
Ruggero CazzanigaMilano, Italy
Jan 25, 2018
COMUNICATO STAMPA
Esposto alla Procura di Brescia da parte dell’ex Comandante della Polizia Locale di Milano Antonio Barbato sulle dichiarazioni del sindaco di Milano Beppe Sala rilasciate a Lilli Gruber su la7
L’esposto, in realtà un’integrazione a un esposto già presentato dalla Procura di Brescia, parte dalle dichiarazioni del Sindaco di Milano Sala, apparse oggi sui maggiori quotidiani. Il Sindaco ha dichiarato che se rinviato a giudizio per falso, non si dimetterà perché, sostanzialmente, i reati che gli vengono contestati sono il frutto di un patto avvenuto con il benestare dell’ANAC e della Procura della Repubblica di Milano… Da mesi che Barbato, anche in sede di audizione della Commissione Antimafia del Comune di Milano, ha raccontato di un patto scellerato tra Procura e Giunta Sala che starebbe alla base delle sue dimissioni forzate dello scorso agosto. Barbato, dunque agnello sacrificale di scambi e favori tra Procura e Comune di Milano? Analizzando bene le cose, dopo le dichiarazioni di Sala, quello che poteva sembrare un teorema prende corpo vistosamente. In questo reciproco scambio di favori tra l’ex Commissario Expo, poi divenuto Sindaco, entrano le mire di un collaboratore della Procura, l’attuale Comandante della Polizia Locale di Milano, che già nel settembre 2016 voleva occupare il posto di Comandante che Barbato ha conquistato con una selezione pubblica. Per lui si sarebbero attivati, secondo quanto sostenuto dall’assessore Carmela Rozza, i piani alti della Procura della Repubblica. A settembre non si riesce nell’operazione perché in quel momento vi era una selezione pubblica in corso che vince Barbato. L’attuale Comandante Ciacci non partecipa perché in quel frangente non possiede i titoli (non è un dirigente, lo diventerà solo successivamente). Occorre attendere tempi migliori! Poi l’occasione buona: Barbato, sentito in un’indagine della DDA come persona informata dei fatti sbattuto in prima pagina per distruggerne l’immagine e metterlo in condizione di lasciare il posto, l’assessore Rozza che favorisce il processo di defenestrazione di Barbato, attivando anche l’ex magistrato Gherardo Colombo che emette un parere contro Barbato non indagato (reo di aver pensato di far seguire un furbetto del cartellino), esprimendo però contestualmente, ed è questo che stride fortemente, nei confronti del Sindaco pareri favorevoli a continuare il proprio mandato anche se indagato, forse proprio per le ragioni che Sala svela oggi (l’esistenza di un patto tra Procura, ANAC e altri per Expo), e il gioco è fatto! Così l’incarico di Barbato è conferito, senza realizzare, come prevede la legge, una selezione pubblica, guarda caso, proprio alla persona che, secondo quanto sostenuto in più occasioni da Assessore Rozza, media, e mai smentito dalla Procura, aveva il gradimento dei piani alti della Procura. E il ruolo di ANAC sulla nomina di Ciacci? Secondo le dichiarazioni dell’Assessore Rozza, apparse di recente su alcuni quotidiani, l’ANAC si sarebbe espressa positivamente sul cambio al vertice tra Barbato e Ciacci… Anche questo frutto del patto scellerato di cui parla Sala e che Barbato denuncia da mesi, inascoltato? Alla Procura di Brescia il compito di indagare.
Milano 25 gennaio 2018 - Comitato Verità e Giustizia per Antonio Barbato
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