ATTO DI DIFFIDA AD INPS ED AL GOVERNO - STOP ALL'OPERAZIONE POSEIDONE

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                  ATTO STRAGIUDIZIALE DI SIGNIFICAZIONE E DIFFIDA
Per l’Avv. Ilaria Gadaleta in proprio (C.F.: GDLLRI78D57A662Z), ex art. 86 cpc, presso il cui studio in Bari alla Via Vitantonio Di Cagno n.22 elegge domicilio ed al cui numero di fax 080/5236086 e alla PEC: avv.ilaria.gadaleta@pec.it, intende ricevere le comunicazioni di rito,
                                                             contro
L’Inps, Istituto Nazionale di Previdenza Sociale, nella persona del Presidente pro tempore, prof. Pasquale Tridico, con sede in Roma alla Via Ciro il Grande, 21;
                                                        nonché contro
il Governo Italiano Presidenza del Consiglio dei Ministri, nella persona del Presidente pro tempore, avv. Giuseppe Conte, con sede in Roma, Palazzo Chigi, alla Piazza Colonna, 370;
                                                        altresì contro
il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, nella persona del Ministro pro tempore, sig. Luigi Di Maio, con sede in Roma, alla via Veneto, 56.
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Inviate via pec, rispettivamente ai seguenti indirizzi:
dc.SegreteriaUnicaTecnicaNormativa@postacert.inps.gov.it
presidente@pec.governo.it
segreteriaministro@pec.lavoro.gov.it
Premesso che:
- Nel 2011 l’INPS avviava la seconda edizione di una operazione definita “PoseidOne”, finalizzata alla verifica delle posizioni contributive di soggetti dichiaranti redditi da arti e professioni nel quadro RE del modello Unico PF anno 2006, periodo di imposta 2005
- Su “Fisco Oggi del 18 giugno 2010” il Presidente Antonio Mastrapasqua dichiarava: “… 150mila liberi professionisti stanno per ricevere dall'Inps una comunicazione che rappresenta un primo atto di verifica della loro posizione contributiva. Prende così il via la fase operativa del progetto antievasione "Poseidone 2"… Sotto i riflettori, … 120mila professionisti e 450mila soci: l'obiettivo è quello di recuperare oltre 6 miliardi di contributi evasi, …si tratta di professionisti che non risultano iscritti alla Gestione separata e che hanno dichiarato un reddito compreso fra i 5mila e i 20mila euro nel 2006, coloro che hanno avuto un reddito superiore ai 5 mila euro nel 2004 e quelli che nel 2005 hanno dichiarato più di 5 mila euro. Al via, inoltre, anche i controlli sull'attività svolta da soci, verificando il lavoro svolto abitualmente e la prevalenza dell'attività commerciale… l'ente di previdenza precisa che "dei circa 40mila fino ad oggi controllati, oltre 28 mila soci di società semplici, che hanno affermato nella dichiarazione dei redditi di svolgere attività prevalentemente commerciale, hanno ricevuto una lettera che annuncia loro l'iscrizione all'Inps, operazione da cui si attende un recupero di circa 100 milioni di euro”.
