CHIEDIAMO VERITA' E CHIAREZZA SULLA E45!

Il problema

Siamo in migliaia, ogni giorno, a dover transitare sulla fatidica E45, tra Cesena e Perugia: per necessità di vita che ci derivano dal nostro vivere sull'Appennino o per necessità di lavoro, che sta spesso distante. A noi si aggiungono altre migliaia di persone che guidano automezzi e portano rifornimenti a decine di paesi e centri minori, o che si spostano per quel turismo locale che per molti di noi è l'unica risorsa per sopravvivere e non dover andar via, nelle cosiddette aree interne.

Ogni giorno, da decenni, la E45 è un incubo senza fine, dove si rischia la vita a ogni chilometro percorso. Ma nel 2020 e, soprattutto, nel 2021 la strada è diventata un inferno vero e proprio: decine di cantieri bloccano per chilometri e chilometri una o l'altra corsia di marcia, obbligandoci a code infinite, a continui zigzag tra le barriere di cemento che vengono spostate senza sosta, a improvvisi rallentamenti per salti di corsia che nemmeno si ha quasi il tempo di vedere. E gli incidenti ormai non si contano... Avete mai visto un'ambulanza a sirene spiegate cercare di sorpassare una coda infinita, bloccata fin dentro le gallerie, per colpa di un mezzo in avaria?

Decine di cantieri aperti in contemporanea, per decine e decine di chilometri complessivi, sono un nuovo modo di gestire le manutenzioni? Molti cantieri sono deserti, altri sono presenziati da pochi operai, da mesi e mesi. E occupano lunghezze di corsia inimmaginabili, con le lavorazioni segnalate qua e là da una ruspa, da qualche bidone, da cataste di materiali vari. Non si lavora, in quei cantieri, se non in pochissimi casi, di sabato e domenica, non si lavora la sera. E ora il blocco del viadotto di Verghereto costringe chi transita sulla E45 a fare altri chilometri di strada tra le curve dell'Appennino, lungo percorsi senza indicazioni e segnaletica a terra, attraversando in massa (auto, pullman e camion) piccolissimi centri tra le montagne. 

Ci chiediamo, e chiediamo a Voi: chi fa la programmazione dei lavori sulla E45? Chi controlla i cantieri, la spesa, i cronoprogrammi? Chi verifica gli appalti, le ditte che lavorano, la loro qualifica e quella delle loro maestranze? Come e dove possiamo capire cosa ci aspetta, ancora, prima che la strada torni ad essere una strada normale e civile, in un Paese che sta dichiarando una straordinaria ripresa economica post-pandemia e non si accorge, però, che interi pezzi di quello stesso Paese stanno morendo? Chi, davvero, pensa all'Appennino e a quanti ci vivono?

Aspettiamo Vostre risposte, ancora una volta, e continueremo ad aspettare fino a quando non arriveranno, chiare e precise. Perchè ormai siamo in tanti, tantissimi, e non lasceremo più che i nostri diritti finiscano ancora una volta nel dimenticatoio.

Gli Italiani della E45

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ricardo stoccoPromotore della petizione

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Il problema

Siamo in migliaia, ogni giorno, a dover transitare sulla fatidica E45, tra Cesena e Perugia: per necessità di vita che ci derivano dal nostro vivere sull'Appennino o per necessità di lavoro, che sta spesso distante. A noi si aggiungono altre migliaia di persone che guidano automezzi e portano rifornimenti a decine di paesi e centri minori, o che si spostano per quel turismo locale che per molti di noi è l'unica risorsa per sopravvivere e non dover andar via, nelle cosiddette aree interne.

Ogni giorno, da decenni, la E45 è un incubo senza fine, dove si rischia la vita a ogni chilometro percorso. Ma nel 2020 e, soprattutto, nel 2021 la strada è diventata un inferno vero e proprio: decine di cantieri bloccano per chilometri e chilometri una o l'altra corsia di marcia, obbligandoci a code infinite, a continui zigzag tra le barriere di cemento che vengono spostate senza sosta, a improvvisi rallentamenti per salti di corsia che nemmeno si ha quasi il tempo di vedere. E gli incidenti ormai non si contano... Avete mai visto un'ambulanza a sirene spiegate cercare di sorpassare una coda infinita, bloccata fin dentro le gallerie, per colpa di un mezzo in avaria?

Decine di cantieri aperti in contemporanea, per decine e decine di chilometri complessivi, sono un nuovo modo di gestire le manutenzioni? Molti cantieri sono deserti, altri sono presenziati da pochi operai, da mesi e mesi. E occupano lunghezze di corsia inimmaginabili, con le lavorazioni segnalate qua e là da una ruspa, da qualche bidone, da cataste di materiali vari. Non si lavora, in quei cantieri, se non in pochissimi casi, di sabato e domenica, non si lavora la sera. E ora il blocco del viadotto di Verghereto costringe chi transita sulla E45 a fare altri chilometri di strada tra le curve dell'Appennino, lungo percorsi senza indicazioni e segnaletica a terra, attraversando in massa (auto, pullman e camion) piccolissimi centri tra le montagne. 

Ci chiediamo, e chiediamo a Voi: chi fa la programmazione dei lavori sulla E45? Chi controlla i cantieri, la spesa, i cronoprogrammi? Chi verifica gli appalti, le ditte che lavorano, la loro qualifica e quella delle loro maestranze? Come e dove possiamo capire cosa ci aspetta, ancora, prima che la strada torni ad essere una strada normale e civile, in un Paese che sta dichiarando una straordinaria ripresa economica post-pandemia e non si accorge, però, che interi pezzi di quello stesso Paese stanno morendo? Chi, davvero, pensa all'Appennino e a quanti ci vivono?

Aspettiamo Vostre risposte, ancora una volta, e continueremo ad aspettare fino a quando non arriveranno, chiare e precise. Perchè ormai siamo in tanti, tantissimi, e non lasceremo più che i nostri diritti finiscano ancora una volta nel dimenticatoio.

Gli Italiani della E45

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ricardo stoccoPromotore della petizione

I decisori

Enrico Giovannini
Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti
Mario Draghi
Mario Draghi
Presidente del Consiglio dei Ministri
sindaco di cesena
sindaco di cesena
Sindaco di Arezzo
Sindaco di Arezzo
Sindaco di Sansepolcro
Sindaco di Sansepolcro

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Petizione creata in data 27 dicembre 2021