Lettera Presidente Ursula Von Der Leyen

Lettera Presidente Ursula Von Der Leyen

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Egregia Sig.ra Presidente Ursula Von der Leyen,
Siamo disperati e furiosi!
Siamo Italiani e tutti sappiamo quanto duramente la pandemia ha colpito l’Italia. Fortunatamente, la situazione sta lentamente tornando alla “normalità” e noi siamo preoccupati di tornare nella “normalità” italiana.
Presidente Von der Leyen, siamo una categoria “minore” di Italiani; siamo Italiani del Sud!
In realtà non siamo “minori” in alcun senso. Ma tali ci considera la parte del Paese in cui da sempre si concentrano quasi tutti gli investimenti pubblici, dalle infrastrutture alla ricerca scientifica. Ci chiamano “inferiori” nei talk show televisivi Nazionali, cantano cori razzisti contro di noi negli stadi. Sono convinto che anche Lei ne è a conoscenza, vero? Nel Nord del Paese, con i soldi di tutti gli italiani, ci sono bellissime
autostrade e ferrovie (alcune di riserva, nel caso servissero), bellissimi treni a buon prezzo, tanti servizi e finanziamenti pubblici. Nel Mezzogiorno d’Italia non abbiamo nulla di tutto questo: pensi che Matera, capitale europea della Cultura 2019, non è ancora collegata con le ferrovie dello Stato, in una regione che nonostante contribuisca alla ricchezza nazionale con i più grandi giacimenti petroliferi non off shore del continente, è pure senza autostrade e aeroporti! Siamo discriminati, in una condizione coloniale. Ogni volta e in ogni situazione, si trova una scusa per non fare investimenti pubblici nel Sud Italia e spendere i soldi di tutti gli Italiani solo al Nord.
Il Principio di Addizionalità dei fondi europei è pura fantasia, anche dopo l’ammonimento inviato lo scorso ottobre all’Italia dal Direttore generale Marc Lemaitre; lo 0.47% del PIL dovrebbe essere investito nel Meridione d’Italia, dove vive il 34% della popolazione sul 41% circa del territorio nazionale.
Ultimamente, sono stati stanziati 8 Miliardi di soldi pubblici per la rete ferroviaria, di cui MENO DI UN QUARTO nelle Regioni del sud Italia e Isole, nelle quali non sono stati portati avanti, e in molti casi avviati, progetti per realizzare/completare, per esempio, la Rete TEN-T e le altre reti TEN. Analoga la situazione delle aree interne italiane, pertanto due terzi del territorio nazionale e quasi della popolazione risultano privi di connessioni, collegamenti, reti e servizi adeguati. In più, a seguito della pandemia Coronavirus, nel
Mezzogiorno d’Italia, il rischio che le aziende non riaprano è circa quattro volte maggiore che al Nord. Aumenteranno ancora i disoccupati.
E il divario socio-economico-infrastrutturale anziché ridursi rischia di aumentare, in antitesi con le politiche di coesione dell’Unione Europea.
Abbiamo visto questa scena più e più volte, però adesso siamo stanchi! Siamo arrabbiati!
Crediamo profondamente nella Comunità Europea, maestra di solidarietà nel mondo. Ma che fine fanno questi valori, se esistono discriminazioni così gravi tra aree diverse di uno stesso Paese europeo?
Molte volte abbiamo reclamato i nostri diritti. Inutilmente. Ora, per il Recovery Fund, i presidenti delle Regioni più ricche che, nella graduatoria Eurostat sono tra le prime 20 in UE per Pil pro-capite, pretendono che le risorse di tale fondo (smentendo i criteri di alti indici di disoccupazione e basso Pil) siano destinate al
Nord, non alle Regioni del sud e delle isole, che sono all’altro estremo della classifica, nel gruppo di 57 regioni europee con Pil pro capite uguale o inferiore al 67% della media UE. Sono le aree meno sviluppate d’Europa che danno senso e ragione all’attuazione del Work Programme 2020 che, mirando alla coesione dei popoli, individua in modo prioritario interventi di sostegno e sviluppo a vantaggio delle regioni in maggiore difficoltà, come il Sud d’Italia. Noi, donne e uomini, giovani e meno giovani del Mezzogiorno d’Italia siamo pronti a contribuire a far crescere questa parte dell’Italia e dell’Europa nel Mediterraneo e Lei, Presidente Von der Leyen?
Sono un giovane ingegnere di Taranto: nella mia città è stato sospeso persino il diritto costituzionale alla salute, per consentire la lavorazione a caldo dell'acciaio soppressa a Genova, per tutelare la salute dei genovesi.
Siamo disperati e furiosi, Presidente Von der Leyen; e quando questo avviene, possono succedere cose inaspettate. La coesione stessa del Paese potrebbe essere messa in dubbio.

