volte meno valide, vengono rappresentate grazie al fatto che qualcuno abbia capacità finanziarie notevoli di propria sponte o goda di raccomandazioni, spinte e di conoscenze di qualche potente di turno o che faccia parte di "giri" particolari o che sia allievo di qualche potente maestro o che ricorra a sistemi di corruzione e favori vari per raggiungere i propri scopi, a svantaggio dello spettatore che non è nella possibilità, pur volendolo, di godere di altri spettacoli ed opere significative o di ascoltare o vedere valenti artisti esibirsi.

4) Informare l'opinione pubblica, gli spettatori, gli utenti dei vari servizi culturali e artistici ecc. riguardo a queste problematiche e alla necessità di rappresentare nuove opere, invogliandoli ad assistere a tali spettacoli e stimolandoli con costi e prezzi contenuti, con riutilizzo di materiale, costumi ecc. già utilizzati in precedenza, con adeguate sponsorizzazioni e così via.

5) Aiutare, impiegare e sponsorizzare nuove orchestre, professori e direttori d'orchestra, cantanti lirici, ballerini, scenografi ecc. che, pur valenti, non trovano spazio, soprattutto se costoro studiano e rappresentano nuove opere, oltre a quelle classiche, in linea con quanto su detto, per incentivare la libertà di espressione e di lavoro di tutti, senza negare ad alcuno spazi e possibilità di avere successo o di affermarsi almeno a livello locale, liberando così molta gente dalla cappa della precarietà o della disoccupazione, poiché tali appassionati lascerebbero ad altri gli impieghi di ripiego da loro svolti qualora abbiano altre occupazioni. Ogni teatro avrebbe così diverse orchestre e una molteplicità di artisti, tecnici ecc. da coinvolgere ed utilizzare, rappresentando così varie opere anche in contemporanea.

6) Sostenere scienziati, ricercatori e inventori o scopritori che mettano a disposizione il frutto del loro impegno per contribuire a diffondere politiche, attività, tecnologie ecc. che salvaguardino l'ambiente, con diffusione generalizzata di energia pulita ed infinita, gratuita o con costi ridottissimi, sia nei luoghi pubblici che nelle dimore private, per rendere il popolo italiano libero e indipendente dal giogo schiavizzante dei potenti petrolieri e banchieri che spesso corrompono non solo i vertici della politica ma anche i funzionari ecc. dei vari livelli delle cariche pubbliche, in modo che il danaro fluisca circolarmente in tutte le attività lecite e non percorra "strani" percorsi in attività illecite o in quelle limitate solo a chi faccia parte di certi "giri".

7) Varie ed eventuali proposte che rafforzino questo tipo di politiche sono ben accette da qualunque parte provengano a vantaggio di tutti noi.

  Nessuno meglio di voi, cari esponenti del M5Stelle, posso immaginare e reputare all'altezza di portare avanti queste prospettive per il bene di tutti e di ciascuno di noi e di valutare a dovere ed apprezzare nonché sostenere l'arte e la cultura con politiche ed iniziative atte a raggiungere tale scopo ineludibile come quelle da me sopra propugnate. Ringrazio tutti coloro che sosterranno, firmandola e diffondendola, la mia petizione e coloro che, rivestendo incarichi pubblici, la metteranno in pratica. Ringrazio anche coloro che mi hanno comunicato le loro perplessità dandomi dei suggerimenti. I tre pinguini della foto acclusa rappresentano idealmente la cooperazione e collaborazione fra tutti gli individui: uomini, donne e transessuali di qualunque etnia, razza, lingua, religione, condizione socioeconomica ecc. per raggiungere il progresso e il benessere di tutti i popoli e di tutti gli individui.

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roberto caforioPromotore della petizione
Questa petizione aveva 28 sostenitori

Il problema

  Mi chiamo Roberto Caforio, provengo dalla provincia di Brindisi: mi sono dedicato per anni allo studio del canto lirico e compongo opere liriche con notevole dedizione e applicazione, raggiungendo risultati che solamente pochi anni fa avrei ritenuto impensabili grazie alla mia sconfinata passione e, quindi, enorme "talento". Tengo a precisare il significato e l'etimologia della parola "talento": nell'antichità il "talento" era il piatto di una bilancia o una moneta usata in Medio Oriente ( citato anche nella Bibbia ) e, quindi, aveva il significato di "peso" e di "valore". In seguito possiamo riscontrare tale parola negli autori classici come Dante Alighieri nella sua Comedìa universalmente nota come Divina Commedia col significato di "desiderio". Pertanto, il vero significato di "talento" è: "valido desiderio che pesa" in ciascuno di noi ossia "passione ardente per una cosa o attività" ovverosia "amore sviscerato", in quanto ciò che maggiormente desideriamo e per noi ha valore e peso è ciò che amiamo e a cui ci dedichiamo maggiormente, raggiungendo notevoli risultati con la forza dell'amore e della applicazione e dedizione.

