Liberate la casa fantasma e date protezione ai legittimi proprietari!

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Siamo una giovane coppia di Brescia proprietaria di una villetta bifamiliare, la nostra  prima casa, in cui avremmo dovuto vivere e mettere su famiglia.

Casa nostra ci è stata portata via da un individuo violento che ci impedisce di avvicinarci tramite minacce di morte e incursioni armate nella nostra proprietà.
Non possiamo più vivere in casa nostra senza rischiare la vita, uno di noi vive coi propri genitori, l'altro ospite da amici o parenti.
Nell'ultimo anno e mezzo abbiamo sporto diverse denunce presso la Procura di Brescia per chiedere l'allontanamento di questa persona da casa nostra e misure  cautelari in nostra difesa, senza le quali non possiamo non solo vivere in casa nostra, ma nemmeno avvicinarci.

Casa nostra è una villetta bifamiliare su due piani, con due appartamenti separati. Avremmo dovuto inizialmente vivere nell'appartamento del piano terra, per poi riunificare in futuro i due piani con l'espandersi della famiglia. 

Nel 2018 una singola stanza dell'appartamento del piano di sopra viene data in affitto per 11 mesi ad un uomo di circa 40 anni. Questa persona paga solo due mensilità e alla scadenza del contratto lascia l'appartamento e noi proprietari iniziamo a portare in casa le nostre cose, per vivere al piano di sopra mentre ristrutturiamo il piano di sotto.

Dopo circa una settimana quest'uomo torna e decide di volersi appropriare dell'intera villetta. Cambia le serrature del piano di sopra, impedendoci da quel momento l'accesso alle nostre stanze e alle nostre cose, nonostante le nostre denunce e richieste, anche al 112 di poter almeno entrare in casa a recuperare quanto è nostro.

Di lì a breve decide che noi non potremo più avvicinarci nemmeno al piano di sotto, nostra prima e unica abitazione. Inizialmente ha messo colla liquida in tutte le serrature, per poi passare alle maniere forti. In un anno e mezzo ci ha ripetutamente minacciati, anche armi alla mano, di ucciderci se ci avesse rivisto in casa. Ci ha minacciati dal balcone con un'ascia quando ci ha visto sul marciapiede, è entrato nel nostro appartamento al piano di sotto e ha sfondato la porta a martellate, ha rintracciato e minacciato i nostri parenti, è entrato ripetutamente in casa nostra, l'ultima volta per distruggere le telecamere di sicurezza e poi vandalizzare l'intero giardino. Ha imbrattato pareti, citofoni, colonne di marmo, nicchie dei contatori. Butta parte della spazzatura nel nostro giardino, la restante parte la accumula in casa - crediamo in mansarda.

Ha scoperto che uno dei nostri genitori lavora in ospedale e ha forsennatamente e aggressivamente chiamato il centralino minacciando di andare là ad appiccare un incendio - due notti dopo due individui col volto coperto hanno scavalcato la cancellata dell'ospedale, ripresi dalle telecamere di sicurezza, e hanno appiccato un incendio nel cortile del suddetto ospedale.

Ora chiede 30mila euro per restituirci la casa senza distruggerla.

A gennaio 2020 abbiamo ottenuto la convalida di sfratto, che questa persona rifiuta categoricamente di rispettare. Lo Stato italiano nel 2020 ha ripetutamente bloccato l'esecuzione degli sfratti nei decreti legati all'emergenza pandemica. Con l'ultimo decreto abbiamo perso le speranze di vederci restituire la casa anche nel 2021.

Da maggio 2019 ad ora sono state depositate decine e decine di denunce alla Procura di Brescia per: minacce, anche armate, violazioni di domicilio, anche armate, danneggiamenti, tentata estorsione, minacce ai parenti, occupazione abusiva, violenza su cose, stalking.

Abbiamo dovuto annullare i lavori di ristrutturazione (a contratto già firmato e con una cucina già acquistata che da un anno e mezzo non può essere consegnata) e non possiamo andare a vivere là - né tantomeno vivere insieme altrove. Non possiamo andare a vivere là perchè questa persona ha chiarito che ci vuole morti e dimostrato di non avere remore a tramutare le minacce in azioni. Non possiamo vivere insieme altrove perchè stiamo pagando un ingente mutuo su quella casa, più le spese legali dovute a questa vicenda e non potremmo mai permetterci un affitto. Già fatichiamo così a mantenerci - viviamo ospiti da parenti e amici, ma separati.

CHIEDIAMO che la PROCURA DI BRESCIA ci riconosca misure cautelari dovute allo stalking - che imponga al più presto l'allontanamento di questa persona da casa nostra e che gli vengano imposte restrizioni per impedirgli di avvicinarsi a noi e al nostro quartiere.

Crediamo di star subendo un danno gravissimo e che la nostra sicurezza non venga tutelata, così come nemmeno il nostro diritto alla proprietà, alla salute, a vivere insieme e metter su famiglia. Tutto questo sta avendo enormi ripercussioni sulla nostra condizione economica e sul nostro stato di salute, fisico e mentale.

Stiamo raccontando la nostra vicenda sulla pagina facebook "La casa fantasma: storia di come ci hanno rubato casa nostra" e instagram "lacasafantasma", postando foto e video di quanto successo in questi due anni.

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