Roberto D’Alessandro.

 

A letter to President Ursula von der Leyen
Dear Ms Ursula von der Leyen, President of the European Commission,

We are desperate and furious!
We are Italians, and we all know how deeply Italy has been affected by the pandemic.
Fortunately, the situation is slowly going back to “normal”, so, we are concerned about going back to Italian “normal”.
President Von der Leyen, we are “second rate” Italians; we are Southern Italians!
Actually, we are indeed in no way “second rate”. But we are considered as such by the part of the country where almost all public investments, from infrastructure to scientific research, have always been allocated. On national television shows, they call us “inferior”. In the stadiums, they start racial chants against us. I am sure that you are aware of this, am I right?
In the North of the country, thanks to the money of all Italians, there are wonderful highways and railways (even some spare ones, in case of necessity); wonderful trains at a good price; plently of public services and fundings. In Southern Italy, we have none of this: know that Matera, the 2019 European Capital of Culture, is not connected to the State railways. A Region that, despite contributing to national wealth with the largest non-offshore oil deposits, is not even served by highways nor airports! We are
discrimined and kept in a colonial condition.
Every time, for every situation, they find the excuse not to make public investments in Southern Italy and spend the money of all
Italians for the North only. The principle of Additionality of EU funds is only on paper, even after the warning sent last October by
Director-General Marc Lemaitre; 0,47% of GDP should be invested in Southern Italy, home to 34% of the national population, on an area that makes up about 41% of national territory.
Recently, 8 billion in public money has been invested for railways network, and only LESS THAN A QUARTER of this sum went to
Southern and Insular Italian Regions, in which, for example, in many cases, projects to make/complete TEN-T Network and other TEN Networks not only have never been taken forward, but they are also never been started. A similar situation affects the inland Italian areas, meaning that 2/3 of national territory and nearly as much of national population lack proper connections, routes, networks and services. In addition to this, following the COVID-19 pandemic, in Southern Italy, compared to the North, there is about 4 times as much risk for businesses to be unable to reopen.
The number of unemployed will keep rising.
Moreover, in contrast with EU cohesion policies, the socio�economic-infrastructural gap will likely widen, instead of closing.
We have already been down this road many, many times, but now we are tired of this! We are upset!
We firmly believe in European Community, beacon of solidarity in the world. But what are those values for, if discriminations that severe between different areas of the same European country exist?
Many times have we claimed those rights, to no avail. Now, for the Recovery Fund, the Presidents of the richest Regions, which, according to Eurostat ranking, are among the top 20 in EU by GDP per capita, demand that the aforementioned Fund's resources (going against the criteria of high unemployment rate and low GDP) be allocated in the North, instead of Southern and Insular Regions, which lie in the other end of the ranking, among the 57 EU Regions with a GDP per capita equal or less than 67% of EU average. It is the less developed areas of Europe that give meaning to the implementation of Work Programme 2020, which, aiming to the cohesion of the peoples, lists the main measures of support and development, in order to aid the more troubled Regions like Southern Italy.
We, the women and men of Southern Italy, both young and old, are ready to give our contribution for the growth of this part of Italy and of Mediterranean Europe. And you, President Von der Leyen?
I am a young engineer from Taranto: in my city even the constitutional right to health has been suspended, in order to allow steel's hot-working, which was discontinued in Genoa in order to
protect the Genoans' health.
We are desperate and furious, President Von der Leyen, and when this happens, unexpected things may follow. The very same cohesion of our country may be jeopardised.

Roberto d' Alessandro

 

Giuseppe (Pino) Aprile presidente M24A-ET

Annamaria Pisapia vice presidente M24A-ET

Raffaele Vescera

Roberto D'Alessandro

Michele Eugenio Di Carlo

Emiliano Pagano

Massimiliano Vaccaro

Domenico Iannantuoni

Nicola Manfredelli

Giuseppe Ercolino

Crocifisso Aloisi

Franco Calderone

Paolo Spadafora

Enzo Lionetti

Massimo Mastruzzo

Lino Patruno

Aldo Pirillo

Emilio D'Agostino

Angela Tuccillo

Gianfranco Rogato

Erasmo Venosi

Giancarlo Pugliese

Donato Rinaldi