  Nei miei ripetuti tentativi di contattare teatri e direttori artistici, soprattutto in Italia, ho trovato quasi sempre le porte sbarrate o, le poche volte che qualcuno si è degnato di darmi una risposta, mi è stato detto che costoro si occupavano solo della musica del loro "giro" oppure che non disponevano di capitali o risorse necessarie ecc. In sostanza, i grandi teatri si occupano solo di musica o spettacoli già rappresentati altrove ( a meno che qualcuno non abbia legami, raccomandazioni e conoscenze particolari per ovviare a questa "prassi" ), i medi teatri si occupano solo della musica e spettacoli del loro "giro" e i piccoli teatri non hanno fondi e risorse a disposizione per tali spettacoli: un vero cul de sac !!!

  Non parliamo poi di spettacoli con recitazione in versi come per i miei canti poetici, composti seguendo il linguaggio, la metrica e la tradizione di autori come il Leopardi e una recitazione teatrale simile a quella del compianto Carmelo Bene: bisogna avere grandi fondi da investire per la pubblicità e da dare in anticipo ai teatri con un vero salasso finanziario qualora si trovi qualcuno disposto in tal senso.

  Nel contattare agenzie liriche, che scompaiono con un processo inverso alla presenza di funghi in periodi di umidità e con personaggi non sempre del tutto affidabili, mi viene sottolineata l'estrema difficoltà nel presentare nuove opere ai teatri che sono molto restii per preconcetti vari, come ho verificato di persona, ma anche per timore di mancati incassi, per mancanza di fondi adeguati o, addirittura, per mala gestione, soprattutto di tipo mafioso-massonica. 

  Inoltre, allorché mi sono rivolto a qualche responsabile teatrale o a qualche agente lirico, mi è stato riferito il fatto che un uomo come me, dotato di voce da soprano, non possa essere ammesso a sostenere ruoli femminili per una "mancata presenza scenica" ( e si badi non per una voce non adatta ) ossia, traducendo in un italiano comprensibile a tutti, per la "mancanza di tette" !!! Se tale spiegazione ai più può sembrare un po' forte, rammento il film di Mario Monicelli con Alberto Sordi: "Il Marchese del Grillo", ambientato nella Roma del primo Ottocento, in cui una donna del popolo che assisteva ad uno spettacolo teatrale, assieme a tanti altri, inveì contro un soprano "donna" per il fatto che le si vedevano tutte le "zinne" ! Un tempo, infatti, vi era un enorme pregiudizio ( almeno fino al XVIII sec. ) per cui le donne non erano normalmente ammesse in teatro a sostenere i ruoli femminili cui provvedevano i famosi "castrati" come il celeberrimo Carlo Broschi detto Farinelli, capace di emettere note acutissime, mentre oggigiorno sono delle donne a sostenere non solo i ruoli femminili ma spesso anche quelli maschili una volta interpretati o da castrati o da controtenori ecc. Infatti, non a caso si dice ancora oggi normalmente: "un" soprano e non "una" soprano, relegando gli uomini ai ruoli da "sopranisti" che non corrispondono esattamente a quelli da soprano, poiché sono più limitati nell'estensione e nella potenza degli acuti e si tratta, per lo più, di ruoli maschili di repertori settecenteschi o antecedenti. In teatro i trucchi, i mascheramenti e i vestimenti vari permettono ad uomini di travestirsi da donne e viceversa e nessuno può rimanere sconvolto o può trasecolare per questa finzione teatrale; quel che conta è la voce, l'interpretazione e l'atteggiamento: si tratta di un vero pregiudizio e di un'autentica discriminazione esattamente come quella che non permette a certuni di condividere le unioni civili e/o i matrimoni gay.