- Ma, con interrogazione del 16.05.2012, la Commissione Bicamerale di Vigilanza Anagrafe Tributaria, manifestava già i propri dubbi: “SETTIMO NIZZI. Avremo poi modo di leggere con attenzione la vostra relazione. Mi sono domandato come mai abbiate dei dati …risalenti a cinque anni fa: è stata una vostra scelta oppure avete necessità di molto tempo per elaborarli? L'Agenzia delle entrate, nei giorni scorsi, ha riferito … che riesce ad avere tutti i dati presenti all'interno del proprio sistema operativo… LUCIO ALESSIO D'UBALDO. È sempre molto utile il confronto che abbiamo con le grandi agenzie e strutture come, in questo caso, l'INPS. Vorrei chiedere innanzitutto un'informazione che mi sembra più di tipo metodologico. Nella prospettiva della fusione tra INPS e INPDAP ci possono essere vantaggi? Da inesperto, io non li vedo… ANTONELLO CRUDO, direttore centrale entrate e vicario del direttore generale INPS. Vengo ai punti che sono stati evidenziati, in particolare riguardo a Poseidone. Come ha già accennato il direttore, l'operazione è partita fra la fine del 2009 e l'inizio del 2010. Rispetto ai cinque anni precedenti, siamo andati a recuperare e ad accertare tutto quello che fosse ai limiti della prescrizione. Adesso ci stiamo allineando … Quanto al fatto che siamo un po' indietro rispetto al momento di disponibilità dei dati all'Agenzia delle entrate, …Noi però aspettiamo il consolidamento, … che si ha solo attraverso le attività di controllo, … Il discorso dei cinque anni è legato alla fase iniziale… per operazioni e soggetti che non erano stati individuati precedentemente… Si tratta però di un'esplorazione … che stiamo cercando di valutare, anche per vedere quali e quanti indici possano servirci a effettuare un accertamento d'ufficio e comunque, soprattutto, ad aumentare il nostro grado di efficienza negli accessi che facciamo, anche considerato che ogni accesso ha dei costi e, potendone fare in numero limitato...”;
- Sta di fatto che l’operazione PoseidOne rimaneva congelata del tutto (o quasi) negli anni 2012, 2013 e 2014 (per il recupero dei contributi relativi agli anni 2006, 2007 e 2008), e che, a seguito dell’invio dei 150.000 avvisi partiti SOLO nel 2011, nulla o quasi veniva recuperato, mentre le spese (amministrative e di altra natura, come sopra dichiarato, comunque connesse) restavano a carico dell’Ente procedente, in passivo;
- Inoltre, con riguardo ai soci di società semplice (28.000 secondo le precedenti dichiarazioni di Mastrapasqua) la Corte di Cassazione, con la sentenza n. 3835 del 26 febbraio 2016, bloccava le pretese, pertanto l’indotto tributario dichiarato di € 100.000.000,00 non veniva assorbito;
- Iniziato un enorme contenzioso nel luglio del 2015, l’Inps risultava soccombente nella quasi totalità dei casi (come da allegato “sentenze positive” che rappresenta solo 1/10 di quelle effettivamente esistenti);
- Con sentenze n. 30344 e 30345 del 2017 la Corte di Cassazione si esprimeva a favore dell’Istituto di Previdenza, ma la giurisprudenza a salvaguardia dei liberi professionisti continuava ad esprimersi, e a consolidarsi, ignorando le disposizioni della Suprema Corte;
- Inoltre, con sentenza n. 27950 del 31.10.2018, la Corte di Cassazione che nel merito aveva sancito il diritto di Inps di incassare detti contributi, ne dichiarava però inesorabilmente l’avvenuta prescrizione, per l’inutile decorso dei 5 anni previsti dalla legge;
- Questo individuava due cose:
1. L’inefficacia e l’inefficienza della attività dei pubblici amministratori;
2. L’antieconomicità evidente dell’Operazione Poseidone;
- Questa condotta dell’Inps, diveniva oggetto anche di denunce-querele presso le procure territorialmente competenti e di esposti collettivi (per danno erariale) presso le Corti dei Conti di Puglia, Campania, Calabria, Sicilia, Toscana, Abruzzo, Lazio e Lombardia, per i seguenti motivi:
1. Virtualità dei crediti contributivi iscritti nella partita attiva di bilancio (si tratta di titoli “deteriorati”, per usare un gergo tecnico in ambito bancario, ovvero somme non recuperate o non recuperabili);
2. Uscite in passivo –come costo reale- costituite da:
a. Spese legali per soccombenza;
b. Spese amministrative;
c. Spese da protocollo con l’Agenzia delle Entrate (come innanzi dichiarato);
d. Spese di istruttoria;
e. Anche in caso di vittoria giudiziaria dell’ente, spese legali del proprio staff e riduzione degli importi richiesti (sanzioni eliminate, come da allegato “sentenze con riduzione di sanzioni”);
