

STOP migrazione collaboratore scolastico ATA
Il problema
Il Collaboratore scolastico è un dipendente del MIUR con profilo di Area A. È addetto ai servizi generali della scuola con compiti di accoglienza e di sorveglianza degli alunni, nei periodi antecedenti e successivi alle attività didattiche, di pulizia dei locali, degli spazi scolastici e degli arredi, di vigilanza e assistenza durante il pasto, di custodia e di sorveglianza generica sui locali della scuola e di collaborazione con i docenti.
Trattasi di un profilo di mansionamento basico per il quale non sono richiesti particolari titoli di accesso come per gli altri profili ATA e docenti.
Non vi è ombra di dubbio che non sia necessaria alcuna continuità nello svolgimento delle funzioni assegnate.
I collaboratori scolasici, precari, che afferiscono a questa area di lavoro, vengono convocati dalle istituzioni scolastiche attraverso un sistema informatizzato e sulla base di un numero massimo di scuole scelte.
Negli anni, dette scuole sono state accorpate e, di fatto, automaticamente incluse nelle scelte di ogni aspirante.
Ne consegue che, per necessità lavorative e/o per aumentare il proprio punteggio si è portati ad accettare sedi di lavoro anche molto distanti rispetto alle aspettative iniziali con ogni conseguenza legata a spostamenti, inquinamento ambientale, dispendio di risorse economiche e, non in ultimo, sottrazione di tempo utile agli affetti, molti di noi sono donne e mamme.
Per questo chiedo al Ministero della pubblica Istruzione che, predisponga una funzione sul Portale "istanzeonline" dove, a conclusione delle operazioni di assegnazione delle supplenze annuali, si possa liberamente decidere di mettere "a disposizione" la propria sede di lavoro per poterla lecitamente scambiare per vicinarietà con altro collega dello stesso profilo e della stessa Area, anche egli resosi disponibile nella funzione di scambio finalizzata ad avvicinarsi al proprio domicilio.
Trattasi di una operazione a "costo zero" di natura sociale ed economica nonchè di riduzione dell'inquinamento atmosferico.
Il problema
Il Collaboratore scolastico è un dipendente del MIUR con profilo di Area A. È addetto ai servizi generali della scuola con compiti di accoglienza e di sorveglianza degli alunni, nei periodi antecedenti e successivi alle attività didattiche, di pulizia dei locali, degli spazi scolastici e degli arredi, di vigilanza e assistenza durante il pasto, di custodia e di sorveglianza generica sui locali della scuola e di collaborazione con i docenti.
Trattasi di un profilo di mansionamento basico per il quale non sono richiesti particolari titoli di accesso come per gli altri profili ATA e docenti.
Non vi è ombra di dubbio che non sia necessaria alcuna continuità nello svolgimento delle funzioni assegnate.
I collaboratori scolasici, precari, che afferiscono a questa area di lavoro, vengono convocati dalle istituzioni scolastiche attraverso un sistema informatizzato e sulla base di un numero massimo di scuole scelte.
Negli anni, dette scuole sono state accorpate e, di fatto, automaticamente incluse nelle scelte di ogni aspirante.
Ne consegue che, per necessità lavorative e/o per aumentare il proprio punteggio si è portati ad accettare sedi di lavoro anche molto distanti rispetto alle aspettative iniziali con ogni conseguenza legata a spostamenti, inquinamento ambientale, dispendio di risorse economiche e, non in ultimo, sottrazione di tempo utile agli affetti, molti di noi sono donne e mamme.
Per questo chiedo al Ministero della pubblica Istruzione che, predisponga una funzione sul Portale "istanzeonline" dove, a conclusione delle operazioni di assegnazione delle supplenze annuali, si possa liberamente decidere di mettere "a disposizione" la propria sede di lavoro per poterla lecitamente scambiare per vicinarietà con altro collega dello stesso profilo e della stessa Area, anche egli resosi disponibile nella funzione di scambio finalizzata ad avvicinarsi al proprio domicilio.
Trattasi di una operazione a "costo zero" di natura sociale ed economica nonchè di riduzione dell'inquinamento atmosferico.
I decisori


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Petizione creata in data 19 novembre 2020