  Nel mio caso sono (s)fortunatamente dotato di una voce che io definisco da "sopravobiano" ossia "soprano acuto drammatico" con un'estensione che può spaziare dal do1, do2 o do3 fino almeno al do6 se non do7 di petto ( che è la nota più acuta del pianoforte, strumento che, come tutti gli altri, è fatto ad imitazione della voce umana: i limiti dell'estensione umana sono molto labili e non circoscrivibili e sono molto soggettivi ). Il termine VOBIANO l'ho fatto derivare da "VO...ce BIAN...ca adulta" sul modello del "sopr...ANO": SOPRAVOBIANO che non significa "sopra vo piano", anzi, al contrario: sopra emetto note molto potenti, le cosiddette note "di petto", conservando lo stesso colore di voce utilizzato per le note medie ed acute e non in "falsetto o falsettone rinforzato" ossia non alleggerite cambiando il colore della voce sia pure con un qualche rinforzo. Di conseguenza, sono adatto a sostenere ruoli come quello della Regina della Notte da IL FLAUTO MAGICO di Wolfgang Amadeus Mozart, ruolo di solito interpretato da donne con voce da "soprano leggero" in quanto è necessario sostenere sovracuti     ( fino al FA5 ) che i soprani drammatici o lirici normalmente non sono in grado di sostenere: cosa che mi viene impedita e contestata per i motivi suddetti.

  A tal proposito, sto provvedendo alla composizione di un'opera lirica dal titolo NIRVANA, divisa in due parti, in cui vi sono delle arie da SOPRAVOBIANO per un personaggio maschile ed altre arie per personaggi anch'essi maschili con voce da soprano o mezzosoprano, che siano uomini, donne o transessuali ad interpretare tali ruoli mi è completamente indifferente: conta la voce e non l' "attrezzatura pettorale" !!!

  Dulcis in fundo, mi sono rivolto in alcune occasioni, negli scorsi anni, a molti appassionati melomani che frequentano loggioni anche di teatri importanti con opuscoli o stampati in cui descrivevo il contenuto e il significato articolato in quattro livelli di interpretazione di alcune mie opere liriche ( secondo gli schemi interpretativi di testi così come prospettato a suo tempo dal rosacrociano Dante Alighieri ), in particolare la TURANDOT O LE MILLE E UNA LUNA che è la continuazione ( dalla durata di circa 3 ore ) della quasi omonima opera pucciniana ( non si tratta semplicemente del finale rivisto dell'opera incompiuta del Maestro ma di una vera e propria opera a sé stante che continua la trama pucciniana che a sua volta è tratta, tramite le opere di Gozzi e Schiller, dalla fiaba della fonte originaria de I MILLE E UN GIORNO --- Les mille et un jours --- di François Pétis de la Croix che pubblicò tale raccolta di antiche favole orientali, parallela ma diversa da LE MILLE E UNA NOTTE, opera di vari autori a partire dal X secolo ). Ebbene, la stragrande maggioranza di tali melomani, che costituiscono il fulcro del pubblico che segue le opere e che compra i biglietti, si sono dimostrati interessati, spesso notevolmente interessati a questa opera. Un'altra mia opera lirica compiuta è INFERNO PARTE PRIMA dalla durata di circa 3 ore ( mi riservo di comporre altre 2 parti ) con testi ovviamente di Durante ( detto Dante ) Alighieri.  

  In coerenza con tutto quanto su descritto non si comprende il perché di tutti questi impedimenti ed accanimenti contro chi, come me, intende far della cultura e dell'arte il vessillo e lo stendardo principe da innalzare quale simbolo del progresso umano e spirituale della nostra Nazione che, meglio di chiunque altra, in passato ha detenuto il primato in tali discipline, mentre oggi, in queste ed in altre discipline tecnico-scientifiche e di ricerca o di tipo artigianale ecc. latita e sprofonda nelle ultime posizioni non solo dei cosiddetti paesi civili ed occidentali ma spesso anche degli altri Paesi meno fortunati e meno sviluppati. A meno che non si voglia sostenere la tesi di un certo ministro a bassa levatura  ( che qualche tempo fa dichiarò in una famosa allocuzione:              "Con la cultura --- e l'arte --- non si mangia !!! " ) è necessario prendere atto e piena coscienza di questa situazione infausta. 

