Giustizia e corruzione: #Renziparliamone


Giustizia e corruzione: #Renziparliamone
Il problema
Dopo le consultazioni pubbliche sulla riforma della giustizia lanciate a inizio luglio e dopo il pacchetto anticorruzione annunciato da Matteo Renzi a dicembre vi scriviamo a nome degli oltre 750mila italiani che aderendo a Riparte il futuro, la campagna di Libera e Gruppo Abele contro la corruzione, hanno già espresso la loro opinione da tempo, sottoscrivendo le tante proposte che abbiamo lanciato dal gennaio del 2013 ad oggi.
Il pacchetto anticorruzione, come dice don Luigi Ciotti, presidente di Libera e Gruppo Abele, e' "un passo avanti, ma certamente ci si aspettava molto, molto di piu'. Ci sono dei compromessi".
Non sono sufficienti "gli aumenti di pena sia nel minimo che nel massimo per la corruzione, ma ci si aspettava anche quelli correlati. Ad esempio, la concussione, la corruzione negli atti giudiziari … Non ci sono, ad esempio, gli sconti per chi collabora, gli incentivi, che diventano importanti, ne prevede anche l'Europa gia' con le sue norme del 1999. Manca la tutela di chi denuncia, un altro fatto importante richiesto dall'Europa per incentivare, ma anche per tutelare chi nelle pubblica amministrazione ha il coraggio di denunciare tutto questo".
Ecco perche' vogliamo sollecitare la vostra attenzione su pochi punti, chiari e semplici, che vogliamo condividere ancora una volta con voi perché sono le priorità irrinunciabili per contrastare finalmente e in modo strutturale la corruzione (www.riparteilfuturo.it/agenda).
Ecco cosa vi chiedono i cittadini che sostengono Riparte il futuro:
1) intervenire quanto prima sui meccanismi della prescrizione, che oggi nega di fatto il diritto alla giustizia, affinché si assicuri la certezza delle pene;
2) l’Italia deve adeguarsi alle convenzioni internazionali cui pure aderisce per contrastare finalmente i conflitti d’interesse dei funzionari pubblici e dei rappresentanti eletti dai cittadini;
3) intervenire sui “reati civetta” per togliere ai corruttori le loro armi: evasione fiscale, falso in bilancio, autoriciclaggio;
4) una Pubblica amministrazione trasparente, introducendo in Italia il Freedom of Information Act.
5) protezione efficace per chi denuncia la corruzione sul luogo di lavoro - whistleblower - esponendosi così a ritorsioni e minacce.
Tre ulteriori proposte sui temi della lotta alle mafie, sostenute da tempo da Libera, sono poi cruciali:
- l'inasprimento delle sanzioni per i reati di mafia (416 bis del codice penale) e di scambio elettorale politico-mafioso (416 ter del codice penale);
- il rafforzamento dell'Agenzia nazionale dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata, che va affidata alla presidenza del Consiglio dei ministri per garantire il pieno ed effettivo riutilizzo sociale dei patrimoni sottratti ai clan;
- l'istituzione del 21 marzo di ogni anno come Giornata nazionale della memoria e dell'impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie.
Per il contrasto all'illegalita', alla mafia, alla corruzione, all'autoriciclaggio, come dice don Ciotti, sarebbe veramente necessaria una radicalita', un impegno non solo nelle parole, ma nei fatti, di tutte le forze politiche nella stessa direzione.
Siamo certi che il Governo vorrà prendere in considerazione le richieste concrete avanzate da oltre 750mila cittadini.
Con i migliori saluti,
Riparte il futuro

Il problema
Dopo le consultazioni pubbliche sulla riforma della giustizia lanciate a inizio luglio e dopo il pacchetto anticorruzione annunciato da Matteo Renzi a dicembre vi scriviamo a nome degli oltre 750mila italiani che aderendo a Riparte il futuro, la campagna di Libera e Gruppo Abele contro la corruzione, hanno già espresso la loro opinione da tempo, sottoscrivendo le tante proposte che abbiamo lanciato dal gennaio del 2013 ad oggi.
Il pacchetto anticorruzione, come dice don Luigi Ciotti, presidente di Libera e Gruppo Abele, e' "un passo avanti, ma certamente ci si aspettava molto, molto di piu'. Ci sono dei compromessi".
Non sono sufficienti "gli aumenti di pena sia nel minimo che nel massimo per la corruzione, ma ci si aspettava anche quelli correlati. Ad esempio, la concussione, la corruzione negli atti giudiziari … Non ci sono, ad esempio, gli sconti per chi collabora, gli incentivi, che diventano importanti, ne prevede anche l'Europa gia' con le sue norme del 1999. Manca la tutela di chi denuncia, un altro fatto importante richiesto dall'Europa per incentivare, ma anche per tutelare chi nelle pubblica amministrazione ha il coraggio di denunciare tutto questo".
Ecco perche' vogliamo sollecitare la vostra attenzione su pochi punti, chiari e semplici, che vogliamo condividere ancora una volta con voi perché sono le priorità irrinunciabili per contrastare finalmente e in modo strutturale la corruzione (www.riparteilfuturo.it/agenda).
Ecco cosa vi chiedono i cittadini che sostengono Riparte il futuro:
1) intervenire quanto prima sui meccanismi della prescrizione, che oggi nega di fatto il diritto alla giustizia, affinché si assicuri la certezza delle pene;
2) l’Italia deve adeguarsi alle convenzioni internazionali cui pure aderisce per contrastare finalmente i conflitti d’interesse dei funzionari pubblici e dei rappresentanti eletti dai cittadini;
3) intervenire sui “reati civetta” per togliere ai corruttori le loro armi: evasione fiscale, falso in bilancio, autoriciclaggio;
4) una Pubblica amministrazione trasparente, introducendo in Italia il Freedom of Information Act.
5) protezione efficace per chi denuncia la corruzione sul luogo di lavoro - whistleblower - esponendosi così a ritorsioni e minacce.
Tre ulteriori proposte sui temi della lotta alle mafie, sostenute da tempo da Libera, sono poi cruciali:
- l'inasprimento delle sanzioni per i reati di mafia (416 bis del codice penale) e di scambio elettorale politico-mafioso (416 ter del codice penale);
- il rafforzamento dell'Agenzia nazionale dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata, che va affidata alla presidenza del Consiglio dei ministri per garantire il pieno ed effettivo riutilizzo sociale dei patrimoni sottratti ai clan;
- l'istituzione del 21 marzo di ogni anno come Giornata nazionale della memoria e dell'impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie.
Per il contrasto all'illegalita', alla mafia, alla corruzione, all'autoriciclaggio, come dice don Ciotti, sarebbe veramente necessaria una radicalita', un impegno non solo nelle parole, ma nei fatti, di tutte le forze politiche nella stessa direzione.
Siamo certi che il Governo vorrà prendere in considerazione le richieste concrete avanzate da oltre 750mila cittadini.
Con i migliori saluti,
Riparte il futuro

PETIZIONE CHIUSA
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Petizione creata in data 7 agosto 2014

