Migranti: l'UE non dia soldi alla dittatura eritrea

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I richiedenti asilo che arrivano sulle coste italiane sono in gran parte eritrei. Ogni mese circa 5000 persone, soprattutto giovani, fuggono da un regime che nega ogni forma di democrazia e libertà.

In questi giorni la Commissione Europea sta negoziando con l'Eritrea un nuovo pacchetto di aiuti allo sviluppo, di oltre 300 milioni di euro.

Se l'UE volesse davvero migliorare la situazione in Eritrea e fermare l'esodo, per concedere quegli aiuti dovrebbe vigilare sull'uso che ne farà il governo, porre come condizione il rispetto delle libertà fondamentali e l'avvio di vere riforme democratiche.

Io sono un giornalista italiano di origine eritrea. Con me, a lanciare questa petizione, ci sono anche il candidato al Nobel per la Pace Don Mussie Zerai e Anton Giulio Lana, avvocato per i diritti umani.

Alla Commissione europea e ai governi dell'UE chiediamo: non concedete il nuovo pacchetto di aiuti allo sviluppo, e ogni altra forma di sostegno economico, fino a che il governo eritreo si impegnerà a garantire la tutela dei diritti umani fondamentali. In particolare:

1) Libertà per tutti quelli che sono detenuti in modo arbitrario, tra cui dissidenti e giornalisti;
2) Libertà di espressione e di associazione;
3) Elezioni libere e democratiche con un sistema multipartitico;
4) Fine del servizio militare obbligatorio e a tempo indeterminato;
5) Fine di ogni forma di lavoro forzato e di trattamenti abusivi, innanzitutto la tortura.

Per fermare l'esodo dall'Eritrea non servono altri soldi, ma democrazia e libertà.

Vittorio Longhi, Don Mussie Zerai, Anton Giulio Lana

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