f. Premi di produzione e/o di produttività interni ai dipendenti;
- Nonostante ciò, l'Inps ha anche commesso diverse violazioni di legge, ad esempio emettendo atti di riscossione coatta, in assenza di un valido titolo esecutivo, nell’inosservanza dell'articolo 24, comma 3, del decreto legislativo n. 46 del 1999, intimando, in taluni casi, il pagamento di somme decretate come non dovute, «abusando» della sua posizione di potere e cagionando, oltre che un danno economico dovuto allo spreco di denaro pubblico, anche un danno all'immagine della pubblica amministrazione;
- Con interrogazione del 08.10.2018 – 3-00219 E) i parlamentari COLLETTI, BUSINAROLO, DADONE, D'ORSO e PERANTONI interrogavano il Ministro del lavoro, per sapere quali iniziative, anche di tipo normativo, intendesse assumere in relazione a dette azioni dell'Istituto;
- con risposta del 09.10.2018, l’On.le CLAUDIO DURIGON, Sottosegretario di Stato per il Lavoro e le politiche sociali, dichiarava che, ritenendo il Governo fondate le ragioni dei citati professionisti, al fine di garantire un'azione efficace e uniforme su tutto il territorio nazionale, aveva già provveduto ad invitare l'INPS “a valutare l'opportunità di agire in autotutela, annullando le suddette iscrizioni d'ufficio, ad eccezione di quelle relative ai professionisti che abbiano comunque ritenuto di versare alla gestione separata dell'Istituto, senza adire le vie legali, per vedersi riconosciuta un'anzianità contributiva utile ai fini pensionistici, per annualità altrimenti non coperte da contribuzione a tal fine”;
- anche il sen. Antonio Iannone, con interrogazione a risposta scritta del 06.03.2019, chiedeva al Governo se intendesse attivarsi spingendo l’Inps ad annullare in autotutela le iscrizioni d’ufficio alla gestione separata Inps dei professionisti; e se, in attuazione della previsione legislativa ex art 18 co.12 della L. 111/11, norma di interpretazione autentica dell’art. 2 comma 26 della L. 335/95, (ante riforma legge professionale n. 247/2012) e ex art 18, comma 4, d. lvo n 241/1997 e succ. modif art 17 del dpr 435/2001 ratione tempori vigenti, intendesse valutare il blocco della Operazione Poseidone anche con un intervento normativo ad hoc;
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Ad oggi, alcun intervento è stato attuato, non solo a tutela delle classi professionali coinvolte, ma anche dello stesso Ente e dei cittadini Italiani, inconsapevolmente coinvolti nella vicenda, per gli effetti a lungo termine che la stessa operazione contestata potrebbe provocare.
Infatti, vanno fatte due doverose precisazioni:
a. la prima è che, anche ciò che è stato recuperato dall’Ente, finanche con le azioni di “rottamazione”, dovrà essere restituito, perché prescritto, in quanto, nell’ambito contributivo, la prescrizione opera con effetto decadenziale; pertanto, chi abbia operato il versamento ne richiederà la restituzione, con ovvio aggravio di spese;
b. la seconda, è che “lo Stato o l’Ente pubblico risponde civilmente del danno cagionato a terzi…dal…dipendente infedele” (Corte di Cassazione SS.UU. sent. n. 13246 del 16 maggio 2019).
Tutto ciò premesso, la sottoscritta avv. Ilaria Gadaleta, diffida formalmente l’Inps, il Ministro del Lavoro ed il Presidente del Consiglio dei Ministri, come sopra meglio identificati, a:
1. ordinare immediatamente all’Inps l’annullamento in autotutela degli avvisi di addebito, e di qualsivoglia azione esecutiva, in quanto contra legem;
2. aprire una commissione interna di inchiesta sulla Operazione Poseidone;
3. effettuare una ricognizione ed una verifica, in concerto con l’Ente, di tutti i debiti a riscuotersi, accertando quelli effettivamente dovuti da quelli oggettivamente prescritti;
4. effettuare uno studio puntuale di costi/benefici, al fine di evitare ulteriore spreco di risorse pubbliche;
5. aprire, nell’immediato, un tavolo di concertazione con i soggetti direttamente coinvolti.
PreavvertendoVi che, qualora alcuna azione verrà avviata, entro 30 gg. dalla ricezione della presente, e nella libera valutazione giuridica di una eventuale omissione di doverosi atti di ufficio, per le motivazioni suesposte, mi vedrò costretta ad agire nelle sedi contabili, civili e penali, per la tutela dei miei diritti come cittadina, avvocato, parte agente e rivendicante di un diritto soggettivo, nonché a tutela di tutti coloro che dovessero esserne controinteressati.
Distinti saluti, avv. Ilaria Gadaleta


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