Actualización de la peticiónL'Italia dia il giusto riconoscimento a traduttori ed interpreti qualificatiNoi ci siamo. E Bruxelles?

Andrea DFrancia
Oct 4, 2016
Dopo una pausa di due mesi dall'ultimo aggiornamento (complice l'estate) eccoci per aggiornarvi sulle ultime novità riguardo la questione della corretta applicazione della Direttiva 2010/64/UE in Italia (quella che impone un registro nazionale di interpreti indipendenti e qualificati per i tribunali).
Interrogata dall'europarlamentare Isabella Adinolfi (M5S), che chiedeva alla Commissione Europea del motivo dei ritardi nella pubblicazione della relazione sull'applicazione della direttiva nei paesi UE nonché denunciava la cattiva applicazione della stessa in Italia, la commissaria Jourova ha risposto che sta monitorando ed è pronta ad aprire una procedura d'infrazione laddove dovesse appurare che l'Italia (da sola o con altri paesi UE) non avesse applicato la normativa europea in modo corretto.
Non ci resta che sperare che la Commissione voglia andare fino in fondo in modo serio sulla questione per evitare che la Direttiva perda del suo significato.
Se volete far sentire la vostra opinione alla Commissione, l'indirizzo mail al quale scrivere è JUST-CRIMINAL-JUSTICE@ec.europa.eu
Qui di seguito il testo dell'interrogazione e la risposta
3 maggio 2016
E-004113-16
Interrogazione con richiesta di risposta scritta
alla Commissione
Articolo 130 del regolamento
Isabella Adinolfi (EFDD)
Oggetto: Tutela del diritto a un'interpretazione e una traduzione di qualità sufficiente nei procedimenti penali
La direttiva 2010/64/UE sancisce (articolo 5.2) per gli Stati membri l'impegno a istituire un registro di traduttori e interpreti debitamente qualificati.
In Italia l'attuazione di tale direttiva è avvenuta con decreto legislativo 32/2014 ma, nel complesso non si riscontra alcun riferimento sull'istituzione di tale registro.
Nell'ordinamento giuridico italiano non paiono, altresì, sussistere previsioni inequivocabili a garanzia del reclutamento di interpreti e traduttori giudiziari dotati di comprovata professionalità a tutela dell'equità del procedimento penale, ma si ravvisa la chiamata di meri conoscitori della lingua straniera non dotati di comprovata formazione e competenza in ambito giuridico e della tecnica processuale.
Sembrerebbe, dunque, riscontrarsi una violazione della piena e coerente attuazione della direttiva 2010/64/UE, in specie degli articoli 2.8 e 3.9 della stessa, cui si correlano i diritti fondamentali tutelati dall'articolo 6 della CEDU e dagli articoli 47 e 48 della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea.
In considerazione di ciò, può la Commissione far sapere:
— se ritiene l'attuale quadro normativo italiano in linea con la direttiva 2010/64/UE;
— per quale ragione, in violazione dell'articolo 10 della direttiva 2010/64/UE, non ha ancora presentato la relazione in cui valuta in che misura gli Stati membri abbiano adottato le misure necessarie per conformarsi alla direttiva stessa?
25 luglio 2016
E-004113/2016
Risposta di Věra Jourová a nome della Commissione
La Commissione rimanda l'onorevole parlamentare all'articolo 5, paragrafo 2, della direttiva 2010/64/EU che prevede che gli Stati membri si impegnino a istituire un registro o dei registri di traduttori e interpreti indipendenti e debitamente qualificati. Ai sensi degli articoli 2 e 3 della direttiva, gli Stati membri hanno l’obbligo di assicurare che siano fornite un'interpretazione e traduzione di qualità sufficiente a tutelare l’equità del procedimento.
La Commissione sta monitorando da vicino l’effettiva applicazione della direttiva 2010/64/UE in tutti gli Stati membri, compresa l’Italia. Se dopo la valutazione delle misure nazionali di recepimento emergessero problemi di non conformità, la Commissione adotterà tutte le misure adeguate, compreso, se del caso, l’avvio di procedimenti di infrazione a norma dell’articolo 258 del trattato sul funzionamento dell’Unione europea.
Ora che tutti gli Stati membri hanno comunicato le disposizioni nazionali di recepimento, la Commissione è altresì in grado di elaborare una relazione per valutare in quale misura gli Stati membri abbiano adottato i provvedimenti necessari per conformarsi alla suddetta direttiva.
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