  Ma ecco una spiegazione, che risulta essere particolarmente illuminante sul mondo del teatro, che ci viene offerta in questa parte di un'intervista di qualche anno fa a Mario Dradi, uno degli agenti lirici italiani più conosciuti, che ha organizzato grandi eventi lirici come il Concerto alle Terme di Caracalla a Roma nel 1990 con i famosi tre tenori Plácido Domingo, José Carreras e Luciano Pavarotti, in cui illustrava il decadimento dei teatri italiani. La seconda parte di questa intervista è pubblicata su "Il Manuale del Cantante Lirico" di Guglielmo Novalis.
Intervistatore: "Un mestiere, quello dell’agente lirico, che le ha permesso di vivere grandi emozioni, talvolta la delude come lavoro?".
Dradi: "L’aspetto maggiormente gratificante è quello della scoperta del talento, il lavoro che si fa sull’ artista, sul percorso da fargli intraprendere e poi, alla fine, il risultato nel vedere confermate sul palco le proprie intuizioni e le proprie aspettative. È deludente quando tu sei un grande appassionato di musica e ti devi scontrare con un popolo di gente che si trova nella sala dei bottoni e che dichiara come se nulla fosse che dell’opera non gliene importa nulla e, ancor più grave, nessuno gli dà importanza più di tanto. Anni fa i miei interlocutori nelle direzioni artistiche dei teatri erano persone con le quali si poteva avere un dialogo, si parlava la stessa lingua; oggi, a dire il vero, non sono sicuro che se parlo di Linda di Chamounix in certe direzioni artistiche abbiano la più vaga idea del tipo di cast di cui necessita un’opera del genere. Questo è frustrante".
Int.: "Parla della situazione teatrale attuale?"
Dradi: "Purtroppo sì".
Int.: "Quindi è destinata al collasso?"
Dradi: "Se non si cambia, sì. Una volta le sovrintendenze dei teatri erano affidate a chi lo faceva per passione, perché la carica procurava un certo prestigio, non di certo per denaro. Oggi anche sovrintendenti e direttori artistici di teatri “minori” percepiscono stipendi da favola, e ovviamente non lo fanno per passione. Il problema in Italia è la politica. Smettono di esserci a capo delle strutture teatrali personaggi competenti, e così ecco cast squilibrati, cantanti spudoratamente sopravvalutati, mentre alcuni veri grandi professionisti sono oscurati dal nuovo meccanismo".
Int.: "Nota che il suo lavoro va piuttosto di moda ultimamente?"
Dradi: "Sì, l’ho notato"...
Int. "Quali caratteristiche deve possedere un buon agente?"
Dradi: "Anni fa le avrei risposto passione per la musica, competenza e un buon orecchio"...

  In conclusione, ritengo che sia non solo auspicabile ma improrogabile, per il bene di tutti coloro che ne vogliano beneficiare e godere, una nuova direzione ed una svolta che tenga conto e che metta in luce ed in risalto le potenzialità di autori e artisti le cui prospettive sono enormemente deluse da parte di molti addetti ai lavori che sono incompetenti e/o interessati al lucro o messi nelle condizioni di non operare come potrebbero o dovrebbero o vorrebbero e di dover scendere a compromessi e limitazioni aberranti in nome del profitto, in modo che tutti possano svolgere attività seguendo le proprie passioni ed inclinazioni e non con imposizioni dall'alto con lavoro nero, sottoccupazione, precarietà, disoccupazione ecc.

 A tale scopo propongo di provvedere a rovesciare questa situazione per creare un nuovo "Rinascimento", come nel sec. XVI, per privilegiare l'arte, la cultura, le scienze e la ricerca con iniziative come le seguenti:

1) Rimuovere tutti quei funzionari, direttori, manager, responsabili ecc. di teatri, università, luoghi di cultura ecc. dalle cariche loro assegnate se le funzioni cui debbono assolvere non corrispondano alle loro effettive capacità e verificare che i rispettivi curricula corrispondano al vero e che costoro non siano stati messi in tali posizioni da politici o da altri potenti   ( soprattutto in odore di mafia o massoneria ) cui siano soggetti e a cui debbano rispondere, per rimpiazzarli con gente che goda di stipendi ed emolumenti contenuti in modo da incoraggiare a coprire tali ruoli prestigiosi in virtù della propria passione e competenza e non del lucro.

2) Investire con fondi pubblici adeguati per la ricerca, la cultura e l'arte sia nelle scuole ed università che nei conservatori, teatri, centri di ricerca ecc. per sostenere artisti, scienziati, ricercatori, inventori ecc. che non trovano né spazi né fondi per le loro utili attività, incoraggiando, con politiche fiscali e di altro tipo molto più convenienti, coloro che investano fondi privati per tali scopi. 

