LEP E AUTONOMIA - D'ORLANDO DIMETTITI

Il problema

LEP E AUTONOMIA, L’ARBITRO TIFA LEGA: D’ORLANDO DIMETTITI 

La partita dei diritti, dei fabbisogni, dell’autonomia differenziata è troppo delicata in un Paese già gravato da disuguaglianze. Per questo chiediamo le dimissioni di Elena D’Orlando in quanto persona di parte e la nomina di una presidenza di garanzia alla Commissione tecnica fabbisogni standard (Ctfs).
 
A tale Commissione la legge assegna questioni cruciali come la determinazione e il monitoraggio dei livelli essenziali delle prestazioni (Lep), cioè dei diritti civili e sociali che devono essere garantiti su tutto il territorio nazionale. La professoressa D’Orlando, direttore del Dipartimento di Scienze giuridiche dell’università di Udine, è presidente della Commissione paritetica per l’attuazione dello Statuto del Friuli Venezia Giulia ed è stata membro della delegazione trattante del Veneto per l’autonomia differenziata, due Regioni a guida politica della Lega.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


 
L’inopportunità del suo ruolo plurimo in organismi regionali e nella Ctfs è evidente, ma ancor più critiche sono le azioni effettuate.
 
D’Orlando, in audizione in Parlamento in qualità di presidente Ctfs, l’8 maggio 2024 ha dichiarato che la Commissione è «un attore fattivo del processo di inveramento del dettato costituzionale» e che ciò si traduce nel «contemperare esigenze di solidarietà e di competizione, di uniformità e di differenziazione». Per D’Orlando quindi gli enti locali sono in competizione tra loro - per esempio per accaparrarsi i malati che richiedono interventi particolarmente costosi - e l’articolo 3 va riletto nel senso orwelliano che tutti i cittadini sono uguali ma alcuni sono più uguali degli altri.
 
Inoltre D’Orlando, in qualità sia di presidente Ctfs sia di componente del Comitato Lep di Cassese, ha ratificato la proposta di agganciare la valorizzazione monetaria dei fabbisogni standard al costo della vita territoriale, teorizzando che un insegnante, un infermiere, un assistente sociale deve essere pagato meno nelle Aree interne e nel Mezzogiorno perché il paniere della spesa costa meno. Tuttavia il costo della vita è più basso dove i servizi sono inferiori o assenti per cui la sua proposta si traduce in meno diritti dove ci sono meno risorse e in un incentivo alle migrazioni interne da Sud a Nord, accelerando il collasso demografico delle Aree interne e del Mezzogiorno.
 
Ecco perché è necessario e doveroso che D’Orlando lasci la presidenza della Commissione tecnica fabbisogni standard e che sia sostituita da una figura di garanzia.
 
Chiediamo quindi le dimissioni di D’Orlando dalla Ctfs a nome dell’associazione culturale e politica «34 Testa al Sud», nata il 14 settembre 2024 per respingere il progetto leghista teso a consolidare e incrementare i divari territoriali. Ma la nostra non è una battaglia di parte: siamo convinti che la mobilitazione delle coscienze, da tutta Italia, possa fermare la deriva degli egoismi territoriali. Pertanto invitiamo tutti a firmare e far firmare la petizione su Change.

Massimo Villone (presidente 34 Testa al Sud)

Marco Esposito (segretario 34 Testa al Sud)

Per la segreteria di 34 Testa al Sud:

Davide Carlucci

Giuliano Laccetti

Massimo Lo Priore

Antonio Marsiglia

Daniela Michelino

Assunta Pavone

Daniela Primerano

Paolo Schioppa

Rosanna Sebastiani

Pietro Spirito

Nicola Malpede

#dorlandodimettiti
#34testalsud

600

Il problema

LEP E AUTONOMIA, L’ARBITRO TIFA LEGA: D’ORLANDO DIMETTITI 

La partita dei diritti, dei fabbisogni, dell’autonomia differenziata è troppo delicata in un Paese già gravato da disuguaglianze. Per questo chiediamo le dimissioni di Elena D’Orlando in quanto persona di parte e la nomina di una presidenza di garanzia alla Commissione tecnica fabbisogni standard (Ctfs).
 
A tale Commissione la legge assegna questioni cruciali come la determinazione e il monitoraggio dei livelli essenziali delle prestazioni (Lep), cioè dei diritti civili e sociali che devono essere garantiti su tutto il territorio nazionale. La professoressa D’Orlando, direttore del Dipartimento di Scienze giuridiche dell’università di Udine, è presidente della Commissione paritetica per l’attuazione dello Statuto del Friuli Venezia Giulia ed è stata membro della delegazione trattante del Veneto per l’autonomia differenziata, due Regioni a guida politica della Lega.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


 
L’inopportunità del suo ruolo plurimo in organismi regionali e nella Ctfs è evidente, ma ancor più critiche sono le azioni effettuate.
 
D’Orlando, in audizione in Parlamento in qualità di presidente Ctfs, l’8 maggio 2024 ha dichiarato che la Commissione è «un attore fattivo del processo di inveramento del dettato costituzionale» e che ciò si traduce nel «contemperare esigenze di solidarietà e di competizione, di uniformità e di differenziazione». Per D’Orlando quindi gli enti locali sono in competizione tra loro - per esempio per accaparrarsi i malati che richiedono interventi particolarmente costosi - e l’articolo 3 va riletto nel senso orwelliano che tutti i cittadini sono uguali ma alcuni sono più uguali degli altri.
 
Inoltre D’Orlando, in qualità sia di presidente Ctfs sia di componente del Comitato Lep di Cassese, ha ratificato la proposta di agganciare la valorizzazione monetaria dei fabbisogni standard al costo della vita territoriale, teorizzando che un insegnante, un infermiere, un assistente sociale deve essere pagato meno nelle Aree interne e nel Mezzogiorno perché il paniere della spesa costa meno. Tuttavia il costo della vita è più basso dove i servizi sono inferiori o assenti per cui la sua proposta si traduce in meno diritti dove ci sono meno risorse e in un incentivo alle migrazioni interne da Sud a Nord, accelerando il collasso demografico delle Aree interne e del Mezzogiorno.
 
Ecco perché è necessario e doveroso che D’Orlando lasci la presidenza della Commissione tecnica fabbisogni standard e che sia sostituita da una figura di garanzia.
 
Chiediamo quindi le dimissioni di D’Orlando dalla Ctfs a nome dell’associazione culturale e politica «34 Testa al Sud», nata il 14 settembre 2024 per respingere il progetto leghista teso a consolidare e incrementare i divari territoriali. Ma la nostra non è una battaglia di parte: siamo convinti che la mobilitazione delle coscienze, da tutta Italia, possa fermare la deriva degli egoismi territoriali. Pertanto invitiamo tutti a firmare e far firmare la petizione su Change.

Massimo Villone (presidente 34 Testa al Sud)

Marco Esposito (segretario 34 Testa al Sud)

Per la segreteria di 34 Testa al Sud:

Davide Carlucci

Giuliano Laccetti

Massimo Lo Priore

Antonio Marsiglia

Daniela Michelino

Assunta Pavone

Daniela Primerano

Paolo Schioppa

Rosanna Sebastiani

Pietro Spirito

Nicola Malpede

#dorlandodimettiti
#34testalsud

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Petizione creata in data 10 ottobre 2024