3) Rendere obbligatorio tanto nei grandi quanto nei medi che nei piccoli teatri la rappresentazione e sponsorizzazione di nuove opere ( liriche ), balletti, drammi, opere sinfoniche ecc., spesso ignorate dai direttori artistici in modo che tutte le opere contemporanee almeno decorose siano rappresentate e, eventualmente, diffuse dal livello locale originario a livello nazionale ed internazionale qualora riscontrino un certo apprezzamento di pubblico e/o della critica così come accadeva nei secoli scorsi quando i teatri prestigiosi facevano a gara per accaparrarsi le ultime opere dei compositori in auge. Rammento che, oggigiorno, soprattutto in Italia, si tende a rappresentare piuttosto delle opere minori del passato ( o comunque straniere ), magari, poco significative oggi come oggi, che delle buone o addirittura eccellenti opere di contemporanei in particolare se si tratta di italiani, anche per la questione dei diritti d'autore cui si può ovviare con maggiori fondi messi a disposizione, mentre altre opere, a volte meno valide, vengono rappresentate grazie al fatto che qualcuno abbia capacità finanziarie notevoli di propria sponte o goda di raccomandazioni, spinte e di conoscenze di qualche potente di turno o che faccia parte di "giri" particolari o che sia allievo di qualche potente maestro o che ricorra a sistemi di corruzione e favori vari per raggiungere i propri scopi, a svantaggio dello spettatore che non è nella possibilità, pur volendolo, di godere di altri spettacoli ed opere significative o di ascoltare o vedere valenti artisti esibirsi.

4) Informare l'opinione pubblica, gli spettatori, gli utenti dei vari servizi culturali e artistici ecc. riguardo a queste problematiche e alla necessità di rappresentare nuove opere, invogliandoli ad assistere a tali spettacoli e stimolandoli con costi e prezzi contenuti, con riutilizzo di materiale, costumi ecc. già utilizzati in precedenza, con adeguate sponsorizzazioni e così via.

5) Aiutare, impiegare e sponsorizzare nuove orchestre, professori e direttori d'orchestra, cantanti lirici, ballerini, scenografi ecc. che, pur valenti, non trovano spazio, soprattutto se costoro studiano e rappresentano nuove opere, oltre a quelle classiche, in linea con quanto su detto, per incentivare la libertà di espressione e di lavoro di tutti, senza negare ad alcuno spazi e possibilità di avere successo o di affermarsi almeno a livello locale, liberando così molta gente dalla cappa della precarietà o della disoccupazione, poiché tali appassionati lascerebbero ad altri gli impieghi di ripiego da loro svolti qualora abbiano altre occupazioni. Ogni teatro avrebbe così diverse orchestre e una molteplicità di artisti, tecnici ecc. da coinvolgere ed utilizzare, rappresentando così varie opere anche in contemporanea.

6) Sostenere scienziati, ricercatori e inventori o scopritori che mettano a disposizione il frutto del loro impegno per contribuire a diffondere politiche, attività, tecnologie ecc. che salvaguardino l'ambiente, con diffusione generalizzata di energia pulita ed infinita, gratuita o con costi ridottissimi, sia nei luoghi pubblici che nelle dimore private, per rendere il popolo italiano libero e indipendente dal giogo schiavizzante dei potenti petrolieri e banchieri che spesso corrompono non solo i vertici della politica ma anche i funzionari ecc. dei vari livelli delle cariche pubbliche, in modo che il danaro fluisca circolarmente in tutte le attività lecite e non percorra "strani" percorsi in attività illecite o in quelle limitate solo a chi faccia parte di certi "giri".

7) Varie ed eventuali proposte che rafforzino questo tipo di politiche sono ben accette da qualunque parte provengano a vantaggio di tutti noi.

  Nessuno meglio di voi, cari esponenti del M5Stelle, posso immaginare e reputare all'altezza di portare avanti queste prospettive per il bene di tutti e di ciascuno di noi e di valutare a dovere ed apprezzare nonché sostenere l'arte e la cultura con politiche ed iniziative atte a raggiungere tale scopo ineludibile come quelle da me sopra propugnate. Ringrazio tutti coloro che sosterranno, firmandola e diffondendola, la mia petizione e coloro che, rivestendo incarichi pubblici, la metteranno in pratica. Ringrazio anche coloro che mi hanno comunicato le loro perplessità dandomi dei suggerimenti. I tre pinguini della foto acclusa rappresentano idealmente la cooperazione e collaborazione fra tutti gli individui: uomini, donne e transessuali di qualunque etnia, razza, lingua, religione, condizione socioeconomica ecc. per raggiungere il progresso e il benessere di tutti i popoli e di tutti gli individui.

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roberto caforioPromotore della petizione

PETIZIONE CHIUSA

Questa petizione aveva 28 sostenitori

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I decisori

Barbara Lezzi
Ministro per il Sud
Renato Brunetta
Ministro per la Pubblica Amministrazione
Danilo Toninelli
Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti
Giulia Grillo
Ministro della Salute
Luigi Di Maio
Ministro per gli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale
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Petizione creata in data 27 ottobre 2015